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Ancora debole l’economia della Cina: a gennaio crollano export (-6,6%) e import (-14,4%)

Continua a calare il commercio cinese. Secondo i dati diffusi dall’istituto delle dogane, a gennaio si è registrato un tonfo dell’export del 6,6%, a 175 miliardi di dollari, con l’import ancora più indietro, -14,4%, a 114,2 miliardi. A dicembre gli erano state registrate flessioni di export e import, rispettivamente  dell’1,4% e del 7,6%.

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Da vino a tubi, da Ue a Cina, commercio cerca intese su dazi

I dazi condizionano ancora pesantemente il commercio mondiale e i negoziati infiniti al riguardo testimoniano quanto sia difficile conciliare i vari interessi. Le imprese italiane hanno più di un motivo per lamentarsi. Secondo Federalimentare è di due miliardi di euro sottratti all’anno il conto delle misure protezionistiche. In allarme sono ora i viticoltori italiani, dopo l’indagine antidumping sull’export del vino Ue (che penalizzerebbe in particolare Italia e Francia) aperta dal gigante asiatico in ritorsione ai dazi imposti sui pannelli solari cinesi. La perdita da superdazi per l’export del ‘nettare di Bacco’ italiano potrebbe essere, secondo i calcoli Coldiretti, di 60 milioni di euro nel 2013. Qualche buona notizia rischiara però il panorama: dal via libera ai negoziati sul libero scambio tra Ue e Usa raggiunto venerdì scorso, l’associazione dei costruttori auto europei (Acea) stima che, togliendo dazi e vari impedimenti regolatori-burocratici, l’export europeo di auto e componenti negli States balzerà del 149% nel periodo 2017-2027. Il presidente dell’Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche (Aicig) Giuseppe Liberatore, osserva all’ANSA che “L’export nazionale verso gli Stati Uniti nel 2012 è stato pari a 2,7 miliardi di euro registrando un +9,6 rispetto al 2011. Se i negoziati dovessero portare ad un miglioramento generale delle esportazioni, sicuramente il valore aumenterebbe visto l’interesse sempre manifestato nei confronti dell’agroalimentare italiano. Vista l’attuale situazione economico commerciale nazionale, ogni svolta positiva è da perseguire con forza”. Anche i produttori di vino minacciati dalle ritorsioni cinesi trovano sollievo dalla notizia che l’ India ha proposto di abbassare al 40% i dazi doganali sull’importazione di vino, nel tentativo di sbloccare lo stallo con l’Unione europea sull’accordo di libero scambio in discussione da sei anni. Attualmente New Delhi applica una tassa di circa il 150% sui vini e alcolici stranieri. Ma la guerra commerciale con la Cina è quella che rischia maggiormente di surriscaldarsi dopo che, in risposta alla mossa cinese di aprire l’indagine antidumping sul vino europeo, La Commissione Ue ha lanciato una procedura al Wto contro i dazi del 9,7% all’11,1% imposti dalla Cina sui tubi in acciaio non saldati europei. Anche il Giappone ha presentato un reclamo contro la stessa misura, estesa pure ai tubi giapponesi. La Cina lamenta peraltro forte perdite dalle barriere commerciali a carico delle sue imprese: secondo le aziende cinesi dello Zhejiang, la provincia più dinamica di tutta la Cina e che vanta fortissimi legami con l’Italia, le barriere commerciali hanno causato tre miliardi di dollari di perdite nel 2012. E il comparto alimentare non è il solo rappresentante del Made in Italy a pagare un conto pesante ai dazi. In particolare soffrono settori di eccellenza come l’oreficeria e il calzaturiero. La filiera dell’oreficeria ha lamentato per il settore una perdita pari ad un miliardo di euro nel 2011. Quanto alle scarpe italiane, ricercate in tutto il mondo, costane veramente care ai compratori di alcuni Paesi: in Vietnam arriva dai dazi un ricarico del 38,5%, in Argentina e Brasile è del 35% e poco dietro ci sono Thailandia, Egitto, Indonesia, Cina, India, Russia ed Emirati arabi uniti.
fonte: ANSA

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Crescono meno le esportazioni cinesi

Il ritmo di crescita delle esportazioni cinesi è fortemente diminuito in ottobre, sintomo che l’inflazione interna e la crisi dei mercati di Europa e Stati Uniti stanno facendo sentire i loro effetti. Secondo i dati diffusi oggi dalle dogane, le esportazioni sono cresciute del 15,9% rispetto al mese precedente. Le previsioni parlavano di una crescita del 16,5%. Allo stesso tempo, le importazioni cinesi sono aumentate del 28,7%, portando il surplus commerciale cinese a 17 miliardi di dollari, nettamente inferiore a quello previsto di 24,9 miliardi.

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Sinopec sospende esportazioni petrolio

La Sinopec (China Petroleum Corporation), il gigante del petrolio cinese, ha annunciato oggi di sospendere le esportazioni di prodotti raffinati, fatta eccezione per Hong Kong e Macao, per assicurare un adeguato approvvigionamento domestico. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. In un comunicato dell’azienda si legge che la Sinopec adottera’ misure per aumentare la produzione e andare incontro alla domanda del mercato domestico. Per quanto riguarda Hong Kong e Macao, nel comunicato si legge che non e’ da escludere una diminuzione delle esportazioni anche verso queste due regioni. Sin dall’inizio dell’anno, Sinopec ha incrementato la produzione dei prodotti raffinati. Nel primo trimestre la produzione ha raggiunto i 31,55 milioni di tonnellate, registrando un incremento del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il portavoce della compagnia ha detto che la produzione nel mese di aprile dovrebbe arrivare a 10,54 milioni di tonnellate.

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In calo l’avanzo commerciale, aumenta il commercio con estero

L’avanzo commerciale della Cina ha subito un calo, a gennaio scorso, del 53,5% rispetto allo stesso mese del 2010, attentandosi a 6,45 miliardi di dollari, inferiore al dato di dicembre che era di 13,1 miliardi di dollari. Lo riferisce l’agenzia generale delle dogane di Pechino. Le esportazioni sono aumentate del 37,7% a gennaio e le importazioni del 51%. I dati sono sotto le aspettative di molti economisti. Il commercio estero della Cina è aumentato del 44% a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Lo rivela l’amministrazione generale delle dogane, che spiega che l’aumento è dovuto principalmente ai numerosissimi commerci avuti prima dell’inizio delle festività di Capodanno, cadute il 3 febbraio. E’ di 295,01 miliardi di dollari il volume totale degli scambi con l’estero annunciato oggi dall’amministrazione delle dogane di Pechino. A causa di questo risultato, l’eccedenza commerciale di febbraio crollerà maggiormente rispetto al già risultato negativo annunciato stamattina. L’Unione europea resta, nel 2010, il maggior partner commerciale della Cina, con un aumento del 30,5% rispetto al 2009, raggiungendo 45,97 miliardi di dollari. I commerci con gli Stati Uniti, invece, sono aumentati del 39,87% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 36,87 miliardi di dollari. Aumentati del 42% i commerci con il Giappone che raggiungono un volume di 27,84 miliardi.

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Aumento delle esportazioni cinesi

Le esportazioni cinesi sono cresciute in giugno ad un tasso superiore a quello previsto, indicando che la ripresa dell’economia internazionale non si è indebolita come si temeva. Secondo i dati diffusi oggi dall’Amministrazione Generale delle Dogane cinesi, l’export è stato superiore del 43,9% a quello di un anno fa, una tasso di crescita nettamente più alto del previsto 38%. Le importazioni sono aumentate del 34%, come si attendeva. Di conseguenza, l’avanzo commerciale della Cina è stato di 20 miliardi di dollari, il più alto degli ultimi nove mesi. I dati sulla ripresa del commercio internazionale e delle esportazioni cinesi rafforzeranno gli argomenti di coloro, come gli Usa, che sostengono che lo yuan cinese sia sottovalutato e che il suo tasso di cambio dovrà subire nelle prossime settimane un aumento deciso.

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