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Calano esportazioni alimentari italiani in Cina nei primi mesi del 2014, -8,2% ma per Coldiretti quadruplicate le esportazioni da inizio crisi

Il cibo e il modello alimentare italiani devono trovare più spazio in Cina, visto che nei primi due mesi del 2014 l’export ha segnato -8,2%. A dirlo è il consigliere incaricato di Federalimentare Luigi Scordamaglia, nella missione del presidente del Consiglio Renzi e del ministro Guidi nel Paese asiatico. ”Gli ultimi risultati del nostro export alimentare in Cina non sono pienamente soddisfacenti – fa sapere Scordamaglia – se si pensa alle enormi potenzialità del mercato cinese”. Da qui la necessità di intensificare le azioni di informazione e promozione del Food and Beverage italiano, aumentando lo sforzo distributivo attraverso i canali del retail, food service e e-commerce. ”La filiera agroalimentare italiana è sinergica alle esigenze di questo Paese – sottolinea il consigliere -, aumentare l’autosufficienza per una serie di commodities agricole è una priorità assoluta per la Cina, alla ricerca di un modello sostenibile che ripari gli errori del passato e valorizzi al massimo la terra disponibile senza impattare negativamente sull’ambiente. In questa sfida, il modello produttivo italiano – conclude – è la risposta migliore possibile; le eccellenze alimentari italiane entrano sempre più nelle abitudini alimentari di questo Paese, serve però una decisa semplificazione delle procedure infinite di registrazione all’importazione e l’eliminazione di molte barriere non tariffarie”. Dall’inizio della crisi ad oggi il valore dell’export di prodotti agroalimentari italiani in Cina è quasi quadruplicato, con un aumento record del 270%. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti su dati Istat relativi al periodo 2008-2013 in occasione della visita del premier Renzi. E’ il vino il prodotto made in Italy più esportato in Cina, il Paese asiatico diventato il maggior consumatore mondiale di rosso; seguono dolci, olio d’oliva, frutta e formaggi, con 13 mila forme di Parmigiano Reggiano esportate nel 2013. In Cina, il ceto che può contare sui livelli reddituali più elevati, va alla ricerca di prodotti agro-alimentari di importazione, che ritiene più sicuri, con meno residui, e per i quali è disposto a pagare di più. Un esempio, rileva Coldiretti, è l’ortofrutta, anche se frenato dalle barriere doganali e fitosanitarie e, proprio la visita del premier potrebbe rappresentare una spinta a superare le restrizioni che continuano ad interessare alcuni prodotti tricolori. Complessivamente le esportazioni di prodotti agroalimentari è stata pari a 342 milioni di euro nel 2013, con un aumento del 13% rispetto al 2012.

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A Canton Food Hospitality World di Fiera Milano

Presentata alla stampa cinese a Guangzhou, ex Canton, Food Hospitality World China 2012, fiera co-organizzata da Fiera Milano e Worldex Group prevista per il prossimo novembre 2012 proprio nella città meridionale cinese. Il progetto vede la fusione delle due manifestazioni di maggior successo di Fiera Milano: Tuttofood, il salone dell’agroalimentare e Host, il salone dell’ospitalità professionale, che da così origine al più grande evento b2b per i settori dell’agroalimentare e dell’ospitalità. All’interno di Food Hospitality World China anche una sezione speciale dedicata al vino italiano, Italian Wine Experience, organizzata dalla rivista ‘Il mio vino’. L’evento rientra nell’ambito dell’azione di Fiera Milano rivolta a promuovere i settori nei quattro paesi Bric. Quella di Canton sarà la seconda tappa della manifestazione del gruppo fieristico milanese guidato da Michele Perini. Nel 2012, Food Hospitality World farà tappa a Mumbai in India in gennaio e successivamente, a marzo 2013, a San Paolo in Brasile. Alla conferenza stampa era presente lo stesso Presidente Perini accompagnato da Dario Rota, responsabile del progetto. “Abbiamo puntato la strategia internazionale di Fiera Milano – ha detto Perini in conferenza stampa – sui maggiori mercati emergenti fuori dall’Europa, dove sarà deciso il futuro delle maggiori economie europee. E proprio in ossequio a ciò è arrivata la decisione di lanciare i nostri due brand Host e Tuttofood in India, Cina e Brasile”, che fa diventare così questa una grande opportunità per le aziende che avranno la possibilità di incontrare selezionati operatori locali ed internazionali e, al tempo stesso, un’occasione unica per poter consolidare la propria presenza sui mercati emergenti. In Cina, in particolare, nei primi otto mesi del 2011 le esportazioni agroalimentari italiane sono cresciute del 52.9%. L’Italia ha venduto in Cina 162.45 milioni di USD di prodotti agroalimentari e vinicoli, con una crescita del 52.92% rispetto allo stesso periodo del 2010, con ottime performance del nostro Paese nel settore dei prodotti alimentari trasformati di qualità, tipici del Made in Italy: siamo infatti primi esportatori in Cina di cioccolato con una quota di mercato del 44%, primi per la pasta con una quota del 15%, secondi per l’olio di oliva con il 35%, secondi per l’acqua minerale e vino frizzanti con il 13% del mercato e terzi per caffé e vino fermo in bottiglia con quote, rispettivamente, dell’8% e del 6%. Gli aumenti in valore più significativi si registrano per il vino +110.9% (58.15 mln di USD), i formaggi +63% (3.02 mln di USD), la cioccolata +53.6% (42.28 mln di USD) e l’olio extra vergine di oliva +35.1% (19.26 mln di USD). “L’attività internazionale di Fiera Milano – conclude Perini – ha fatto passi significativi negli ultimi anni ed ora ha delle basi importanti all’estero che permettono ad operatori stranieri di conoscere meglio gli eventi organizzati a Milano e, in questo caso, l’export dei nostri prodotti nei mercati stranieri”.

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