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Il presidente cinese chiede che la portaerei sia pronta a combattere

Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto al capitano dell’unica portaerei della Repubblica Popolare Cinese di “prepararsi rapidamente ad essere in grado di combattere e di avere il necessario sostegno logistico”. Lo scrive il mensile ‘Dangjian’ (Costruiamo il Partito), un giornale del Partito Comunista Cinese, riportando le affermazioni fatte dal presidente e segretario generale del Partito nel corso di una sua recente visita alla portaerei, la Liaoning. La portaerei è al centro dell’attenzione a causa delle crescenti tensioni nel Pacifico, dove la Cina ha dispute territoriali con numerosi paesi vicini tra cui Giappone, Vietnam e Filippine. La Cina ha comprato la nave, di un modello sovietico chiamato Ammiraglio Kuznetsov, dall’Ucraina nel 1998. Dopo essere stata ristrutturata, è attiva dal settembre 2012. La Liaoning è stata al centro di un episodio di tensione con l’americana USS Cowpens l’anno scorso, quando due delle imbarcazioni che la scortano si sono pericolosamente avvicinate alla nave da guerra statunitense sfiorando – secondo gli Usa – la collisione.

fonte: ANSA

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Cresce forza militare cinese, sperimentato primo drone

La Cina ha condotto ieri il primo volo di prova di un drone, un aereo da guerra comandato a distanza e difficilmente individuabile dai radar, secondo i media locali. L’esperimento fa della Cina il quarto soggetto, dopo Usa, Regno Unito e Unione Europea, ad essere in grado di far volare i droni, che possono essere impiegati in missioni di guerra o per sorveglianza e spionaggio. In uno stile che alcuni osservatori hanno definito ”tipicamente cinese”, il test del nuovo tipo di aereo e’ stato semiclandestino. La notizia che il test era stato effettuato con successo nel sud del Paese e’ stata data prima da alcuni siti web per fanatici di cose militari, poi ripresa e confermata dalla stampa ufficiale. In seguito immagini del volo dell’aereo ”invisibile” sono misteriosamente comparse su alcuni siti web e diffuse da utenti individuali di Internet sui loro blog. Secondo gli esperti il drone cinese, che e’ stato battezzato ”Spada affilata” (”Lijian” in cinese), e’ simile all’americano Northrop Grumman X-47B. Proprio gli Usa stanno usando i droni da nove anni, con successo, contro gli estremisti islamici che hanno le loro basi nelle regioni tribali del Pakistan. Secondo il quotidiano China Daily il drone ha un solo motore ed ha la stessa forma del X-47B, disegnata per renderne difficile l’individuazione da parte dei radar. Il giornale afferma che il drone e’ stato disegnato dallo Shenyang Aircraft Design Institute e prodotto dall’Hongdu Aviation Industry Group. Il volo di prova della ”Spada affilata” e’ durato 20 minuti. Si tratta del terzo moderno aereo da combattimento prodotto dalla Cina negli ultimi tre anni, dopo i caccia J-20 e J-31. La Cina e’ impegnata da due decenni nella modernizzazione del suo esercito, e il suo bilancio per la difesa e’ il secondo del mondo dopo quello degli Usa. In questo periodo le spese per trasformare l’Esercito di Liberazione Popolare (Pla) sono aumentate costantemente di percentuali annuali a due cifre, suscitando preoccupazioni negli Stati Uniti – che rimangono la potenza militarmente dominante nel Pacifico – e dei Paesi asiatici che hanno in corso dispute territoriali con Pechino, tra cui Giappone, Vietnam e Filippine. Nel 2013 l’aumento delle spese militari e’ stato del 10,7 per cento. Dopo la progressiva riduzione del numero dei soldati, che in gran parte sono stati trasferiti nei corpi paramilitari addetti al controllo dell’ordine pubblico, il Pla conta oggi 1,8 milioni di uomini.

fonte: Beniamino Natale per Ansa

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Via le “star” dall’esercito cinese, non più generali-cantanti

Basta generali cantanti, ballerini e attori nei ranghi dell’esercito cinese. La scure della moralizzazione dei costumi negli alti gradi del potere cinese (tra i quali l’esercito occupa i primissimi posti), voluta sin dalla sua nomina a presidente da Xi Jinping, colpisce ora anche gli alti graduati dell’Esercito del Popolo. A farne le spese sia i militari di carriera, sia i civili i cooptati dalle forze armate per meriti artistici e che vengono chiamati generali. Ai primi sarà vietato indulgere in cene di gala o banchetti sfarzosi. Ai secondi, a cui viene tolto anche il rango di generale, non saranno permesse molte cose. Fa niente che tra i generali cantanti ci sia anche Peng Liyuan, moglie dell’attuale presidente, forse la più famosa cantante e (a questo punto ex) generale dell’esercito cinese. Il suo volto sorridente ha accompagnato per anni le famiglie cinesi riunite dinanzi alla televisione per ammirare il gala del capodanno cinese. Per lei e per gli altri come lei, da oggi in poi cambiano le regole. Tra le nuove disposizioni il fatto che i musicisti che fanno parte dell’esercito non possano promuovere se stessi, fare performance musicali all’estero senza autorizzazione, fare concerti privati, anche per beneficenza, esibirsi in locali notturni anche famosi. Ai militari, inoltre, è vietato di partecipare a talent show. Han Hong, generale sino-tibetano e voce famosissima, ha partecipato come giudice al talent show China Idol. Di contro, il corpo dei militari cantanti-attori-ballerini, non viene cancellato, ma dovrà sempre più essere integrato nell’esercito regolare. Ecco perchè oltre a perdere il grado di generali, questi dovranno stare almeno un mese fra le truppe in azioni e in caserma lavorando con loro e dovranno aumentare il numero delle loro performance destinate ai militari. I cantanti e i ballerini dovranno esibirsi almeno 100 volte in un anno per le truppe, gli attori mettere andare in scena almeno per 60 spettacoli. Basta con stili di vita esagerati, a tutti si chiede moderazione. La stessa Han, si è dovuta scusare per essere stata beccata ad infrangere regole stradali a bordo di una Ferrari nera e di una Land Rover. Le regole, secondo chi le ha volute, non solo serviranno a far tornare con i piedi per terra questi servitori dello stato e a moralizzarne i costumi, rendendo più felici i cinesi che si lamentano dei loro governanti e funzionari, ma renderanno migliore anche lo spirito di corpo. Un regolamento simile entrato in vigore ad aprile, obbliga gli alti graduati dell’esercito a trascorrere almeno 15 giorni nel grado più basso militare, del soldato semplice, per capire a fondo come vivono le truppe. Se non è cameratismo, questo.

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Ex leader delle guardie rosse: via ritratto di Mao da Tiananmen

Un ex leader delle Guardie Rosse ha detto pubblicamente che il ritratto di Mao Zedong dovrebbe essere rimosso da Piazza Tiananmen. L’ affermazione è stata fatta da Kuai Dafu durante una conferenza all’università Tsinghua di Pechino. Durante il contestato periodo della rivoluzione culturale di Mao, Kuai Dafu aveva guidato le truppe delle Guardie Rosse denunciando, tra gli altri, Deng Xiaoping. Kuai fu all’epoca ritenuto responsabile per gran parte degli scontri causati dalle Guardie Rosse, incluso quello che, proprio all’ università Tsinghua, provocò la morte di cinque persone e il ferimento di altre settecento. Nel dire che il ritratto del ‘grande timoniere’ dovrebbe essere rimosso, l’ ex leader ha però specificato di non essere antimaoista, definendo anzi Mao come “un eroe nazionale cinese”.

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Tensione sul confine indo-cinese, New Delhi chiede ritiro truppe di Pechino

L’India ha chiesto oggi alla Cina di ritirare le sue truppe dopo un sospetto sconfinamento in una zona dell’Himalaya occidentale che e’ contesa dai due Paesi. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri, Syed Akbaruddin, in un incontro con i giornalisti. New Delhi ha invitato al rispetto ”dello status quo esistente prima dell’incursione del 15 aprile” nella zona situata nella regione del Ladakh. Secondo quanto riferito dalla stampa indiana, la scorsa settimana le truppe cinesi sono entrate per 10 chilometri in territorio indiano e hanno piazzato un accampamento. Pechino ha smentito lo sconfinamento oltre la cosiddetta Line of Actual Control (Lac) di 4 mila chilometri che taglia in due la catena himalayana. Nonostante diversi round di negoziati fra New Delhi e Pechino, il confine non e’ mai stato delimitato. Il portavoce ha ricordato che in passato simili incidenti ”si sono risolti pacificamente”. Oggi delegazioni militari indiana e cinese hanno tenuto un secondo incontro distensivo (flag meeting) a Daulat Beg Oldie, un aeroporto militare all’altitudine di 5.100 metri, che si trova anche su una antica strada carovaniera. Due giorni fa, il governo di New Delhi aveva convocato l’ambasciatore della Cina per esprimere il proprio disappunto sull’incidente.

fonte: ANSA

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Per la Cina gli Usa sono responsabili delle tensioni nel Pacifico

La Cina ha accusato oggi “alcuni paesi” di aver fatto crescere la tensione nell’oceano Pacifico, in quello che viene interpretato come un velato riferimento agli Stati Uniti. Nel “libro bianco” sulla politica militare della Cina, presentato oggi al pubblico, Pechino afferma che “alcuni paesi stanno rafforzando le loro alleanze militari nel Pacifico, allargando la loro presenza militare nella regione e spesso provocando inasprimenti della tensione”. Washington ha inaugurato sotto la presidenza di Barack Obama una politica estera che ha il suo ‘perno’ nel Pacifico. Molti paesi alleati degli Usa – come il Giappone, le Filippine, Taiwan e il Vietnam – hanno contenziosi territoriali con la Cina nella regione. Tra questi viene nominato il solo Giappone che, secondo il libro bianco “sta creando problemi sulla questione delle isole Diaoyu”, che sono rivendicate sia da Pechino che da Tokyo.

fonte: ANSA

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Per un centro studi di Londra, tra 10 anni spese militari cinesi come Usa

Nel giro di un decennio gli Stati Uniti non saranno piu’ la superpotenza militare che spende di piu’ in armamenti ma verranno raggiunti dalla Cina. E’ quanto emerge dal rapporto sulla situazione militare globale presentanto oggi dall’Istituto per gli studi strategici di Londra (IISS). Secondo il centro studi, se il budget militare di Pechino continuera’ a crescere con una media del 15% l’anno, come e’ accaduto negli ultimi dieci anni, la Cina potra’ competere con gli Usa entro il 2023-2025. Nel 2012 inoltre per la prima volta i Paesi asiatici hanno superato nell’acquisto di armi quelli europei, costretti a massicci tagli a causa della crisi economica. Si calcola che i membri europei della Nato abbiano ridotto le loro spese militari dell’11% rispetto al 2006, prima che scoppiasse la crisi, e questo ‘trend’ e’ destinato a proseguire.

fonte: ANSA

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