Archivi tag: emigrazione cinese

La fotografia della presenza cinese in Italia: quarta popolazione nel Bel Paese

I cinesi sono la quarta popolazione immigrata per residenti in Italia con oltre 300 mila presenze e rappresentano l’8,1% delle popolazione straniera complessiva. Lo rileva un’indagine della Fondazione Leone Moressa di Venezia. Per quanto riguarda il genere, la popolazione cinese è piuttosto equilibrata, avendo una componente femminile del 48,9%. I cinesi risultano più numerosi nelle province di Milano (24.000), Firenze (14.000), Roma e Prato (13.000), ma l’incidenza maggiore sul totale della popolazione straniera si registra a Prato (39%). Seguono Treviso (8.006), Torino (7.553), Napoli (5.958), Padova (5.835), Reggio Emilia (5.274) e Brescia (5.171). Nelle scuole, come per le altre prime tre nazionalità in Italia, gli alunni cinesi (32 mila) si concentrano soprattutto nelle primarie. I nati con cittadinanza cinese nel 2010 in Italia sono 5.154, di cui il 22,4% è nato in Lombardia, il 15,3% in Emilia Romagna, il 14,9% in Veneto e il 12,0% in Piemonte. Il 31,8% dei cinesi è occupato (28,7% femmine; 36,1 maschi). La sotto occupazione non è molto diffusa rispetto alle altre nazionalità: sono infatti sotto inquadrati il 9,7% dei maschi e l’8,6% delle femmine. I cinesi risultano essere principalmente esercenti delle vendite (22,6%), esercenti e addetti nell’ attività di ristorazione (16,2%) e addetti alle vendite (10,3%). Gli imprenditori stranieri sono 56.000 e costituiscono il 9,5% del totale degli imprenditori stranieri. Le attività maggiormente gestite da cinesi sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio (40,0%), il manifatturiero (30,3%) e le attività di ristorazione (20,4%). A livello territoriale si concentrano in Lombardia (20,9%), Toscana (18,2%) e Veneto (12,0%). La retribuzione media dei cinesi è di 959 euro (1005 per gli uomini, 904 per le donne). I redditi dichiarati nell’anno di imposta 2010 ammontano a 7.330 euro. L’Irpef è di 2.010 euro per un totale di 145 mila contribuenti cinesi. I cinesi risultano essere la popolazione che invia il maggiore importo nel paese di origine sotto forma di rimesse (2,67 miliardi). Roma è la prima provincia da cui queste rimesse provengono (1,4 mld). Osservando le rimesse inviate in Cina negli ultimi 5 anni, la somma supera i 10 mld di euro, con un aumento dal 2008 al 2012 del 74%.

fonte: ANSA

1 Commento

Archiviato in Vita cinese, vita da emigrante

Tour operator cinesi ritardano partenze dopo omicidio Roma

Alcuni tour operator cinesi starebbero ritardando le partenze dei tour per l’Italia dopo l’omicidio dell’uomo cinese e di sua figlia di nove mesi a Torpignattara a Roma. Lo scrive il China Daily. Secondo il giornale, la Btg, una società turistica, avrebbe deciso di ritardare la partenza dei suoi tour verso l’Italia. Sun Kai, un funzionario della società, ha annunciato al quotidiano “la decisione di ritardare le partenze a febbraio a causa delle questioni di sicurezza in Italia”. Su internet in Cina continuano i commenti sulla vicenda e in molti puntano il dito contro l’ eccesso di “garantismo” in Italia. Molti in partenza per il Belpaese affermano di non voler portare molto denaro contante in Italia a causa della situazione, soprattutto a Roma dove, negli ultimi mesi, diversi cinesi proprietari di negozi e ristoranti hanno subito atti criminosi. Nessun riferimento, sulla stampa cinese, all’attività abusiva di money transfer dell’uomo ucciso. E’ invece in evidenza la notizia relativa alle ricerche di un sospetto di omicidio a Nanchino, capitale della provincia del Jiangsu. L’uomo, un cinese, ha commesso un omicidio per rapina, venerdì scorso, ai danni di un connazionale che aveva appena ritirato dal bancomat oltre 2.000 euro. Le autorità hanno messo in campo più di 13.000 agenti per cercarlo, oltre ad offrire una taglia. Secondo la polizia, l’uomo si è reso protagonista in passato di altri episodi del genere in altre province.

Lascia un commento

Archiviato in Turisti per forza, Vita cinese

I re magi erano cinesi. Altri tre immigrati dalla Cina. Ma almeno loro portano qualcosa…

I Re Magi erano molto più di tre e non arrivavano dalla Persia bensì dalla lontana Cina. E’ quanto narra un manoscritto dell’ottavo secolo custodito negli archivi vaticani da 250 anni e soltanto ora tradotto dall’antico siriaco da Brent Landau, un professore dell’università dell’Oklahoma. L’originale de ‘La Rivelazione dei Magi’ – questo il nome del documento – fu scritto meno di un secolo dopo il Vangelo di Matteo, fino ad ora l’unica fonte della storia dei Re Magi. E dipinge uno scenario molto diverso dalla storia “ufficiale”. I Magi della Bibbia sono sempre stati associati a mistici persiani, ma quelli di cui narra il manoscritto provengono da molto più lontano, dalla semi-mitica terra di Shir, oggi identificata come la Cina antica. I Magi, che non sarebbero stati tre bensì una “moltitudine”, sarebbero discendenti di Seth, il terzo figlio di Adamo e farebbero parte di una setta che pratica la preghiera silenziosa. Sebbene non sia stato scritto dai Magi stessi come sostiene, il documento, secondo Landau, è opera di persone che si identificavano strettamente con i mistici e i loro rituali. “Qualcuno dev’essere rimasto davvero affascinato dai Magi e ha creato questa grande, lunga storia, raccontata dal loro punto di vista”, ha detto Landau al Times, aggiungendo: “Nessuno sa da dove Matteo abbia ottenuto la storia, quindi questo, insieme al Vangelo di Matteo, è il racconto più vicino alla realtà dei Magi”. Secondo la storia contenuta nel manoscritto, Seth avrebbe tramandato una profezia secondo cui una stella sarebbe comparsa in cielo ad annunciare la nascita di Dio in forma umana. I Magi attesero per migliaia di anni fino al giorno in cui la stella comparve. Il documento sostiene inoltre che Cristo e la stella di Betlemme sono la stessa cosa e che Gesù si può trasformare in qualsiasi cosa. E intanto emerge che dopo il prezzo dell’oro alle stelle e la mirra sempre più rara a causa della siccità, anche l’incenso ora sarebbe in pericolo. Un’equipe di ecologisti olandesi ha studiato le piantagioni di Boswellia (la pianta da cui si ricava l’incenso) in Etiopia e ha avvertito che la produzione potrebbe dimezzarsi nei prossimi 15 anni se non si combatteranno fattori come gli incendi, la conversione dei terreni in agricoltura e pascoli e le infestazioni di parassiti.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese