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Cresce forza militare cinese, sperimentato primo drone

La Cina ha condotto ieri il primo volo di prova di un drone, un aereo da guerra comandato a distanza e difficilmente individuabile dai radar, secondo i media locali. L’esperimento fa della Cina il quarto soggetto, dopo Usa, Regno Unito e Unione Europea, ad essere in grado di far volare i droni, che possono essere impiegati in missioni di guerra o per sorveglianza e spionaggio. In uno stile che alcuni osservatori hanno definito ”tipicamente cinese”, il test del nuovo tipo di aereo e’ stato semiclandestino. La notizia che il test era stato effettuato con successo nel sud del Paese e’ stata data prima da alcuni siti web per fanatici di cose militari, poi ripresa e confermata dalla stampa ufficiale. In seguito immagini del volo dell’aereo ”invisibile” sono misteriosamente comparse su alcuni siti web e diffuse da utenti individuali di Internet sui loro blog. Secondo gli esperti il drone cinese, che e’ stato battezzato ”Spada affilata” (”Lijian” in cinese), e’ simile all’americano Northrop Grumman X-47B. Proprio gli Usa stanno usando i droni da nove anni, con successo, contro gli estremisti islamici che hanno le loro basi nelle regioni tribali del Pakistan. Secondo il quotidiano China Daily il drone ha un solo motore ed ha la stessa forma del X-47B, disegnata per renderne difficile l’individuazione da parte dei radar. Il giornale afferma che il drone e’ stato disegnato dallo Shenyang Aircraft Design Institute e prodotto dall’Hongdu Aviation Industry Group. Il volo di prova della ”Spada affilata” e’ durato 20 minuti. Si tratta del terzo moderno aereo da combattimento prodotto dalla Cina negli ultimi tre anni, dopo i caccia J-20 e J-31. La Cina e’ impegnata da due decenni nella modernizzazione del suo esercito, e il suo bilancio per la difesa e’ il secondo del mondo dopo quello degli Usa. In questo periodo le spese per trasformare l’Esercito di Liberazione Popolare (Pla) sono aumentate costantemente di percentuali annuali a due cifre, suscitando preoccupazioni negli Stati Uniti – che rimangono la potenza militarmente dominante nel Pacifico – e dei Paesi asiatici che hanno in corso dispute territoriali con Pechino, tra cui Giappone, Vietnam e Filippine. Nel 2013 l’aumento delle spese militari e’ stato del 10,7 per cento. Dopo la progressiva riduzione del numero dei soldati, che in gran parte sono stati trasferiti nei corpi paramilitari addetti al controllo dell’ordine pubblico, il Pla conta oggi 1,8 milioni di uomini.

fonte: Beniamino Natale per Ansa

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CIna non interessata a esaminare elicottero Usa distrutto durante blitz contro Bin Laden

La Cina non e’ interessata a esaminare i rottami dell’elicottero americano distrutto nel raid in cui e’ stato ucciso Osama bin Laden. Lo ha detto il portavoce del Ministero degli esteri cinese, secondo quanto riferisce il Global Times. Rispondendo a una domanda di un reporter che chiedeva notizie circa la presunta volonta’ di Pechino di studiare i rottami, Jiang Yu, la portavoce del Ministero, ha parlato di ”assurdita”’, senza fornire ulteriori spiegazioni. Una fonte che ha voluto rimanere anonima vicina all’esercito cinese ha escluso la possibilita’ che la Cina abbia chiesto al Pakistan di condividere queste informazioni sui residui dell’elicottero, dicendo che si tratta di ”speculazioni senza fondamento”. ”Creare clamore intorno a questo argomento – ha aggiunto un funzionario dell’ambasciata del Pakistan a Pechino – sembra un tentativo dei media americani di creare tensioni tra Pakistan e Cina”. Nei giorni scorsi si era diffusa la notizia che la Cina aveva avuto disponibilita’ dal governo pachistano di esaminare i rottami dell’esercito americano distrutto. Secondo Zhang Zhaozhong, esperto dell’esercito di Liberazione cinese, ”il Pakistan avrebbe tutto il diritto di procedere all’esame e allo studio dei rottami, considerato che il raid americano e’ avvenuto senza il consenso di Islamabad e in violazione della sovranita’ del Pakistan”. Un altro esperto cinese della materia, Li Daguang, ha detto al Global Times che questo genere di tecnologie non e’ piu’ un segreto per molti Paesi, tra i quali anche la Cina, che hanno gia’ sviluppato e applicato queste conoscenze nei loro jet da combattimento. ”Studiare la tecnologia di questi rottami – ha detto Li – non ha nessun valore”. Il primo Ministro del Pakistan, Yousuf Raza Gilani, sara’ in visita in Cina da martedi’ a venerdi’ prossimo.

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I pakistani promettono agli Usa di non rivelare ai cinesi segreti dell’elicottero caduto in attacco a Bin Laden

Il relitto del super elicottero ”invisibile” lasciato a terra dagli americani durante il blitz del 2 maggio ad Abbottabad sara’ considerato come un segreto militare dal Pakistan. Il governo di Islamabad ha oggi rassicurato gli Stati Uniti che non divulghera’ o mostrera’ la tecnologia contenuta nel velivolo che, dopo aver sbarcato i Navy Seals nella villa-bunker di Bin laden, si era schiantato a causa di un guasto, secondo la versione della Casa Bianca. In un’intervista alla Cnn, l’ambasciatore pachistano Husain Haqqani ha dissipato i timori promettendo che ”il Pakistan non condividera’ le informazioni sulla tecnologia usata” aggiungendo poi di ”non ritenere che i nostri amici cinesi siano interessati”. Nei giorni scorsi sulla stampa americana, si erano rincorse le voci di possibili ”fughe” di segreti militari alla Cina, lo storico e fedele alleato di Islamabad che avrebbe chiesto di avere accesso alla carcassa rimossa subito dopo il raid e portata in una localita’ militare segreta. Il viaggio del premier Yousuf Raza Gilani a Pechino, il prossimo 17 maggio, aveva inoltre alimentato nuove speculazioni e timori. Proprio oggi un portavoce del ministero degli Esteri di Pechino ha bollato come ”assurda” la notizia di un suo interesse a studiare il design dell’elicottero per ”copiarlo”. La paura di Washington non e’ del tutto infondata: nel 1998 i pachistani consegnarono ai cinesi un missile Tomahawk inesploso recuperato dai talebani. Da quanto si e’ appreso, il velivolo utilizzato sarebbe un modello furtivo di Blackhawk sperimentato per la prima volta e ”modificato” per renderlo piu’ silenzioso e ”invisibile” ai radar. Ma per alcuni esperti militari, invece, si tratta di un ”normale” elicottero che si usa per operazioni notturne in territori nemici. Dopo il guasto che ha provocato lo schianto contro un muro, i Navy Seals hanno fatto esplodere la cabina, ma la maggior parte del mezzo e’ rimasto intatto ed e’ stato abbandonato. Intanto non si placa la tensione con gli Stati Uniti che oggi sono entrati in azione nella regione nord occidentale del Waziristan con un attacco di un un’aereo drone, il terzo dopo l’uccisione di Bin Laden, che ha ucciso almeno otto sospetti militanti integralisti islamici. Il governo di Islamabad , sotto pressione dell’opposizione e dell’opinione pubblica, deve ancora trovare un modo per uscire dall’imbarazzo. Oggi l’ambasciatore Usa, Cameron Munter, e’ stato convocato al Ministero degli Esteri e, non e’ chiaro se si tratti di una demarche diplomatica oppure solo di un incontro per mettere a punto l’agenda per una missione, annunciata per la prossima settimana, del senatore John Kerry, presidente della Commissione Esteri.

fonte: ANSA

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Per la Cina necessario affrontare le ‘cause del terrorismo’

La Cina ritiene che il terrorismo è “un nemico della comunità internazionale” e che per combatterlo efficacemente è necessario “affrontare insieme i suoi sintomi e le sue cause”. Lo ha sostenuto oggi la portavoce del ministero degli esteri di Pechino Jiang Yu in una conferenza stampa a Pechino. Ricordando che la Cina ha espresso la propria soddisfazione per la scomparsa di Osama bin Laden, la portavoce ha aggiunto che nella lotta al terrorismo devono essere rispettate “l’ indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi”. La Cina ha una stretta alleanza col Pakistan, col quale collabora sia sul terreno economico che su quello militare. In una precedente incontro con la stampa, Jiang Yu aveva sottolineato i “grandi sforzi” di Islamabad nella lotta al terrorismo.

fonte: ANSA

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Cartone animato cinese su ultimi istanti di Bin Laden

Aggiornamento: il video è stato rimosso dai proprietari, probabilmente hanno ricevuto pressioni soprattutto per la fine dello stesso, dove si vedeva Bin Laden all’inferno sodomizzato da maiali. Non c’e’ più neanche sul loro canale youtube http://www.youtube.com/user/NMATV dove invece ne trovate altri.

Mentre il mondo intero, a ventiquattr’ore di distanza dall’annuncio del presidente americano Obama, si interroga sui tanti risvolti e sui lati ancora oscuri legati alla vicenda della morte per mano americana di Osama Bin Laden, in Cina oggi circola, su alcuni siti internet e blog locali, un video animato della NMA di Taiwan, (New Media Animation) che ripropone gli ultimi istanti di vita del leader di Al Qaida e ricostruisce l’attacco alla villetta bunker così come descritto dalla stampa. Il video comincia con Obama che spinge via Donald Trump, suo potenziale rivale per le prossime elezioni, mentre questi sta tenendo un discorso, per sottolineare come l’uccisione del primo terrorista più ricercato al mondo dia ora ad Obama un indubbio vantaggio sul suo rivale. Il cartone animato prosegue con la ricostruzione degli uomini americani che fanno irruzione nella casa di Bin Laden uccidendolo. Una voce fuori campo dice che il corpo del terrorista è stato trattato secondo quanto previsto dalla legge islamica ma le immagini animate mostrano i soldati americani che urinano sul suo corpo ormai senza vita. Nella scena successiva Obama nel suo studio festeggia la vittoria mentre la gente scende in piazza con cartelli e slogan. Nell’ultima scena del cartone mentre la voce fuori campo annuncia che secondo Obama “giustizia è fatta” si vede il leader di Al Qaida bruciare tra le fiamme dell’inferno con diavoli e maiali che lo assalgono. Il video sta già suscitando numerose polemiche in rete. I pareri sono discordi. “E’ molto divertente e ben fatto” ha commentato un internauta cinese “il mondo sta meglio senza di lui”. Altri, pur ammettendo che il video è ben fatto hanno sollevato dubbi sul suo buon gusto e se sia giusto celebrare e sbeffeggiare la morte di un uomo, chiunque egli sia. La società taiwanese di animazione è la stessa che ha realizzato in passato un cartone animato sulla vicenda di Berlusconi e di Ruby, sul certificato di nascita di Obama, sul matrimonio regale inglese e su diversi altri argomenti internazionali.

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Hanno ammazzato Osama, Osama è vivo!

Ieri in tutto il mondo è rimbalzata la notizia della morte di Osama bin Laden. Non sono un dietrologo, nè un esperto, ma mi vengono un paio di considerazioni che lascio alla vostra intelligenza.
1) Ma Osama è morto o no? E se è morto, quando è stato ucciso? Me lo chiedo perchè a parte la fotografia fake del suo volto, non si è visto il suo corpo. Possibile che gli americani che avevano mostrato in ogni salsa Saddam Hussein anche con un telefonino (vi ricordate la scena del leader iracheno impiccato) non abbiano fatto lo stesso con Osama bin Laden? E presupponendo che sia stato ucciso, lo è stato ieri o un po’ di tempo fa? Dopotutto di lui non si avevano più notizie da tempo, anche se Benazir Bhutto, l’ex primo ministro pachistano ucciso, in una intervista televisiva aveva dichiarato nel 2007 Bin Laden gia’ ucciso. Non vorrei che fosse una mossa elettorale americana. Lo hanno sepolto in mare dopo un funerale islamico, nel golfo Persico. In mare? e perchè così presto? molti sanno che i musulmani considerano un offesa questa cosa, perche’ la sepoltura deve avvenire nella terra. Secondo la norma islamica (leggo dall’ANSA), un corpo deve essere sepolto il prima possibile, avvolto in un telo bianco, dopo essere stato lavato e profumato d’incenso dai familiari più vicini. E soprattutto deve essere interrato, ha puntualizzato Al Azhar, il più prestigioso e autorevole centro di sapere teologico del mondo sunnita. Al Azhar ha definito senza mezzi termini un “peccato” la sepoltura in mare annunciata, a cose fatte, dagli Usa. E anche il Mufti d’Egitto ha affermato che “la profanazione dei corpi dei morti è proibita della legge islamica della sharia” e che un defunto, chiunque esso sia, deve essere “onorato con la sepoltura”. Molto più forti i toni usati da una delle principali organizzazioni islamiste egiziane, Gamaa islamiya, che ha denunciato “l’oltraggio” perpetrato dagli americani. Gli americani hanno detto di aver scelto ilmare perchè nessun paese avrebbe accettato i resti di Osama bin Laden. A me, me pare strano.
2) Osama Bin Laden è stato scoperto in Pakistan, a 60 km da Islamabad, la capitale. Viveva in una villetta di oltre un milione di dollari, circondata da alte mura, in un compound, diciamo condominio, dove vivono ufficiali in pensione dell’esercito pachistano. Nella cittadina dove viveva presumibilmente dal 2005 (anno di costruzione della villetta), si trova anche una scuola militare dell’esercito pachistano. Ma come è possibile che i potenti servizi segreti pachistani dell’Isi o qualche militare pachistano non si sia mai reso conto delle frequentazioni della villetta? Eppure c’era una taglia di 25 milioni di dollari. Questo significa che il Pakistan, il suo esercito, i suoi servizi segreti sono invischiati fino alla collottola nell’inciucio con i Taleban e Al Qaeda. Peccato che lo stesso Pakistan per la stessa guerra anti taleban sia foraggiato ampiamente dagli americani. Una dimostrazione di quello che dico è data dal fatto che nessun pachistano ha partecipato all’operazione che avrebbe portato all’uccisione di Bin Laden. Possibile, dico, che arrivino sul mio territorio dei militari stranieri, in una zona militare e non me ne accorga? meglio passare per incapace o per connivente e non attirarsi le ire dei talebani? Oggi Zardari (presidente pachistano) ha detto che loro non sapevano nulla del blitz americano. Hanno paura delle ritorsioni talebane. Ma i soldi gli americani continueranno a darglieli? A me pare strano che nessuno si sia accorto di nulla, molto strano. Elicotteri, incendio, spari e altro e nessuno si preoccupa. Già, dirà qualcuno, ma siamo in Pakistan, mica a Trento? li gli spari sono all’ordine del giorno.
3) ora si va via dall’Afghanistan?
4) Chi prenderà il suo posto, se non è stato preso? Temo molto ora la reazione dei suoi adepti. Moltissimo.
5) Aborro l’uccisione di qualsiasi essere umano, soprattutto se è in nome di una “giustizia”. Nessuno tocchi Caino. Possibile che Bin Laden non poteva essere preso vivo?
6) Ora, ragioniamo un attimo. La casa dove viveva, aveva mura alte oltre 2 metri. Secondo quanto hanno riferito alla stampa gli americani, il gruppo dei Navy Seals era composto da una decina (altri dicono da 20-25) militari. Arrivano con due elicotteri. Scavalcano. Della decina di astanti uccidono giusto Osama, la moglie (o comunque una donna) e un paio di persone, gli altri vengono arrestati. Nessun militare americano viene ferito. Prendono il corpo di Osama e lo riportano su uno dei due elicotteri, l’altro è rotto e lo fanno saltare. Lo portano sulla portaerei, gli fanno il test del Dna e poi lo seppelliscono in mare. Domanda: ma come il terrorista che è riuscito con tre aerei a buttare giù le torri gemelle in pieno giorno non aveva neanche una schifo di telecamera di sorveglianza come invece ha il più scrauso dei camorristi? Ma come, il capo mondiale dei terroristi non ha una sorveglianza armata intorno a se di un po’ di persone? Ma come, l’esercito pachistano, gli agenti in pensione e altri non hanno sentito gli elicotteri (sappiamo che un giovane ha scritto di si su twitter), gli spari, lo scoppio dell’elicottero fatto saltare perchè rotto e non sono intervenuti? L’operazione è durata una 40na di minuti e ha lasciato la casa in fiamme. Secondo me c’è qualcosa che non quadra. Approfondimenti qui e qui

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La Cina sosterrà lotta al terrorismo di Pakistan

La Cina continuera’ a sostenere gli sforzi del Pakistan nel combattere il terrorismo. Lo ha detto in conferenza stampa la portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Jiang Yu. La fonte ha aggiunto che il Pakistan e’ stato in ‘prima linea’ sulle minacce terroristiche. La Cina, ha detto la Jiang, ha sostenuto il Pakistan sviluppando la sua lotta contro il terrorismo ”basata sui fatti e sulle proprie condizioni”. Pechino e’ uno dei primi finanziatori del Pakistan anche militare, i rapporti fra i due paesi sono molto stretti, anche in chiave anti indiana e anti americana.

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Per Cina, morte Bin Laden pietra miliare in antiterrorismo

Per la Cina la morte di Osama Bin Laden rappresenta ”una pietra miliare e un positivo sviluppo per gli sforzi internazionali antiterrorismo”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Jiang Yu. La notizia della morte di Osama Bin Laden e’ arrivata in Cina ieri mattina, ma il governo cinese ha atteso quasi un giorno per commentare. ”Il terrorismo – ha detto la Jiang – e’ il comune nemico della comunita’ internazionale. Anche la Cina e’ stata vittima del terrorismo”. La portavoce della diplomazia di Pechino ha detto che la Cina si e’ sempre opposta al terrorismo in tutte le sue forme e ha partecipato attivamente agli sforzi anti terroristici internazionali. ”La Cina sostiene che la comunita’ internazionale deve intensificare la cooperazione per combattere il terrorismo – ha concluso la portavoce -. Riteniamo che sia necessario cercare sia una soluzione temporanea che una cura permanente nella lotta al terrorismo e fare grandi sforzi per eliminare il terreno su cui il terrorismo si alimenta”.

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E’ morto Osama Bin Laden

Lo so, con la Cina non c’entra nulla, ma la notizia è importante. Osama Bin Laden è stato ucciso in Pakistan ieri domenica primo maggio (fuso orario americano; prime ore del 2 maggio oggi in Pakistan) in un raid americano. Un gruppo di soldati americani, coadiuvati da esponenti dell’Isi, il servizio segreto pachistano, hanno trovato Osama in una casa ad Abbotabad, a una sessantina di chilometri a nord di Islamabad, capitale del Pakistan. Ne è nato un  conflitto a fuoco, durante il quale Osama Bin Laden è morto, ma nessun soldato americano è rimasto ferito. L’annuncio è stato dato dal presidente americano Barack Obama, mentre fuori alla Casa Bianca, a New York e in altre citta’ americane si festeggia e si canta l’inno americano. Un elicottero pachistano sarebbe stato abbattuto nelle operazioni di ricerca poco prima che si aprisse il fuoco su Osama Bin Laden, lo dice la televisione pachistana, anche se gli americani dicono che l’hanno abbattuto loro perchè aveva problemi al motore. Altri, almeno tre persone, sodali del fondatore di Al Qaeda tra i quali forse uno dei suoi figli più grandi, sono stati uccisi nel raid americano. Osama è stato ucciso con un colpo alla testa, la televisione pachistana Geo Tv ha mostrato il suo cadavere, alcune immagini girano già su youtube (potrebbero però essere dei fake, ecco perchè il link è alla pagina di ricerca). Era stato Barack Obama, dopo aver ricevuto informazioni precise di intelligence, a dare la settimana scorsa il via all’operazione di ricerca e ieri il via all’operazione contro Osama. Il corpo del leader di Al Qaeda sarebbe nelle mani degli americani. Il presidente americano ha detto in un discorso tv: “Giustizia è fatta”.

il video della casa di Bin Laden incendiata, da Geo Tv

TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI BARACK OBAMA CON L’ANNUNCIO DELLA MORTE DI OSAMA BIN LADEN

REMARKS BY THE PRESIDENT ON OSAMA BIN LADEN

East Room

1st MAY 11:35 P.M. EDT

THE PRESIDENT: Good evening. Tonight, I can report to the American people and to the world that the United States has conducted an operation that killed Osama bin Laden, the leader of al Qaeda, and a terrorist who’s responsible for the murder of thousands of innocent men, women, and children.

It was nearly 10 years ago that a bright September day was darkened by the worst attack on the American people in our history. The images of 9/11 are seared into our national memory — hijacked planes cutting through a cloudless September sky; the Twin Towers collapsing to the ground; black smoke billowing up from the Pentagon; the wreckage of Flight 93 in Shanksville, Pennsylvania, where the actions of heroic citizens saved even more heartbreak and destruction.

And yet we know that the worst images are those that were unseen to the world. The empty seat at the dinner table. Children who were forced to grow up without their mother or their father. Parents who would never know the feeling of their child’s embrace. Nearly 3,000 citizens taken from us, leaving a gaping hole in our hearts.

On September 11, 2001, in our time of grief, the American people came together. We offered our neighbors a hand, and we offered the wounded our blood. We reaffirmed our ties to each other, and our love of community and country. On that day, no matter where we came from, what God we prayed to, or what race or ethnicity we were, we were united as one American family.

We were also united in our resolve to protect our nation and to bring those who committed this vicious attack to justice. We quickly learned that the 9/11 attacks were carried out by al Qaeda — an organization headed by Osama bin Laden, which had openly declared war on the United States and was committed to killing innocents in our country and around the globe. And so we went to war against al Qaeda to protect our citizens, our friends, and our allies.

Over the last 10 years, thanks to the tireless and heroic work of our military and our counterterrorism professionals, we’ve made great strides in that effort. We’ve disrupted terrorist attacks and strengthened our homeland defense. In Afghanistan, we removed the Taliban government, which had given bin Laden and al Qaeda safe haven and support. And around the globe, we worked with our friends and allies to capture or kill scores of al Qaeda terrorists, including several who were a part of the 9/11 plot.

Yet Osama bin Laden avoided capture and escaped across the Afghan border into Pakistan. Meanwhile, al Qaeda continued to operate from along that border and operate through its affiliates across the world.

And so shortly after taking office, I directed Leon Panetta, the director of the CIA, to make the killing or capture of bin Laden the top priority of our war against al Qaeda, even as we continued our broader efforts to disrupt, dismantle, and defeat his network.

Then, last August, after years of painstaking work by our intelligence community, I was briefed on a possible lead to bin Laden. It was far from certain, and it took many months to run this thread to ground. I met repeatedly with my national security team as we developed more information about the possibility that we had located bin Laden hiding within a compound deep inside of Pakistan. And finally, last week, I determined that we had enough intelligence to take action, and authorized an operation to get Osama bin Laden and bring him to justice.

Today, at my direction, the United States launched a targeted operation against that compound in Abbottabad, Pakistan. A small team of Americans carried out the operation with extraordinary courage and capability. No Americans were harmed. They took care to avoid civilian casualties. After a firefight, they killed Osama bin Laden and took custody of his body.

For over two decades, bin Laden has been al Qaeda’s leader and symbol, and has continued to plot attacks against our country and our friends and allies. The death of bin Laden marks the most significant achievement to date in our nation’s effort to defeat al Qaeda.

Yet his death does not mark the end of our effort. There’s no doubt that al Qaeda will continue to pursue attacks against us. We must –- and we will — remain vigilant at home and abroad.

As we do, we must also reaffirm that the United States is not –- and never will be -– at war with Islam. I’ve made clear, just as President Bush did shortly after 9/11, that our war is not against Islam. Bin Laden was not a Muslim leader; he was a mass murderer of Muslims. Indeed, al Qaeda has slaughtered scores of Muslims in many countries, including our own. So his demise should be welcomed by all who believe in peace and human dignity.

Over the years, I’ve repeatedly made clear that we would take action within Pakistan if we knew where bin Laden was. That is what we’ve done. But it’s important to note that our counterterrorism cooperation with Pakistan helped lead us to bin Laden and the compound where he was hiding. Indeed, bin Laden had declared war against Pakistan as well, and ordered attacks against the Pakistani people.

Tonight, I called President Zardari, and my team has also spoken with their Pakistani counterparts. They agree that this is a good and historic day for both of our nations. And going forward, it is essential that Pakistan continue to join us in the fight against al Qaeda and its affiliates.

The American people did not choose this fight. It came to our shores, and started with the senseless slaughter of our citizens. After nearly 10 years of service, struggle, and sacrifice, we know well the costs of war. These efforts weigh on me every time I, as Commander-in-Chief, have to sign a letter to a family that has lost a loved one, or look into the eyes of a service member who’s been gravely wounded.

So Americans understand the costs of war. Yet as a country, we will never tolerate our security being threatened, nor stand idly by when our people have been killed. We will be relentless in defense of our citizens and our friends and allies. We will be true to the values that make us who we are. And on nights like this one, we can say to those families who have lost loved ones to al Qaeda’s terror: Justice has been done.

Tonight, we give thanks to the countless intelligence and counterterrorism professionals who’ve worked tirelessly to achieve this outcome. The American people do not see their work, nor know their names. But tonight, they feel the satisfaction of their work and the result of their pursuit of justice.

We give thanks for the men who carried out this operation, for they exemplify the professionalism, patriotism, and unparalleled courage of those who serve our country. And they are part of a generation that has borne the heaviest share of the burden since that September day.

Finally, let me say to the families who lost loved ones on 9/11 that we have never forgotten your loss, nor wavered in our commitment to see that we do whatever it takes to prevent another attack on our shores.

And tonight, let us think back to the sense of unity that prevailed on 9/11. I know that it has, at times, frayed. Yet today’s achievement is a testament to the greatness of our country and the determination of the American people.

The cause of securing our country is not complete. But tonight, we are once again reminded that America can do whatever we set our mind to. That is the story of our history, whether it’s the pursuit of prosperity for our people, or the struggle for equality for all our citizens; our commitment to stand up for our values abroad, and our sacrifices to make the world a safer place.

Let us remember that we can do these things not just because of wealth or power, but because of who we are: one nation, under God, indivisible, with liberty and justice for all.

Thank you. May God bless you. And may God bless the United States of America.

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