Archivi tag: donne cinesi

Basta modelle scosciate alla fiera automobilistica di Shanghai

Niente più modelle al salone dell’auto di Shanghai. Gli organizzatori della kermesse biennale, una delle più importanti al mondo, hanno deciso che alla prossima edizione di aprile non ci saranno più belle ragazze ad accompagnare le presentazioni delle vetture dopo le polemiche degli anni scorsi e le accuse di sfruttamento del corpo delle donne.
Le foto di queste modelle, facevano il giro della rete e in non poche occasioni le autorità sono intervenute per bloccare la ressa che si creava intorno agli stand al loro apparire. La sedicesima edizione dello Shanghai International Automobile Industry Exhibition, che è l’esposizione automobilistica più grande d’Asia, si terrà da 22 al 29 aprile prossimi al National Exhibition and Convention Center a Shanghai. La manifestazione si svolge ogni due anni, alternandosi con una simile di Pechino e vi partecipano tutte le maggiori industrie del mondo.

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Via agenti matrimoniali illegali da parco Shanghai, proteste dei genitori

Proteste di molti genitori di figli in età da matrimonio dopo la decisione delle autorità di Shanghai di vietare all’interno del parco di Piazza del Popolo, l’attività di sensale di matrimoni. Il People’s Park da sempre è luogo deputato, tra gli altri, a cercare l’anima gemella per i figli. Su apposite tabelle, i genitori affiggono le caratteristiche con la speranza che qualcuno le trovi interessanti. Non solo: genitori sostano dalla mattina presto alla sera per incontrare altri padri e madri, da soli o tramite agenzie più o meno lecite. Proprio quest’ultima attività è stata vietata dalle autorità che hanno voluto bloccare un’attività lucrosa e non regolamentata. Ma molti genitori si sono lamentati perchè, anche se illegale, il servizio era di grande aiuto. La polizia però ha arrestato 25 agenti illegali e confiscato circa 700 pannelli con i nomi degli aspiranti al matrimonio. Alcuni genitori hanno pagato intorno ai 300 euro i servigi di questi agenti illegali, meno rispetto alle agenzie ufficiali. Anche per questo diversi genitori si sono lamentati della decisione delle autorità. Che comunque non sono riuscite a debellare il fenomeno del tutto, perchè molti agenti ancora sono presenti sul sito, a volte fingendosi genitori.

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Falsi divorzi a Shanghai per eludere tasse sulla proprietà

Boom di ‘finti’ divorzi a Shanghai. A ‘dividere’ le coppie è una legge che elimina le tasse sulla casa per chi ha appena divorziato. Tasse piuttosto salate, tanto che la strategia più diffusa per aggirarle è quella di lasciarsi, comprare un appartamento, e poi risposarsi. Secondo i dati diffusi oggi, un totale di 60.825 coppie con almeno un abitante di Shangai, hanno divorziato l’anno scorso: 16.461 in più rispetto all’anno precedente, quando l’aumento fu di 7.160 divorzi rispetto al 2011. Il ritorno al celibato permette l’acquisto della casa senza tasse, infatti sono stati presentati 563.285 certificati del genere, il primo passo per una transazione immobiliare, 312.200 in più dell’anno precedente. Funzionari dell’ufficio di stato civile hanno raccontato allo Shanghai Daily che si è registrato un record di divorzi nei giorni nei quali sono aumentate le tasse sulle proprietà immobiliari.

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Donna vince causa contro discriminazione sessista

Per la prima volta in Cina, una donna di 23 anni ha vinto un processo contro la discriminazione sulla base del sesso. La donna, che ha 23 anni e che viene chiamata con la pseudonimo di Cao Ju dalla stampa cinese, ha ottenuto un risarcimento di 30mila yuan (circa 3700 euro) oltre alle scuse dell’impresa che ha rifiutato di assumerla perche’ non avrebbe potuto svolgere alcuni compiti che richiedono una certa forza fisica. La donna ha annunciato che devolverà la somma ad un progetto per la promozione del lavoro femminile. Cao Ju aveva presentato una domanda per un posto amministrativo alla Juren Academy, un’ impresa di formazione di Pechino, che l’ ha respinta preferendole un candidato maschio perche’ tra i suoi compiti ci sarebbe stato quello di cambiare le bottiglie nel distributore di acqua. “Volevo fortemente un lavoro perche’ devo pagarmi gli studi”, ha dichiarato la donna. “Penso che se una persona e’ capace di fare il lavoro richiesto, il sesso sia irrilevante”. Il suo avvocato Huang Yizhi ha aggiunto: “anche se abbiamo una legge per assicurare che le donne abbiano le stesse possibilità degli uomini per ottenere un lavoro ci sono molte compagnie che sugli avvisi scrivono che le donne ‘non sono gradite’ e nessun dipartimento del governo se ne occupa e le punisce”.

fonte: ANSA

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Sempre più donne in carriera di Taiwan congelano gli ovuli

Sempre più diffusa a Taiwan tra le donne, anche molto giovani, la pratica di far congelare i propri ovuli per poi utilizzarli in futuro. Secondo quanto scrive la stampa di Taipei, le donne hanno un ruolo molto importante nel mondo del lavoro a Taiwan, uno dei paesi asiatici dove è maggiore la percentuale delle donne che lavorano. Questo, accompagnato anche da cambiamenti di tipo sociale, ha determinato l’innalzamento dell’età media in cui le donne si sposano. Si è infatti passati dai 24 anni degli anni Ottanta ai 30 anni di oggi. Di qui anche l’interesse al congelamento degli ovuli, per garantirsi la possibilità di avere figli anche più in là negli anni. “Non so quando le mie ovaie cominceranno ad invecchiare – ha raccontato Linn Kuo, 34 anni, una donna manager – ma so che molto probabilmente mi sposerò tardi e so anche di voler diventare madre, per cui già tre anni fa ho deciso di congelare i miei ovuli”. Il centro per la riproduzione ‘Stork’ nella città di Hsinchu, riceve di media 100 chiamate al giorno da donne che sono interessate a questa procedura, soprattutto ora che grazie ai progressi della scienza le probabilità di successo sono abbastanza elevate. Il prelievo degli ovuli costa circa 80.000 dollari taiwanesi (circa 2.000 euro) e bastano solo 20 minuti per effettuarlo. Taiwan è uno dei posti dove si registra al mondo la media più bassa di figli nati per ogni donna. Peggio solo Macao e Singapore.

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Non vuoi essere molestata? Non metterti abiti succinti sui mezzi pubblici. Questo il consiglio della polizia di Pechino

Niente minigonne sui mezzi pubblici di Pechino per evitare molestie sessuali. E’ questa la ricetta decisa dalla polizia della capitale cinese che l’ha pubblicata sul proprio sito. Secondo i custodi dell’ordine (e dei costumi) di Pechino, per evitare di essere infastidite o peggio, le ragazze e le donne della capitale non avrebbero che da evitare di mettersi minigonne e abiti classificati come succinti, scollati o trasparenti. Non solo: nella guida pubblicata sul proprio blog dal dipartimento per il traffico della commissione di pubblica sicurezza di Pechino, le donne sono invitate a non sedersi ai piani superiori degli autobus (quelli a due piani) o a fermarsi in piedi sulle scale degli autobus se indossano la gonna, per evitare fotografie inappropriate da parte di coloro che siedono al livello inferiore. Consigli di sapore filisteo che a qualcuno rischiano di apparire come un rigurgito di puritanesimo vetero-maoista. La guida invita peraltro le donne che dovessero subire molestie a recarsi immediatamente dalla polizia a denunciare l’accaduto. Nella capitale cinese, cosi’ come in altre citta’ neo-consumiste del paese del Dragone, si possono vedere tutto l’anno ragazze in minigonne vertiginose o con short che lasciano poco spazio all’immaginazione. Una tendenza ‘modaiola’ che spesso si accompagna ormai all’abitudine a mostrare l’attaccatura dei collant: indipendentemente dalla stagione o dall’eta’ di chi li indossa. Ma al di la’ di questo, le lamentele delle ragazze per le molestie sessuali dilagano, nonostante le telecamere di controllo sui mezzi pubblici, soprattutto in metropolitana. Nessuno sembra tuttavia in grado di farci nulla, complice anche l’affollamento che si vive nelle citta’ cinesi. Senza contare, poi, che oggi non c’e’ giovane cinese, uomo o donna, che non stia tutto il tempo a guardare il monitor del cellulare, smartphone o tablet, non rendendosi conto magari di stare in pose poco convenienti e se qualcuno lo stia fotografando. Gia’ l’anno scorso a Shanghai, dove il clima e’ piu’ temperato rispetto a Pechino, la linea due della metropolitana aveva emesso una simile ‘raccomandazione’ che in sostanza sembrava scaricare sulle vittime la responsabilita’ delle molestie nel nome del più trito dei luoghi comuni: ‘Se vi vestite cosi’ non lamentatevi se vi molestano’. La cosa – giusto l’anno scorso, era il 24 giugno – scateno’ l’ira di diversi gruppi di ragazze, che si fecero fotografare con un velo nero che le copriva la faccia e con cartelli sui quali c’era scritto: ‘Posso decidere di mettermi in mostra, ma non mi puoi infastidire’. Poche invece per ora le reazioni all’intimazione alla ‘modestia’ delle autorità pechinesi. Fra le non molte quella di Jiang Yue, docente all’Universita’ di Xiamen ed esperta di diritti delle donne, secondo la quale occorrerebbe piuttosto una legge per prevenire le molestie sessuali. La normativa attuale, decisamente clemente per gli standard cinesi, permette infatti alla polizia solo di ‘ammonire’, multare o detenere al massimo 15 giorni anche i molestatori recidivi.

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Sarà forse smantellato il corpo delle amazzoni di Bo XIlai

Guardiane dell’ordine pubblico o semplice attrazione turistica? E’ questa la domanda che circola insistentemente in questi ultimi giorni sulla stampa e sul web cinese a proposito delle cosiddette ‘amazzoni’ di Dalian, la citta’ della provincia settentrionale del Liaoning. Il corpo di poliziotte a cavallo, il primo di questo genere in Cina, e’ frutto della volonta’ di Bo Xilai, ex sindaco della citta’ e in seguito potente capo del partito di Chongqing, caduto in disgrazia dopo essere stato coinvolto in una storia, tuttora dai contorni non del tutto chiari, di corruzione, tangenti e omicidi, per i quali aspetta di essere processato dopo essere stato cacciato dal partito. Per una storia parallela, sua moglie e’ stata condannata alla pena di morte poi commutata in ergastolo. Quando era sindaco di Dalian, Bo aveva fortemente caldeggiato la formazione di questo corpo speciale, poi infatti istituito nel 1994. E aveva voluto poliziotte addestrate bene, ma soprattutto di bella presenza. Tra le funzioni delle poliziotte a cavallo doveva esserci il mantenimento dell’ordine pubblico, l’accompagnamento durante le manifestazioni ufficiali, la garanzia della sicurezza durante importanti eventi. Ma ora, a distanza di quasi vent’anni, quella delle amazzoni sembra a molti solo una inutile decorazione, ad uso e consumo dei turisti, anche perche’ pare non abbiano mai praticato arresti. Un vigile ora in pensione, Zhao Ming, ha presentato una interrogazione chiedendo informazioni circa i costi di gestione di questo corpo e l’utilita’ reale di esso. Una ricerca condotta sul sito Sina.com ha evidenziato come su 430.000 persone intervistate, il 61% ritiene che le ‘amazzoni’ di Dalian siano solo una truppa di ‘facce carine’ e si sono detti d’accordo a uno smantellamento di questo corpo. Non manca pero’ chi parla di ‘orgoglio cittadino’. Sull’esempio di Dalian diverse altre citta’ cinesi tra cui Shenzhen nella provincia del Guangdong e Baotou, nella Mongolia Interna, hanno creato corpi simili, costituiti da belle donne. ”Dalian e’ una citta’ tranquilla e sicura, ordinata – ha sottolineato Zhao Ming – non c’e’ bisogno di un corpo speciale di questo tipo. L’ unica cosa che fanno e’ fare un giro per le due piazze principali della citta’ per un’ora al giorno e presenziano agli eventi ufficiali”. Il problema principale resta quello dei costi. Secondo quanto afferma il Global Times, il campo base utilizzato per il loro addestramento consiste di 30.000 metri quadrati e rappresenta per lo piu’ un’attrazione per i turisti. Si puo’ infatti visitare pagando un biglietto di ingresso di 50 yuan (circa 7 euro) a persona. E pagando un supplemento si puo’ montare a cavallo o farsi fotografare con le amazzoni. Ogni giorno, due volte al giorno, sempre per i turisti, viene effettuata una breve performance, una sorta di show. Al momento il corpo e’ costituito da 65 poliziotte e 100 cavalli. Questi ultimi sono purosangue donati dall’Hong Kong Jockey Club e per mantenerli la spesa e’ di circa 2500 yuan al mese (oltre 300 euro) per ogni cavallo. Gli stipendi delle poliziotte invece variano dai 1800 ai 3800 yuan (dai 200 ai 400 euro al mese circa).

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