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Seicento euro a giovani donatori di sperma

Un ospedale della provincia orientale cinese del Jiangsu offre più di 600 euro a giovani universitari che desiderino donare il loro sperma alla locale banca del seme. Data la carenza di seme, il Jiangsu People’s Hospital, che possiede l’unica banca del seme della provincia, una delle undici in tutta la Cina, ha deciso di pubblicare un annuncio su un quotidiano, il Want Daily. Nell’annuncio, si offrono 5.000 yuan, 612 euro al cambio di oggi, in cambio di una donazione di sperma. Ma bisogna essere tra i 20 e massimo i 50 anni, in possesso di un diploma di studi superiori (meglio una laurea), o essere iscritto all’università. L’annuncio non ha trovato una grande risposta, così come altri simili in passato in altre province. Infatti si sono presentati in pochi, ma alcuni hanno cominciato una vera e propria attività e si stanno organizzando per donare lo sperma almeno tre volte al mese, così da guadagnare più di un operaio. La difficoltà di reperire donatori ha fatto nascere anche nuove attività, come il cerca donatori, al quale l’ospedale riconosce una percentuale sui donatori. Ma la scaristà di donatori è atavica, soprattutto dopo che un giovane è morto dopo aver donato il suo sperma. In Hebei, alcuni studenti pochi mesi fa sono stati obbligati a donare il seme ad alcuni ospedali.

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Quasi mille dollari a chi dona sperma in ospedale di Hangzhou

Poche donazioni alla banca del seme di Hangzhou e si offrono quasi mille dollari ai donatori. Secondo quanto scrive il China Daily, la Zhejiang Human Sperm Bank di Hangzhou, offrirà fino a 6.000 yuan, 980 dollari, ad ogni donatore di sperma. Un prezzo alto, considerando che lo stipendio medio di un operaio è di poche centinaia di dollari. E’ stato lo stesso ospedale ad informare della cosa i donatori, attraverso il proprio servizio di microblogging. La notizia, ha suscitato diversi commenti anche divertiti ma anche polemiche. L’ospedale spiega che la decisione di aumentare la ricompensa per i donatori, dal momento che i donatori sono stati quasi la metà di quelli di due anni fa, e tra i donatori solo il 20-30% ha donato sperma ritenuto utile per la donazione.

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Manca il seme in Cina e si sviluppa mercato nero

Manca il seme nelle 11 banche specializzate cinesi e si diffonde il mercato nero della contraccezione. Le indiscrezioni che da qualche giorno si diffondevano sulla rete, sono state raccolte anche dalla stampa governativa, con un lungo articolo sul Global Times che ha denunciato la pratica. Nei giorni scorsi si erano diffusi molti annunci delle banche del seme cinesi che invitavano, dietro compensi (c’era chi prometteva di poter acquistare una casa con le diverse donazioni) a lasciare il proprio seme. Pubblicita’ delle banche, dove si vedono macchinari ultimo modello che fungono da masturbatori, mentre il donatore puo’ guardare filmini porno. Per invogliare, si promettono film porno giapponesi, i piu’ amati in Cina. Ma le risposte dei donatori sono poche e cosi’ sull’internet cinese sono nati dei forum dove si incontra la domanda, spesso coppie che non vogliono aspettare gli oltre 15 mesi necessari ad avere una inseminazione tramite la banca del seme, e l’offerta, rappresentata da giovani cinesi in cerca di soldi ma anche di avventure. Gia’ perche’ al mercato nero non solo si guadagna di piu’ (secondo il quotidiano cinese anche 800 dollari a donazione) ma c’e’ anche la possibilita’ che la donazione avvenga nella maniera piu’ naturale possibile. Il mercato nero, che garantisce tempi rapidi, non puo’ contare su tutte le attrezzature delle banche del seme ufficiali. La donazione avviene sul posto e il seme viene iniettato nella donna subito dopo attraverso normali siringhe di plastica. Molte coppie, pero’ preferiscono l’inseminazione attraverso il metodo tradizionale, attraverso un rapporto sessuale. Normalmente il donatore ripete i suoi servigi fino a quando la donna non concepisce e viene scelto tra i candidati che assomigliano di piu’, sia fisicamente che per gruppo sanguigno, temendo controlli futuri. Ma restano problemi, non solo sulla sicurezza sanitaria, ma anche sul fatto che un domani il padre biologico, conoscendo la famiglia che ha generato il bambino, potrebbe chiedere altri soldi dietro minaccia di ricorrere in tribunale e rivendicare il figlio per toglierlo ai genitori che l’hanno cresciuto.

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L’oggetto irrinunciabile per i Nerd onanisti malati di tecnologia

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Banca del seme senza seme (si può dire sperma?) a Shanghai, Pechino e Canton. Fai donazioni e ti compri la casa

Mancano donatori di seme a Shanghai. La banca del seme, che opera ormai da nove anni, secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily, chiede piu’ donatori, soprattutto uomini giovani e sani. Intanto nella rete, alcuni utenti hanno sottolineato come la donazione del proprio sperma possa rappresentare un vero e proprio business, consentendo persino di comprarsi una casa. Secondo il calcolo che hanno fatto alcune persone a Guangzhou, la ex Canton, e che hanno poi commentato on line, donando il proprio sperma alla banca del seme per almeno 138 volte si e’ in grado di avere la somma necessaria per versare la caparra per l’acquisto di una casa di 100 metri quadrati. In citta’ meno care, come Wuhan, secondo i calcoli, basta fare 47 donazioni. Dal 2003 ad oggi la banca del seme di Shanghai ha fornito oltre 33.000 campioni, permettendo a quasi 4.000 donne di rimanere incinta e permettendo cosi’ la nascita di 1.956 bambini sani. La banca ora contiene piu’ di 100.000 campioni di 3.289 donatori qualificati ma i responsabili sostengono sia necessario poter contare su piu’ donatori di giovane eta’ e in buona salute. Attualmente infatti, le coppie sterili spesso devono attendere anche un anno per poter avere un campione. Secondo i dati disponibili, dall’8% al 10% delle coppie sposate nel paese sono sterili, e circa il 10% di queste si rivolgono a una banca del seme per potere avere un figlio. I donatori devono avere una eta’ compresa tra i 24 e i 45 anni ed essere in buona salute. La banca del seme offre anche un servizio che permette agli uomini di conservare il loro sperma, cosa che viene richiesta solitamente da persone che devono sottoporsi alla chemioterapia, da coloro che hanno disturbi del sistema immunitario o da persone che svolgono lavori pericolosi. Fino ad oggi, 587 uomini, di cui otto stranieri, hanno conservato il loro sperma e i campioni hanno portato al concepimento di 43 bambini.

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Studenti donano sperma per guadagnare soldi

Un numero sempre crescente di studenti del college ha cominciato a donare il proprio sperma a Guangzhou, l’ex Canton, capitale della provincia meridionale del Guangdong, per guadagnare qualche soldo. Lo riferisce il China Daily. Fonti della banca dello sperma del Guangdong hanno fatto sapere che il 95% dei donatori è costituito da studenti del college, le cui donazioni stanno aiutando a combattere il problema della mancanza di sperma per le coppie afflitte dal problema dell’infertilità. In Cina, in base a disposizioni del Ministero della Sanità, solo gli uomini tra i 22 e i 45 anni possono donare sperma, sempre che siano in buona salute, e solo una volta in tutta la vita. La donazione da parte degli omosessuali e degli stranieri é proibita. Gli uomini devono sottoporsi ad una serie di analisi del sangue e test prima di essere autorizzati ad effettuare la donazione. Al termine della procedura ogni donatore riceve una somma di circa 3000 yuan (oltre 300 euro). “Non si tratta di vendere lo sperma – spiega però Tang Lixin, direttore della banca dello sperma nel Guangdong -. Questa somma viene data come rimborso per i trasporti e i pasti e come compensazione per il tempo perso al lavoro”. Lo scorso anno ci sono stati circa 900 donatori, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. “Alcuni studenti ovviamente diventano donatori per il denaro che ricevono – continua Tang – ma ci sono anche quelli che considerano la donazione come un atto di carità per le coppie che ne hanno bisogno in quanto infertili”. In Cina, secondo le stime, circa il 10% delle coppie ha problemi di fertilità.

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Uomini italici, fatevi avanti. In Cina manca lo sperma.

Sono più di 500 le coppie che a Pechino attendono di essere chiamate per un intervento di riproduzione assistita, in quanto la banca del seme dell’università della capitale cinese ha una carenza di sperma. Lo scrive il China Daily. Il Peking University Third Hospital, ha dovuto chiudere le porte in faccia alle nuove richieste, in quanto mancano i donatori di sperma e quello conservato non soddisfa le richieste neanche di una piccola parte delle coppie in attesa. Secondo i vertici della struttura sanitaria, le nuove coppie dovranno aspettare anche anni per poter riuscire a ricorrere alla pratica di fecondazione assistita. Ogni mese, sono oltre 1000 le coppie che fanno ricorso ai sanitari della struttura medica per controlli sulle loro condizioni di fertilità. E per questi, la sola banca del seme di Pechino, costruita nel 2005, non riesce a soddisfare le richieste. “Sono circa 1000 i volontari che ogni anno – ha detto al quotidiano Liang Xiaowei, un dottore che lavora alla banca del seme dell’Istituto Nazionale per la pianificazione familiare – vengono a donare il loro sperma ogni anno, ma solo il 15-20% vengono scelti per essere donatori effettivi”, dopo una serie di controlli e protocolli. Solo gli uomini senza malattie tra i 25 e i 45 anni possono donare lo sperma. Lo sperma di ogni donatore viene dato ad un massimo di cinque donne. Tra 400 e 500 coppie provano la fecondazione in vitro ogni mese a Pechino, 5000 solo l’anno scorso. Il problema non è solo di Pechino. Anche a Shanghai, secondo il Beijing Science Report, c’é una carenza di sperma. Nella capitale economica cinese, dal 2007 al 2008 sono state 400 le coppie di Shanghai e 1000 quelle delle città vicine a riuscire ad avere la donazione, mentre nella sola città sono 3000 le coppie in lista d’attesa. Secondo Chen Zhenwen, direttore del Centro Nazionale di sanità della riproduzione, la carenza di sperma è dovuta al cambiamento dei fattori esterni, come l’aumento di stress, l’inquinamento ambientale e la mancanza di esercizio fisico. L’incidenza di sterilità in Cina è aumentata dal 3% del 1970 al 15% nel 2009.

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