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Cina batte Usa su debito emesso da aziende e riduce debito Usa in portafoglio a 1.260 mld Usd

La Cina infrange un altro primato. Il debito emesso dalle aziende non finanziarie cinesi e’ il piu’ alto al mondo, superando anche quello delle aziende americane, ammontando complessivamente a 14.200 miliardi di dollari contro i 13.100 miliardi di dollari degli Stati Uniti. Lo riporta il Financial Times citando uno Standard & Poor’s, secondo il quale da oggi alla fine del 2018 le aziende cinesi dovrebbero raccogliere 20.000 miliardi di dollari.
La Cina controlla 1.260 miliardi di dollari di debito americano in aprile, ovvero 8,9 miliardi di dollari in meno rispetto al mese precedente. Lo comunica il Tesoro americano. Per la Cina si tratta del terzo mese consecutivo di calo di debito americano ma la Cina resta il maggior creditore estero americano.

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Per la Nuova Cina lo shutdown americano mostra il lato brutto della politica di parte

Lo ‘shutdown’ mostra il “lato brutto della politica di parte” a Washington: cosi la Nuova Cina esprime preoccupazione sugli effetti che la chiusura delle attività federali negli Stati Uniti per il mancato accordo sul budget al Congresso potrebbe avere sull’economia mondiale. In un editoriale l’agenzia di stato di Pechino scrive che “gli Stati Uniti, l’unica superpotenza mondiale, si sono lanciati per anni in un una politica di spesa irresponsabile”. Lo shutdown – continua Nuova Cina – potrebbe portare gli Usa a non adempiere ai suoi obblighi di debito. L’agenzia ricorda come nel 2011 un analogo conflitto porto’ ad un innalzamento del tetto del debito, in seguito al quale fu scongiurato il default, ma porto’ al declassamento da parte di Standard & Poors del rating del debito sovrano degli Stati Uniti. “Visto l’ultimo fallimento politico, un replay del dramma dell’estate del 2011 sembra probabile, e ciò è certamente fonte di preoccupazione per gli investitori stranieri degli Stati Uniti”, conclude l’agenzia. La Cina e’ il paese che detiene la quota maggiore del debito americano.

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Secondo il Wsj, la cinese Wanda punta a sale cinematografiche in Europa

Il colosso cinese dei cinema, Dalian Wanda Group, punta all’Europa. Pochi mesi dopo l’acquisizione della seconda catena di sale cinematografiche americane AMC Entertainment Holding, il gruppo Wanda ha avuto contatti con alcune società europee alle quali sarebbe interessata. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale nel mirino di Wanda ci sarebbero due delle maggiori catene di sale cinematografiche del Vecchio Continente, Odeon & UCI Cinema Holdings e Vue Entertainment, ambedue con sede in Gran Bretagna. Wanda controlla 1.000 sale cinematografiche in Cina e ha come obiettivo quello di raggiungere quota 2.000 entro il 2015, come affermato dal presidente della stessa società Wang Jianlin. Il gruppo cinese – mette in evidenza il Wall Street Journal – sarebbe interessato anche alla produzione cinematografica in Cina e altrove: Wanda avrebbe avuto contatti con Hollywood per il co-finanziamento di alcune produzione americane.

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Cina batte Usa, entro 2030 sarà prima eocnomia del mondo

L’economia cinese si affermera’ come la prima al mondo entro il 2030, battendo quella americana relegata la secondo posto. Gli Stati Uniti, pero’, resteranno un leader mondiale indispensabile, anche grazie alla dipendenza energetica che acquisteranno. E’ quanto afferma uno studio del National Intelligence Council, nel quale si precisa che l’influenza della Russia tramontera’, cosi’ come la forza economica degli altri paesi che si basano sulle entrate petrolifere. Nell’esaminare la situazione e cercare di stimare l’evoluzione, il rapporto mette in evidenza come la maggiore novita’ che rappresentera’ un cambio epocale sara’ l’affermazione di una classe media globale sempre piu’ ampia, grazie alla conquista del potere e di un maggiore benessere da parte di miliardi di persone che emergeranno dalla poverta’.

fonte: ANSA

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Gruppo cinese compra 80,1% di Aig, maggiore acquisizione cinese in Usa

La Cina fa shopping negli Stati Uniti: un gruppo di investitori cinesi ha acquistato l’80,1% della divisione leasing di aerei di Aig per 4,23 miliardi di dollari, con l’opzione di acquistare un ulteriore 9,9%. Si tratta della maggiore acquisizione cinese negli Stati Uniti. Il gruppo di investitori che ha acquistato International Lease Finance Corp include New China Trust, China Aviation Industrial Fund e P3 Investments. Per la Cina l’acquisizione completa una tre giorni importante: solo venerdì la cinese Cnooc ha ottenuto il via libera dal Canada per acquistare la società petrolifera Nexen per 15,1 miliardi di dollari.

fonte: ANSA

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Firmati accordi di 1,27 miliardi di dollari tra Italia e Cina

Gli accordi bilaterali commerciali siglati oggi fra Italia e Cina, del valore di 1,27 miliardi di dollari, dimostrano ”come in molti settori dell’economia italiana si possano attrarre investitori stranieri, potenziando la crescita del Paese”. Cosi’ il premier Mario Monti al termine dell’incontro con il dirigente cinese, Jia Qinglin. La firma degli accordi e’ avvenuta al termine dell’incontro tenutosi a palazzo Chigi tra il Presidente del Consiglio, Mario Monti, e il Presidente del Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo cinese, Jia Qinglin. Durante il colloquio, spiega una nota diffusa dall’ufficio stampa, si e’ discusso del ”rafforzamento delle relazioni economiche e commerciali, dell’incremento degli investimenti bilaterali ed del ruolo della Cina nella nuova governance mondiale all’indomani dello svolgimento del XVIII Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese”. ”La recente visita del Ministro dello Sviluppo economico – prosegue il comunicato – e’ un’ulteriore conferma all’impegno reciproco a rafforzare la cooperazione nei settori produttivi strategici come le energie e la green economy”. Al termine dell’incontro, Monti e Jia hanno presenziato alla firma di sei accordi commerciali bilaterali del valore complessivo di 1,27 miliardi di dollari. Si tratta di un accordo di cooperazione tra Hua Wei Italy e Fastweb del valore di 557 milioni di dollari; di un’intesa di cooperazione strategica tra China Everbright Ltd e Ferretti Group per un ammontare di 480 milioni di dollari; di un accordo di cooperazione strategica tra China General Technology (Group) Holding Limited e Fata Spa. Altri accordi commerciali riguardano la Spark Machine Tool (Gruppo) Co. Ltd. e Aquire Colgar S.p.A.; un contratto per equity joint ventures di Shandong HTM New Energy Auto Manufacturing Co., Ltd; e infine un accordo di aumento di capitale azionario tra Beste S.p.A e Anhui Huama Textile Co., Ltd. ”Questi accordi – ha commentato Monti – dimostrano come in molti settori dell’economia italiana si possano attrarre investitori stranieri, potenziando la crescita del Paese e espandendo gli scambi internazionali”. La nota stampa ricorda che ”la settimana scorsa Qatar Holding e il Fondo Strategico Italiano hanno anche creato una joint venture comune di 2 miliardi per investimenti congiunti in Italia. Un altro accordo dovrebbe essere firmato a breve tra l’Italia e il Qatar per un valore di 1 miliardo per investimenti in imprese medie e piccole”. La nota sottolinea come ”uno dei compiti del governo sia proprio quello di promuovere all’estero il sistema imprenditoriale italiano (il secondo settore manifatturiero nell’area euro, caratterizzato da imprese fortemente orientate all’esportazione) e convincere gli investitori a sostenere lo sviluppo delle imprese italiane”. Si ricorda poi che ”sul fronte specifico dell’attrazione degli investimenti, il governo ha recentemente facilitato l’accesso al mercato internazionale dei capitali alle imprese non quotate, liberalizzando l’emissione di obbligazioni societarie. Con il riordino degli incentivi alle imprese (primo decreto crescita) e la costituzione del Fondo per la Crescita sostenibile e’ stata individuata una specifica destinazione finanziaria per interventi di supporto all’internazionalizzazione ed attrazione d’imprese dall’estero. Le semplificazioni e le liberalizzazioni introdotte nei mesi passati – sottolinea ancora la nota di palazzo Chigi – hanno fatto dell’Italia un Paese piu’ aperto e amico al fare impresa, come ha anche riconosciuto la Banca Mondiale nel suo ultimo rapporto ‘doing business’. E’ stato approvato dal Governo un pacchetto per fare dell’Italia un sistema fortemente attrattivo per le start up innovative e presto sara’ operativo il nuovo Desk Italia che costituira’ l’unica porta di accesso per gli investimenti piu’ strategici nel nostro Paese”.

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Passera: i cinesi guardano a Italia per investimenti

”I cinesi sono molto interessati agli investimenti nel nostro paese. Ci sono dossier importanti, molte opportunita’ di investimento e sono diversi gli operatori cinesi che guardano ad aziende italiane”. E’ quanto ha detto il ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, partecipando ad una serata a Shanghai di incontro con la locale comunita’ italiana d’affari, dopo la due giorni a Pechino. Accompagnato dal presidente dell’agenzia Ice, Riccardo Monti, dal presidente di Sace, Giovanni Castellaneta, dall’ambasciatore italiano a Pechino Attilio Massimo Iannucci e dal console generale italiano a Shanghai Vincenzo de Luca, Passera ha incontrato oltre 200 imprenditori e manager dislocati nella Cina orientale, riuniti nello Shanghai Italian Center. ”Abbiamo lavorato – ha detto Passera – affinche’ il Sistema Italia che qui a Shanghai funziona bene, potesse diventare una norma nel paese. Sulla questione economica italiana, siamo dovuti intervenire per evitare disastri maggiori, la spending review ha evitato peggiori problemi”. A Pechino il ministro dello sviluppo economico aveva incontrato sia i vertici del fondo sovrano cinese China Investment Corporation, sia esponenti della Bank of China che dell’autorita’ che si occupa dei marchi che lavora per la proprieta’ intellettuale. ”Con l’autorita’ per i marchi – ha detto il ministro – abbiamo avuto un incontro molto importante, con impegni seri sul rispetto delle proprieta”. Per Passera, l’incontro con il Cic e’ stato di ”grande soddisfazione”. Il ministro ha detto che le banche cinesi sono molto interessate all’Italia ma non ha ravvisato questioni sul fatto che non ci sia reciprocita’ con le cinesi che possono liberamente in Italia ma le italiane (straniere in generale) non possono operare allo stesso modo in Cina. La visita di Passera si chiudera’ domani con un incontro con potenziali investitori cinesi e aziende che gia’ investono in Italia come Huawei (del quale Passera incontrera’ il presidente), Cosco, Shanghai Electric, Chery International.

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