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Cina preparar proprio sistema operativo, a presto il lancio

La notizia era già trapelata a fine gennaio e ora sembra destinata a trasformarsi in realtà a breve. La Cina sembrerebbe pronta a lanciare il prossimo ottobre un suo sistema operativo – prima per personal computer poi per smartphone – per smarcarsi da rivali come Microsoft, Google e Apple. L’indiscrezione è riportata dall’agenzia di stampa Xinhua. Il sistema operativo potrebbe avere una immediata applicazione sui computer per poi estendersi agli smartphone e ad altri dispositivi mobili, ha detto Xinhua citando Ni Guangnan, un ricercatore che dirige un gruppo di sviluppo del sistema operativo. “Speriamo di lanciare un sistema operativo cinese per desktop entro ottobre che abbia anche un’app store”, ha spiegato il ricercatore che si augura che il software sia in grado di sostituire i sistemi operativi desktop entro uno o due anni e i sistemi operativi per dispositivi mobili entro tre-cinque anni. “La creazione di un ambiente che ci permette di fare i conti con Google, Apple e Microsoft è la chiave del successo”, ha aggiunto Ni Guangnan. Nel mese di maggio, la Cina ha vietato l’uso governativo di Windows 8, l’ultima versione del popolare sistema operativo di Microsoft che è anche sotto inchiesta nel paese per violazioni antitrust. Due colpi per il colosso di Redmond che sembrerebbero a tutela delle imprese locali. Inoltre, a marzo 2013 la Cina aveva affermato che Google aveva troppo controllo sul settore smartphone attraverso il suo sistema operativo mobile Android, discriminando così le imprese locali.

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Corsi di calligrafia obbligatoria, computer e telefonini fanno dimenticare scrittura

Corsi di calligrafia per far si’ che gli studenti cinesi non dimentichino come scrivere gli ideogrammi. Secondo quanto riferisce il China Daily, il Ministero cinese dell’Istruzione ha pubblicato un documento nel quale ha richiesto alle scuole primarie e superiori di organizzare dei corsi di calligrafia. Secondo il Ministero cinese, infatti, soprattutto a seguito dell’avvento e diffusione dei computer e dei telefonini con i quali inviare sms, i ragazzi stanno progressivamente perdendo la capacita’ di scrivere adeguatamente il cinese. Sembra infatti che i giovani studenti cinesi, avendo spesso troppi compiti da fare dopo la scuola, trascurino la parte scritta e dedichino sempre meno tempo a usare il pennello o anche solo la penna per disegnare correttamente gli ideogrammi, dimenticando col tempo come fare. I nuovi corsi di calligrafia, nell’intenzione delle autorita’ scolastiche, dovranno servire a far recuperare ai ragazzi l’antica pratica della scrittura, che richiede tempo, calma e una mente serena. Il che, sostengono gli esperti, potrebbe anche aiutare i ragazzi a rilassarsi dalle pressioni dei loro studi scolastici. La notizia dei nuovi corsi sembra sia stata accolta con favore dalla maggior parte della gente. Una ricerca effettuata tramite il sito Weibo, una sorta di twitter cinese, ha evidenziato come l’88% di oltre 9000 utenti hanno espresso parere favorevole. Tra i detrattori coloro che sostengono che le nuove lezioni di calligrafia porteranno via troppo tempo ed energie agli studenti, gia’ normalmente troppo oberati dalle ore di lezione gia’ previste e dai molti compiti a casa.

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Cina costruirà città del “cloud computing”

La Cina sta costruendo un centro per il ‘cloud-computing’ nella provincia settentrionale dell’Hebei che una volta completato avrà le dimensioni di una città. Il ‘cloud compunting’ è un nuovo un sistema di gestione online delle attività produttive e commerciali che promette consistenti risparmi e grande efficienza operativa. Con questo sistema le aziende possono gestire un grande volume di dati – che possono riguardare le risorse umane, i contatti con i clienti, le vendite online, la contabilità – usando un minimo di hardware e software collegandosi con i computer dei centri dati. Il complesso dell’Hebei viene costruito con la collaborazione dell’ Ibm e avrà un’estensione di 6,2 milioni di metri quadrati. Il sito web Computerworld sostiene che il progetto avrà le dimesioni del Pentagono, il ministero della Difesa degli Usa. Al contrario di questo, però, comprenderà una serie di edifici e forse delle aree residenziali. La ‘citta’ del cloud-computing’ sarà completata nel 2016, secondo l’Ibm. La spesa della Cina nella tecnologia informatica – che comprende hardware, software e servizi – è in continua crescita ma è ancora un quinto di quella degli Usa. Secondo stime recenti nel 2011 raggiungerà i 112 miliardi di dollari, con un aumento del 15,6% rispetto all’anno scorso. Il progetto dell’Hebei prevede in una prima fase la costruzione di sette centri per l’elaborazione dei dati ai quali in seguito ne verranno aggiunti altri tre o altri sei, a seconda delle necessità.

fonte: ANSA

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Ottimismo per crescita economica nell’anno della Tigre

C’é molto ottimismo in Cina sulla crescita economica in questo anno, tanto che sei cinesi su dieci si aspettano un aumento dei loro stipendi e quindi della capacità di spesa o di risparmio bancario. Lo rivela un sondaggio pubblicato dal quotidiano Guangming Daily, realizzato da Yao Jingyuan, capo economista all’ufficio centrale di statistica (National Bureau of Statistics, Nbs). Secondo il sondaggio, i più fiduciosi sono i residenti nell’isola di Hainan, il 27% dei quali si aspetta un significativo aumento delle entrate nel 2010. E’ il computer il bene al primo posto della lista degli oggetti dei desideri dei cinesi per l’anno della tigre appena cominciato da pochi giorni. I viaggi sono al secondo posto e un’auto nuova è il sogno del 32% dei cinesi, piazzando al terzo della speciale lista dei desideri. Per acquistare la nuova macchina, il 65% degli intervistati si dichiara disponibile a non spendere più di 100.000 yuan, intorno ai 10.000 euro. La maggiore preoccupazione per i cinesi, per il 54% degli intervistati, è l’aumento dei prezzi delle case dopo il calo degli anni scorsi. Più del 60% dei cinesi residenti a Shanghai e a Pechino hanno dichiarato che non pensano di comprare casa quest’anno. Secondo le statistiche dell’Nbs, la somma procapite che un cinese residente in città ha messo da parte nel 2009 è stata pari a 17.175 yuan, intorno ai 1.800 euro, con un incremento dell’8,8% rispetto all’anno precedente. La somma messa da parte da un abitante della Cina rurale è stata pari a 5153 yuan, circa 550 euro, in crescita dell’8,2% rispetto all’anno precedente.

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