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Tournée in Cina per Marco Cappelli, icona del jazz

“Una icona del jazz italiano”: così ha scritto la stampa cinese di Marco Cappelli, jazzista di razza, alla sua seconda tournée in Cina per presentare il suo ultimo lavoro discografico, “Le stagioni del commissario Ricciardi”. In un affollatissimo concerto all’House of Blues and Jazz, il tempio del genere a Shanghai (città di antica tradizione jazzistica), avvalendosi della collaborazione di due strumentisti locali, Cappelli ha presentato il suo ultimo lavoro uscito negli Stati Uniti un mese fa per l’etichetta Tzadik. Nove brani, ispirati ai libri gialli della saga del Commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni, nei quali Cappelli sintetizza minimalismo, jazz, musica popolare italiana, classico contemporaneo e colonne sonore in una composizione definita “drammatica ed evocativa”. Il cd, registrato con la partecipazione di due straordinari musicisti come Ken Filiano al contrabbasso e Satoshi Takeishi alle percussioni (che con il musicista napoletano compongono il Marco Cappelli Acoustic Trio con il quale si esibiscono in tutto il mondo con base negli Usa) è stato etichettato dalla critica come “un programma straordinariamente fantasioso di musica piena di melodie orecchiabili, assoli infuocati, texture insolite, virtuosismo, umorismo e altro ancora”. “Come già la tournée dell’anno scorso – spiega Marco Cappelli – anche quest’anno ho trovato un ottimo pubblico qui a Shanghai, davvero competente. Sono estremamente contento che il Cd, che negli Usa mi sta dando molte soddisfazioni ed è stato accolto molto benevolmente dalla critica, sta riscuotendo successo anche qui”. Dopo l’esibizione shanghainese, Cappelli è volato a Pechino dove ha tenuto un altro applauditissimo concerto.

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Insieme a Shanghai i giallisti Qiu Xiaolong e Maurizio de Giovanni

Un ponte tra Napoli e Shanghai nel segno del noir è stato tracciato nell’incontro tra i giallisti Qiu Xiaolong e Maurizio de Giovanni a Shanghai, in occasione della settimana di Napoli a Shanghai “Loro di Napoli”, organizzata dal Consolato Generale italiano a Shanghai e dall’istituto Italiano di Cultura. I creatori, l’uno dell’ispettore Chen Cao e l’altro del Commissario Ricciardi e dell’ispettore Giuseppe Lojacono, sono stati i protagonisti di un seguitissimo incontro ospitato negli antichi locali dell’associazione degli scrittori di Shanghai. Accompagnati dalle musiche del jazzista Marco Cappelli i due hanno letto, a ospiti provenienti da tutto il mondo, brani tratti da ‘Di seta e di sangue’ (titolo originario Red Mandarin Dress) e da ‘I bastardi di Pizzofalcone’. “Le due città – ha detto in conferenza de Giovanni – seppur lontanissime, sono molto simili. In entrambe le città responsabili dei crimini è la coabitazione forzata in spazi ristretti di persone che appartengono a strati sociali diversissimi. Spesso i poveri sono costretti ad assistere a spettacoli di spreco da parte di ricchi. Situazioni che ho visto simili qui come a Napoli”. “Non sono mai stato a Napoli – ha detto Qiu Xiaolong – e spero di andarci presto. Il compito di un giallista è proprio quello di raccontare la città. In questo io e de Giovanni siamo molto simili, i nostri personaggi si somigliano pur vivendo a chilometri di distanza e agendo in città che solo all’apparenza sono dissimili”. Qiu Xiaolong, che da anni vive negli Stati Uniti e scrive in inglese, ha ricordato come egli stesso sia stato membro dell’associazione che lo ha ospitato insieme a De Giovanni e nella quale ha ambientato anche un suo romanzo. Critico contro la corruzione nel suo paese, Qiu ha detto di scrivere in inglese solo per comodità, ma non pensa di orientare così i suoi libri, tradotti in tutto il mondo, solo verso alcuni lettori e non cinesi. De Giovanni (che si trasferito a Pechino dove presenterà anche li i suoi libri), per la prima volta in Cina dopo aver presentato i suoi libri in tutta Europa, negli Usa e in Argentina, ha detto di essere rimasto colpito da Shanghai e ha annunciato a breve l’uscita del terzo episodio della saga di Lojacono, “Buio”, nelle librerie alla fine di novembre e un nuovo libro su Ricciardi. “Oggi – ha detto il console generale italiano Vincenzo De Luca – siamo riusciti in una di quelle operazioni a volte solo sognate, mettere insieme due scrittori all’apparenza così diversi. Tutti noi abbiamo amato passeggiare per le vecchie strade di Shanghai ricordandoli anche come luoghi delle indagini dell’ispettore Chen, così come per le strade di Napoli pensando a Ricciardi e Lojacono. Siamo fiduciosi che da questo incontro possa nascere anche qualcosa nel futuro che veda entrambi gli investigatori protagonisti insieme”.

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