Archivi tag: cinema

L’Italia al festival del cinema di Shanghai, qui elenco proiezioni e brochure

E’ di nuovo l’Italia il paese con la maggiore presenza alla 17ma edizione dello Shanghai International Film Festival, grazie alla nutrita delegazione coordinata dall’agenzia Ice e da Istituto Luce-Cinecittà. Diciassette i film italiani presentati, la maggior parte dei quali nella sezione “Focus Italy”, da anni una delle più apprezzate in un festival che ha saputo ritagliarsi una importante parte nel mondo delle kermesse cinematografiche mondiali. Di sicuro quello di Shanghai è ormai il punto di riferimento dei festival cinematografici in Cina, un appuntamento al quale non vogliono mancare le major internazionali e le stelle di Hollywood come, quest’anno, Nicole Kidman, Hugh Grant, Jean-Jacques Annaud, John Cusack e la stella di Hong Kong Jackie Chan, oltre alla stella locale Gong Li tra le altre, che presiede la giuria che assegnerà il Vaso d’Oro. Saranno più di 300 i film proiettati in 35 cinema in tutta la città in oltre 1000 proiezioni. Quest’anno l’Italia, che ha vinto una edizione con L’ultimo Bacio di Gabriele Muccino una edizione, non è presente con un proprio film nella selezione ufficiale del festival. Insieme al festival cinematografico, come d’abitudine, altre due importanti iniziative che vedono l’Italia protagonista: il film market dove molte case di produzione italiane partecipano nello stand realizzato dal locale ufficio dell’Ice e alla sezione dedicata alla Tv. “Sono oramai dieci anni – spiega Claudio Pasqualucci, direttore dell’ufficio Ice di Shanghai – che sosteniamo la presenza italiana allo Shanghai International Film Festival, insieme a Luce. L’industria cinematografica è sicuramente un mezzo immediato ed efficace per comunicare l’essenza del nostro Pese, uno strumento importante per la promozione del Made in Italy che è proprio l’essenza dell’Ice”. “La promozione del cinema italiano – riferisce il console italiano a Shanghai Stefano Beltrame – è uno dei modi migliori per migliorare qui in Cina il trend turistico verso il nostro Paese. La partecipazione italiana al Festival è una iniziativa fondamentale della cooperazione nei settori del cinema tra Italia e Cina, puntando a rafforzare le relazioni bilaterali dal punto di vista economico e culturale”. I film italiani in proiezione a Shanghai sono Sacro Gra, L’ultima ruota del carro, Che strano chiamarsi Federico, La variabile umana, Smetto quando voglio, L’intrepido, Come il vento, Miele, Neverlake, L’arbitro, Salvo, Eppideis, Via castellana bandiera, Il principe abusivo, The Repairman, Still Life, Zoran il mio nipote scemo.

Scarica qui il programma delle proiezioni e la brochure italiana dell’evento
Italian Films at SIFF 2014 Final-2

Italian Films schedule 排片表

Lascia un commento

Archiviato in Accà e allà (notizie dall'area)

Progetto triennale per il cinema in Cina, lo mette in campo l’Anica

Durerà tre anni il ‘Progetto Cina’ messo in campo dall’Anica, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali, per operare sul mercato cinese. Per la prima volta, tutte le componenti del sistema audiovisivo italiano (istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria e rappresentanze ministeriali) hanno deciso di operare congiuntamente per un progetto nel paese del dragone, coordinato da Giorgio Gosetti, che è stato presentato all’industria cinese cinematografica riunita in occasione del Film Market ospitato nel Festival del Cinema di Shanghai e poi successivamente alle istituzioni della Repubblica Popolare Cinese nel corso di una seconda tappa a Pechino. Oltre a Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica, in Cina ci sono alcuni produttori, il presidente di Unefa (l’unione dei venditori all’estero del cinema italiano) Paola Corvino, il dirigente del Ministero dei Beni culturali Mariella Troccoli, insieme a Rossella Mercurio (project manager di Anica) e Gosetti (anche direttore delle Giornate degli Autori-Venice Days). “Siamo qui per questioni concrete – spiega Tozzi – ai nostri omologhi cinesi punteremo a esporre potenzialità concrete, a disegnare possibili coproduzioni, a favorire un interscambio di professionalità che va dalla formazione (le scuole di cinema) alla specificità delle competenze e delle locations. Tutto questo è agevolato dal trattato di coproduzione fra i nostri due paesi che il Presidente Napolitano ha firmato alla fine del 2012 e di cui adesso sviluppiamo di comune accordo con la Cina le norme attuative”. “Nei prossimi mesi – spiega Gosetti, coordinatore del Progetto Cina – si tratterà per noi di passare dalle parole ai fatti. L’offerta proposta ai cinesi riguarda tutte le piattaforme, non solo al distribuzione in sala e abbiamo il sostegno delle istituzioni italiane (dal Ministero dei Beni Culturali all’Ice, da quello degli esteri all’ambasciata alle associazioni di categoria) e cinesi”. Il Progetto Cina guarda a 360 gradi, con le possibili agevolazioni per le storie da scrivere insieme, agevolazioni fiscali e pratiche per girare in Italia, possibili locations e partner per girare film in Cina, investimenti produttivi e formativi reciproci, “pacchetti” di storia e attualità del cinema italiano da proporre per la distribuzione in sala e lo sfruttamento sulle moderne piattaforme per la rete e la telefonia mobile. Le prime verifiche dei semi gettati dalla delegazione italiana nei prossimi giorni sono attese alla Mostra del Cinema di Venezia, dove una delegazione cinese sarà ospite delle istituzioni del cinema italiano.

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Folta la presenza italiana alla mostra dek cinema di Shanghai

Anche quest’anno e’ nutrita la partecipazione italiana alla 16ma edizione dello Shanghai International Film Festival, divenuto in questi anni uno degli appuntamenti piu’ importanti sul panorama mondiale. Se e’ uno il film nella selezione ufficiale (non i competizione per il premio finale, il bicchiere d’oro) e’ il film di Bernardo Bertolucci ‘Io e Te’, sono ben nove i film nel Focus Italy: ‘Viaggio sola’ di Maria Sole Tognazzi; ‘Ti ho cercata in tutti i necrologi’ di Giancarlo Giannini; ‘L’intervallo di Leonardo di Costanzo; ‘E’ stato il figlio’ di Daniele Cipri’; ‘Tutti contro tutti’ di Rolando Ravello; ‘Una famiglia perfetta’ di Paolo Genovese; ‘Reality’ di Matteo Garrone; ‘Il rosso e il blu’ di Giuseppe Piccioni e ‘Un giorno speciale’ di Francesca Comencini. Nella sezione panorama, invece, viene proiettato ‘Voci nel buio’ di Rodolfo Bisatti. Come ogni anno, la partecipazione italiana e’ organizzata da Cinecitta’-Istituto Luce e coordinata dall’agenzia Ice, che organizza anche la partecipazione italiana al Film Market, uno degli appuntamenti piu’ importanti in Asia sul commercio cinematografico, con oltre 800 aziende da tutto il mondo che partecipano. Nonostante sia un mercato difficile a causa del controllo preventivo di censura di tutti i film e il fatto che c’e’ una sola azienda azienda autorizzata ad importare film (due quelle che possono distribuire), il mercato cinese e’ in crescita. Nel 2012 i film cinesi prodotti sono stati 893 rispetto ai 526 dello scorso anno, ma di questi solamente 307 sono alla fine sono usciti nelle sale cinematografiche. L’anno scorso la Cina ha importato 34 film esteri. Ma L’Italia, che con la Cina ha un accordo di co-produzione cinematografica, tenta di fare la parte del leone. ”Dopotutto – come ha ricordato l’ambasciatore italiano a Pechino Alberto Bradanini, che ha partecipato alla conferenza stampa stamattina di presentazione dei film italiani – il primo occidentale ad aver girato una pellicola a Shanghai fu un italiano, il napoletano Enrico Amer Lauro, che nel 1905 riprese aspetti della ”Dolce Vita” di Shanghai: aveva davvero anticipato i tempi anche nel titolo”. Tante domande da parte dei giornalisti cinesi per Giancarlo Giannini, Maria Sole Tognazzi, Paolo Genovese, Rolando Ravello, Fabrizio Falco (attore nel film di Cipri’) e Giuseppe Piccioni, che hanno partecipato alla conferenza stampa. Nella delegazione italiana, anche un gruppo dell’Anica guidato dal presidente Riccardo Tozzi, Maria Luisa Troccoli del Ministero dei Beni Culturali e Giorgio Gosetti, direttore della sezione Venice Days del Festival di Venezia.

Lascia un commento

Archiviato in vita da emigrante

Arriverà sugli schermi supereroe cinese di Stan Lee, il mitico disegnatore Marvel

Si chiamerà ‘il distruttore’ il primo supereroe cinese che nascerà dalla penna di Stan Lee, l’ottantanovenne co-autore de L’uomo ragno, Hulk, X-men e Iron Man. L’annuncio è stato dato in una conferenza stampa durante lo Shanghai International Film Festival che si sta svolgendo in questi giorni nella capitale economica cinese. Il Distruttoré, racconterà la storia della battaglia di un supereroe cinese per salvare il mondo. Nel progetto è coinvolto anche lo scrittore di Hollywood Dan Gilroy, autore di Real Steel – Cuori d’acciaio e di The Bourne Legacy, il quarto episodio della saga dell’agente segreto Jason Bourne che uscirà a settembre. Per questioni di salute, Stan Lee non era fisicamente presente alla conferenza ma ha inviato un messaggio video. “Amo la Cina e la sua cultura. Cercavo da tempo una possibilità per collaborare con produttori e registi cinesi e diffondere la cultura di questo paese nel mondo. Credo – ha detto Lee nel video – che un supereroe cinese sarà il migliore e il più popolare supereroe amato da tutti nel mondo”. Wang Guowei, presidente della cinese National Film Capital, ha annunciato nove coproduzioni, tra le quali Painted Skin: The Resurrection, secondo episodio della serie di film fantasy dai toni sovrannaturali iniziata nel 2008, che ha aperto quest’anno il festival di Shanghai. Gli altri film saranno l’ultima sceneggiatura di Bruce Lee Silent Flute, The Dragon Scroll, Genghis Khan,Bombing of Chongqing’,The Tibetan Code, Shrinking,1421 The Year China Discovered The World e Devil’s Right Hand

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Importante presenza del cinema italiano al festival di Shanghai

Il cinema italiano sbarca a Shanghai con pezzi da novanta. Alla quindicesima edizione dello Shanghai International Film Festival, pur se non ci sono film italiani in concorso, il cinema del Bel Paese, grazie alla collaborazione tra Istituto Luce – Cinecitta’ e Filmitalia con la sezione locale dell’Ice, del Consolato Generale italiano di Shanghai e dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale economica cinese, e’ presente nella sezione Focus Italy con 10 lungometraggi, due nella sezione Spectrum e due documentari nella sezione Mida Docu. Tra i film in proiezione durante il festival, il vincitore dell’Orso d’Oro di Berlino ‘Cesare non deve morire’ dei fratelli Taviani, ‘This must be the place’ di Paolo Sorrentino, ‘Habemus Papam’ di Nanni Moretti e ‘Il villaggio di cartone’ di Ermanno Olmi. Ma anche il poetico ‘Io sono Li’ di Andrea Segre che ha come interprete la cinese Zhao Tao, vincitrice dell’ultimo David di Donatello come migliore attrice. A completare la presenza italiana, l”Appartamento ad Atene di Ruggiero Dipaola, ‘Il sole dentro’ di Paolo Bianchini, ‘La kryptonite nella borsa’ di Ivan Cotroneo, ‘Maternity Blues’ di Fabrizio Cattani, ‘Sulla strada di casa’ di Emiliano Corapi. ‘Freakbeat’ di Luca Pastore e ‘One year’s remainder’ di Michele Di Salle e Luca Papaleo saranno proiettati nella sezione documentari mentre ”Il Mundial dimenticato” di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni e ‘True Love’ di Enrico Clerico Nasino parteciperanno a Spectrum. La grande attesa a Shanghai per il cinema italiano non e’ documentato solo dal tutto esaurito da giorni per le cinque proiezioni nelle multisale della citta’ del film dei Taviani, ma anche dalla folta partecipazione di giornalisti cinesi alla conferenza stampa di presentazione di oggi. ”Girare in Italia – ha detto oggi Zhao Tao – e’ stata una incredibile esperienza, non solo per la professionalita’ degli italiani nel cinema, ma anche per la bellezza del paese. Ho avuto tanto dall’Italia e spero che il mio paese possa ricambiare presto”. ”Le istituzioni italiane a Shanghai – ha detto in conferenza stampa il console generale Vincenzo De Luca – sono orgogliose di sostenere questo evento annuale per promuovere l’industria cinematografica italiana in Cina, paese che diventa sempre piu’ interessato ed esigente anno dopo anno. L’interesse verso quello che l’Italia rappresenta in Cina e’ dimostrato non solo dalla grande presenza di aziende italiane di tutti i settori, ma soprattutto dall’alto numero di visti turistici che il nostro consolato sta rilasciando, che nel 2011 ha toccato il numero record di 87.000”. Il console ha poi ricordato anche la cooperazione tra il centro sperimentale di Cinematografia e l’Accademia del Teatro di Shanghai. Maurizio Forte, direttore della sezione locale dell’Ice, che collabora anche nella realizzazione del film market legato al festival, ha ricordato come nel 2010 fu un film italiano, ‘Baciami ancora’ di Gabriele Muccino, a vincere il festival di Shanghai e come le produzioni italiane trovano mercato in Cina, con nuovi accordi che stanno per essere siglati. Non solo anche la fiction ‘Il generale dei Briganti’, che ha partecipato al tv festival che precede il film Festival, sara’ trasmessa dalla televisione di Shanghai nei prossimi giorni ”segno – ha detto Forte – di un continuo interesse cinese verso il nostro mondo delle produzioni cinematografiche che continueremo a sostenere”.

Lascia un commento

Archiviato in vita da emigrante

La cinese Wada compra catena sale cinema AMC, nasce colosso

Il gruppo cinese Dalian Wanda acquista per 2,6 miliardi di dollari la seconda catena di sale cinematografiche americana AMC, creando il maggior operatore al mondo del settore. Wanda, approfittando della debole ripresa statunitense, compie cosi’ il suo primo passo nell’industria cinematografica a stelle e strisce. E lo fa puntando in alto: l’acquisizione si inserisce negli sforzi cinesi di costruire una propria industria del grande schermo in grado di competere con Hollywood e nel tentativo di esporre e far conoscere la cultura locale fuori dai confini nazionali. L’intesa rappresenta inoltre una significativa affermazione dell’influenza cinese sull’industria cinematografica americana, a caccia di nuovo pubblico. I legami fra la Cina e Hollywood si sono gia’ rafforzati negli ultimi anni con la joint venture cinese di DreamWorks. L’accordo prevede che Amc diventi una controllata di Wanda, gigante con 35 miliardi di dollari in asset che vanno dai parchi a tema ai mall passando per le collezioni d’arte. Il quartier generale di Amc restera’ a Kansas City e la gestione quotidiana delle attivita’ non subira’ cambiamenti in seguito all’acquisizione. Wanda si impegna inoltre a investire 500 milioni di dollari in Amc per rafforzarne il bilancio e finanziare le iniziative strategiche. Amc con oltre 5.000 grandi schermi negli Stati Uniti e in Canada ha chiuso il quarto trimestre 2011 con perdite per 73 milioni di dollari. ”Vogliamo che Amc cresca, non solo negli Usa ma in tutto il mondo”, afferma l’amministratore delegato di Wanda, Wang Jianlin, minimizzando i problemi finanziari della societa’ americana: ”tornera’ a fare utili” precisa. L’acquisizione ”aiutera’ Wanda a diventare un operatore veramente globale, con cinema e tecnologie in grado di migliorare l’esperienza del pubblico nel due maggiori mercati al mondo”. Secondo la societa’ di ricerche Dealogic, quello di Wanda Group e’ il terzo investimento in ordine di grandezza effettuato da un’impresa cinese negli Usa. Il principale investitore rimane il fondo sovrano China Investment Corporation (Cic), che ha comprato per 5 miliardi di dollari una quota di minoranza della banca d’ affari Morgan Stanley e ha immesso 3 miliardi nel Blackstone Group LP. Entrambe le operazioni sono state portate a termine nel 2007. Il Wanda Group e’ stato fondato nel 1988 a Dalian. I suoi asset cinesi comprendono oggi 49 centri commerciali chiamati ”Wanda Plaza” nelle maggiori citta’, 26 alberghi di lusso, 86 sale cinematografiche, 40 centri commerciali e 45 centri per il karaoke. L’amministratore delegato Wang Jianlin e’ stato nel 2012 al primo posto della classifica dei super ricchi cinesi della rivista New Fortune.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in 'E renare (i soldi, l'economia)

Se la Cina fa l’asso pigliatutto a Cannes

Faceva una certa impressione vedere, ieri sera sulla spiaggia più esclusiva della Croisette, la Cina assumere il ruolo del vero padrone di casa per la tradizionale festa inaugurale del Marché du Film che si svolge in parallelo al Festival vero e proprio. Fuochi d’artificio da mille e una notte, esibizione di attori in costume e cantanti sia tradizionali che rock sul pontone attraccato davanti alla spiaggia, perfino una star planetaria come Jackie Chan a fare gli onori di casa e rispondere al formale saluto del direttore del Marché, Jerome Paillard e di un attempato Jacques Perrin che da tempo ha trovato capitali e investitori all’ombra dell’ex Celeste Impero. La Cina sbarca in forze al 65mo festival di Cannes e detta la sua legge al cinema, proprio come sta facendo in questi stessi giorni nel mondo del calcio. Sembra una strategia espansionista studiata a tavolino e che promette di “non fare prigionieri”. I film in mostra per compratori occidentali sono certamente aumentati di numero ma, grazie alla stretta collaborazione fra i poli industriali di Pechino, Shanghai e Hong Kong, coprono ormai tutte le possibili opzioni dello spettacolo: dalla tradizione delle arti marziali all’action movie, dal cinema epico nazionale a quello di genere. E in mezzo gli autori con velleità artistiche (da Zhang Yimou a Chen Kaige fino al Lou Ye che ha inaugurato “Un Certain Regard” si muovono prudenti e circospetti per non incappare nella censura e per conquistarsi uno spazio nella distribuzione. “Quando vogliamo fare un film – raccontava proprio Lou Ye – dobbiamo presentare un progetto alle autorità nazionali. Per alcuni è una semplice paginetta, per altri occorre l’intera sceneggiatura e la risposta (che dovrebbe arrivare in 30 giorni) può essere rimandata all’infinito. Ormai è uno sport nazionale interpretare le sfumature del linguaggio burocratico per capire se il film si farà o meno. Ma una volta superato il primo livello c’é la verifica della commissione di censura i cui criteri possono cambiare secondo le direttive politiche. E infine si è imposta anche da noi la dittatura del mercato. Le sale sono molte, anzi in costante sviluppo, ma a riempirle sono i film spettacolari cinesi e americani. Per il cinema d’autore c’é sempre meno posto”. L’espansione industriale del cinema cinese è impressionante: nei prossimi mesi debutta un nuovo circuito di sale “oltre il 3D” che sviluppa un modello concorrenziale al sistema Imax (una modalità avvolgente che immerge lo spettatore nella scena come se ne fosse protagonista) e promette di combattere ad armi pari col brevetto nordamericano. Gli studios lavorano tutti a pieno ritmo e i capitali non sembrano un problema: le uniche due roccaforti occidentali che operano in regime agevolato sono quella americana e quella francese, forte di un trattato bilaterale che facilita l’aggiramento delle barriere burocratiche. Intanto però i tycoons orientali hanno deciso di aggredire il mercato occidentale prendendo possesso del festival più famoso del mondo e ieri hanno offerto un’esibizione “muscolare” che non é destinata a passare sotto silenzio.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

La Cina terzo mercato cinematografico al mondo

La Cina e’ diventata il terzo mercato mondiale per il cinema. Secondo quanto riferisce il South China Morning Post, infatti, le entrate ottenute grazie al cinema in Cina hanno registrato lo scorso anno una forte impennata, aumentando di circa il 30% e raggiungendo i 13 miliardi di yuan (1,5 miliardi di euro). La top 10 dei film piu’ visti e’ stata ancora dominata dai grandi successi di Hollywood. Buon piazzamento comunque per il mercato cinematografico cinese giunto nel mondo al sesto posto con 10,17 miliardi di yuan di fatturato nel 2010, in crescita del 65% rispetto al 2009. Tra i film piu’ visti in Cina lo scorso anno ai primissimi posti Transformer 3 e Kung Fu Panda seguiti da The Flowers of War, il primo film cinese con una star di Hollywood, Christian Bale. Secondo gli analisti, il mercato cinematografico della Cina continentale ha registrato la crescita piu’ rapida nel mondo, sostenuta da maggiori investimenti e da un numero sempre crescente di sale cinematografiche (oltre 3.000 aggiunte lo scorso anno). Secondo il professor Zhu Dake, della Shanghai Tongji University, la parte del leone in Cina continuano comunque a farla i film stranieri, specie quelli americani e la decisione di contingentarne il numero per favorire i prodotti nazionali non ha avuto i risultati sperati. Il professor Zhou Xing, dell’Universita’ di arte e di comunicazione di Pechino, ha sottolineato come il cinese prodotto in Cina debba ancora imparare molto e non sia ancora in grado di competere con i grandi prodotti di Hollywood.

Lascia un commento

Archiviato in 'E renare (i soldi, l'economia), Vita cinese

Film: l’amore ai tempi dell’Aids in Cina

‘Love for Life’, in concorso alla sesta edizione del Festival di Roma, non è un film qualsiasi. Primo lungometraggio di produzione cinese ad affrontare il delicato tema dell’Aids ha avuto un lungo decorso (cinque anni) anche perché, come ha spiegato oggi il regista Gu Changwei – fa parte della rinomata ‘Quinta generazione’- , “non è facile affrontare una tema del genere in Cina. Abbiamo dovuto fare molti tagli e comunque presentare il nostro lavoro alla commissione censura”. Nel cast superstar come Zhang Ziyi (Memorie di una Geisha) e Aaron Kwok, camei dei registi Feng Xiaogang, Jiang Wen e Lu Chuan, e soprattutto la vera popolazione di un villaggio rurale in gran parte vittima della malattia. La storia è ambientata negli anni Novanta in un piccolo villaggio cinese, dove si svolge un traffico illecito di sangue che ha diffuso a macchia d’olio l’Aids nella comunità. La famiglia Zhao è al centro della vicenda con Qi Quan, il figlio maggiore che è stato il primo a indurre i vicini a donare il sangue con la promessa di denaro veloce. Il nonno, disposto a tutto pur di rimediare al danno causato dalla sua famiglia, trasforma la scuola locale in una casa di cura per i malati. Fra i pazienti c’é il suo secondo figlio De Yi (Aaron Kwok), che affronta la morte imminente con rabbia e incoscienza. De Yi incontra la bellissima Qin Qin (Zhang Ziyi), moglie del cugino, recente vittima del virus. I due sono attratti l’uno dall’altra, condividendo l’amarezza e la paura del loro destino. Pur senza aspettative per il futuro, diventano amanti ma si accorgono presto di essere davvero innamorati l’uno dell’altra. Il sogno di vivere la loro relazione in modo legittimo e libero viene compromesso quando i compaesani li scoprono: con il tempo che scivola via, devono decidere se arrendersi o dare una possibilità alla felicità prima che sia troppo tardi. “Abbiamo lavorato insieme a delle persone che erano davvero ammalate di Aids, ma è stato più facile di quanto si possa pensare. Anzi per per me – dice la bellissima Zhang Ziyi oggi a Roma – è stata una esperienza del tutto costruttiva. Comunque in Cina – ha aggiunto – questo film ha avuto una grossa accoglienza sia parte del pubblico che della critica”. Il pubblico, spiega invece il regista:”é rimasto coinvolto dalla drammaticità della storia e dal fascino di questo amore dei due protagonisti. Comunque – ha aggiunto Gu Changwei – a quell’epoca l’Aids era curato solo in cliniche specializzate. E solo nell”89 si è parlato per la prima volta di un caso di Aids, era fino ad allora una malattia come sconosciuta”. Da parte dell’attrice contentezza di aver lavorato in Usa: “anche se non mi sento di appartenere ad Hollywood, ma al paese dove ho le mie radici e ai film in cui parlo la mia lingua”.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in Vita cinese

Un film cinese smonta doti divinatorie del polpo Paul

Il polpo Paul, che ha indovinato i risultati delle partite del Campionato del mondo disputato l’estate scorsa in Sudafrica, sarebbe stato in realtà una creazione della mente diabolica di mafiosi legati al mondo delle scommesse. Lo sostiene il regista cinese Xiao Jiang, che ha presentato oggi a Pechino il suo film “Uccidete il polpo Paul”. Il “giallo” di Xiao Jiang ruota intorno ad un gruppo di tifosi cinesi che si recano in Sudafrica per assistere alle partite e finiscono per scoprire il complotto della mafia, che avrebbe creato il mito di Paul per arricchirsi con le scommesse. “Amo davvero tanto il calcio e il Campionato del mondo, ma so che c’é molta gente che ci scommette sopra”, ha affermato il regista. “Così quando ho pensato di fare questo film ho voluto parlare di gente che si trova in situazioni difficili a causa delle scommesse”. Paul, che era ospite di un acquario in Germania, ha predetto correttamente i risultati di otto partite tra cui la finale, vinta dalla Spagna contro l’Olanda. Prima di ogni match venivano messi davanti a Paul due contenitori di cibo, ciascuno con sopra la bandiera delle squadre che si sarebbero affrontate. Paul ha scelto sempre quella della squadra risultata vincitrice diventando uno dei protagonisti mediatici – alla pari forse solo con le rumorose vuvuzelas – del Mondiale. Xiao Jiang ha affermato di non credere alle capacità divinatorie di Paul. “Non esiste che abbia indovinato 8 risultati su 8 – ha sostenuto -. Quindi deve essersi trattato di un piano per ingannare la gente in tutto il mondo. Ha funzionato perché a tutti piaceva Paul, perché era molto simpatico”. Paul è morto questa settimana nell’acquario di Oberhausen per cause naturali. Il film uscirà in Cina alla fine di novembre.

fonte: ANSA

1 Commento

Archiviato in Vita cinese