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Figlio di Jackie Chan condannato a sei mesi per droga

Un tribunale di Pechino ha condannato a sei mesi di carcere per droga Jaycee Chan, attore e figlio della star di Hollywood Jackie Chan, famoso per i suoi ruoli in film nei quali esercita le arti marziali. Il giovane, conosciuto anche come Fang Zuming di 32 anni, era stato arrestato lo scorso 14 agosto insieme ad un altro attore, Ko Chen-tung, famoso a Taiwan. I due furono trovati insieme ad un noto consumatore di droga a Pechino, e furono trovati positivi alla marijuana, sostanza della quale furono trovati poi 117 grammi in una stanza della casa di Jaycee. Il giovane Chan è stato condannato per essere stato ritenuto colpevole di aver ceduto droga dal 2012 al 2014. Il padre del giovane attore non era presente in tribunale alla lettura della sentenza e non ha rilasciato dichiarazioni. Jackie Chan è molto famoso in Cina come all’estero: e’ una star di Hollywood, avendo partecipato a numerosi blockuster, che gli hanno fatto ottenere anche una stella sulla Walk of Fame. Jackie Chan e’ anche membro della conferenza politica consultiva del popolo cinese, il massimo organo consultivo del governo di Pechino. All’arresto del figlio si disse scioccato dal suo comportamento e fiducioso che questo episodio possa insegnargli qualcosa. Jaycee non è stata l’unica celebrità ad essere arrestata per droga l’anno scorso, almeno altri 10 attori hanno seguito le sue sorti. Secondo le stime delle autorità cinesi, a Pechino ci sono 26.000 consumatori di droga accertati, in aumento del 10% annuo. In tutto il paese, secondo i dati della fine di novembre 2014, i consumatori di droga sarebbero 2,87 milioni, in aumento del 18,7% rispetto all’anno precedente. (ANSA).

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Oliver Stone ai cinesi: abbiate coraggio, affrontate storia

Il regista americano Oliver Stone ha accusato oggi i suoi colleghi cinesi di mancare di coraggio nell’affrontare i passaggi piu’ controversi della storia del loro Paese, come la dittatura di Mao Zedong e la Rivoluzione Culturale. Nel corso di una tavola rotonda tenuta in occasione dell’ apertura del Beijing International Film Festival, Stone ha sottolineato che Mao, il fondatore della Repubblica Popolare Cinese, “e’ stato mitizzato in decine e decine di film, ma mai criticato”. “Dovete fare dei film su Mao, sulla Rivoluzione Culturale…dovete smuovere le acque…questa sarebbe la base per delle vere coproduzioni”, ha aggiunto il regista, che annovera tra le sue opere controversi film storici tra cui “JFK”, sull’ assassinio del presidente americano John Fitzgerald Kennedy e “Platoon” sulla guerra del Vietnam. Alla tavola rotonda hanno preso parte anche il regista di “Gravity”, Alfonso Cuaron, il presidente della Paramount Pictures Frederick Huntsberry e il presidente della China Film Co-production Corporation Zhang Xun. Stone ha precisato di aver “cercato per tre volte” di dare vita a coproduzioni di film storici con partner cinesi ma di aver sempre dovuto rinunciare perche’ questi non erano disposti ad affrontare temi delicati come gli anni del comunismo estremo di Mao e delle Guardie Rosse.

fonte: ANSA

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Rassegna su Sergio Leone a Shanghai

E’ stata inaugurata stamattina nel museo del cinema di Shanghai, una rassegna sui film di Sergio Leone, organizzata con il contributo del Consolato generale italiano e dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai. E’ una delle prime che il neonato museo della capitale economica cinese organizza, e rientra nel festival turistico di Shanghai appena organizzato. A tagliare il nastro, tra gli altri, il console italiano a Shanghai Vincenzo De Luca. “Siamo lieti – ha detto il console – che questo museo abbia dedicato una retrospettiva a un gigante della storia del cinema italiano, Sergio Leone che ha ispirato tanti famosi registi americani, Quentin Tarantino, Stanley Kubrick e i fratelli Coen, senza dimenticare che i lavori di Leone hanno ispirato anche il regista cinese Zhang Wu”. Non solo: il rapporto tra l’Italia e Shanghai dal punto di vista cinematografico è antichissimo e saldo. Il console ha infatti ricordato come i fratelli Lauro siano stati i primi a produrre e girare un film a Shanghai nel 1909. Film del quale purtroppo ci sono solo tracce scritte ma non copie. Il console ha ricordato inoltre come alla cerimonia di preapertura del neonato museo abbia partecipato anche Sofia Loren. Sia il console che il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, Carlo Molina, hanno ribadito la disponibilità delle istituzioni italiane a organizzare proiezioni e retrospettive di registi italiani viventi e non, proposta accolta favorevolmente dal museo. La rassegna su Leone prevede la proiezione fino al 30 settembre di 10 proiezioni in 35 mm di cinque film del maestro degli spaghetti wester, sottotitolati in cinese: Giù la testa, il Colosso di Rodi, Per qualche dollaro in più, Il buono il brutto e il cattivo, C’era una volta il West.

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Folta la presenza italiana alla mostra dek cinema di Shanghai

Anche quest’anno e’ nutrita la partecipazione italiana alla 16ma edizione dello Shanghai International Film Festival, divenuto in questi anni uno degli appuntamenti piu’ importanti sul panorama mondiale. Se e’ uno il film nella selezione ufficiale (non i competizione per il premio finale, il bicchiere d’oro) e’ il film di Bernardo Bertolucci ‘Io e Te’, sono ben nove i film nel Focus Italy: ‘Viaggio sola’ di Maria Sole Tognazzi; ‘Ti ho cercata in tutti i necrologi’ di Giancarlo Giannini; ‘L’intervallo di Leonardo di Costanzo; ‘E’ stato il figlio’ di Daniele Cipri’; ‘Tutti contro tutti’ di Rolando Ravello; ‘Una famiglia perfetta’ di Paolo Genovese; ‘Reality’ di Matteo Garrone; ‘Il rosso e il blu’ di Giuseppe Piccioni e ‘Un giorno speciale’ di Francesca Comencini. Nella sezione panorama, invece, viene proiettato ‘Voci nel buio’ di Rodolfo Bisatti. Come ogni anno, la partecipazione italiana e’ organizzata da Cinecitta’-Istituto Luce e coordinata dall’agenzia Ice, che organizza anche la partecipazione italiana al Film Market, uno degli appuntamenti piu’ importanti in Asia sul commercio cinematografico, con oltre 800 aziende da tutto il mondo che partecipano. Nonostante sia un mercato difficile a causa del controllo preventivo di censura di tutti i film e il fatto che c’e’ una sola azienda azienda autorizzata ad importare film (due quelle che possono distribuire), il mercato cinese e’ in crescita. Nel 2012 i film cinesi prodotti sono stati 893 rispetto ai 526 dello scorso anno, ma di questi solamente 307 sono alla fine sono usciti nelle sale cinematografiche. L’anno scorso la Cina ha importato 34 film esteri. Ma L’Italia, che con la Cina ha un accordo di co-produzione cinematografica, tenta di fare la parte del leone. ”Dopotutto – come ha ricordato l’ambasciatore italiano a Pechino Alberto Bradanini, che ha partecipato alla conferenza stampa stamattina di presentazione dei film italiani – il primo occidentale ad aver girato una pellicola a Shanghai fu un italiano, il napoletano Enrico Amer Lauro, che nel 1905 riprese aspetti della ”Dolce Vita” di Shanghai: aveva davvero anticipato i tempi anche nel titolo”. Tante domande da parte dei giornalisti cinesi per Giancarlo Giannini, Maria Sole Tognazzi, Paolo Genovese, Rolando Ravello, Fabrizio Falco (attore nel film di Cipri’) e Giuseppe Piccioni, che hanno partecipato alla conferenza stampa. Nella delegazione italiana, anche un gruppo dell’Anica guidato dal presidente Riccardo Tozzi, Maria Luisa Troccoli del Ministero dei Beni Culturali e Giorgio Gosetti, direttore della sezione Venice Days del Festival di Venezia.

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Doppietta in Cina per Lippi, dopo campionato il suo Guangzhou vince coppa

A sei anni dal trionfo mondiale alla guida dell’Italia, l’intramontabile Marcello Lippi torna a vivere un momento di grandi soddisfazioni sportive. Per ritrovare la gioia della vittoria, dopo il periodo buio seguito al flop azzurro in Sudafrica, l’ex ct azzurro nel maggio scorso aveva intrapreso una strada che lo ha portato fino in Cina, sulla panchina del Guangzhou Evergrande, squadra di Canton. La scelta gli ha dato ragione, dato che ha conquistato il campionato e ora la coppa di Cina e ha dimostrato di non aver perso lo smalto che gli ha permesso di diventare uno degli allenatori più vincenti di sempre. Proprio questa sua fama, ed il fatto di essere uno dei pochi ‘grandi’ disponibili sul mercato al momento, aveva indotto il giovane proprietario del club della ex Canton, l’imprenditore milionario Liu Yongzhuo, ad offrirgli un contratto di due anni e mezzo per la bella cifra di ventisei milioni di euro totali. Lippi, nei piani del boss dell’Evergrande Real Estate Group, avrebbe dovuto condurre la squadra alla conquista del grande slam – Champions League d’Asia, campionato e Coppa di Cina – ma il primo obiettivo è sfuggito con una eliminazione inattesa in semifinale ad opera degli arabi dell’Al Ittihad. La delusione palpabile dei tifosi e della proprietà non ha scosso un condottiero navigato come il tecnico viareggino, che in poco tempo ha rimesso la squadra in carreggiata andando subito a vincere il campionato con una giornata d’anticipo. Era il 27 ottobre e ora, a sole tre settimane di distanza, Lippi ha completato la ‘rimonta’ portando a casa anche la coppa di Cina, battendo il Guizhou Renhe. Dopo l’1-1 dell’andata in trasferta, l’Evegrande si è imposto 4-2 al ritorno, in una prestazione che ha unito efficacia e spettacolarità accontentando sia il pragmatismo dell’allenatore sia le attese dei dirigenti. Mattatore dell’incontro è stato il paraguaiano Lucas Barrios, autore di una doppietta, mentre gli altri due gol sono stati realizzati dall’argentino Dario Conca, pagato quasi come Messi dalla proprietà, e dall’idolo di casa Zhang. “Sono contento di questo ‘bis’ perché non era facile: è stata una vittoria meritata – ha commentato Lippi alla fine – Dopo l’1-1 dell’andata abbiamo gestito bene il ritorno e portati a casa un trofeo a cui sia il presidente sia la società tenevano”. A 64 anni, Lippi aggiunge così un altro trofeo alla sua bacheca che comprende tra l’altro, cinque scudetti, una Champions League e una coppa Intercontinentale con la Juventus, e soprattutto il titolo mondiale con l’Italia a Germania 2006. Finita la stagione in Cina, il tecnico viareggino rientrerà a fine mese in Italia per un meritato riposo e per trovare l’ispirazione per nuovo assalto alla Champions League asiatica, che nel 2013 non potrà fallire.

fonte: ANSA

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Lippi campione di Cina con una giornata di anticipo

Marcello Lippi entra di diritto nella storia del calcio cinese diventando il primo allenatore italiano a vincere un titolo della Chinese Super League, la serie A del paese del dragone. Con una giornata di anticipo, il suo Guangzhou Evergrande ha conquistato il titolo grazie alla vittoria per 1-0 sul (con un gol di Gao Lin) sul Liaoning, lasciandosi alle spalle a cinque punti il Jiangsu Guoxin che ha pareggiato. Soddisfazione per il tecnico viareggino che il mese prossimo ha la possibilità di bissare il successo della sua prima stagione cinese, conquistando la Chinese Fa Cup, la coppa di Cina. Una vittoria che ha mitigato la delusione della proprietà e dei tifosi per l’eliminazione nella Champions League asiatica, nonostante una buona prova di ritorno, ad opera degli arabi dell’Al Ittihad. I manager della squadra della ex Canton speravano, ingaggiando l’allenatore italiano, di vincere il grande slam, unendo al campionato (che avevano già vinto l’anno scorso) anche la Champions e la Coppa di Cina. La sconfitta con gli arabi aveva aperto delle crepe nella fiducia anche del movimento calcistico cinese nei confronti del viareggino, tanto che sulla Nuova Cina si erano letti commenti su possibili rotture di contratto tra Lippi e i proprietari del club, l’Evergrande Real Estate Group. Rotture sempre smentite dagli interessati e oggi anche dai fatti. Lippi era stato chiamato a maggio a sostituire il tecnico sud coreano Lee Jang-soo che aveva impressionato i tifosi, vincendo bene il campionato ma non riuscendo a vincere la coppa. Quest’anno Lippi ha la possibilità di migliorare le perfomance del suo predecessore: il 10 novembre incontrerà fuori casa il Guizhou Moutai nella finale di andata, che si bisserà il 18 per il ritorno. La squadra di Lippi ha vinto il campionato perdendo solo 5 gare su 29, pareggiandone 7. Ha distanziato (ad oggi) di 23 punti lo Shanghai Shenhua, la squadra che ha ingaggiato Didier Drogba e Nicolas Anelka. Neanche i loro gol sono riusciti a evitare alla squadra della capitale economica cinese un modesto undicesimo posto in classifica, fuori da qualsiasi gioco. Lippi era stato fortemente voluto in Cina a maggio dal giovane proprietario del gruppo immobiliare, Liu Yongzhuo, 31 anni, che gli ha offerto un contratto di due anni e mezzo per ventisei milioni di euro totali. Il gruppo di Liu è un colosso dell’edilizia civile con 30.000 dipendenti, quotato alla Borsa di Hong Kong, il cui valore patrimoniale per il 2011 è stato di oltre 21 miliardi di yuan, al cambio 2.5 miliardi di euro. Liu aveva già portato a Guangzhou, a metà dell’anno scorso, strapagò l’argentino Dario Conca, n. 10 ed idolo del Fluminense ma quasi sconosciuto fuori dal Brasile, con 26 milioni di euro che ne fecero il calciatore più pagato al mondo dopo Messi e Cristiano Ronaldo.
E’ felice Marcello Lippi per la vittoria nel campionato di calcio della serie A in Cina ed ora il tecnico si appresta a guidare la sua squadra, il Guangzhou Evergrande, all’impegno per la Coppa della Cina. “Il 18 novembre giocheremo con il Guizhou per questa competizione – dice Lippi all’Ansa – poi il 30 novembre tornerò in Italia. Siamo soddisfatti con tutto lo staff per questo successo in campionato con una giornata di anticipo ed ora ci concentreremo per questo nuovo appuntamento a cui teniamo tanto. Intanto mi godo questo scudetto, che per me è il sesto ed è una grandissima soddisfazione perché sono il primo tecnico italiano a vincere in Cina anche se non il primo italiano a conquistarne uno all’estero. Qui nei miei confronti c’é grande stima e grande considerazione,e il mio staff ed io ci troviamo molto bene”. Ora si può dire, come già fanno a Viareggio, che Lippi è una sorta di eroe dei due mondi? “So che questo si scrive, ma con molta fantasia – scherza -. Nei nostri confronti, però, c’é una grande considerazione e ammirazione e questo è motivo di soddisfazione. Peccato solo per l’eliminazione dalla Champions asiatica: siamo usciti dopo aver giocato una semifinale di ritorno fantastica. Speriamo di rifarci nella finale di Coppa di Cina”.

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Accordo Shanghai-DreamWorks per parco e studios

La municipalità di Shanghai ha stretto un accordo con l’americana DreamWorks per il lancio di un grande film studio, l’Oriental DreamWorks, nella capitale economica cinese. Il progetto, con un investimento di più di 2,5 miliardi di euro, vede la creazione del parco nel distretto centrale di Xuhui e includerà teatri, cinema, negozi, ristoranti, bar e alberghi e aprirà nel 2016. Negli studios, sarà prodotto il terzo film della saga di Kung Fu Panda, che dovrebbe appunto uscire nel 2016. I vertici di DreamWorks, che detengono il 45% della nuova società, hanno parlato di accordo strategico di molto valore. Il resto di Oriental DreamWorks è detenuto da China Media Capital, Shanghai Media Group e Shanghai Alliance Investment Ltd, ma sono tutti in cerca di altri partner che vogliano investire nel progetto. Secondo i proprietari, il progetto tende verso i giovani dai 18 ai 34 anni e sarà complementare al parco Disney in costruzione a Shanghai che dovrebbe essere completato per il 2015 e che dovrebbe attrarre circa 7,3 milioni di visitatori all’anno. Da uno a tre i film che gli studios dovrebbero essere capaci di far uscire ogni anno, con oltre 2000 dipendenti, diversi dei quali saranno impiegati anche in altri settori come i giochi e le applicazioni online.

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Nelle sale prima coproduzione Cina e Corea del Nord

E’ uscito in alcune sale cinematografiche cinesi “Meet in Pyongyang”, la prima coproduzione tra Cina e Corea del Nord. Il film era stato già presentato a Shanghai durante lo scorso film festival, la quindicesima edizione, di giugno, riscuotendo successo forse più per la curiosità degli addetti ai lavori che per la qualità artistica del film. Successo anche alla premiere del 27 giugno a Pyongyan. Eppure, gli spunti non mancano: in una scena oltre 100.000 comparse partecipano ad un ballo tradizionale, Arirang (anche se durante la proiezione al festival qualcuno diceva che le comparse in realtà erano di meno ed un sapiente lavoro di post produzione ha risolto il problema). Niente politica, l’amicizia storica tra i due popoli è ricordata solo in alcune scene, nonostante i produttori di Pyongyang volevano che fosse quello il leitmotiv della sceneggiatura. Sono la danza e l’amore i temi del film, la cui trama racconta la storia di una ballerina cinese, appassionata di danza nord coreana, che si reca a Pyongyang per imparare meglio la danza. Qui incontra una sua collega, con la quale non solo stringe una relazione professionale, ma anche una profonda amicizia che porterà entrambe le ballerine a migliorare la loro danza e la ballerina nord coreana, aiutata dalla cinese, a conquistare il suo fidanzato. Secondo quanto hanno riferito i produttori (uno cinese l’altro nord coreano), gli attori di Pyongyang non hanno ricevuto nulla per le loro performance, ma lo hanno fatto “per la gloria”. Il budget è stato di quasi 1,7 milioni di euro e sono state usate due troupe, una per la Cina e una per la Nord Corea, con due diversi registi (Shirzat Yakup, per la Cina e Kim Hyong Chol per la Corea Nord). Il film è stato girato per la maggior parte a Pyongyang e fornisce, secondo il comunicato della produzione, “una visione moderna della città”. Il produttore cinese, Li Shuihe, ha sempre lavorato nell’ambito dei film di propaganda cinese, invitato più volte al festival internazionale del cinema di Pyongyang e ha detto che il film ha ricevuto l’interesse di numerosi acquirenti stranieri, tra cui giapponesi, sudcoreani, americani, spagnoli, francesi e anche italiani. Ci sono voluti più di tre anni per scrivere e girare il film che risulta essere non solo la prima coproduzione sino-nord coreana, ma anche la prima coproduzione straniera di Pyongyang. In realtà, nel 2005, il film Oriental Gladiator era stato annunciato come prima coproduzione fra i due paesi, ma alla fine Pyongyang non lo riconobbe. Nonostante siano trascorsi 40 anni, in Cina sono ancora in molti quelli che ricordano “The Flower Girl”, un film di propaganda nord coreano che si dice sia stato scritto dal fondatore del paese Kim Il-sung, “grande leader” e presidente eterno della Corea del Nord. Il film, per i suoi temi rivoluzionari, fu un grande successo in Cina dove fu proiettato per anni anche 24 ore su 24 e visto da centinaia di milioni di persone.

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Arriverà sugli schermi supereroe cinese di Stan Lee, il mitico disegnatore Marvel

Si chiamerà ‘il distruttore’ il primo supereroe cinese che nascerà dalla penna di Stan Lee, l’ottantanovenne co-autore de L’uomo ragno, Hulk, X-men e Iron Man. L’annuncio è stato dato in una conferenza stampa durante lo Shanghai International Film Festival che si sta svolgendo in questi giorni nella capitale economica cinese. Il Distruttoré, racconterà la storia della battaglia di un supereroe cinese per salvare il mondo. Nel progetto è coinvolto anche lo scrittore di Hollywood Dan Gilroy, autore di Real Steel – Cuori d’acciaio e di The Bourne Legacy, il quarto episodio della saga dell’agente segreto Jason Bourne che uscirà a settembre. Per questioni di salute, Stan Lee non era fisicamente presente alla conferenza ma ha inviato un messaggio video. “Amo la Cina e la sua cultura. Cercavo da tempo una possibilità per collaborare con produttori e registi cinesi e diffondere la cultura di questo paese nel mondo. Credo – ha detto Lee nel video – che un supereroe cinese sarà il migliore e il più popolare supereroe amato da tutti nel mondo”. Wang Guowei, presidente della cinese National Film Capital, ha annunciato nove coproduzioni, tra le quali Painted Skin: The Resurrection, secondo episodio della serie di film fantasy dai toni sovrannaturali iniziata nel 2008, che ha aperto quest’anno il festival di Shanghai. Gli altri film saranno l’ultima sceneggiatura di Bruce Lee Silent Flute, The Dragon Scroll, Genghis Khan,Bombing of Chongqing’,The Tibetan Code, Shrinking,1421 The Year China Discovered The World e Devil’s Right Hand

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Importante presenza del cinema italiano al festival di Shanghai

Il cinema italiano sbarca a Shanghai con pezzi da novanta. Alla quindicesima edizione dello Shanghai International Film Festival, pur se non ci sono film italiani in concorso, il cinema del Bel Paese, grazie alla collaborazione tra Istituto Luce – Cinecitta’ e Filmitalia con la sezione locale dell’Ice, del Consolato Generale italiano di Shanghai e dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale economica cinese, e’ presente nella sezione Focus Italy con 10 lungometraggi, due nella sezione Spectrum e due documentari nella sezione Mida Docu. Tra i film in proiezione durante il festival, il vincitore dell’Orso d’Oro di Berlino ‘Cesare non deve morire’ dei fratelli Taviani, ‘This must be the place’ di Paolo Sorrentino, ‘Habemus Papam’ di Nanni Moretti e ‘Il villaggio di cartone’ di Ermanno Olmi. Ma anche il poetico ‘Io sono Li’ di Andrea Segre che ha come interprete la cinese Zhao Tao, vincitrice dell’ultimo David di Donatello come migliore attrice. A completare la presenza italiana, l”Appartamento ad Atene di Ruggiero Dipaola, ‘Il sole dentro’ di Paolo Bianchini, ‘La kryptonite nella borsa’ di Ivan Cotroneo, ‘Maternity Blues’ di Fabrizio Cattani, ‘Sulla strada di casa’ di Emiliano Corapi. ‘Freakbeat’ di Luca Pastore e ‘One year’s remainder’ di Michele Di Salle e Luca Papaleo saranno proiettati nella sezione documentari mentre ”Il Mundial dimenticato” di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni e ‘True Love’ di Enrico Clerico Nasino parteciperanno a Spectrum. La grande attesa a Shanghai per il cinema italiano non e’ documentato solo dal tutto esaurito da giorni per le cinque proiezioni nelle multisale della citta’ del film dei Taviani, ma anche dalla folta partecipazione di giornalisti cinesi alla conferenza stampa di presentazione di oggi. ”Girare in Italia – ha detto oggi Zhao Tao – e’ stata una incredibile esperienza, non solo per la professionalita’ degli italiani nel cinema, ma anche per la bellezza del paese. Ho avuto tanto dall’Italia e spero che il mio paese possa ricambiare presto”. ”Le istituzioni italiane a Shanghai – ha detto in conferenza stampa il console generale Vincenzo De Luca – sono orgogliose di sostenere questo evento annuale per promuovere l’industria cinematografica italiana in Cina, paese che diventa sempre piu’ interessato ed esigente anno dopo anno. L’interesse verso quello che l’Italia rappresenta in Cina e’ dimostrato non solo dalla grande presenza di aziende italiane di tutti i settori, ma soprattutto dall’alto numero di visti turistici che il nostro consolato sta rilasciando, che nel 2011 ha toccato il numero record di 87.000”. Il console ha poi ricordato anche la cooperazione tra il centro sperimentale di Cinematografia e l’Accademia del Teatro di Shanghai. Maurizio Forte, direttore della sezione locale dell’Ice, che collabora anche nella realizzazione del film market legato al festival, ha ricordato come nel 2010 fu un film italiano, ‘Baciami ancora’ di Gabriele Muccino, a vincere il festival di Shanghai e come le produzioni italiane trovano mercato in Cina, con nuovi accordi che stanno per essere siglati. Non solo anche la fiction ‘Il generale dei Briganti’, che ha partecipato al tv festival che precede il film Festival, sara’ trasmessa dalla televisione di Shanghai nei prossimi giorni ”segno – ha detto Forte – di un continuo interesse cinese verso il nostro mondo delle produzioni cinematografiche che continueremo a sostenere”.

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