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Il pinyin sostituirà l’inglese nei cartelli delle ferrovie cinesi

Tutte le stazioni ferroviarie cinesi sono tenute, a partire da questo mese, ad indicare i loro nomi interamente in pinyin (il sistema di trascrizione degli ideogrammi cinesi in caratteri latini), sostituendo l’attuale mix di pinyin e inglese. Lo riferisce la stampa locale, riportando un nuovo regolamento emesso dal Ministero delle Ferrovie. Il nuovo nome dovra’ comparire sia sugli schermi elettronici della stazione che sui biglietti. In base alle nuove disposizioni, il nome della stazione che comprende il carattere cinese che indica la direzione dovra’ essere sempre espresso in pinyin. Ad esempio, la stazione ferroviaria sud di Pechino (Beijing South Railway Station), sara’ ora chiamata la stazione ”Beijingnan”, dove ”nan” e’ il termine cinese in pinyin per la parola south (sud). La notizia ha subito sollevato molte polemiche e su Sina Weibo, il twitter cinese e sono gia’ moltissimi coloro che hanno espresso la propria opinione in merito. Diversi quelli favorevoli al cambiamento, che sostengono che questa terminologia e’ piu’ rispettosa della lingua cinese, mentre altri hanno messo in dubbio l’utilita’ della cosa, sottolineando al contrario come possa diventare ancora piu’ difficile la comprensione delle insegne e degli avvisi nelle stazioni per persone che non conoscono il cinese. Nessuna modifica, almeno per ora, e’ prevista invece nelle indicazioni delle stazioni della metropolitana Secondo quanto ha detto alla televisione cinese Yang Quanhong, professore di linguistica presso l’universita’ degli studi internazionali della provincia meridionale del Sichuan, poiche’ il pinyin e’ il sistema ufficiale di trascrivere i caratteri cinesi ed e’ ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite, la decisione del Ministero e’ da ritenersi giusta in quanto aiuta a promuovere la cultura cinese. Yang ha tuttavia ammesso che per gli stranieri e’ piu’ utile se c’e’ anche la traduzione inglese.

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Capita nei bar cinesi: cocktail per amanti del genere

Qualcuno mi informa che c’è anche la versione per quei giorni li, tipo bloody mary.

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Equipaggio aereo non sa inglese, decolla senza via libera torre

Il pilota non sa l’inglese e l’aereo decolla nonostante il divieto. Il velivolo, un Airbus A330-200 della compagnia cinese, China Eastern, lunedì scorso é partito da Osaka diretto a Shangai, benché la torre di controllo non avesse concesso l’autorizzazione. Sul caso, riferisce la stampa cinese, è stata aperta un’inchiesta sia in Giappone che in Cina. Secondo le autorità giapponesi, l’equipaggio dell’aereo cinese ha lasciato Osaka regolarmente alle 13.46, senza che il comandante avesse capito il divieto di decollo: il pilota e il suo secondo non sono stati in grado di comunicare appieno in inglese. La China Eastern, pur non ammettendo la colpa, ha annunciato oggi che si adopererà per migliorare le conoscenze linguistiche dei suoi equipaggi, soprattutto in inglese, lingua veicolare nelle comunicazioni aeree. La compagnia aerea cinese si è anche detta pronta a cooperare con le autorità giapponesi che hanno annunciato una indagine sul caso, in quanto ritiene che il volo è decollato violando le leggi internazionali sul traffico aereo.

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Cercasi volontari per rendere comprensibile il Chinglish

La municipalità di Shanghai ha invitato gli stranieri residenti in città a partecipare all’opera di volontariato per migliorare il significato della cartellonistica in inglese. L’invito serve a cambiare insegne e cartelli tipo “Clinica per la Diarrea” come traduzione in inglese dal cinese di “Ospedale per malattie intestinali”, oppure “Defecate seduti” invece di “toilet”. Sono 200 gli inglese madrelingua i paladini dell’inglese chiamati a cambiare i cartelli, segnali e insegne trasformandoli dal ‘Chinglish’, la lingua non ufficiale a metà tra cinese e inglese alla base di questi cartelli, all’inglese puro. Già prima dell’Expo c’era stata una commissione allargata che aveva lavorato per migliorare la comprensione dei cartelli in inglese, ma non tutto é stato fatto. Oltre 10.000 i cartelli cambiati prima dell’Expo, ma sono ancora molti quelli che necessitano di essere modificati, come “facciamo un giro panoramico sulla terrazza” per “posto di osservazione” e “l’ascensore è stato aggiustato. Durante questo tempo, ci dispiace che siate insopportabili”, invece di “lavori in corso all’ascensore, ci dispiace per il disguido”. Tutte queste traduzioni sbagliate, sono state raccolte in un libro a cura della municipalità di Shanghai, a memoria del lavoro fatto. Ma non tutti sono d’accordo con l’opera di revisione. On line si stanno formando gruppi per la salvaguardia del Chinglish. Uno, “Salviamo in Chinglish contro la scomparsa della cultura cinese”, ha già più di 9.000 iscritti.

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Vietato l’inglese nelle tv cinesi

Il governo cinese ha vietato alle televisioni l’uso delle abbreviazioni in inglese. Basta quindi a Nba (National Basket Association), Fbi, Cia, Gdp (Gross Domestic Product, prodotto interno lordo), Cpi (consumer price index, l’indice dei prezzi al consumo), Wto (World Trade Organization, Organizzazione Mondiale del Commercio), sostituiti dalla traduzione cinese. Lo hanno riferito al quotidiano China Daily, i vertici della China Central Television (Cctv), e quelli della Beijing Television (Btv), i quali pero’ non hanno rivelato quante e quali abbreviazioni siano state bandite. La notizia non e’ stata per ora confermata dall’autorita’ statale che controlla Tv e Radio. Lo stesso ordine da parte del governo centrale e’ giunto ad alcune televisioni locali provinciali che quindi, come i due colossi televisivi, dovranno obbligare i loro giornalisti a fornire spiegazioni e traduzioni in cinese delle piu’ comuni sigle in inglese. La mossa, secondo quanto scrive il China Daily, sarebbe dovuta alla pressante richiesta di un elevato numero di politici e parlamentari che hanno chiesto al governo centrale di prendere misure per preservare la purezza del cinese. ”Se non faremo attenzione e prenderemo misure per fermare la commistione tra cinese e inglese – ha detto al giornale Huang Youyi, direttore del China International Publishig Group e segretario generale dell’associazione cinese dei traduttori – nel giro di qualche anno la lingua cinese non rimarra’ pura. Perderemo il nostro ruolo di sistema linguistico indipendente”. La proposta di Huang e’ anche rivolta ai politici, i quali nei loro discorsi non dovranno usare le abbreviazioni economiche in inglese come Wto, Gdp e Cpi. Ma la proposta va oltre: Huang e la sua associazione premono per una legge che regoli l’uso dei termini stranieri, stilando una serie di traduzioni in cinese per i termini tecnici stranieri. Ma le proposte di Huang e la direttiva governativa alle televisioni, hanno trovato l’opposizione di molti, soprattutto di esperti di comunicazione che parlano di ”conservatorismo culturale” e che l’uso di termini stranieri e’ inevitabile in un mondo globalizzato come quello odierno. Liu Yaoying, professore alla Universita’ di Comunicazione della Cina, oltre a criticare le tesi anti inglese, fa notare come alcuni paesi e giornali stranieri, come il New Straits Times di Singapore e il londinese Daily Telegraph, parlando di Cina soprattutto nei loro report del Congresso Nazionale del Popolo, utilizzino parole cinesi o inglesizzate, nello slang che Liu chiama ”chinglish”. ”Se gli altri utilizzano nostri termini – ha detto al giornale il professore Liu – perche’ non dovremmo farlo anche noi?”.

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