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Malato il nipote di Chen Guangcheng, in carcere ma non si può curare

Chen Kegui, nipote dell’attivista cinese cieco Chen Guangcheng, in carcere dalla fine del 2012, è gravemente malato ma le autorità di Pechino si rifiutano di liberarlo per permettergli di curarsi. Secondo le scarse notizie disponibli, diffuse da alcune organizzazioni che si battono per i diritti civili, sembra che il 30 novembre scorso la madre di Chen, Ren Zongju, sia andata a trovarlo nella prigione dove sta scontando la pena, nella provincia dello Shandong, e lo abbia trovato in pessime condizioni, in preda a fortissimi dolori addominali probabilmente dovuti ad un’appendicite di cui il giovane soffre da tempo e per cui non è mai stato trattato. Il 2 gennaio la famiglia, preoccupata, ha presentato alle autorità una richiesta di rilascio per motivi di salute, che però è stata respinta. Chen Kegui sta scontando una pena di 3 anni e tre mesi per presunte “lesioni volontarie” procurate ad alcuni agenti di polizia con un coltello. La famiglia ha sempre sostenuto che in realtà lui avrebbe agito per legittima difesa contro gli agenti che, in borghese e senza identificarsi, erano piombati nella abitazione e avevano aggredito i genitori del ragazzo. Suo zio, avvocato e attivista contro gli aborti forzati, é riuscito a riparare negli Usa dopo essere scappato dalla casa in cui si trovava agli arresti senza condanna. Dal suo rifugio americano ha denunciato più volte l’accanimento della polizia cinese nei confronti della sua famiglia.

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Chen a New York studia inglese su dichiarazione indipendenza

Per imparare l’inglese, l’attivista cieco cinese Chen Guangcheng ha scelto, di sicuro non a caso, la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. E’ gia’ passato un mese da quando, al termine di una vicenda che ha rischiato di tramutarsi in una grave crisi diplomatica tra Washington e Pechino, Chen e’ infine arrivato a New York con un visto di studio, e ora sembra essersi integrato quasi perfettamente nel rutilante Greenwich Village della Grande Mela. Negli ultimi tempi i riflettori della stampa internazionale che per giorni lo ha seguito passo passo, si sono spenti, ma non l’interesse di una piccola corte che e’ sorta attorno a lui. Le sue giornate sono molto piene, scrive oggi il Washington Post, notando che ogni mattina, per due ore, Chen esercita il suo inglese leggendo assieme ad un docente della facolta’ di legge della University of New York lo storico documento, che con 236 anni di eta’, e’ un po’ difficile da interpretare, ma che e’ particolarmente adatto alle aspirazioni del noto dissidente. Eludendo la sorveglianza degli agenti nel suo villaggio di Dongshigu nella provincia cinese dello Shangdong, Chen era scappato lo scorso 22 aprile rifugiandosi nell’ambasciata americana di Pechino. Le porte della residenza diplomatica per il dissidente si erano aperte poco prima che arrivasse in Cina Hillary Clinton, che doveva incontrare i vertici cinesi nell’ ambito del dialogo economico. Un visto per studio negli Usa e’ stato l’escamotage trovato infine dalle autorita’ cinesi e americane per fare un passo indietro evitando la crisi profonda. Tutti elementi che negli Usa hanno stimolato l’interesse di una gran quantita’ di persone e, allora, Chen ha ora bisogno di un ‘PR manager’, di un servizio di sicurezza, di alcuni interpreti, oltre ad una serie di docenti che curano il suo inglese e i suoi studi in legge. Alla sua porta bussano infatti uomini politici e attivisti che vogliono coinvolgerlo in varie battaglie per i diritti civili, associazioni di disabili che vogliono offrirgli un cane-guida per non vedenti, o gruppi di cristiani-cinesi che vogliono offrirgli le loro case per le vacanze. Ma anche produttori di Hollywood, che vogliono assicurarsi i diritti della sua storia, o produttori Tv che lo vogliono nei loro show e agenti letterari interessati ad un suo eventuale libro. Lui annota tutto, ringrazia con cortesia tutta orientale, ma non prende impegni. Prima deve imparare in maniera adeguata l’inglese. Ha gia’ fatto sapere che il prossimo passo sara’ sulla Costituzione. Ma soprattutto vuole mantenere, almeno per il momento, un basso profilo, per non pregiudicare le sue possibilita’ di tornare in Cina, quando, come lui afferma, concetti espressi nel suo ‘libro di inglese’ e ora astratti, come ”diritti inalienabili”, diventeranno una realta’.

fonte: ANSA

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Chen Guangcheng giovedi’ parlerà in pubblico a New York

Il dissidente cinese cieco Chen Guangchen, arrivato da qualche giorno a New York dopo una drammatica fuga dagli arresti domiciliari in Cina e dopo essere stato al centro di tensioni diplomatiche tra Pechino e Washington, parlerà in pubblico giovedì al Council of Foreign Relations di Manhattan. Alla manifestazione prenderà parte anche il suo mentore, il professore della New York University (Nyu) Jerome Cohen. Chen, che ora vive negli alloggi della Nyu insieme alla moglie e ai figli e si appresta ad iniziare un corso di legge presso l’ateneo, ha conosciuto il docente nel 2003, quando era arrivato a New York grazie ad un programma del Dipartimento di Stato. I due sono rimasti in contatto per anni, e hanno comunicato nuovamente mentre il dissidente era rinchiuso nell’ambasciata americana a Pechino.

fonte: ANSA

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Tornato a casa il fratello di Chen Guangcheng

E’ tornato a casa nel suo villaggio del nord est della Cina, Chen Guangfu, il fratello dell’attivista cieco Chen Guangcheng, che era stato dato per disperso ieri. Un suo avvocato, raggiunto da alcuni giornalisti, ha detto di aver ricevuto ieri sera un messaggio dell’uomo nel quale Chen gli diceva di essere a casa. Ieri si era diffusa la notizia della sparizione di Chen Guangfu da Pechino, citta’ che aveva raggiunto qualche giorno fa, per cercare un avvocato per suo figlio. La scorsa settimana, riuscendo come il fratello ad eludere la sorveglianza della polizia messa a controllo della sua casa pur senza accuse, Chen Guangfu aveva raggiunto Pechino per tentare di aiutare il figlio. Poco dopo la rocambolesca fuga dell’attivista cieco Chen Guangcheng lo scorso aprile da Dongshigu, nella provincia dello Shandong, gli agenti hanno assediato la casa dei familiari dell’attivista cieco. Durante una perquisizione che gli attivisti definiscono brutale, Chen Kegui, nipote di Chen Guangcheng, nel tentativo di difendere i suoi genitori che venivano picchiati dalla polizia, ha assalito gli agenti brandendo un coltello. Da qui l’arresto per ”omicidio volontario”, anche se il giovane figlio di Chen Guangfu non ha ucciso nessuno, ma ferito due agenti. Detenuto, il giovane potrebbe essere condannato alla pena di morte. Da qui la fuga di suo padre verso Pechino per cercare un avvocato che lo possa aiutare. Di Chen Guangfu e di Chen Kegui ha piu’ volte parlato dagli Stati Uniti, dove ‘ arrivato la settimana scorsa, Chen Guangcheng, temendo per loro e chiedendo alle autorita’ cinesi di astenersi dal punirli e alla comunita’ internazionale di vigilare su loro. In aprile Chen Guangcheng era riuscito a fuggire dalla sua abitazione, dove era detenuto illegalmente da 19 mesi dalle autorita’ locali, e a raggiungere Pechino. Dopo due settimane di dramma, durante le quali e’ stato ospitato per alcuni giorni nell’ambasciata americana e successivamente ricoverato in ospedale, Chen ha raggiunto gli Usa, dove gli e’ stata offerta una borsa di studio dalla New York University.

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Secondo avvocato, sparito a Pechino fratello dissidente Chen

Il fratello del dissidente cieco Chen Guangcheng è sparito dopo essere fuggito dal suo villaggio natale nel nordest della Cina ed aver raggiunto Pechino. Lo ha affermato oggi il suo avvocato Liu Weiguo, secondo il quale ieri Chen non ha fatto ritorno al suo albergo. L’uomo, Chen Guangfu, si era recato nella capitale per cercare aiuto per suo figlio Chen Kegui, che è stato arrestato con l’ accusa di tentato omicidio. Kegui, secondo la sua famiglia, ha cercato di difendere i genitori che erano stati assaliti nella loro abitazione nel villaggio di Dongshigu da tre individui in borghese. Il giovane ha ferito a colpi di coltello i tre aggressori, che solo dopo essere stati respinti si sono qualificati come agenti di polizia. In aprile Chen Guangcheng era riuscito a fuggire dalla sua abitazione, dove era detenuto illegalmente dalle autorità locali, e a raggiungere Pechino. Dopo due settimane di dramma, durante le quali il è stato ospitato per alcuni giorni nell’ ambasciata americana e successivamente ricoverato in ospedale, Chen ha raggiunto una settimana fa gli Usa, dove gli è stata offerta una borsa di studio dalla New York University. Nelle interviste che ha rilasciato dal suo arrivo negli Usa, Chen Guangcheng ha più volte espresso preoccupazione per la situazione della sua famiglia.

fonte: ANSA

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