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Il pinyin sostituirà l’inglese nei cartelli delle ferrovie cinesi

Tutte le stazioni ferroviarie cinesi sono tenute, a partire da questo mese, ad indicare i loro nomi interamente in pinyin (il sistema di trascrizione degli ideogrammi cinesi in caratteri latini), sostituendo l’attuale mix di pinyin e inglese. Lo riferisce la stampa locale, riportando un nuovo regolamento emesso dal Ministero delle Ferrovie. Il nuovo nome dovra’ comparire sia sugli schermi elettronici della stazione che sui biglietti. In base alle nuove disposizioni, il nome della stazione che comprende il carattere cinese che indica la direzione dovra’ essere sempre espresso in pinyin. Ad esempio, la stazione ferroviaria sud di Pechino (Beijing South Railway Station), sara’ ora chiamata la stazione ”Beijingnan”, dove ”nan” e’ il termine cinese in pinyin per la parola south (sud). La notizia ha subito sollevato molte polemiche e su Sina Weibo, il twitter cinese e sono gia’ moltissimi coloro che hanno espresso la propria opinione in merito. Diversi quelli favorevoli al cambiamento, che sostengono che questa terminologia e’ piu’ rispettosa della lingua cinese, mentre altri hanno messo in dubbio l’utilita’ della cosa, sottolineando al contrario come possa diventare ancora piu’ difficile la comprensione delle insegne e degli avvisi nelle stazioni per persone che non conoscono il cinese. Nessuna modifica, almeno per ora, e’ prevista invece nelle indicazioni delle stazioni della metropolitana Secondo quanto ha detto alla televisione cinese Yang Quanhong, professore di linguistica presso l’universita’ degli studi internazionali della provincia meridionale del Sichuan, poiche’ il pinyin e’ il sistema ufficiale di trascrivere i caratteri cinesi ed e’ ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite, la decisione del Ministero e’ da ritenersi giusta in quanto aiuta a promuovere la cultura cinese. Yang ha tuttavia ammesso che per gli stranieri e’ piu’ utile se c’e’ anche la traduzione inglese.

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Libro per evitare traduzioni sbagliate in inglese dei piatti cinesi. Mai più “gallina che non ha fatto sesso” sui menù

Un libro con le traduzioni corrette, dal cinese all’inglese, dei nomi dei principali piatti serviti nei ristoranti cinesi. E’ quello che ha deciso di pubblicare il governo della citta’ di Pechino con lo scopo di evitare ai ristoranti di presentare alla clientela straniera, sui loro menu’, traduzioni quantomeno bizzarre o imbarazzanti. Secondo quanto riferisce l’Agenzia Nuova Cina, l’iniziativa e’ stata adottata per venire incontro ai sempre piu’ numerosi stranieri che spesso lamentano, anche nei ristoranti, difficolta’ di comprensione nel paese del dragone. Traduzioni errate e ridicole provocano infatti spesso l’ilarita’ degli avventori stranieri causando anche incomprensioni sulle abitudini alimentari cinesi. Cosi’ ad esempio in alcuni menu’ di ristoranti cinesi il pollo tenero e giovane era diventato ”galline che non hanno ancora avuto esperienze sessuali”, un piatto a base di maiale era stato tradotto come ”testa rossa di leone bruciato” e cosi’ via.
In realta’ un libro del genere era stato gia’ pubblicato nel 2008, sempre dalla municipalita’ di Pechino, in occasione delle Olimpiadi e, in quell’occasione, venne raccomandato ai ristoranti della capitale e agli alberghi di consultarlo e utilizzarlo per effettuare le traduzioni dei piatti per evitare problemi con le numerose delegazioni e i numerosi turisti stranieri giunti in citta’ per i giochi. ”Quello pubblicato adesso – spiega un funzionario dell’ufficio affari esteri di Pechino – e’ la versione aggiornata di quello del 2008. Tutti i ristoranti sono invitati a farne uso, anche se certo non e’ obbligatorio”. Effettuare traduzioni accurate dal cinese all’inglese non e’ comunque cosa facile in quanto alcuni termini cinesi sono intraducibili o in ogni caso non hanno un esatto equivalente in un’altra lingua.
I traduttori che hanno compilato il testo, dopo aver condotto uno studio sui ristoranti cinesi presenti nei paesi di lingua inglese, hanno diviso i nomi dei piatti in base a quattro categorie, cioe’ gli ingredienti, il metodo di cottura, il gusto e il nome di una persona o di un posto. Non e’ ancora chiaro se il libro, dopo Pechino, verra’ diffuso in altre parti della Cina ma intanto pare aver avuto molto successo, destando anche molta curiosita’ nella rete internet. Oggi, sul sito weibo.com, il twitter cinese, la pubblicazione del libro e le traduzioni dei piatti sono stati gli argomenti piu’ trattati, con oltre 200.000 tweet raggiunti solo sino alle 16.00.

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Equipaggio aereo non sa inglese, decolla senza via libera torre

Il pilota non sa l’inglese e l’aereo decolla nonostante il divieto. Il velivolo, un Airbus A330-200 della compagnia cinese, China Eastern, lunedì scorso é partito da Osaka diretto a Shangai, benché la torre di controllo non avesse concesso l’autorizzazione. Sul caso, riferisce la stampa cinese, è stata aperta un’inchiesta sia in Giappone che in Cina. Secondo le autorità giapponesi, l’equipaggio dell’aereo cinese ha lasciato Osaka regolarmente alle 13.46, senza che il comandante avesse capito il divieto di decollo: il pilota e il suo secondo non sono stati in grado di comunicare appieno in inglese. La China Eastern, pur non ammettendo la colpa, ha annunciato oggi che si adopererà per migliorare le conoscenze linguistiche dei suoi equipaggi, soprattutto in inglese, lingua veicolare nelle comunicazioni aeree. La compagnia aerea cinese si è anche detta pronta a cooperare con le autorità giapponesi che hanno annunciato una indagine sul caso, in quanto ritiene che il volo è decollato violando le leggi internazionali sul traffico aereo.

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Cercasi volontari per rendere comprensibile il Chinglish

La municipalità di Shanghai ha invitato gli stranieri residenti in città a partecipare all’opera di volontariato per migliorare il significato della cartellonistica in inglese. L’invito serve a cambiare insegne e cartelli tipo “Clinica per la Diarrea” come traduzione in inglese dal cinese di “Ospedale per malattie intestinali”, oppure “Defecate seduti” invece di “toilet”. Sono 200 gli inglese madrelingua i paladini dell’inglese chiamati a cambiare i cartelli, segnali e insegne trasformandoli dal ‘Chinglish’, la lingua non ufficiale a metà tra cinese e inglese alla base di questi cartelli, all’inglese puro. Già prima dell’Expo c’era stata una commissione allargata che aveva lavorato per migliorare la comprensione dei cartelli in inglese, ma non tutto é stato fatto. Oltre 10.000 i cartelli cambiati prima dell’Expo, ma sono ancora molti quelli che necessitano di essere modificati, come “facciamo un giro panoramico sulla terrazza” per “posto di osservazione” e “l’ascensore è stato aggiustato. Durante questo tempo, ci dispiace che siate insopportabili”, invece di “lavori in corso all’ascensore, ci dispiace per il disguido”. Tutte queste traduzioni sbagliate, sono state raccolte in un libro a cura della municipalità di Shanghai, a memoria del lavoro fatto. Ma non tutti sono d’accordo con l’opera di revisione. On line si stanno formando gruppi per la salvaguardia del Chinglish. Uno, “Salviamo in Chinglish contro la scomparsa della cultura cinese”, ha già più di 9.000 iscritti.

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