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Gli alunni a guardia dei loro compagni contro il bullismo

Le scuole di Kunming, capoluogo della provincia cinese dello Yunnan, selezioneranno alcuni fra gli studenti per monitorare i compagni e riportare alle autorità scolastiche eventuali atti di bullismo o comportamenti proibiti o riprovevoli, i cui autori saranno inviati per un periodo in un centro di rieducazione. Lo ha stabilito la Commissione delle scuole pubbliche e private della città. Secondo questo progetto gli insegnanti sceglieranno due o tre alunni con il compito di scoprire e segnalare casi di violenza, di uso della pornografia via internet o altri comportamenti pericolosi per i ragazzi tenuti dai loro compagni di scuola. Gli studenti – in particolare nella fascia d’età tra i 12 e i 17 anni – che verranno sorpresi a tenere simili comportamenti, verranno mandati per un certo periodo in collegi dove seguiranno lezioni di diritto per venire poi rieducati e reinseriti. La decisione è stata adottata dopo un caso di bullismo violento verificatosi lo scorso 23 novembre in cui 11 ragazzi di una scuola superiore picchiarono una ragazza e filmarono la scena per poi diffonderla e farla vedere ai compagni. La proposta della commissione scolastica non ha tuttavia mancato di suscitare polemiche. Molti infatti ritengono che il controllo della violenza minorile spetti unicamente alla polizia. Diversi genitori, inoltre, temono che mettere degli studenti come guardiani dei loro stessi compagni potrebbe far sorgere problemi relazionali tra gli studenti o anche distoglierli dagli studi. “Mio figlio – ha dichiarato Guo Guili, madre di uno degli studenti – deve pensare solo a studiare. Io non voglio che perda tempo a scovare i compagni che sbagliano. Inoltre temo anche che in questo modo mio figlio possa essere maggiormente esposto alla violenza”.

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Gli arbitri che sbagliano vanno in campo di rieducazione

Oltre duecento ufficiali del calcio cinese, tra arbitri e impiegati, sono stati inviati al ”Campo di rieducazione anti-corruzione” dopo lo scandalo che ha investito il campionato nazionale nei giorni scorsi. Secondo quanto riportato dal Beijing Youth Daily, i partecipanti al campo, che avra’ la durata di cinque giorni, dovranno seguire corsi e lezioni anti-corruzione e dovranno alla fine anche sostenere un esame. ”La rieducazione degli arbitri – ha detto Wei Di, capo dell’Associzione Football cinese (CFA) – e’ una parte importante della campagna anti corruzione in corso”. Agli arbitri verra’ data anche la possibilita’ di confessare eventuali errori commessi in passato. ”Se qualcuno di loro ha fatto qualcosa di sbagliato – ha proseguito Wei – dovra’ immediatamente restituire il denaro percepito illegalmente. Spero che possano confessare di propria iniziativa per non perdere la possibilita’ di salvarsi”. Gong Jianping, l’unico arbitro ad aver ammesso di aver pilotato una gara fu condannato nel 2003 a dieci anni di carcere per poi morire mentre era detenuto, 18 mesi piu’ tardi. Anche il predecessore di Wei, Nan Yong, e l’ex capo della commissione arbitri, Zhang Jianquiang sono tra i venti (tra arbitri, allenatori e giocatori) arrestati per corruzione negli ultimi mesi.

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