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Made in Italy conquista cinesi: grande scoperta della Ca Foscari

In Cina per l’acquisto di un prodotto italiano la spesa media fra i giovani è di 275 euro ma c’é chi arriva a spenderne oltre 1.500. Più del 60% dei consumatori cinesi annovera nei suoi acquisti più recenti almeno un prodotto Made in Italy (soprattutto alimentari e abbigliamento) che scelgono per il design e la marca. L’immagine dell’Italia in Cina risulta infatti saldamente ancorata al design e al prestigio. E’ questo il profilo del consumatore cinese con una età media intorno ai 26 anni, contenuto nella ricerca “Modelli di business e strategie di mercato per l’ingresso nel mercato della Cina da parte delle imprese italiane”, presentata a Venezia dall’Università Cà Foscari nell’ambito del convegno “Il Mercante e il Dragone: strategie di business e di marketing per le imprese venete in Cina”. Lo studio è stato realizzato dall’ateneo veneziano insieme alle università di Trieste, Firenze e Macerata e prelude alle tre giornate di studio in programma a Venezia (13, 20, 27 settembre) su iniziativa di Cà Foscari (Dipartimenti di Management e di Studi sull’Asia e sull’Africa Settentrionale) con il Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto nell’ambito dei programmi promozionali della Regione Veneto.

fonte: ANSA

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Hong Kong porta di ingresso per mercato cinese

Trovare il modo migliore per esportare i prodotti locali sul mercato cinese. Questo l’obiettivo sul quale si sono confrontati oggi a Torino gli imprenditori delle oltre 100 aziende piemontesi intervenute al workshop organizzato da Banca Monte dei Paschi di Siena e dall’ Hong Kong Economic and Trade Office dell’Unione Europea, insieme all’Hong Kong Trade Development Council e Invest Hk, che si è tenuto al Centro Congressi Torino Incontra, con il patrocinio di Sprint Piemonte e Camera di Commercio di Torino. In seguito alla grande espansione della domanda cinese di beni di consumo di qualità, sempre più aziende hanno deciso di utilizzare Hong Kong come via d’accesso per tale mercato. Oltre 300 imprenditori italiani, di cui 15 piemontesi, hanno esportato il proprio business ad Hong Kong con insediamenti diretti. I prodotti alimentari e vitivinicoli sono tra i beni di consumo maggiormente esportati a Hong Kong dalle aziende italiane. Secondo i dati Ice, l’Italia è infatti il primo Paese fornitore di tartufi, il numero 3 per il prosciutto, il 4 per il caffé, il 9 per il vino rosso, il 4 per il vino bianco e il 3 per lo spumante. “Abbiamo deciso di affiancare le aziende del territorio – ha affermato Antonio Balzo, responsabile della direzione territoriale corporate Torino di Banca Monte dei Paschi di Siena – per favorire la naturale vocazione all’export dell’economia piemontese, studiando delle soluzioni che incentivino il loro approccio a nuovi mercati come Hong Kong e la Cina”. “La Regione Amministrativa di Hong Kong – ha aggiunto Leonardo Messana, titolare della filiale di Hong Kong di Banca Monte dei Paschi- rappresenta da sola un bacino di 7 milioni di potenziali consumatori, oltre agli importanti flussi turistici in arrivo dalla Mainland China ai quali offre ampie opportunità di shopping.” “Hong Kong ha sempre mantenuto condizioni di level playing field e accogliamo con favore gli investimenti in tutte queste aree – ha infine dichiarato Eddie Lee, Deputy Representative, Hong Kong Economic and Trade Office – Le aziende estere che hanno sede a Hong Kong sono trattate alla pari delle nostre aziende”. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti di BasicNet, azienda piemontese del comparto moda e Om Log del settore logistica, due imprese che sono riuscite ad esportare con successo il proprio business nell’area cinese, partendo proprio da Hong Kong.

fonte: Ansa

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Per Romiti, la Cina è paese adatto a piccole imprese

Per il presidente della Fondazione Italia Cina, Cesare Romiti, la Cina “é un Paese adatto al business internazionale di piccole e piccolissime imprese”. Lo ha detto oggi a margine di un incontro pubblico, a Treviso, dedicato alle relazioni fra il Veneto e il Paese asiatico. “Bisogna però – ha precisato – andare lì per produrre e vendere sul posto, poiché la Cina è e sarà sempre di più il maggiore mercato del mondo”. Nei primi 10 mesi del 2010, è stato anche rilevato, la sola provincia di Treviso ha visto crescere le proprie esportazioni verso la Cina quasi del 50%. In valore assoluto il fatturato è arrivato a 366 milioni, corrispondenti al 5,1% dell’export complessivo, contro una quota del 2,6% registrata nello stesso periodo dell’anno precedente.

fonte: ANSA

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