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Bank of China smentisce voci di default

La Bank of China, la piu’ grande banca cinese, ha smentito con una nota nella tarda serata di ieri che in giornata si sia trovata in default per assenza di liquidita’. La nota e’ stata anche pubblicata dall’agenzia Nuova Cina. Era stato un post pubblicato sul sito di microblogging Sina Weibo (l’equivalente di Twitter in Cina) del giornale economico 21st Century Business Herald ad annunciare che la banca aveva interrotto le transazioni per almeno mezz’ora a causa di una carenza di liquidita’. La banca ha smentito questa circostanza, riservandosi azioni legali. Un recente aumento dei tassi di interesse nel mercato interbancario ha aumentato le preoccupazioni su una crisi di liquidita’. Il mercato bancario e’ in forte tensione per questo. La banca centrale cinese e’ intervenuta emettendo prestiti di circa 324 milioni di dollari, ma ha annunciato che dovranno essere le banche ad adottare altre misure, perche’ non immettera’ altra liquidita’.

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Scende inflazione a maggio, ma dati economia deludono

Scende l’inflazione cinese a maggio. Secondo i dati dell’ufficio nazionale di statistica, a maggio l’inflazione e’ salita al 2,1%, in discesa rispetto al 2,4% di aprile.
Il rallentamento della domanda interna e internazionale pesano anche sull’economia cinese i cui ultimi dati deludono e alzano la pressione per il varo di nuove misure di stimolo da parte di Pechino. L’ultima conferma arriva da una serie di dati statistici, tutti sotto le attese degli analisti e condizionati dallo stato dell’economia globale oltre che dall’apprezzamento dello yuan Secondo quanto rileva la Bloomberg, la produzione industriale a maggio e’ salita del 9,2%, sotto le attese degli analisti. Le esportazioni cresciute dell’1%, il minimo degli ultimi 10 mesi, contro il +14,7% di aprile, mentre l’import e’ calato dello 0,3%. Anche i nuovi prestiti in valuta locale sono scesi da 793,2 a 667 miliardi di yuan e segnalano l’affaticamento del sistema bancario locale. Infine i prezzi al consumo sono aumentati del 2,1% contro la stima del 2,5%. Gia’ lo scorso mese inoltre gli analisti contattati dalla Bloomberg avevano tagliato le stime sulla crescita del Pil del secondo trimestre dall’8 al 7,8. Una raffica di dati e previsioni che conferma sempre piu’ il rallentamento del gigante asiatico. Per i vertici del paese tuttavia lo spazio di manovra per eventuali nuove manovre di allentamento monetario o di aumento della spesa ha dei limiti. I rischi sono infatti sia di tipo finanziario che di sovracapacita’ produttiva mentre preoccupa l’impennata dei prezzi del comparto immobiliare ma e’ difficile che vi siano altre alternative. ”La crescita resta non convincente – spiega Louis Kuijs capo economista di Rbs a Hong Kong – e i dati rafforzano ancora di piu’ le richieste di una politica macro espansionistica”.

fonte: ANSA

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Indice Pmi manifatturiero in Cina sale a 50,8 a maggio

In Cina l’indice Pmi manifatturiero e’ salito a sorpresa a maggio a 50,8 da 50,6 di aprile. Il risultato e’ migliore della previsione economisti che avevano preventivato un calo a quota 50, livello che rappresenta la soglia di demarcazione tra espansione e contrazione del ciclo.

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Il Fondo Monetario Internazionale rivede al ribasso le stime di crescita della Cina

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha abbassato dall’8% a “circa il 7,75%” la sua previsione di crescita della Cina nel 2013. Lo ha annunciato oggi a Pechino il direttore generale aggiunto del Fondo, David Lipton. “In un clima mondiale debole ed incerto, ci attendiamo una crescita dell’economia cinese di circa il 7,75% quest’anno e più o meno lo stesso l’anno prossimo”, a dichiarato Lipton in conferenza stampa. In precedenza l’Fmi aveva gia’ abbassato le sue previsioni della crescita annuale della seconda economia del mondo dall’8,2 all’8%. L’anno scorso la crescita della Cina e’ stata del 7,8%, la piu’ debole degli ultimi 13 anni. Nei primi mesi di quest’anno l’economia cinese ha continuato a rallentare, registrando una crescita del 7,7% nel primo trimestre.

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In stagnazione produzione industriale cinese a maggio, ai minimi da ottobre. Crollano le borse

Brutte notizie per la produzione industriale cinese a maggio, il peggiore da ottobre, facendo segnare una contrazione. Secondo Secondo i dati preliminari per il mese in corso della banca anglo-cinese Hsbc, il Purchasing Managers Index (Pmi), considerato un indicatore credibile dell’attivita’ dell’industria manifatturiera, e’ stato del 49,6, rispetto al 50,5, di aprile. Da ottobre, e’ la prima volta che il dato scende sotto il 50. Gli economisti ritengono che un livello del Pmi oltre la soglia dei 50 punti indichi che la produzione industriale e’ in crescita, mentre sotto c’e’ stagnazione.
Chiusure pesanti per la borse di Hong Kong e Shanghai che risentono dei dati preliminari della produzione industriale, che ha maggio registra una stagnazione. L’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong ha terminato a 22.669,68 punti, perdendone 591,4 pari ad una perdita del 2,54%. Oltre un punto percentuale la perdita di Shanghai, che ha chiuso a 2.275,67 punti, in perdita di 26,74 punti pari ad un ribasso dell’1,16% rispetto alla chiusura di ieri.

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Sale ad aprile l’inflazione cinese, +2,4%

Sale l’inflazione cinese ad aprile. Secondo i dati diffusi poco fa dall’istituto nazionale di statistica di Pechino, il mese scorso e’ stato registrato un dato del 2,4%, in aumento dal 2,1% di marzo. Scende l’indice ai prezzi alla produzione del 2,6%, superiore alle stime del 2,2% e superiore della caduta dell’1,9% del mese precedente.

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Inflazione cinese ad aprile potrebbe essere tra il 2,2% e il 2,3%

I prezzi in Cina, dovrebbero crescere ad aprile tra il 2,2% e il 2,3% ad aprile rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, appena poco di piu’ del 2,1% registrato a marzo. E’ quanto riporta l’agenzia Xinhua; i dati ufficiali saranno pubblicati dopodomani dall’Istituto nazionale di statistica. Tra i diversi settori, secondo gli analisti, la richiesta di pollame e maiale e’ crollata, facendo abbassare i prezzi, a causa dell’epidemia di aviaria mentre al contrario sono saliti i prezzi di verdura e pesce. In aumento i prezzi degli affitti. In base alle previsioni l’indice dei prezzi al consumo si manterra ‘ ad un livello basso per tutta la prima meta’ dell’anno.

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