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Crolla la borsa di Shanghai dopo misure anti bolla dalla Consob cinese

Crollano le borse cinesi dopo che l’authority di vigilanza ha adottato alcune misure volte a raffreddare la corsa dei listini, sul cui andamento si addensano i timori di una bolla speculativa. Shanghai cede il 7,71% mentre Shenzhen il 3,41%. La Consob cinese ha irrogato sanzioni ad alcuni broker che non hanno rispettato le regole sui prestiti ai clienti per l’acquisto a debito di azioni. Per Shanghai quello di oggi è il crollo più pesante dal 2008. A picco i titoli dei broker Citic Securities, Haitong Securities e Guotai Junan Securities, dopo che l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari ha riscontrato ritardi nel rientro dei clienti a cui avevano prestato denaro per fare trading e li ha sanzionati sospendendo per tre mesi la possibilità di aumentare i finanziamenti. Citic ha annunciato di aver alzato da 300 mila a 500 mila yuan la somma da depositare per poter aprire conti che permettono di fare trading a debito. Altri nove broker sono stati sanzionati per una serie di comportamenti scorretti, come l’aver prestato denaro a investitori non qualificati mentre la Commissione di regolazione bancaria cinese ha vietato alle banche di prestare denaro alle aziende per investire in azioni, bond, future e derivati. Secondo Hao Hong, strategist alla Bocon International Holding, citato da Bloomberg, la Consob cinese sarebbe preoccupata per un rally borsistico in parte stato sostenuto proprio dalla possibilità di operare a leva (attraverso il sistema dei conti basati sul cosiddetto ‘margin financing’). Tra l’altro Citic e Haingtong avevano recentemente annunciato l’intenzione di raccogliere nuovi capitali da prestare ai propri clienti. I prestiti finalizzati al trading sono balzati dai 400 miliardi di yuan di fine giugno 2014 agli 1.080 miliardi dello scorso 13 gennaio (circa 174 miliardi di dollari). Nell’ultimo anno la borsa di Shanghai è balzata del 67% tra volumi record mentre sempre più investitori, grandi e piccoli, si sono buttati sul mercato. “I regolatori sono preoccupati che le azioni abbiano corso troppo velocemente” mentre “vogliono una crescita misurata del mercato azionario”, ha detto Hao. “La Cina sta cercando di mettere le briglie ad un mercato azionario troppo rialzista” ha affermato Pauline Dan, responsabile del mercato cinese alla Pictet Asset management di Hong Kong.

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Via libera delle autorità di Hong Kong al debutto in borsa di Prada

Prada è pronta a debuttare alla Borsa di Hong Kong. Non arrivano conferme dal quartier generale di Patrizio Bertelli ma sarebbe già arrivato il via libera delle autorità cinesi per la quotazione con un’Ipo da 2 miliardi di dollari. Sulla piazza asiatica dovrebbe arrivare il 20% del gruppo (valutato oltre 8 miliardi di euro) e il debutto é atteso per il 24 giugno. Prada, accompagnata nell’operazione da Banca Imi (Intesa Sanpaolo), Csla (Credit Agricole), Goldman Sachs e UniCredit e dai legali degli studi Bonelli Erede Pappalardo, Slaughter & May e Davis Polk, partirà il 31 maggio con il roadshow di presentazione dell’offerta pubblica nelle principali piazze finanziarie (tra cui la stessa Hong Kong, Singapore, Londra, Milano, New York, Boston e Los Angeles). A metà giugno dovrebbe poi essere fissato il prezzo. Gli azionisti (oltre alla famiglia Prada-Bertelli c’é Intesa Sanpaolo con il 5%) hanno deciso di puntare sulla Borsa di Hong Kong, dopo dieci anni di tentativi andati a vuoto, con ben quattro dietro-front dovuti a casi straordinari tra cui la crisi dei “subprime”, dove gli investitori sono più attivi e più liquidi rispetto al Vecchio Continente. Nell’ultimo anno il listino cinese è cresciuto quasi del 20%, a differenza di Milano che mostra un saldo positivo dell’ 1 per cento. Inoltre, secondo uno studio di Bain&Co citato da Bloomber, la Cina anche nel 2011 resta il mercato del lusso che cresce più velocemente (+25% a 11,5 miliardi di euro) ed è sulla buona strada per diventare il terzo più grande mercato del lusso nel mondo nei prossimi cinque anni. Prada infatti non è l’unica europea conquistata dall’Oriente: l’ipo di L’Occitane International, ricorda Bloomberg, ha avuto risultati record l’anno scorso e ora anche le valigie Samsonite si apprestano a debuttare a Hong Kong mentre le borse di Coach hanno fatto richiesta di una doppia quotazione. Prada ha chiuso un 2010 record con un utile netto passato da 100,2 a 250,8 milioni di euro (+150%), ricavi saliti oltre i 2 miliardi di euro (+31%) e una forte generazione di cassa, pari a 367,7 milioni, che ha ridotto l’indebitamento finanziario, da 485,3 milioni a 408,6 milioni. Il margine operativo lordo é stato pari a 535,9 milioni di euro (+84,7%), il risultato operativo si è attestato a 418,4 milioni di euro (+123,7%). “In questi anni – aveva commentato l’amministratore delegato Patrizio Bertelli – abbiamo lavorato focalizzandoci sui nostri marchi e sullo sviluppo della rete retail e i risultati ottenuti confermano la validità di questa strategia. Abbiamo raggiunto volumi di vendita e di reddito mai ottenuti prima nella storia di Prada e il gruppo oggi si presenta con una struttura industriale e distributiva forte, pronto a cogliere le migliori opportunirtà offerte da tutti i mercati”.

fonte: ANSA

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Crollo pe rle borse cinesi su timori dei tassi

Le borse cinesi hanno fatto registrare oggi la loro peggiore performance dal 31 agosto dell’anno scorso, a causa delle preoccupazioni degli investitori che temono un rialzo dei tassi di interesse dopo che ad ottobre l’inflazione ha raggiunto il suo massimo in 25 mesi. L’indice Composite della borsa di Shanghai ha perso oggi il 5,16%, lasciando 162,31 punti e chiudendo a 2.985,44 punti. L’indice Component della borsa di Shenzhen, la seconda in Cina, ha perso il 7%, quantificato in 958,40 punti e chiudendo a 12.762,54 punti. Anche la borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso, perdendo alla fine l’1,93% e lasciando sul campo 477.72 punti, la peggior perdita da quattro mesi. Secondo gli analisti della China International Capital Corporation, il governo cinese ha mostrato la sua volontà di frenare le aspettative di inflazione e di bolle speculative, così i tassi di interesse potrebbero essere rialzati alla fine di quest’anno. Le rafforzate misure governative potrebbero quindi interferire con i margini di profitto delle società. Tra i titoli che hanno perso di più oggi a Shanghai, la Citic Securities, il più grande broker di titoli del Paese, ha perso il 9,27%, mentre Merchants Securities ha perso il 9,02%. L’Industrial and Commercial Bank of China Ltd., il più grande finanziatore della nazione, è scivolata dell’1,89%, mentre la Bank of China ha perso il 3,43%. In crisi oggi anche i produttori di ferro e acciaio, che hanno ceduto sulle preoccupazioni che il rallentamento della crescita farebbe ridurre la domanda dei loro prodotti. La Baogang Iron & Steel ha perso il 10,06% mentre Ansteel ha perso il 7,89%. L’inflazione in Cina ha toccato il 4,4% nel mese di ottobre, il più alto in 25 mesi. I nuovi prestiti bancari hanno anche superato le previsioni di mercato. Gli operatori temono che le nuove manovre decise dalla Federal Reserve, banca centrale americana, che ha deciso si immettere nell’economia 600 miliardi di dollari, possa aggravare l’eccesso di liquidità, con pericoli per la lotta anti inflazione della Cina. Per arginare il rischio immediato, la Banca centrale cinese ha innalzato i tassi attivi e passivi di 25 punti lo scorso 20 ottobre.

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