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Cina punta ad aumento del limite degli investimenti stranieri in borsa

La Cina punta ad aumentare, di almeno 10 volte, il limite autorizzato degli investimenti esteri su azioni, obbligazioni e depositi bancari nazionali, attualmente fissato a 80 miliardi di dollari. Lo ha detto oggi al Financial Forum di Hong Kong, Guo Shuqing, presidente della China Securities Regulatory Commission, la commissione di regolamentazione dei mercati finanziari del paese. Guo ha anche detto che la Cina continuerà l’internazionalizzazione dello yuan e l’incoraggiamento ai cinesi ad investire all’estero, chiedendo di innalzare il livello di qualità degli intermediari necessari. Lo scorso anno Pechino ha assegnato quasi 16 milioni di dollari di quote a investitori stranieri, equivalente al totale concesso negli ultimi sei anni. Gli operatori esteri al momento riescono a investire sui mercati cinesi grazie al programma Qfii (investitori istituzionali stranieri qualificati) e al piano Rqfii (rmb investitori istituzionali stranieri qualificati), istituito quest’ultimo nel 2011 con una quota iniziale di 20 miliardi di yuan (oltre 2 miliardi di euro) e cresciuto a 70 miliardi di yuan lo scorso anno. Attualmente il limite fissato degli investimenti stranieri in Borsa è di 80 miliardi di dollari, saliti ad aprile dai precedenti 30. Guo ha anche annunciato la creazione di un nuovo organismo per contribuire a diversificare i suoi 3.310 miliardi di dollari americani nelle riserve ufficiali. Dopo l’annuncio di oggi di Guo Shuqing, la borsa di Shanghai ha guadagnato in chiusura il 3,7%.

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La Cina pronta ad aiutare economie europee

La Cina e’ pronta ad aiutare le economie europee a stabilizzarsi e a crescere. Lo ha sottolineato oggi un portavoce governativo a pochi giorni dalla partenza per l’ Europa del premier Wen Jiabao, che visitera’ Ungheria, Gran Bretagna e Germania a partire dal 24 giugno. ”Il governo cinese – ha affermato Hong Lei, del ministero degli esteri, in una conferenza stampa a Pechino – ha gia’ preso una serie di misure per rafforzare la cooperazione economica tra Cina ed Europa, tra cui l’ acquisto di euro bonds”. ”La Cina – ha aggiunto – vuole continuare ad aiutare i Paesi europei a realizzare la crescita economica in modo stabile e attraverso la cooperazione con i vari Paesi”. Si ritiene che la crisi in Grecia sara’ al centro del viaggio di Wen Jiabao. La scorsa settimana la banca centrale cinese ha invitato i governi europei a contenere il loro debito per evitare il rischio di aggravare la crisi gia’ in corso. Pechino ha chiarito in passato di aver fiducia nell’ euro e si ritiene che circa un quarto dei suoi tre trilioni di dollari di riserve in valuta pregiata siano investiti in titoli europei.

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Cina investitore di lungo periodo in debito Europa. E compra altri bond Usa

La Cina è un “investitore di lungo periodo” sul mercato del debito pubblico europeo, e si augura che la Grecia “riesca a ritrovare la stabilità e lo sviluppo economico con la collaborazione dell’ Unione Europea e della comunità internazionale”. Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hong Lei in una conferenza stampa a Pechino. Il portavoce ha aggiunto che la Cina “continua a prestare la massima attenzione” alla crisi del debito pubblico in Europa. In seguito a massicce manifestazioni contro il suo progetto di austerità finanziaria, il premier greco Georges Papandreu ha effettuato oggi un rimpasto del suo governo e ha annunciato la richiesta di un voto di fiducia al Parlamento.
La Cina, il maggior creditore estero degli Stati Uniti, è tornata ad aumentare le sue riserve di titoli del Tesoro statunitensi per la prima volta in sei mesi ad aprile. Lo scrive l’agenzia Bloomberg , secondo cui le riserve cinesi dei Treasury sono salite dello 0,8% a 1.149 miliardi di dollari ad aprile, un valore record.

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Interesse cinese e asiatico per bond legati a Portogallo

Cina e investitori asiatici dovrebbero rappresentare ”una buona parte” dei sottoscrittori dei bond con cui verra’ finanziato il salvataggio del Portogallo quando a giugno verranno messi in asta dal Fondo Efsf. E’ quanto scrive il Financial Times nel riportare alcune dichiarazioni del direttore generale del Efsf, Klaus Regling, secondo cui c’e’ ”un chiaro interesse” di Pechino per le obbligazioni in asta per il Portogallo e cio’ significa che c’e’ una rinnovata fiducia nel futuro dell’euro. Regling tuttavia ammette che dietro l’interesse di investitori cinesi e asiatici c’e’ la necessita’ di individuare nuove e sicure forme di investimento, dal momento che l’Asia ”e’ una regione che ha denaro da investire nel resto del mondo – spiega Regling – non vogliono rivolgersi esclusivamente verso una moneta o una sola tipologia di asset. Guardano a noi e arrivano alla conclusione che e’ un buona strada per la diversificazione”.

fonte: ANSA

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Generali ottiene licenza per investire in bond e azioni in Cina

Generali entra nel settore degli investimenti in Cina. Il gruppo assicurativo ha, infatti, ottenuto – si legge in una nota – dalla China Securities Regulatory Commission lo status di Qualified foreign institutional investor, grazie al quale il Leone di Trieste potrà ora investire direttamente in azioni, fondi e obbligazioni governative e corporate cinesi. La presenza del gruppo in Asia è anche nell’asset management e nel private banking attraverso Guotai e Banca della Svizzera Italiana (Bsi).

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La Cina compra bond in Portogallo. E mette sotto controllo un altro paese

Il Portogallo guadagna un alleato ‘pesante’, la Cina, nella sua corsa contro il tempo per evitare di diventare il prossimo epicentro della crisi del debito europeo. Intanto volano ai massimi dai 2000 i rendimenti pagati in asta dalla Spagna. Pechino infatti aiutera’ ”finanziariamente” Lisbona comprando i titoli di Stato lusitani, rende noto l’ambasciata portoghese a Pechino in seguito agli incontri che il ministro delle finanze portoghese, Fernando Teixeira dos Santos ha avuto con i vertici del governo cinese durante la sua visita nel Paese asiatico. L’aiuto finanziario sara’ fornito ”ora e anche in futuro alla luce delle misure che Lisbona ha varato per ristrutturare la propria economia”, recita il comunicato dell’ambasciata portoghese. ”Abbiamo fatto un grande passo avanti nel rafforzare i nostri rapporti a tutti i livelli: commerciali, investimento e settore finanziario”, ha detto Sos Santos all’agenzia portoghese Lusa. ”La Cina appoggia il Portogallo e continuera’ a farlo”, ha concluso, senza specificare l’ammontare di titoli che Pechino ha gia’ comprato o che comprera’. L’annuncio di Lisbona arriva mentre i leader europei si preparano a riunirsi a Bruxelles giovedi’ e venerdi’ per un vertice che potrebbe riscrivere il meccanismo di salvataggio degli Stati di cui finora hanno beneficiato Grecia e Irlanda e che, nello scenario peggiore, potrebbe servire anche al Portogallo e poi alla Spagna. Che l’attenzione sul debito portoghese rimanga alta sembra confermato dalla Bce che sui mercati, nei giorni scorsi, secondo le indiscrezioni avrebbe comprato titoli portoghesi e irlandesi dando un’accelerata al suo ‘Securities Markets Programme’ che la scorsa settimana ha superato i 2,7 miliardi di acquisti. E domani i mercati potrebbero di nuovo prendere di mira il debito portoghese facendone salire i premi di rendimento: il Paese mette in asta 500 milioni di euro di debito, un ammontare relativamente leggero ma che, in caso di rendimenti in forte rialzo, potrebbe spingere anche il mercato verso pesanti vendite del debito facendo lievitare gli spread. Le previsioni della Reuters danno una fiammata dei rendimenti a oltre il 3% dall’1,818% dell’asta precedente dello scorso 3%. E la tensione resta alta anche sul debito spagnolo: Madrid oggi ha collocato sul mercato titoli per oltre due miliardi e mezzo di euro a un anno e 18 mesi, ma i costi di finanziamento continuano a salire vertiginosamente con rendimenti medi balzati rispettivamente al 3,449% e 3,721% rispetto al 2,363% dell’asta del 16 novembre scorso e del 2,664% sempre dello scorso novembre. Per tutta risposta, sul mercato secondario, il rendimento della scadenza decennale spagnola e’ volato al 5,54%, massimo dal settembre 2000.

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Per i cinesi giusto disinvestire negli Usa

”La Cina ha scelto la giusta strategia nel ridurre drasticamente gli investimenti in titoli di stato americani”. E’ il commento di Liu Yuhui, economista dell’Accademia di Scienze Sociali (Cass) alla decisione di Pechino di non essere piu’ il primo finanziatore del debito americano. Liu ha aggiunto che la decisione e’ stata corretta anche considerando che non ci sono segnali di ripresa del dollaro, debole da ormai lungo tempo. Il grosso debito americano e i tassi di interesse pari a zero hanno eroso il valore dei bond americani, ha invece detto Cao Honghui, direttore delle ricerche finanziarie di mercato della Cass. Gia’ nel marzo dello scorso anno, il premier cinese Wen Jiabao aveva dichiarato di essere ”molto preoccupato” della situazione dei titoli americani e aveva detto di volere delle rassicurazioni circa la sicurezza degli investimenti del suo paese negli USA. La Cina ha tagliato la propria quota di Treasury Bond portandola a 755,4 miliardi di dollari dai 789,6 miliardi di novembre. Ora e’ il Giappone a guidare la classifica dei maggiori investitori del paese di Obama, avendo aumentato la sua quota di 11,5 miliardi elevandola a 768,8 miliardi di dollari rispetto ai 757,3 del mese prima.

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