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Shanghai a secco, razionamenti per l’estate e a sud si muore per alluvioni

Le autorita’ di Shanghai, la metropoli industriale della Cina, hanno chiesto a uffici e centri commerciali di chiudere nei giorni piu’ caldi dell’estate per alleviare la scarsita’ di energia, che dovra’ essere razionata. La rete elettrica che serve la metropoli, infatti, non ha una capacita’ sufficiente per far fronte ai picchi di domanda che si produrranno quando la temperatura raggiungera’ i 37 gradi, un fatto non raro a Shanghai. Le autorita’ di Shanghai, la metropoli industriale della Cina, hanno chiesto a uffici e centri commerciali di chiudere nei giorni piu’ caldi dell’ estate per alleviare la scarsita’ di energia, che dovra’ essere razionata. La rete elettrica che serve la metropoli, infatti, non ha una capacita’ sufficiente per far fronte ai picchi di domanda che si produrranno quando la temperatura raggiungera’ i 37 gradi, un fatto non raro a Shanghai. Intanto, le piogge particolarmente violente nelle province meridionali non lontane dalla metropoli, hanno causato danni a circa cinque milioni di persone. Il maltempo ha causato la morte di oltre 170 persone e, secondo una prima valutazione del governo cinese, le inondazioni hanno gia’ provocato danni per 700 milioni di dollari. ”Gravi inondazioni provocate dalle pesanti piogge continueranno ad essere una minaccia per alcune aree della Cina meridionale”, ha affermato oggi il ministro delle risorse idriche Chen Lei. Nonostante questo, le autorita’ di Shanghai hanno annunciato i razionamenti obbligatori per gli utenti industriali – soprattutto fabbriche – mentre i negozi e i centri commerciali della metropoli non saranno obbligati a partecipare alla rotazione, ma sono stati ”invitati” a chiudere nei giorni di maggior calore. Circa l’ 80% dell’ energia consumata dalla Cina proviene dalle centrali alimentate a carbone, del quale il nord del Paese e’ ricco.

fonte: ANSA

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Seri rischi black out per Shanghai nella prossima estate

La capitale economica cinese, si appresta ad affrontare la peggiore crisi energetica dal 2004 ad oggi, con la concreta possibilita’ che molti negozi, centri commerciali e fabbriche debbano chiudere per mancanza di elettricita’. Secondo i dati resi noti dalle autorità municipali di Shanghai, nell’imminente estate il carico di potenza massima e’ stimata in 28,5 gigawatt in estreme condizioni di caldo nei mesi di luglio e agosto, mentre la capacita’ produttiva massima attuale e’ di 27.4 gigawatt, di cui una parte provenienti da altre province attraverso linee di trasmissione. Shanghai da sola riesce infatti a produrre non piu’ di 18,7 gigawatt ma acquistera’ 8,9 gigawatt dalle province dell’Anhui, del Fujian, del Sichuan, dell’Hubei e di Chongqing. In questo modo il deficit dovrebbe essere ”solo” di 0,9 gigawatt. In ogni caso la Shanghai Electric Power Co, l’azienda che fornisce energia alla capitale economica cinese, ha fatto chiaramente sapere che il consumo per i residenti sara’ comunque assicurato, che la priorita’ sara’ data alle famiglie e che quindi in caso di deficit energetico a farne le spese saranno prevalentemente fabbriche e negozi. Il problema, secondo le stime, potrebbe sorgere in particolar modo nei giorni piu’ caldi dell’estate, a causa dell’enorme assorbimento di energia dovuto ai condizionatori d’aria. Negozi e fabbriche potrebbero quindi essere costretti a turni di chiusura, per far fronte alle carenze. Alcune imprese industriali di Shanghai hanno gia’ accettato di sospendere o cessare le operazioni nelle ore di punta nel periodo estivo per risparmiare energia a vantaggio dei residenti. La maggior parte dei centri commerciali e degli alberghi e ristoranti di Shanghai hanno firmato un protocollo per il consumo di energia che li obbliga a spegnere nelle ore di punta le apparecchiature ad alto voltaggio, in primo luogo i condizionatori. I principali luoghi turistici della citta’, tra i quali il Jing’an Temple e la torre della tv, ridurranno drasticamente le luci decorative quando richiesto. La carenza di energia non sembra tuttavia preoccupare piu’ di tanto le grandi aziende che hanno gia’ fatto sapere che la loro produzione non dovrebbe subire grosse conseguenze grazie alla presenza di generatori. La situazione tuttavia non riguarda solo Shanghai ed e’ persino peggiore nelle vicine province dello Jiangsu e dello Zhejiang. Secondo gli esperti c’e’ anche da considerare che, a dispetto di enormi investimenti in energie da fonti rinnovabili queste hanno portato un contributo limitato alla crescita della potenza energetica del Paese. Secondo il Consiglio dell’elettricita’ cinese (CEC), un’associazione di settore nel campo dell’energia, la Cina complessivamente potrebbe avere un deficit di 30 milioni di KW questa estate. La scarsita’ di energia elettrica di quest’anno e’ iniziata a marzo in alcune province, dopo l’impennata dei prezzi del carbone. Le centrali a carbone infatti rappresentano piu’ dell’80% della produzione di energia della Cina. Ad aggravare la situazione quest’anno anche la grande siccita’ che ha colpito molte regioni cinesi produttrici di energia elettrica.

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