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A Shanghai non ha successo il caffè sospeso napoletano

I cinesi di Shanghai non sono come i napoletani e un’associazione caritatevole ha dovuto rinunciare al progetto del ‘caffe’ sospeso’ per aiutare i bisognosi. Lo scorso 16 aprile Chiato Coffee, una caffetteria che si trova in un angolo della biblioteca di Pudong, il quartiere nuovo di Shanghai, ha accolto l’invito di una associazione caritatevole. Ogni cliente che acquistava un caffé, avrebbe avuto la possibilità di comprarne un altro ‘sospeso’ da donare ad uno studente che affolla la biblioteca e non ha le possibilità per acquistare una bevanda, o per un povero che voglia ripararsi dal freddo. Ma dall’inizio dell’attività benefica, nonostante il caffé sia molto affollato, solo 31 persone hanno acquistato un caffé sospeso, facendo decidere per la cancellazione dell’iniziativa. Lo Shanghai Daily, nel riportare la notizia, ricorda proprio come sia Napoli la città dove questa iniziativa è ormai tradizione. Alcuni giovani intervistati hanno però riconosciuto la bontà dell’iniziativa, chiedendo che venga applicata anche ad altri prodotti.

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Diego Maradona ha vinto la sua battaglia con il fisco italiano, non è evasore, potrà tornare in Italia quando vuole

Diego Armando Maradona ha definitivamente vinto la sua battaglia con il fisco italiano, che pretendeva circa 40 milioni di euro, e “ora può tornare in Italia da uomo libero”. Lo ha riferito all’ANSA l’avvocato Angelo Pisani che ha assistito il ‘pibe de oro’ insieme all’avvocato Angelo Scala. La Commissione Tributaria Centrale, ha riferito il legale, ha confermato la nullita’, anche per Maradona, degli accertamenti fiscali eseguiti sul finire degli anni ’80 a carico della Societa’ Sportiva Calcio Napoli e di suoi tesserati stranieri – oltre al fuoriclasse argentino, anche i brasiliani Careca e Alemao – per compensi pagati a societa’ estere per lo sfruttamento dei diritti di immagine. La Commissione Tributaria ha, inoltre, evidenziato l’estinzione per condono dei giudizi fiscali a carico del Napoli e, di conseguenza, a carico di Maradona e dei due brasiliani in maglia azzurra in quegli anni. ”Maradona – ha detto l’avvocato Pisani – e’ finalmente libero dall’incubo del fisco e dalle strumentalizzazioni a suo carico e ha dato mandato di agire in giudizio nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agente di riscossione per chiedere il risarcimento dei danni personali, all’immagine, patrimoniale e da perdita di chance subiti in questi anni di persecuzione con cartelle pazze: risarcimento per una somma quanto meno equivalente alla stessa pretesa ingiustamente addebitatagli, e cioe’ 40 milioni di euro”.

fonte: ANSA

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Maradona a Pechino per causa contro sfruttamento sua immagine

Utilizzo non autorizzato della propria immagine. E’ questo il motivo per cui Diego Armando Maradona ha citato in giudizio due aziende cinesi fornitrici di servizi internet, la Beijing Sina Internet Information Service Co., Ltd (che gestisce il portale internet Sina.com) e la Shanghai No. 9 City Information Technology Co., Ltd, accusate di aver sfruttato l’immagine del ”pibe de oro” in un gioco di calcio on line. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. Oggi a Pechino si e’ svolta l’udienza, alla quale il campione argentino ha presenziato. Nel gioco incriminato, dal titolo ”Soccer Hot Blooded” si vede Maradona, ritratto in un cartone animato con la maglia a righe bianche e celesti della nazionale argentina e gli occhi che sporgono all’infuori. Il cinquantunenne ex calciatore, assumendo che non e’ stata mai chiesta la sua autorizzazione per l’uso dell’immagine, ha chiesto alle due aziende 20 milioni di yuan, (oltre 2 milioni di euro) di risarcimento. Sembra tuttavia che l’udienza a Pechino non sia stato l’unico motivo a portare in questi giorni il campione in Cina. A spingerlo sarebbe stata anche la voglia di sondare il terreno sulle opportunita’ calcistiche in questo paese. Gia’ da giorni infatti si rincorrono voci secondo cui Maradona avrebbe espresso il desiderio di venire ad allenare una squadra nel paese del dragone, tanto piu’ che da luglio non allena piu’, dopo una stagione di scarsi risultati, la squadra Al Wasl degli Emirati Arabi.

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Diego a Shanghai: nel mio cuore Argentina e Napoli

“Nel mio cuore ci sono principalmente l’Argentina e il Napoli”. Così ha risposto Diego Armando Maradona in conferenza stampa a dei giornalisti cinesi che gli chiedevano delle sue squadre. Il pibe de Oro è arrivato a Shanghai per partecipare ad un evento dell’azienda di orologi svizzeri Hublot, che gli ha dedicato una serie speciale. Per l’occasione, il campione argentino si è esibito con dei bambini cinesi sulla terrazza di un grande albergo, facendo loro assist e tirando in porta. Maradona è reduce da un intervento ai calcoli dal quale è stato dimesso ieri, ma nonostante questo, non ha voluto mancare all’evento durante il quale, calciando con precisione millimetrica il pallone in alcuni obiettivi, ha permesso che l’azienda svizzera donasse un milione di yuan, oltre cento mila euro, in beneficenza ai bambini poveri cinesi. Al suo arrivo, Maradona è stato accolto non solo da tanti giornalisti e fotografi cinesi, ma anche da un gruppo di tifosi napoletani, del Club Napoli Cina Azzurro Impero (da oggi ribattezzato Diego Armando Maradona), che hanno intonato cori per il campione.

“Il Napoli sta facendo bene – ha detto all’ANSA il campione argentino – il popolo napoletano merita una grande squadra come questa. Forse bisogna fare agire sul mercato un po’ in difesa. Napoli e i napoletani, che sono sempre nel mio cuore, meritano una grande squadra. Io non li dimentico mai. Mi piacerebbe fare una manifestazione del genere anche a Napoli”. Maradona ha voluto salutare ad uno ad uno tutti i presenti, firmando autografi e facendosi foto, nonostante fosse lievemente dolorante e stanco, dicendo a tutti che stava bene e che era venuto in Cina perché non poteva mancare di aiutare i bambini, “che sono il futuro del mondo” Ai giornalisti cinesi ha parlato della sua esperienza in coppa del Mondo, quella negli Emirati e ha parlato di Messi, ribadendo di aver comunque lasciato il cuore sotto il Vesuvio. Maradona riparte domani per Dubai dove riprenderà ad allenare l’Al-Wasl.

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Ferrari presenta a Shanghai la sua nuova auto FF

Ha fatto il suo esordio stamattina in Cina la Ferrari FF, l’ultima nata nella casa di Maranello. La macchina, che sara’ venduta ad ottobre ma e’ stata gia’ prenotata da 80 cinesi, il doppio di quelli che si prevedeva prima del lancio, e’ stata presentata al salone dell’automobile di Shanghai da Amedeo Felisa, amministratore Delegato di Ferrari, da Felipe Massa, rimasto nella capitale economica cinese dopo il gran premio di Formula 1 di Shanghai, e da Edwin Fenech, amministratore delegato di Ferrari Greater China. ”Mi ha fatto molto piacere essere qui per la presentazione della FF – ha detto Massa – e’ una macchina fantastica, combinazione perfetta tra performance e fruibilita’. Sono convinto che sia adatta anche per me visto che ho un figlio piccolo, cosi’ potro’ andare in Ferrari con lui e mia moglie. In questo salone ho notato comunque un grande entusiasmo per il marchio Ferrari”. ”Non ce lo aspettavamo – ha detto Amedeo Felisa – ma abbiamo avuto un grosso successo gia’ in sede di pre-lancio della FF ai cinesi, quando abbiamo organizzato per un gruppo di loro una presentazione ad hoc. In quella occasione abbiamo venduto il doppio delle auto che ci aspettavamo”. Quant’e’ importante oggi per voi il mercato cinese? ”Nel 2010 qui abbiamo venduto 300 auto – ha detto Felisa – quest’anno abbiamo proiezioni che ci danno un aumento di almeno il 30%. Per la fine del 2011, la Great China (Cina, Hong Kong e Taiwan), sara’ per noi il secondo mercato”. E i numeri cinesi stanno aiutando anche l’azienda di Maranello a migliorare il suo target di vendite globali, che per l’anno scorso era di circa 6.500 vetture mentre quest’anno dovrebbe arrivare a 7.000, nonostante il Giappone e i problemi che potrebbero arrivare dalla crisi derivante dal terremoto-tsunami e dalla crisi energetica nucleare. ”Per ora non dovremmo avere problemi dal Giappone – ha detto Felisa – neanche in termini di approvvigionamento di pezzi, ma i nostri supplier potrebbero a loro volta averne. E’ una cosa che potremmo sapere solo fra un po”’. I clienti cinesi della Ferrari hanno un’età media intorno ai 30 anni, rappresentano i nuovi milionari cinesi i quali chiedono colori e abbinamenti strani rispetto agli altri clienti del resto del mondo. Per loro, personalizzazione particolare e corso di guida, dal momento che non tutti sono pronti a guidare un’auto come la Ferrari sia per il tipo d’auto, sia per il fatto che i ricchi cinesi sono abituati ad avere l’autista. “Ma sono degli ottimi clienti – spiega Edwin Fenech – molto orgogliosi di essere possessori di Ferrari”. Per loro, sarà disponibile come standard un pacchetto riduzione dei consumi. “Su questo settore – conclude Felisa – stiamo continuando nella ricerca di soluzioni che riducano le emissioni. L’anno scorso qui abbiamo presentato anche il prototipo dell’ibrida, sulla quale stiamo lavorando soprattutto per le batterie, volendo ottenere un’auto a bassi consumi che non stravolga il DNA della Ferrari. Il trend va verso la riduzione l’anno prossimo del 40% di emissioni rispetto al 2006, quando abbiamo cominciato”. E la fidelizzazione dei clienti cinesi passa anche attraverso altre iniziative. “A giugno – spiega Edwin Fenech – avremo la partenza del primo challenge Asia, per il quale stiamo organizzando anche corsi di guida specifici. Inoltre, sull’idea di far tornare in Cina i guadagni che da qui provengono (soprattutto dalle vendite della California e della 458, i modelli più richiesti), avremo una fondazione che si occupa di opere caritatevoli. La scorsa settimana abbiamo donato oltre 350 mila euro ad una fondazione che si occupa di bambini malati di cuore, permettendo di far operare 200 bambini. Inoltre andremo in giro per la Cina, toccando anche le città di seconda fascia, con una mostra itinerante”.

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Miliardario cinese fa beneficenza a Taiwan

Il piu’ famoso benefattore cinese e uno degli uomini piu’ ricchi della Cina, Chen Guangbiao, e’ arrivato a Taiwan per distribuire denaro e doni alla gente povera del luogo in prossimita’ dell’inizio delle festivita’ (in questi giorni si celebra il capodanno cinese). Lo riferisce la stampa locale cinese. Chen, 43 anni, amministratore delegato di una societa’ che si occupa di recupero di materiali da costruzione nella provincia orientale del Jiangsu, e’ stato ricevuto al suo arrivo dalle autorita’ di Taipei che gli hanno dato il benvenuto. Chen e’ balzato agli onori delle cronache lo scorso settembre quando affermo’ di voler donare alla sua morte tutta la sua ricchezza in beneficenza e di voler convincere anche altri miliardari cinesi a fare lo stesso. Il magnate cinese ha deciso di donare a Taiwan circa 500 milioni di dollari taiwanesi (circa 15 milioni di euro) per aiutare le famiglie in difficolta’ ma anche in segno di ringraziamento verso Taiwan che, ha detto Chen, ha dimostrato generosita’ nei confronti della Cina aiutandola in occasione di calamita’ naturali. La visita del benefattore non e’ stata tuttavia accolta favorevolmente da tutti. All’arrivo della sua delegazione (Chen e’ accompagnato da un gruppo di imprenditori) un gruppo di manifestanti anti-cinesi hanno innalzato striscioni con la scritta ”benvenuti ipocriti”.

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L’ultimo vero grande imperatore è solo lui. La beneficenza dei cinesi

Anche Diego Armando Maradona e’ arrivato in Cina per chiedere soldi per beneficenza. Dopo Bill Gates e Warren Buffett, e’ stata la volta del Pibe de Oro a chiedere soldi ai miliardari cinesi per operazioni benefiche. Un fronte, quello dei miliardari con gli occhi a mandorla, che e’ nell’interesse di tutte le fondazioni benefiche mondiali, che faticano a racimolare fondi. Oltre ventimila euro a persona sono stati sborsati per partecipare alla cena con l’ex giocatore del Napoli ed ex allenatore della nazionale argentina. Il campione argentino e’ arrivato nei giorni scorsi, insieme ad un gruppo di suoi giocatori, a Pechino da dove ha iniziato un tour di beneficenza che durera’ circa 10 giorni e durante il quale, oltre a svolgere una serie di attivita’ ed incontri di beneficenza, si terranno anche due incontri calcistici con i calciatori cinesi.
”La Cina e’ un leone dormiente – ha detto Maradona alla stampa cinese – un giorno la Cina calcistica spicchera’ il volo”.
Molto amato dai cinesi (che lo chiamano ”Lao Ma”) tanto che una sua foto enorme e’ stata messa sulla prima pagina del Quotidiano della Gioventu’ di Pechino, Maradona ha detto di ”voler fare qualcosa per il calcio cinese dopo essersi dedicato per un anno intero, senza mai fermarsi, per la nazionale argentina”. Oltre che a Pechino, il tour di Maradona e del suo team prevede tappe a Jinan, Donggunan (dove si svolgeranno incontri di calcio con la squadra del Guangdong i cui introiti saranno destinati in beneficenza) ed Hefei. Si tratta del quarto viaggio del calciatore in Cina. Ci era gia’ stato nel 1996, nel 2003 e nel 2008. Maradona non e’ il solo ad essersi di recente recato in Cina per svolgere attivita’ caritatevoli e di beneficenza. Alla fine di settembre avevano fatto lo stesso i plurimiliardari americani Bill Gates e Warren Buffet, organizzando una cena benefica a Pechino, iniziativa che tuttavia almeno all’inizio era stata accolta con freddezza dai ”colleghi” miliardari cinesi. I ricchi cinesi sono infatti mediamente meno propensi, rispetto a quelli occidentali, verso le opere di beneficenza. Il principale impedimento e’ costituito dall’impossibilita’ di creare organizzazioni indipendenti dato che anche gli istituti caritatevoli sono fortemente limitati dal controllo governativo. Altro aspetto importante e’ che i super ricchi cinesi hanno fatto fortuna piu’ rapidamente dei miliardari occidentali e sono in media nettamente piu’ giovani. E proprio per regolamentare lo svolgimento delle attivita’ benefiche nel paese, Wang Wang Zhenyao, ex direttore del dipartimento per il welfare e la beneficenza del Ministero per gli Affari Civili, ha fatto sapere che e’ stata presentata una bozza di legge. Secondo quanto riferisce il China Daily, la legge, se approvata, portera’ innovazioni in termini di deduzione dalle tasse delle somme versate in beneficenza e richiedera’ a tutte le organizzazioni e le associazioni che operano nel settore di agire in maniera piu’ trasparente per garantire credibilita’.
In base all’attuale normativa le imprese in Cina possono godere della deduzione totale delle tasse se la donazione effettuata non e’ superiore al 12% del loro profitto annuale. Un tasso piu’ alto di quello degli Stati Uniti (dove e’ del 10%). Tuttavia non tutte le ONG in Cina godono dello status di esenzione tasse.
Secondo l’Accademia di Scienze Sociali, nei prossimi dieci o venti anni al massimo in Cina ci sara’ il boom delle fondazioni benefiche private, il cui numero e’ gia’ dal 2007 divenuto superiore a quello di quelle gestite dallo stato.

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Generosi contributi cinesi alla causa di Gates e Buffet

Bill Gates e Warren Buffet hanno ricevuto “generosi” contributi dai supericchi cinesi nella cena di beneficenza che si è tenuta ieri a Pechino. Lo hanno affermato gli stessi uomini d’affari americani in una conferenza stampa. La lista dei partecipanti alla cena, una cinquantina di persone, non è stata rivelata né dagli organizzatori né dalla stampa cinese. Secondo il quotidiano China Daily, tra i presenti c’erano Pan Shiyi e Zhang Xin, la coppia fondatrice di Soho, una delle più grandi società immobiliari cinesi, e Niu Gensheng, fondatore dell’impresa agroalimentare Mengniu Dairy. “Non credo che sia il caso di parlare di individui – ha detto Gates – ci sono stati dei doni e sono stati molto generosi”. L’iniziativa dei due imprenditori americani ha suscitato in Cina un accesso dibattito sulla beneficienza, che non sembra essere nelle abitudini dei ricchi cinesi, molti dei quali hanno declinato l’invito a cena. Gates e Buffet hanno più volte chiarito che non intendevano chiedere donazioni per le loro istituzioni caritatevoli, ma “avviare un discorso” su “come fare beneficenza in Cina”. “Siamo rimasti molto impressionati – ha aggiunto Gates -. La gente che è venuta aveva idee chiare su quello che intende fare. Loro pensano che il settore della carità (in Cina) sia agli inizi e ci hanno chiesto quali insegnamenti si possono trarre dalla nostra esperienza negli Usa”.

fonte: Ansa

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Miliardario vuole donare intera sua fortuna in beneficenza. Ma dopo la sua morte.

Un milionario cinese ha annunciato di voler donare, alla sua morte, la sua intera fortuna in beneficenza, rispondendo all’invito lanciato da Bill Gates e Warren Buffett e che ha trovato una risposta fredda nei ricchi cinesi. Chen Guangbia, a capo della Jiangsu Huangpu Renewable Resources Utilization, ha messo sul suo sito internet una lettera indirizzata all’ex padrone della Microsoft nella quale annuncia la sua intenzione di donare la sua fortuna, piu’ di cinque miliardi di yuan, oltre 600 milioni di euro, in beneficenza, rispondendo all’appello della fondazione di Gates. Da quando Gates a Buffet hanno lanciato la fondazione che porta il nome del fondatore della Microsoft e di sua moglie, i due sono riusciti a convincere 40 miliardari americani a donare in beneficenza meta’ dei loro patrimoni in beneficenza. Da qui la decisione di spostarsi in Cina, dove certo non mancano i paperoni. I due dovrebbero arrivare qui a il 29 settembre per partecipare ad una cena di beneficenza alla quale sono stati invitati 50 cinesi tra i quali Chen. Ma la maggior parte di questi hanno risposto picche all’invito. Il miliardario cinese, nella sua lettera si e’ dichiarato commosso per l’invito e onorato per la cosa, tanto da decidere per la donazione. Non e’ la prima volta che Chen si prodiga per la beneficenza. Negli ultimi dieci anni, il miliardario filantropo ha donato in carita’ oltre 200 milioni di euro che hanno raggiunto piu’ di 700.000 persone. E l’esempio di Chen e’ stato seguito anche da altri: secondo un elenco diffuso dalla Hurun Philantropy, i cento piu’ generosi donatori cinesi hanno versato per beneficenza una media di 25 milioni di euro ognuno negli ultimi cinque anni, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente.

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500 di beneficenza in mostra a Shanghai

Dal primo maggio fa bella mostra di se nella sala dell’I-Tech padiglione italiano all’Expo di Shanghai, ma la Fiat Cinquecento dipinta dall’artista svizzero Roger Pfund, ha una storia di beneficenza alle spalle. Lo ha raccontato stamattina all’interno dello stesso padiglione italiano, il presidente di Fiat Cina, Franco Amadei. “Nel 2008 a Pechino – ha raccontato Amadei – c’era una mostra di Roger Pfund e noi stavamo lanciando la Cinquecento, così decidemmo di dargliela per fare una esibizione dal vivo. In poco tempo, l’artista dipinse la macchina così come la vedete, aggiungendo al suo design internazionalmente riconosciuto quel tocco di estrosità e di Cina che la caratterizza. L’idea nostra era quella di donare l’auto ad un museo di arte contemporanea, in Europa o in Cina”. Ma proprio in quei giorni avvenne un terribile terremoto in Sichuan che fece oltre 90.000 vittime, così la Fiat decise di dare l’auto per un’asta di beneficenza a favore delle vittime del terremoto. “Data la sua peculiarità – ha detto Amadei – abbiamo deciso di lasciarla in Cina, oramai il legame era forte, e così l’abbiamo data alla Croce Rossa cinese. Abbiamo voluto dare un segnale forte, dando valore ad una realizzazione che ha già molto valore. E abbiamo sancito l’unione tra la Cina e noi, che non è casuale, basata su diversità ma che riconosce il valore reciproco”. E così l’auto va all’asta e, ad aggiudicarsela, è stata una imprenditrice cinese, Yao Yi, che ha speso 400000 yuan, oltre 42000 euro al cambio attuale, per aggiudicarsi l’auto. “Non ci ho pensato due volte – ha detto all’Ansa la Yao – l’auto è bellissima, ma soprattutto era un’azione per beneficenza, bisognava rispondere all’appello della Croce Rossa per le vittime del terremoto. E poi io sono molto legato alla Fiat. La mia prima auto è stata una Croma, poi sono passata alla Maserati. Se mi daranno la possibilità – conclude la giovane imprenditrice – vorrei guidare la mia Cinquecento per le strade di Pechino”.

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