Archivi tag: aziende cinesi in america

Giganti cinesi del web alla conquista di Wall Street

I giganti del web ‘made in China’ sono pronti a sbarcare a Wall Street e ad entrare nell’arena globale di internet. Per ora si tratta solo di indiscrezioni, ma che i media americani – a partire dal Wall Street Journal – prendono molto sul serio. Le voci parlano dell’imminente lancio alla Borsa di New York di un’Ipo (Initial public offering) da parte del colosso delle vendite online Alibaba, che – secondo il Wsj – avrebbe in programma di rastrellare oltre 15 miliardi di dollari, puntando se possibile a superare il record di 16 miliardi di dollari messo a segno da Facebook nel 2012. Una maxi-operazione alla quale ne dovrebbe seguire un’altra: l’ingresso nel tempio della finanza mondiale di Weibo, il ‘Twitter cinese’, poco conosciuto nel resto del mondo ma che può già contare su ben 129 milioni di utenti (241 sono quelli di Twitter). L’intenzione in questo caso – riporta sempre il giornale di Wall Street – è quella di vendere negli Stati Uniti azioni per almeno 500 milioni di dollari. La sfida ai big Usa è dunque lanciata. E se l’uccellino che contraddistingue il leader mondiale dei messaggini da 140 caratteri dovrà guardarsi le spalle da Weibo, a temere l’arrivo di Alibaba sono soprattutto i colossi americani dell’e-commerce, come Amazon ed eBay. Il gruppo cinese basato a Hangzhou, infatti, già da tempo ha superato Amazon.com come la più grande società al mondo nel settore delle vendite online. Vendite che nel 2013 sono ammontate a circa 240 miliardi di dollari, contro i 100 miliardi di dollari di Amazon. Il sito ‘Taobao’ di Alibaba, lanciato nel 2003, attualmente conta più di sei milioni di utenti cinesi che gratuitamente si scambiano merci e prodotti. E il nuovo sito del gruppo, chiamato ‘Tmall’, è specializzato nella vendita di prodotti di grandi marche come Apple, L’Oreal o Adidas. Ma le attività sul web di Alibaba – di cui Yahoo! possiede il 24% delle azioni – vanno oltre, spaziando anche su contenuti che la mettono in concorrenza anche con gruppi come Google. Anche Weibo (che significa ‘microblog’) non se la passa male, e nell’ultimo anno le entrate del Twitter cinese sono triplicate a 188 milioni di dollari, nonostante perdite per 38 milioni nel 2013. Fondato nel 2009, Weibo nonostante la censura si è subito affermato come il foro su cui i cinesi discutono di tutto, dallo sport alla politica. Non senza qualche problema per le autorità cinesi, che con difficoltà riescono ad arginare il boom del social network. Intanto le grandi banche ‘fiutano’ l’affare, e cominciano a muoversi in vista delle due probabili Ipo ‘cinesi’. Credit Suisse e Morgan Stanley – scrive il Wsj – sarebbero in pole position per la quotazione di Alibaba. Ma si parla anche di Deutsche Bank, Goldman Sachs e Jp Morgan Chase. E questo la dice lunga sull’interesse con cui gli investitori americani attendono le novità che arrivano dall’estremo oriente.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in 'E renare (i soldi, l'economia)

Cinese Cnooc acquisisce canadese Nexen nella maggiore operazione di una società del paese del dragone

La China National Offshore Oil Corporation (Cnooc) ha annunciato di aver completato l’acquisto della societa’ canadese Nexen Inc., segnando cosi’ la maggiore acquisizione straniera da parte di una azienda cinese. La Cnooc, statale, la piu’ grande societa’ cinese offshore di olio e gas, ha scritto in un comunicato sul proprio sito di aver acquisito la societa’ canadese attraverso l’acquisto di azioni per un valore di 15,1 miliardi di dollari americani, 27,50 dollari il prezzo ad azione. Kevin Reinhart, attuale amministratore delegato della societa’ canadese (attiva tra l’altro nel golfo del Messico, Colombia, Regno Unito) restera’ nella sua carica, mentre l’amministratore delegato di Cnooc, Li Fanrong, diventera’ presidente alla prossima riunione dell’esecutivo. La Nexen sara’ tolta dal listino delle borse di Toronto e New York nei prossimi giorni. Il quartier generale restera’ a Calgary, in Canada. Per la Cnooc l’acquisizione, come ha scritto il suo presidente Wang Yilin nel comunicato, significa avere una nuova piattaforma di sviluppo mondiale ed e’ in linea con la strategia dell’azienda, portando nel lungo termine benefici agli azionisti. L’acquisizione e’ stata annunciata la prima volta nel luglio del 2012 ed ha avuto poi successivamente le autorizzazioni dei governi cinese, canadese e, da ultimo statunitense.

Lascia un commento

Archiviato in 'E renare (i soldi, l'economia)

Ministro Cina denuncia Usa, mentalità da guerra fredda

Gli Stati Uniti hanno mostrato una “mentalità da guerra fredda” nell’accusare due imprese cinesi di telecomunicazioni di rappresentare un pericolo per la loro sicurezza a causa dei loro legami col governo di Pechino. Lo ha detto oggi il ministro del commercio cinese Chen Deming, parlando con i giornalisti ai margini del 18/mo Congresso del Partito Comunista Cinese. In ottobre, una commissione del Congresso americano ha denunciato la Huawei e la Zte per i loro legami col Partito e col governo di Pechino, sostenendo che potrebbero essere dei “cavalli di Troia”, per la penetrazione dell’intelligence cinese nel cuore delle telecomunicazioni degli Usa. “Vi immaginate se la Cina cominciasse a chiedere a tutte le imprese americane dei loro legami col Partito Democratico o con quello repubblicano? Sarebbe un macello”, ha affermato Chen, che è anche un membro del Partito. Tutte le imprese cinesi hanno una cellula del Partito, il cui segretario fa parte del gruppo dirigente. Nella maggior parte dei casi, tutti i top manager sono membri del Partito.

fonte: ANSA

Lascia un commento

Archiviato in 'E renare (i soldi, l'economia)