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Nel 2013 aumentano auto vendute in Cina

Aumenta nel 2013 il numero di veicoli venduti in Cina. Secondo i dati dell’associazione cinese dei produttori di automobili (Caam), nel 2013 si sono venduti il 13,87% di veicoli in più rispetto al 2012, a 21,98 milioni di vetture. Nei due anni precedenti l’aumento della vendita di auto era stato inferiore al 5%. La produzione nel 2013 è aumentata del 14,76% arrivando a 22,12 milioni. Solo a dicembre, le vendite hanno registrato un record di 2,14 milioni di vetture, in aumento del 19,78% rispetto all’anno precedente e dello 0,17% rispetto a novembre. Le esportazioni di veicoli cinesi, invece, sono scesi del 7,46% l’anno scorso. I dati comunque si aspettano inferiori per quest’anno, con la vendita in aumento del 10% e la produzione dell’8%.

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Possibile crisi entro tre anni in Cina, a rischio auto premium

”Una crisi finanziaria si potrebbe sviluppare in Cina nei prossimi tre anni”, lo ha dichiarato Jochen Siebert, direttore generale della JSC Automotive Consulting di Shanghai precisando che ”la Cina si trova di fronte a un bivio che la porterà a diventare una nazione ricca oppure ad inciampare nella trappola del reddito medio, che ha bloccato il Brasile 50 anni fa”. Questo rappresenterebbe un problema per le case automobilistiche e i loro fornitori e particolarmente a rischio sarebbe il mercato delle auto premium. Secondo Siebert, alcune agenzie di rating temono questo scenario già nel 2014 e in questo caso i costruttori tedeschi dovrebbero diventare più flessibili, assumendo lavoratori a tempo determinato. Seguendo questo metodo, già collaudato durante la crisi del 2008-2009, si potrebbero ridurre le settimane lavorative nei periodi di recessione e aumentarle in quelli di maggiore richiesta, senza bisogno di modificare i pagamenti. ”Questa flessibilità sarà molto importante nei prossimi cinque anni”, ha dichiarato ancora Siebert. Secondo Automotive News Europe, in una situazione simile a quella creatasi in Brasile, inizialmente le vendite di auto premium crescerebbero dalle 400.000 unità all’anno fino alle 800.000 del 2019, ma scenderebbero poi lentamente, fino alle 200.000 unità all’anno nel 2050. Se invece la Cina diventasse una nazione ricca, l’incremento nei prossimi anni sarebbe minore, ma il numero crescerebbe costantemente fino a 1,1 milioni nel 2050.

fonte: ANSA

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Allarme Nyt: settore auto pechino sta invadendo Detroit

Decine di aziende ‘made in China’ stanno mettendo radici a Detroit, capitale dell’industria dell’auto americana, sede dei giganti General Motors, Ford e Chrysler. Stanno creando una nicchia – come afferma il New York Times – investendo molto denaro e aprendo sempre piu’ punti vendita in cui si forniscono nuove tecnologie e qualunque tipo di prodotto per automobili, dalle cinture di sicurezza agli airbag. E assumendo tra i piu’ preparati ingegneri e designer nel tentativo di far propria tutta l’esperienza e il know-how dei produttori americani e dei loro fornitori abituali. Si parte vendendo batterie – scrive il Nyt – e magari si finira’ col vendere auto cinesi negli States. L’ ‘invasione’ e’ tenuta sotto traccia, senza grandi fanfare, lontano dalle luci della ribalta – spiega ancora il quotidiano newyorkese – per evitare gli ostacoli contro cui negli anni ’80 si scontrarono i produttori giapponesi Toyota e Honda approdando in America. America dove l’improvviso afflusso di auto straniere fu visto soprattutto come una minaccia per l’occupazione Usa. Cosa che potrebbe accadere anche oggi, in cui la crisi porta l’amministrazione Usa ad esaltare la necessita’ di creare posti di lavoro americani. Ma solo lo scorso anno il principale produttore d’auto cinese, Shangai Automotive Industries, ha aperto nuovi uffici alla periferia di Detroit senza alcuna pubblicita’. E nonostante cio’ gli affari non andrebbero per nulla male. Anche se ormai a Washington la costante presenza cinese nel settore dell’auto non passa piu’ inosservatra. Basti pensare – ricorda ancora il Nyt – alla decisione del presidente Barack Obama di fare ricorso presso il Wto, accusando il governo di Pechino di finanziare ingiustamente la produzione di alcune componenti spedite in America.

fonte: ANSA

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L’offensiva dei costruttori 100% cinesi al salone dell’automobile di Shanghai

L’apertura del Salone dell’Auto di Shanghai e la massiccia presenza delle marche cinesi ha offerto, nella prospettiva di un’ulteriore crescita della capacità produttiva in quel Paese, l’occasione per valutare l’impatto dei brand locali rispetto a quelli legati alle Case estere. Le cifre evidenziano infatti la perdurante marginalità delle marche 100% cinesi nel confronto con quelle europee, americane, giapponesi e coreane ed anche rispetto ai brand con nome cinese ma originati dalla JV locali. Il mercato interno continua ad essere dominato dai grandi Gruppi esteri – come General Motors, Volkswagen, Toyota, PSA, Nissan, Hyundai e Ford – mentre le aziende cinesi private, come Chery, Geely, Byd e Great Wall, o quelle controllate direttamente dallo Stato non riescono a competere efficacemente. Un esempio significativo è quello della Saic (Shanghai Automotive Industry Corporation) posseduta, come le altre ‘big della Cina’ Chang’an Motors, FAW Group e Dongfeng Motor, dallo Stato. Nello scorso marzo Saic ha venduto nel mercato interno 462.508 veicoli (+ 17 %), di cui 156.232 (+ 11 %) come Saic-GM-Wuling, 131.866 nell’ambito della JV con Volkswagen (+ 24 %) e 133.862 come Shanghai General Motors (+18 %) mentre i propri marchi hanno immatricolato solo 17.612 unità realizzando la minore crescita del Gruppo (+ 10 %). Secondo quanto riferito in un report di Autoactu.com, tra le ragioni di questo perdurante fenomeno vi è lo spostamento del mercato cinese verso le marche e i modelli ‘premium’, parallelamente alle restrizioni che caratterizzano le grandi metropoli nel rilascio delle targhe (la lotteria per il rilascio può far crescere il costo dell’immatricolazione fino a 15mila dollari) e che penalizzano le marche locali. Le cifre confermano il trend: a Shanghai le vendite dei brand cinesi ai privati non superano il 9% mentre a Beijing – dove la ‘lotteria’ è stata introdotta in tempi più recenti – le Case non straniere sono scese dal 20 al 10%. Le prospettive per l’industria cinese restano comunque importanti, visto che la diffusione della motorizzazione privata interesserà sempre più le città della fascia 3 e 4 (quelle ‘minori’ e delle aree agricole) piuttosto che le megalopoli della fascia 1 – Shanghai, Beijing, Guangzhou e Shenzhen – e quelle della fascia 2. A questo vasto universo di nuovi clienti i costruttori cinesi stanno proponendo, in misura sempre più massiccia, modelli ispirati a quelli esteri che dominano il mercato (come suv e berline sportive) e che – per quanto si è potuto vedere al Salone di Shanghai – sono sempre più paragonabili ai riferimenti ‘blasonati’ ed anzi stanno crescendo dal punto di vista dello stile e della qualità. Qualcuno si muove molto efficacemente, come Qoros con i suoi modelli ‘cheap premium’, tanto da poter puntare anche all’esportazione in Occidente. Altri, invece, hanno scelto di puntare sui mercati emergenti, come Russia, Africa, Asia e Sudamerica, per incrementare le proprie vendite. In Senegal, ad esempio, i brand cinesi occupano ormai il 20% del mercato e lo stesso fenomeno caratterizza molti altri Paesi, tanto che diversi costruttori (Great Wall in Egitto e FAW in Sudafrica e Cameroun) hanno già avviato produzioni in loco o stanno per farlo. Nel 2012 i costruttori cinesi hanno superato per la prima volta il milione di unità esportate tra auto e veicoli commerciali, con una crescita sensibile (+29,7%) che conferma la forza di una produzione molto migliorata (anche con il contributo delle aziende italiane del settore) nel design e comunque più concorrenziale, fino al 30% in meno, a livello dei prezzi praticati nei principali mercati di sbocco, come appunto Russia, Brasile e Africa.

fonte: ANSA

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A Shanghai la prima mondiale della Maserati Ghibli

Tre “prime volte” per la nuova Maserati Ghibli. E’ la prima volta che un’auto con il Tridente viene presentata in anteprima mondiale in Cina; la prima volta di una Maserati con motore diesel; la prima volta di una Maserati nell’alto di gamma del segmento E. Un debutto importante, che non poteva non avvenire in un paese strategicamente così importante per qualsiasi marchio automobilistico come la Cina. Lo ha capito bene Maserati, che ha scelto il Salone che si tiene ogni due anni a Shanghai (alternandosi con quello di Pechino che si tiene negli anni pari) per presentare questa nuova vettura. La prima berlina Maserati di segmento E, che costerà in Europa sotto i 100 mila euro, avvierà la produzione a Grugliasco nella prima settimana di giugno. L’obiettivo è di consegnarne quest’anno circa 13 mila vetture, con l’attesa di arrivare fino a circa 25 mila nel 2014. Grande attesa sui numeri della motorizzazione diesel, che potrebbe rappresentare fino al 75% delle vendite della Ghibli. “Quest’auto – spiega Harald Wester, amministratore delegato della Casa del Tridente – è un tributo alla tradizione, ma anche un’auto importante per il futuro della Maserati. La nuova Ghibli reca tutti quei valori e i tesori che ti aspetti da una Maserati. Per la prima volta con quest’auto offriamo un motore diesel o, meglio, quella che è l’interpretazione di Maserati di ciò che dovrebbe essere un motore diesel. L’auto è una combinazione di stile sensuale italiano con una unica e coinvolgente esperienza di guida, con un esclusivo mix di sportività, lusso ed eleganza, oltre che performance che solo un’auto Maserati può dare. E’ un’auto – conclude Wester – adatta per il business come per il piacere, che combina l’uso quotidiano con la sensazione di star guidando qualcosa di veramente speciale”. Oltre alla Ghibli, Maserati ha presentato a Shanghai anche una versione della Quattroporte con un motore V6 biturbo da 3,0 litri e 330 Cv realizzato specificamente per il mercato cinese. Chiaro, quindi su quale mercato la Casa del Tridente stia puntando. “E non potrebbe essere diversamente – continua Wester – tutti guardano alla Cina e per noi è diventato il secondo mercato mondiale. Oggi una Maserati ogni cinque prodotta viene venduta in Cina. Il 2014 segnerà il nostro decimo anniversario di presenza in questo Paese, presenza che è cresciuta ogni anno. Nel 2012, circa 1.000 (930, il 10% in più del 2011, ndr) clienti hanno avuto la loro Maserati nella Cina Continentale, 1.200 se consideriamo anche Hong Kong e Taiwan. Alla fine del 2012 avevamo in Cina, che è il nostro secondo mercato, 26 dealer e showroom, che raddoppieremo quasi alla fine di questo”. Ma anche se con la Ghibli Maserati punta a crescere in Cina, il primo mercato per la nuova berlina sportiva del Tridente saranno gli Stati Uniti, mentre l’Europa sarà il fanalino di coda a causa della crisi che attanaglia il mercato. Ghibli non è l’ultima novità che arriverà dalla Casa del Tridente. Come ha confermato Harald Wester, con l’introduzione nel 2015 di Levante, il primo sport luxury Suv di Maserati, l’azienda del Tridente coprirà il 100% dell’offerta nel settore delle auto di lusso, con l’obiettivo di consegnare 50.000 vetture all’anno per il 2015.

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Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, Maserati ha finalmente svelato a Shanghai la berlina sportiva Ghibli, modello destinato ad aprire una nuova frontiera per la Casa del Tridente in quanto andrà a competere nel segmento E. Pur mantenendo evidenti legami con la più grande Quattroporte, il design della Ghibli enfatizza le caratteristiche di guida più dinamiche ed esprime una personalità dall’aspetto più aggressivo e sportivo, anche grazie alla carrozzeria con silhouette da coupé. Ghibli mantiene anche il montante posteriore distintivo di Maserati, che reca il classico logo della Saetta, perpetuando una tradizione della Casa modenese che risale al 1963. Rispetto alla Quattroporte il passo della Ghibli è di circa 20 centimetri più corto (2,99 metri) e la lunghezza totale è di 4,97 metri, 29 cm in meno. Inoltre, rispetto all’ammiraglia della Casa, Ghibli si distingue nettamente all’interno. Lo specifico design della plancia soddisfa il desiderio di chi vuole vivere un’esperienza più sportiva e più giovane senza per questo rinunciare al lusso che ci si attende da una Maserati. L’abitacolo della Ghibli coniuga il design sportivo con la spaziosità di una berlina executive. Anche la meccanica della Ghibli è realizzata secondo una filosofia più sportiva rispetto alla più grande Quattroporte. La gamma dei motori a benzina prevede due V6 sovralimentati da 3,0 litri, accoppiati ad una trasmissione automatica a otto rapporti. La trazione può essere posteriore o integrale con il nuovo sistema Q4. Entrambi i motori sono stati sviluppati da Maserati Powertrain in collaborazione con Ferrari Powertrain e saranno costruiti da Ferrari a Maranello. Condividendo molta della tecnologia del V8 3,8 litri della Quattroporte, i motori V6 della Ghibli si avvalgono dell’iniezione diretta della benzina (200 bar di pressione), di due turbocompressori paralleli a bassa inerzia e di quattro variatori di fase continui degli alberi a camme. La versione Ghibli utilizza il V6 a benzina 3,0 litri da 330 Cv che eroga una coppia massima di 500 Nm. Grazie a questo propulsore la nuova berlina Maserati è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 5,6 secondi ma fa anche registrare consumi contenuti per il segmento: soli 9,6 litri ogni 100 km. Il V6 più potente sarà riservato alla versione Ghibli S: è un Twin Turbo che eroga 410 Cv a 5.500 giri e 550 Nm di coppia massima a partire da soli 1.750 giri. La variante Q4 a trazione integrale raggiunge i 100 km/h in soli 4,8 secondi, mentre la versione a trazione posteriore richiede appena 0,2 secondi in più. Per la Ghibli S la velocità massima è di 285 km/h, per la S Q4 di 284 km/h. La Ghibli è inoltre la prima Maserati nella storia ad essere equipaggiata con un motore a gasolio. Il nuovo turbodiesel V6 sovralimentato di 3,0 litri sviluppa 275 Cv e una coppia di ben 600 Nm, valori che assicurano un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6,3 secondi. Il consumo medio secondo il ciclo NEDC non raggiunge i 6,0 litri per 100 km con emissioni di CO2 inferiori a 160 g/km. A questa versione da 275 Cv si affiancherà per il mercato italiano una variante con potenza di 250 Cv. Entrambi i turbodiesel saranno dotati di sistema Active Sound, per esaltare il caratteristico sound dei motori Maserati. La scelta di Shanghai per il debutto della nuova Ghibli non é casuale: la Cina, con 930 vetture ed un incremento superiore al 10% rispetto all’anno precedente, è stata nel 2012 il secondo mercato per la Casa del Tridente. Ottimo l’andamento registrato nell’area Asia-Pacifico (Cina esclusa) che, con 861 vetture vendute, ha fatto registrare un incremento del 21% rispetto all’anno precedente.

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La Ferrari punta verso l’aumento della rete dealer in Cina

Debutto cinese all’autoshow di Shanghai per LaFerrari, l’ultima nata in casa Maranello. E’ approdata così in un mercato, quello cinese, diventato importantissimo per il Cavallino Rampante. E sono già stati richiesti da quel mercato diversi esemplari della nuova vettura, prodotta in 499 esemplari di quella che è ritenuta dal presidente Luca Cordero di Montezemolo “la summa di tutto quello che è la nostra azienda. Ed è l’antesignana di ciò che nei prossimi cinque o dieci anni trasferiremo sulle nostre vetture del futuro”. A presentarla in Cina, dove sta avendo successo anche il programma di personalizzazione delle vetture, l’amministratore delegato di Ferrari Amedeo Felisa. “Sulla Cina – dice Felisa all’ANSA – guardiamo ad uno sviluppo di lungo periodo. Abbiamo avuto una enorme crescita negli anni scorsi che hanno portato questo paese ad essere il nostro secondo mercato. In dieci anni di presenza abbiamo fatto qui più di quello fatto in altri paesi”. Numeri, quelli della Ferrari in Cina, che ne dimostrano il successo: la ‘Grande Cina’ (Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong e Taiwan) ha registrato nel 2012 il record di 784 vetture consegnate (+4%), di cui quasi 500 nella sola Cina continentale dove ci sono 25 dealers che diventeranno 30 nel 2013 e 35 nel 2014. “La conoscenza del nostro marchio – continua Felisa – è a livelli molto alti. La richiesta pure: non a caso noi portiamo qui tutte le auto della gamma, non abbiamo mai pensato ad una vettura esclusiva per questo mercato, a loro non piacerebbe. Puntiamo ora ad aumentare e migliorare il servizio, la rete, per offrire sempre di più ai nostri clienti una assistenza globale. Per questo, i nostri centri training dove formiamo il personale, sono all’avanguardia”. Mantiene la filosofia di un’auto in meno più che una in più, nonostante la forte richiesta dai cinesi. E questo forse é uno dei punti di maggiore forza per questo mercato. Senza però dimenticare l’ambiente. “La nostra azienda – conclude Felisa – è impegnata in un approccio a 360 gradi sullo sviluppo sostenibile, la riduzione dei consumi e delle emissioni della gamma vetture, diminuiti del 40% nell’ultimo quinquennio a fronte di un aumento delle potenze di circa 100 HP”. “Un tema – spiega Edwin Fenech, Ceo Ferrari China – quello ambientale, molto sentito anche dai cinesi che hanno recepito il nostro sforzo, acquistando vetture che con un occhio all’ambiente, non perdono in potenza e carattere. Qui in Cina abbiamo aderito al progetto “One Million Tree”: sono stati ben 67.000 gli alberi piantati da noi in una zona desertica della Cina per compensare le emissioni delle nostre vetture che hanno circolato sul territorio cinese lo scorso anno”.

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Gruppo Fiat in forze all’autoshow di Shanghai

Al Salone dell’automobile di Shanghai il Gruppo Fiat si è presentato in forze con i diversi brand commercializzati in Cina e soprattutto attraverso le attività della JV, nata tre anni fa, con Guangzhou Automobile Group. Dalla collaborazione Gac-Fiat è infatti nata la Viaggio, la prima Fiat costruita in Cina, che sta avendo molto successo sul mercato interno. E questa JV dovrebbe avviare dal 2014 – non appena le autorità governative approveranno l’allargamento delle attività Gac-Fiat – anche la produzione delle Jeep in Cina. Proprio dal brand più celebre al mondo nel settore degli off-road è arrivata a Shanghai la Cherokee (qui proposta come Zi You Guang) che è la prima nuova Jeep dell’era Fiat in quanto basata sulla piattaforma dell’Alfa Romeo Giulietta comune con la Dodge Dart. Questo modello arriverà dagli Usa nelle concessionarie cinesi alla fine del 2013, per soddisfare le richieste di quello che per Jeep è il secondo mercato dopo gli Stati Uniti. Al Salone di Shanghai Gac-Fiat ha presentato anche due nuove versioni del Suv Freemont – la 2.4 NAVI e la 3.6L AWD – entrambe di importazione, esposte accanto alla 500, che sta avendo sempre più estimatori nel paese del Dragone. “I risultati degli ultimi tre anni – ha detto John Burton, il neo general manager della Joint Venture – sono solo un piccolo passo per ricreare la ‘Nuova Fiat’, e il successo implica che stiamo per assumere maggiori responsabilità e obblighi”. “Andando avanti – ha riferito Jiang Ping, executive deputy general manager della JV – GAC Fiat continuerà a fornire prodotti di qualità superiore per i consumatori cinesi e ottimizzare dealer e servizi di rete, aumentando la nostra qualità del servizio e consentendo ai consumatori l’accesso alla filosofia del marchio di ‘La vita e bella’, lo slogan usato dalla Fiat in Cina”. Al momento Gac-Fiat conta nel Paese su 170 concessionari e più di 200 punti vendita, rete che sarà ampliata entro la fine del 2013. Ma all’Autoshow, il Gruppo Fiat è presente anche con Chrysler, Jeep, Magneti Marelli e Iveco, dove ha presentato i nuovi camion di fascia alta importati dall’Europa.

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Il salone dell’automobile di Shanghai festeggia l’auto con mercato in crescita

Si apre domani con la giornata dedicata alla stampa la quindicesima edizione dell’ International Automobile & Manufacturing Technology Exhibition di Shanghai – più nota come Auto Shanghai 2013 – che metterà in mostra su un’area di 170mila metri quadri il meglio della produzione motoristica mondiale. Auto Shanghai rappresenta la ‘porta d’ingressò a quello che in pochi anni è diventato il più importante sbocco commerciale per le quattro ruote (19,9 milioni di unità vendute nel 2012) e che, dopo il rallentamento della crescita lo scorso anno (solo il 7,7%) nel primo trimestre del 2013 è balzato ad un +21,6%. Questa ripresa del mercato tra gennaio e marzo ha favorito maggiormente i costruttori cinesi, che sono passati dal 32,9 al 35,1% delle vendite totali rispetto ai brand ‘globali’. Tra i produttori del 100% made in China, hanno ottenuto i miglioramenti più significativi Chang’an (+121%) Great Wall (+53,2%) e la coppia Geely e BYD, entrambe cresciute del 25%. La fetta più interessante del mercato cinese resta comunque quella premium e luxury, grazie alla particolare passione che quella clientela dimostra nei confronti dei marchi più conosciuti e – in generale – dei contenuti in termini di design e di prestazioni, della produzione europea e, in seconda battuta, di quella americana. Tra il 20 e il 29 aprile sotto le volte dell’International Exhibition Center, i riflettori si accenderanno su un vasto numero di novità, a conferma che tutti i costruttori hanno intensificato gli sforzi per creare e lanciare prodotti che siano in sintonia con i clienti cinesi. Volkswagen, Mercedes, Bmw, Jeep, Acura (brand di lusso della Honda) ed anche Citroen e Ford faranno debuttare i loro suv compatti, un segmento che piace sempre di più non solo agli acquirenti delle grande metropoli, ma anche nelle aree ‘emergenti’ delle città della fascia 2. Oltre al reveal della GLA, quarta variante della famiglia delle nuove compatte Mercedes, a Shanghai verranno svelate la concept Volkswagen CrossBlue e il crossover Bmw X4, che sfideranno l’ultima arrivata tra le Jeep – la Cherokee dall’anima 100% italiana – e l’inedita Citroen DSX, esposta come concept Wild Rubis. Molte novità anche nel segmento delle berline medie, molto amate dai giovani che ‘sognano’ una limousine ma non vogliono rinunciare alla sportività. A Shanghai ci saranno l’Audi A3 Sedan, la nuova Ford Mondeo, l’Honda Concept-C (che prefigura una sedan prodotta in Cina per la Cina), mentre Suzuki anticiperà con la Authentics la sua futura berlina sportiva. Nell’ambio dei segmenti più elevato, da segnalare la nuova versione lunga della Classe E di Mercedes. Ma il polo di attrazione per gli addetti ai lavori e, successivamente, per i visitatori saranno le auto di fascia alta e altissima, settore in cui l’Italia non teme il confronto con gli altri Paesi produttori. A Shanghai debutterà la nuova Maserati Ghibli, berlina sportiva di segmento E, che porterà per la prima volta un turbodiesel (che si preannuncia dal carattere ‘unico’) nella gamma della Casa del Tridente. Accanto alla Ghibli spiccherà anche una speciale variante della Quattroporte, con motore ‘su misura’ per quel mercato. Tra le altre novità da segnalare anche la Porsche Panamera lunga, come richiesto dai clienti cinesi, e la Rolls-Royce in edizione limitata Alpine Trial. Tra le supercar, riflettori puntati sulla Lamborghini Aventador LP-720 4 in edizione speciale 50mo Anniversario, con motore portato a 720 Cv e destinata ad essere prodotta in sole 100 unità.

fonte: ANSA

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Nel 2016 Cina potrebbe superare Usa in mercato auto di lusso

Entro il 2016 la Cina potrebbe superare anche gli Stati Uniti come primo mercato al mondo nel settore delle automobili di lusso. A rivelarlo è uno studio della McKinsey, una nota società di consulenza americana. La Cina è attualmente seconda con 1,25 milioni di autovetture vendute lo scorso anno contro l’1,7 milioni di auto vendute negli Stati Uniti. Secondo lo studio effettuato da Mckinsey, entro il 2016, le vendite di queste auto di fascia alta (dal costo compreso tra 200.000 e 1,2 milioni di yuan, cioé tra i 25.000 e i 150.000 euro circa) potrebbero arrivare nel paese del dragone a 2,25 milioni e toccare i 3 milioni nel 2020. Dal conteggio del rapporto sono state escluse le autovetture di fascia altissima, di costo superiore a 150.000 euro. Per le case automobilistiche tedesche incluse Audi, Bmw e Mercedez la Cina è già il primo mercato, e il gigante americano General Motors ha lanciato la scorsa settimana in Cina la nuova Cadillac XTS. Nel 2009 la Cina aveva già superato gli Stati Uniti diventando il primo mercato automobilistico mondiale.

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In Cina oltre 13 milioni di auto vendute nel 2012 (+7,6%)

Sono oltre 13 milioni le auto vendute in Cina nel 2012, con un incremento del 7,6% sull’anno precedente, mentre i veicoli esportati dalla Cina hanno superato il milione di unità. A fornire i dati è la società di analisi Ihs Automotive, secondo cui nel 2013 le vendite cresceranno dell’11% su base annua. Grazie alla supremazia nel segmento C, il più apprezzato dai cinesi con oltre 6 milioni di auto commercializzate, Volkswagen si aggiudica la medaglia d’oro. Il brand nel corso del 2012 ha consegnato 2.050.193 auto. Seguono Hyundai con 859.595 unità e Nissan con 751.509 unità. Fuori dal podio si piazzano Toyota (745.565 veicoli) e Buick (697.455). Volkswagen è in testa anche tra i gruppi con 2.608.896 macchine vendute. Il gruppo Hyundai è secondo con 1.340.034 consegne e General Motors chiude il terzetto di testa con 1.393.517 unità.

fonte: ANSA

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