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Esplosione, forse bomba, all’aeroporto Pudong di Shanghai, 4 feriti

Una esplosione in una zona del check-in del principale aeroporto internazionale di Shanghai, Pudong, ha provocato il ferimento di almeno quattro (forse cinque tra cui lo stesso attentatore, secondo altre fonti) persone ma non ha causato alcuna interruzione ai voli. L’esplosione è avvenuta intorno alle 2:20 locali (le 7.20 in Italia) e pare sia stata causata da una sorta di esplosivo fatto in casa, anche se tutto è ancora molto confuso. L’esplosione è avvenuta al terminal 2, nei pressi delle aree del check in di Philippine Airlines e Thai Airways. Tra i feriti, quattro  non sarebbero in pericolo di vita. Secondo L’agenzia Nuova Cina, il quinto ferito sarebbe l’attentatore che dopo aver gettato un oggetto, forse una bottiglia con esplosivo, si sarebbe tagliato la gola. Soccorso, versa in condizioni critiche.

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Tre sospetti arrestati per strage di Kunming

La polizia cinese ha arrestato tre persone sospettate dell’attentato di sabato scorso a Kunming, nel sudovest del paese, in cui un commando di terroristi ha ucciso oltre trenta persone e ne ha ferite più di centoquaranta. Lo rende noto la Bbc, citando media cinesi. L’attacco è stato attribuito dal governo ai secessionisti della minoranza etnica degli uighuri. Quattro di loro, tra cui una donna, sarebbero stati uccisi dalle forze dell’ordine. L’agenzia Nuova Cina, comunicando l’arresto di tre membri del commando terrorista, ha specificato che – secondo quanto riferisce il ministero della pubblica sicurezza – il commando era composto da otto persone, tra cui due donne, e che il suo leader e’ un esponente della minoranza etnica degli uighuri chiamato Abdurehim Kurban. Quattro dei terroristi sono stati uccisi dalla polizia sul luogo dell’attentato, mentre una donna che faceva parte del commando e’ stata ferita ed e’ ricoverata in ospedale a Kunming. Gli uighuri sono un gruppo etnico turcofono di religione musulmana originario della regione del Xinjiang, nel nordovest della Cina. Gli uighuri – circa nove milioni su una popolazione totale di 22 milioni di persone – lamentano di essere diventati una minoranza sulla terra a causa della massiccia immigrazione da altre regioni della Cina e di essere lasciati ai margini dello sviluppo economico. La situazione nella regione e’ estremamente tesa dal 2009, quando quasi duecento persone persero la vita in scontri tra uighuri e immigrati cinesi a Urumqi, la capitale della regione.

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Caccia agli uighuri per l’attentato di Kunming

Almeno 33 persone sono state uccise e 140 ferite la notte scorsa a Kunming, nel sudovest della Cina, in un attacco attribuito da Pechino a terroristi della minoranza etnica musulmana degli uighuri. Testimoni hanno riferito di scene di panico e disperazione quando un gruppo di persone armate di lunghi coltelli si è scagliato contro la folla nella principale stazione ferroviaria della città, che conta oltre sei milioni di abitanti e si trova al centro di una popolare zona turistica. Secondo le testimonianze, i terroristi erano una decina, o forse più, ed erano tutti vestiti di nero. I media cinesi affermano che quattro di loro, tra cui una donna, sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco dai poliziotti accorsi sul posto. Un’altra donna sarebbe stata ferita e sarebbe ricoverata in ospedale. Gli altri membri del commando sono attivamente ricercati dalle forze di sicurezza cinesi in una caccia in corso su tutto il territorio della Cina. L’attacco, di una gravità senza precedenti, è stato condotto in un momento delicato della vita politica del Paese, alla vigilia della sessione annuale dell’Assemblea Consultiva del Popolo e dell’Assemblea Nazionale del Popolo, che costituiscono l’istituzione cinese più vicina ad un Parlamento. In una dichiarazione rilasciata durante la notte, appena si era capita la gravità dell’accaduto, il presidente Xi Jinping ha chiesto alle forze di sicurezza di “indagare e risolvere il caso” e di sradicare “tutte le forme di terrorismo” dal Paese. Xi ha anche ordinato al capo dei servizi di sicurezza di Pechino, Meng Jianzhu, di seguire personalmente il caso. Gli uighuri sono la minoranza turcofona e musulmana originaria del Xinjiang, la vasta regione del nordovest della Cina ricca di risorse naturali e che segna i confini con l’Asia meridionale e centrale. Oggi sono una minoranza a causa della massiccia immigrazione da altre regioni della Cina e lamentano di essere lasciati ai margini dello sviluppo economico. La situazione nella regione è estremamente tesa dal 2009, quando quasi duecento persone persero la vita in scontri tra uighuri e cinesi a Urumqi, la capitale della Regione Autonoma del Xinjiang. Da allora il territorio è isolato e teatro di sporadici episodi di violenza che Pechino attribuisce a secessionisti musulmani legati all’Internazionale islamica del terrore basata in Pakistan e Afghanistan e in particolare al Movimento Islamico del Turkestan dell’Est (Etim nella sigla inglese). I gruppi di uighuri in esilio denunciano l’atmosfera di repressione che regnerebbe nella regione e ricordano che negli ultimi anni centinaia di persone sono state arrestate e che le condanne a morte sono state decine. L’ultimo violento attacco attribuito a terroristi uighuri è quello di Turpan, nel luglio scorso, nel quale 24 persone rimasero uccise. Lo scorso 28 ottobre, una jeep ha investito la folla a piazza Tiananmen, a Pechino, uccidendo cinque persone. Anche questo episodio è stato attribuito ai secessionisti del Xinjiang.

fonte: Beniamino Natale per ANSA

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Ex bancario lancia molotov per vendetta contro ex colleghi, 39 feriti

E’ stato arrestato Yang Xianwen, l’ex bancario responsabile dell’attentato di stamani in un istituto di credito del nord ovest del paese che ha provocato 49 feriti, 19 dei quali, in gravi condizioni. Erano circa le 8,30 locali del mattino quando Yang Xianwen, 39 anni, ha deciso di vendicarsi dei suoi ex colleghi della Banca Rurale di Credito Cooperativo di Wuwei, nella contea autonoma tibetana di Tianzhu. Yang era stato licenziato un mese fa per aver sottratto dei soldi dalle casse della banca, come ha spiegato in un comunicato il governo della contea sul proprio sito web. Testimoni hanno raccontato che subito dopo l’esplosione, le fiamme si sono sprigionate all’interno della struttura che ospita la banca, tanto che alcuni dipendenti, per sfuggire al fuoco, si sono lanciati dalle finestre del palazzo di quattro piani. Sul posto sono arrivate polizia e ambulanze. All’inizio gli agenti avevano puntato il dito contro i tibetani, che in zona rappresentano la maggioranza della popolazione. Ma successive indagini hanno fatto emergere il movente della vendetta personale. Dopotutto la minoranza tibetana non si era mai resa protagonista di un episodio del genere. In un precedente attentato, il mese scorso a Pechino, un giovane aveva fatto esplodere un ordigno, che aveva costruito seguendo le istruzioni su Internet, ferendo un americano dinanzi ad un bar, per protestare contro l’ingiustizia del sistema sociale.

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