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A Pechino membri del forum di dialogo nazionale siriano

Una delegazione di sei membri del Syrian National Dialogue Forum è arrivata a Pechino dove incontrerà esponenti del ministero degli Esteri cinese. Lo ha detto in conferenza stampa il portavoce della diplomazia di Pechino, Hong Lei. “La Cina – ha detto Hong – è impegnata in sforzi di mediazione con tutte le parti interessate alla questione siriana in una strada attiva e bilanciata, facendo sforzi continui per premere per una soluzione politica” che, per Pechino, è l’unica via percorribile. Il portavoce ha sottolineato come Pechino abbia accolto favorevolmente la proposta russa affinché la Siria metta sotto il controllo internazionale le sue armi chimiche. Hong Lei ha ribadito l’opposizione cinese ad una azione militare unilaterale che ritiene contraria alla carta dell’Onu. Il portavoce ha respinto poi le accuse secondo le quali armi chimiche usate in Siria arrivino da Cina, Russia e Iran, sottolineando come Pechino sia uno dei firmatari della Convenzione sulle armi chimiche, della quale rispetta tutte le regole, essendo tra l’altro un oppositore della proliferazione delle armi di distruzione di massa.

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Cina invia vice ministro degli esteri a Damasco

La Cina ha deciso di inviare domani in Siria il viceministro degli esteri Zhai Jun che oggi, poco dopo l’ annuncio del suo viaggio, ha chiarito che Pechino “disapprova qualsiasi tipo di intervento armato (straniero) o per il cambiamento del regime”. La decisione viene dopo che la Cina è stata criticata per aver, insieme alla Russia, bloccato una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che invitato alle dimissioni il presidente Bashir al-Assad. Zhai Jun ha aggiunto che Pechino “disapprova tutte le azioni violente, in particolare quelle dirette contro innocenti civili”. Il ministero degli esteri non ha precisato chi saranno gli interlocutori del viceministro, che la scorsa settimana ha ricevuto a Pechino una delegazione dell’ opposizione siriana. Due giorni fa il primemier Wen Jiabao aveva sostenuto, in una conferenza stampa a Pechino, che la Cina “é impegnata a lavorare all’ interno dell’Onu” per una soluzione della crisi siriana, precisando che Pechino “non intende proteggere nessuno, neanche il governo siriano”. La missione di Zhai segua a ruota quella del ministro degli esteri russo Sergei Lavrov. Nelle sue dichiarazioni, Zhai ha aggiunto che la Cina “chiede al governo siriano di ascoltare con serietà il legittimo desiderio della popolazione per le riforme e lo sviluppo e invita le diverse fazioni poolitiche ad esprimere le loro richieste politiche con mezzi non violenti e nel rispetto della legge”. Pechino, ha proseguito, si augura che una soluzione venga trovata attraverso la Lega Araba. L’ Ambasciatore della Siria in Cina, Imad Mustafà, in un’ intervista all’ agenzia Nuova Cina, ha affermato che l’ inviato cinese sarà ricevuto “con calore” dai suoi interlocutori siriani. Pechino è fortemente sensibile ai movimenti per la democrazia nel medio oriente, che teme possano contagiare la popolazione cinese.

fonte: ANSA

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La Cina pensa ad inviato in medioriente e si incazza con la LIbia per attacco ad ambasciata a Tripoli

La Cina sta considerando l’opzione di inviare un rappresentante diplomatico in Medio Oriente e Nord Africa per discutere con i paesi dell’area la questione siriana. Lo ha detto in conferenza stampa a Pechino il portavoce del ministero degli esteri cinese Liu Weimin. “La Cina – ha detto Liu – ha sempre sostenuto che tutte le parti in causa in Siria debbano fermare le violenze e risolvere le loro questioni attraverso il dialogo e il coordinamento in ordine di abbassare le tensioni nella regione”, con l’intenzione di sostenere un ruolo attivo nella costruzione della pace nell’area. Liu ha anche detto che il governo cinese spera nella mediazione russa, che ha inviato a Damasco il ministro degli esteri Sergei Lavrov. “Il popolo cinese – ha concluso Liu – è amico sia del popolo arabo che di quello siriano. Abbiamo sempre lavorato insieme per risolvere i problemi. Con l’aiuto della comunità internazionale i paesi arabi possono trovare pace, stabilità e sviluppo”.
E il governo cinese ha espresso una formale protesta nei confronti della Libia per l’attacco subito ieri dall’ambasciata cinese a Tripoli. Lo ha detto poco fa il portavoce del ministero degli esteri di Pechino Liu Weimin. Il portavoce ha ricordato come secondo la convenzione di Vienna il paese ospitante ha il compito di proteggere i rappresentanti diplomatici degli altri paese che vi risiedono. ”Siamo molto preoccupati – ha detto Liu – dell’attacco subito ieri dalla nostra ambasciata. Chiediamo al governo libico di adottare tutte le misure per prevenire che accadano di nuovo incidenti simili e garantire la sicurezza dei cittadini e delle istituzioni cinesi in Libia”. Liu ha concluso affermando che la Libia ha presentato le scuse per l’accaduto promettendo maggiore protezione. Ieri un gruppo di manifestanti siriani e libici hanno inscenato una protesta, lanciando pietre, uova e pomodori, contro la sede diplomatica cinese dopo il veto di Pechino alla risoluzione dell’Onu sulle sanzioni alla Siria. Dinanzi all’ambasciata, si sono viste sventolare bandiere dell’opposizione siriana e sono state rotte finestre della sede diplomatica.

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La Cina spiega il suo veto alla risoluzione Onu sulla Siria

La Cina spiega le ragioni del suo veto alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu contro la Siria e ribadisce la sua volonta’ a continuare a giocare un ruolo positivo nella soluzione della questione siriana. Lo ha detto oggi in conferenza stampa il portavoce del ministero degli esteri di Pechino Liu Weimin. ”Chiediamo a tutte le parti in Siria di fermare le violenze – ha detto Liu – evitare scontri e incidenti a civili innocenti, restaurare l’ordine nel paese quanto prima possibile, rispettare la ragionevole richiesta del popolo siriano alle riforme e alla salvaguardia dei propri interessi. Questo serve i fondamentali interessi della Siria e del suo popolo”. Liu ha aggiunto che Pechino sostiene gli sforzi fatti dalla Lega Araba per facilitare una soluzione politica della questione siriana e mantenere la stabilita’ nella regione. Il portavoce della diplomazia cinese ha ribadito che secondo la Cina l’azione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla questione siriana deve rispettare le finalita’ e i principi della Carta delle Nazioni Unite e alle norme internazionali e contribuire ad alleviare le tensioni, contribuire a promuovere il dialogo politico e disinnescare le controversie, e contribuire a mantenere la pace e la stabilita’ nella regione del Medio Oriente. ”Secondo questi principi – ha detto Liu – la Cina ha partecipato attivamente alle consultazioni sul progetto di risoluzione”. Tuttavia, secondo il governo di Pechino, e’ ”deplorevole” che i paesi che hanno appoggiato la proposta di risoluzione, quando le parti erano ancora fortemente divisi sulla questione, ”non aiutano a mantenere l’unita’ e l’autorita’ del Consiglio di Sicurezza, o aiutare a risolvere il problema. In questo contesto, la Cina ha votato contro il progetto di risoluzione”. Ma Pechino intende comunque continuare a lavorare con la comunita’ internazionale e giocare un ruolo positivo e costruttivo nella soluzione corretta del problema siriano, spiegando che la Cina ”non protegge le persone ma difende la giustizia”. Le parole di Liu Weimin erano state anticipate da alcuni editoriali dei giornali di partito, con il Quotidiano del Popolo in testa. Secondo gli editorialisti, le campagne campagne occidentali in Libia, Afghanistan e Iraq hanno mostrato gli errori dei cambiamenti forzati di regime. Il China Daily, invece, ha preso d’esempio la situazione libica (contro il cui intervento militare alleato si e’ opposta la Cina) dicendo che aver sovvertito il regime di Gheddafi con ha portato democrazia e liberta’ ai libici, spingendo il paese vicino ad una guerra civile.

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Cina chiede a governo Damasco risposte a riforme

La Cina ha chiesto oggi al governo siriano di rispondere alla richiesta di riforme del suo popolo. “Crediamo che il governo siriano debba rispondere agli appelli e aspettative ragionevoli del popolo, e risolvere le questioni attraverso il dialogo e le consultazioni” ha detto in conferenza stampa il portavoce del ministero degli esteri cinese, Liu Weimin. La dichiarazione del portavoce arriva una settimana dopo che la Cina e la Russia, membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’Onu, hanno posto il veto su una bozza di risoluzione che condanna “le continue violazioni gravi e sistematiche dei diritti da parte delle autorità siriane”, minacciando misure punitive nei confronti del paese medio orientale. Liu ha detto che la Cina pone molta attenzione allo sviluppo della situazione siriana e si oppone ad ogni uso della forza, non volendo vedere altro spargimento di sangue e incidenti. Per questo ha chiesto, a nome del governo cinese, a quello siriano di risolvere velocemente il suo impegno alle riforme e riprendere e avanzare un processo di politico inclusivo che coinvolga la più larga partecipazione di tutti i partiti in Siria. “La Cina sostiene tutti gli sforzi che possano aiutare a raggiungere questi obiettivi e restaurare la stabilità della Siria”, ha concluso il portavoce cinese.

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Onu si spacca su condanna a Siria, veto Cina e Russia

Sulla Siria il Consiglio di sicurezza dell’Onu si spacca. La Cina e la Russia hanno infatti bloccato la risoluzione presentata dai Paesi europei e appoggiata dagli Usa in cui si chiedeva al regime di Assad di porre fine alle violenze contro la popolazione civile. Inevitabile lo scontro, con gli statunitensi che si dicono ‘indignati’ e gli europei che accusano Pechino e Mosca di abbandonare a se stesso il popolo siriano che protesta per la democrazia. ”E’ un giorno triste per i coraggiosi siriani che stanno lottando per la liberta”’, ha detto il ministro degli esteri Franco Frattini, sottolineando amareggiato come il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ”non e’ stato in grado di raggiungere obiettivi che erano a portata di mano”. Ed il popolo siriano – sottolinea il ministro – si aspettava ”un’azione della comunita’ internazionale piu’ energica”. Anche perche’, spiega – non si trattava di una vera e propria condanna del regime di Assad, ma della richiesta di ”misure appropriate” per porre fine alla repressione. Questo era il contenuto della bozza di risoluzione messa a punto da Francia, Germania, Inghilterra e Portogallo. Ma dopo settimane di sforzi diplomatici per trovare una strada comune, e’ stato impossibile aggirare il muro eretto da cinesi e russi, totalmente contrari a una risoluzione sulla Siria che – afferma Pechino – ”non migliorerebbe la situazione”. ”La risoluzione presentata – sostiene il portavoce del ministero degli esteri cinese – era volta solo a fare pressione in modo cieco e a minacciare sanzioni”. Sanzioni che comunque – all’indomani dello scontro al Consiglio di sicurezza – sono state annunciate sia dalla Germania – contro organizzazioni, associazioni e imprese legate al regime siriano – sia dalla Turchia, dove il premier Recep Tayyp Erdogan ha parlato di ”misure graduali”. Intanto Mosca annuncia che ricevera’ alcuni rappresentanti dell’opposizione siriana (quelli con sede a Damasco e quelli con base a Istanbul), la stessa opposizione per la quale ”il no di Mosca e Pechino all’Onu incoraggera’ la violenza in Siria”. Nove i voti a favore del progetto di risoluzione promosso dai Paesi europei: oltre a quelli di Francia, Inghilterra, Germania, Portogallo, anche quelli di Stati Uniti, Bosnia Erzegovina, Nigeria, Gabon, Colombia. Quattro invece gli astenuti: India, Sud Africa, Libano e Brasile. Il rappresentante francese all’Onu, Geraud Araud, ha parlato di ”veto politico” di Mosca e Pechino, dettato da interessi particolari che non tengono conto di una situazione drammatica e della morte di 2.700 persone innocenti. Di decisione ‘deplorabile’ di Cina e Russia parla il ministro degli esteri britannico, William Hague.

fonte: ANSA

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