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Divieto di arresto per i postulanti in Cina

Le autorità cinesi ribadiscono il divieto di arresto per i postulanti che affollano gli uffici pubblici con richieste, petizioni e appelli. E’ quanto è contenuto in una circolare diffusa dagli uffici generali del Comitato centrale del Partito comunista cinese e del Consiglio di stato, nella quale si chiede di non bloccare le richieste. “Diversi organi politici e giuridici dovrebbero regolare ulteriormente la gestione delle petizioni, evitando risolutamente di bloccare il popolo dal presentare petizioni normali con tutti i mezzi”, è scritto nel documento. L’istituto della petizione è quello utilizzato dai cittadini cinesi per denunciare ingiustizie in atti governativi soprattutto legati all’acquisizione forzata di terreni, alla sicurezza sociale, all’istruzione o alla sanità. Molti postulanti si recano a Pechino cercando di presentare le loro rimostranze dopo non essere stati ascoltati dai funzionari locali, e qui rischiano spesso di venire bloccati, rendendo impossibile la consegna della petizione, o arrestati. Nella circolare si chiarisce anche che i funzionari sono direttamente responsabili della ricezione e della lettura delle petizioni, invocando la creazione di un sistema più semplice per dirimere i conflitti e le controversie con mezzi leciti.

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Figlio di un generale arrestato per aggressione

Il figlio di 15 anni di un generale dell’ esercito cinese è stato arrestato per aver aggredito e picchiato due automobilisti. Il caso aveva suscitato scandalo nell’opinione pubblica, che aveva considerato la vicenda come una manifestazione dell’ “arroganza” al di sopra della legge dei potenti e dei loro familiari. Il ragazzo, che si chiama Li Tianyi ed è figlio del generale Li Shuangjiang, noto per essere un cantante di canzoni patriottiche, dovrà scontare un anno di “rieducazione attraverso il lavoro”, una misura amministrativa che viene decisa dalla polizia senza l’intervento della magistratura. Il comportamento del ragazzo, denunciato su Internet dagli aggrediti, è stato criticato da migliaia di persone intervenute sui “microblog”. In seguito, Li Shuangjiang si è pubblicamente scusato per la vicenda e ha affermato di non voler usare la sua influenza per evitare una punizione al ragazzo: che non verrà comunque denunciato perché minorenne. L’ anno scorso, aveva fatto scandalo la vicenda di un ragazzo che, dopo aver investito e ucciso una giovane, aveva tentato di fuggire e aveva minacciato i poliziotti che lo avevano fermato di far intervenire il padre, un alto funzionario di polizia di nome Li Gang.

fonte: ANSA

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Generale si scusa per arroganza del figlio

Un generale dell’ Esercito di Liberazione Popolare cinese si è pubblicamente scusato per il comportamento del figlio di 15 anni che, alla guida di una Bmw, ha investito un uomo e una donna e subito dopo li ha aggrediti spalleggiato da un gruppo di amici. La vicenda è stata considerata dagli internauti cinesi l’ ennesima dimostrazione dell’ arroganza dei potenti, che si ritengono al disopra della legge. Il ragazzo, che non ha l’ età per avere la patente, guidava un’ auto senza targa ed era seguito dai suoi amici in un’ altra vettura. L’ uomo e la donna sono stati picchiati dai giovani sotto gli occhi del figlio, che era con loro nel’ auto che si è scontrata con quella del giovane, Li Tianyi. Il padre del ragazzo,un generale di 72 anni molto conosciuto per essere un cantante di canzoni patriottiche, ha dichiarato ad un gruppo di giornalisti cinesi di essere “veramente desolato” e si è dichiarato pronto a pagare i danni subiti dalla coppia. L’ anno scorso, aveva fatto scandalo la vicenda di un ragazzo che, dopo aver investito e ucciso una giovane, aveva tentato di fuggire e aveva minacciato i poliziotti che lo avevano fermato di far intervenire il padre, un alto funzionario di polizia di nome Li Gang.

fonte: ANSA

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