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Niente iPad e MacBook per i funzionari cinesi, vietato l’acquisto

Niente iPad e MacBook per i funzionari del governo cinese. Come riporta stamattina la stampa di Pechino, dieci prodotti della Apple sono stati rimossi dalla lista degli acquisti del governo cinese. Tra questi iPad, iPad Mini, MacBook Air e MacBook Pro, rimossi dall’approvvigionamento ufficiale nelle liste della Commissione nazionale per la riforma e lo sviluppo e da quella del Ministero delle finanze, per questioni di sicurezza, perchè non sarebbero sicuri e non efficienti dal punto di vista energetico. La lista, che si applica a tutti i dipartimenti dell’autorità centrale, ai ministeri centrali e a quelli periferici, nella sua versione di luglio (a gennaio sarà rivista) è stata pubblicata anche sul sito dell’agenzia governativa per gli approvvigionamenti del ministero delle finanze e include anche prodotti della Dell e della Hewlett-Packard. Apple segue così le sorti di altre aziende americane del settore come Microsoft, il cui Windows 8 è stato vietato nei computer governativi, e le società produttrici di antivirus Symantec e Kaspersky. Al momento non è chiaro se anche l’iPhone sarà vietato, dal momento che negli ultimi tempi il melafonino ha subito diverse accuse di vulnerabilità sulla privacy in Cina.

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Tiepida accoglienza in Cina per i nuovi iPhone 5C e 5S

Non ci sono state le code degli anni scorsi dinanzi agli Apple store cinesi oggi in concomitanza del lancio dei nuovi modelli di iPhone 5C e 5S. Vuoi per i prezzi non così economici che ne hanno ridotto l’appeal, vuoi per la concomitanza con una festa nazionale, vuoi per il fatto che stamattina almeno fino alle 10 potevano entrare negli Apple store solo coloro che avevano prenotato on line nei giorni scorsi l’acquisto dell’ultimo “melafonino”, dinanzi agli Apple store si è vista, prima delle aperture delle porte, qualche decina di persone. Lungi dalle code e dalle botte tra acquirenti in fila, dipendenti del negozio e addetti alla sicurezza che hanno contraddistinto gli altri lanci. L’anno scorso, a gennaio al lancio dell’iPhone 4S a Pechino dovette intervenire la polizia che obbligo’ anche al rinvio del lancio del modello in Cina. Quest’anno, la prima volta che il prodotto Apple viene lanciato in Cina insieme ad altri paesi, niente di tutto questo. Dinanzi al negozio di Sanlitun a Pechino, teatro degli scontri dell’anno scorso, una cinquantina di persone hanno aspettato l’apertura delle porte. Qualcuno era arrivato all’alba temendo code che non si cono state. Molti non sono riuscite ad entrare fino alle 10 perchè non erano prenotati. A Shanghai e a Hong Kong è avvenuto lo stesso. Nel negozio di Huaihuai Road a Shanghai, il primo della capitale economica cinese, sia all’apertura che durante la giornata c’erano pochi cinesi. “La prenotazione on line – ha detto all’ANSA Andy, uno dei commessi dell’Apple Store di Huahuai Road – ha ridotto le code. Ora non c’è molta gente, tutti possono provare i due nuovi modelli. I clienti preferiscono il 5S: per un prezzo leggermente più alto, hanno delle funzioni in più che piacciono, come il riconoscimento delle impronte e migliori video”. Non attraggono i colori dell’iPhone 4C, molto criticato perchè sarebbe dovuto essere un prodotto economico. In rete lo chiamano il “pelapatate”, perchè la custodia con i buchini ricorda un attrezzo da cucina. Già nei giorni scorsi ci sono state critiche al prodotto, tanto che ci si aspettava una accoglienza fredda in Cina, dove invece Samsung e produttori locali come Huawei affrontano il mercato con prodotti più economici e che attraggono di più. In Cina il 5C viene venduto a 4.488 yuan (539 euro), mentre il 5S a 5.288 (635 euro). A minor prezzo, si riesce ad ottenere al mercato nero, con prodotti che arrivano da Hong Kong, dove si risparmiano in media 100 euro.

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