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Crollano vendite di carne di cane dopo proteste animalisti

Crollano le vendite di carne di cane in Cina alla vigilia del ”Summer Lychee and Dog Meat Festival” nella città di Yulin, nella regione autonoma del Guangxi. Lo riferisce il China Daily. Il festival, che si tiene ogni anno e che quest’anno è previsto per il 21 giugno prossimo, ha causato molte polemiche sulle rete e ha attirato le proteste delle associazioni animaliste. Il proprietario di un ristorante, Xie, ha dichiarato di aver registrato ultimamente un forte calo dei profitti e che la vendita della carne di cane è diminuita di due terzi. Molti ristoranti, specializzati proprio in carne di cane, hanno deciso di coprire la parola ”cane” nell’insegna e nella pubblicità dei loro locali avendo notato che questo scoraggia gli avventori dall’entrare. Alcuni hanno affisso dei poster con la scritta ”proteggiamo gli animali”. Molti ristoratori hanno lamentato di essere divenuti il bersaglio degli amanti degli animali. Uno di loro ha dichiarato di aver ricevuto oltre 40 telefonate di minacce al giorno per 10 giorni consecutivi, alcune persino in piena notte.

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Causa degli animalisti in Cina contro azienda che estrae la bile dagli orsi

Un gruppo di animalisti cinesi ha intrapreso per la prima volta un’azione legale per fermare la pratica dell’estrazione della bile di orso. Secondo quanto riferisce il China Daily l’istituto Fengtai Ytahz, una organizzazione non governativa di Pechino che si batte per la tutela degli animali, ha presentato un esposto contro una azienda farmaceutica della provincia sud orienatale cinese del Fujian, chiedendo che le venga ritirata la licenza per effettuare l’estrazione della bile dall’orso nero asiatico (la specie più utilizzata per questo tipo di pratica) e la sua lavorazione per la produzione di medicine locali. L’azienda, che opera dal 2000, ha infatti uno dei centri più grandi in Cina per l’estrazione della bile di orso. Secondo l’avvocato dell’istituto, Zang Yun, l’emissione delle licenze “rappresenta già una violazione della legge per la protezione della fauna in quanto la legge esplicitamente proibisce la vendita di animali selvatici eccetto che per la ricerca scientifica o per altre ragioni particolari. L’estrazione della bile non rientra certo tra queste ragioni”. Tuttavia, secondo Yang Zhaoxia, professore associato presso l’università di Pechino, l’istituto Fengtai Ytahz non ha titolo per intraprendere una simile azione legale. “La legge cinese – ha infatti spiegato – non riconosce i diritti e gli intessi ambientali. Per cui solo dimostrando di aver subito un danno personale dall’azienda si può agire contro di essa”. La pratica dell’estrazione della bile dagli orsi a scopi medici ha origini molto antiche e deriva dalla credenza che questa sostanza abbia effetti benefici per gli occhi e per il fegato. Da alcuni anni tuttavia le associazioni animaliste si oppongono a questa pratica sostenendo che per procedere all’estrazione gli animali vengono sottoposti a delle vere e proprie torture e in molti casi finiscono col decedere.

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Tortura centinaia di gatti e viene rilasciata, animalisti furiosi

Una donna di Shanghai, accusata di avere ucciso oltre 100 gatti, è stata rilasciata dalla polizia senza nessuna accusa, dopo che gli agenti erano dovuti correre a casa sua a causa delle proteste di animalisti. La donna, Zhou Ying di 38 anni, negli anni aveva adottato centinaia di gatti. Una sua vicina pochi giorni fa ha messo su internet foto di sevizie a gatti con il suo numero di telefono e indirizzo. A questo punto una cinquantina di attivisti animalisti sono andati dinanzi alla sua abitazione per protestare. Nella casa, dopo aver fatto irruzione, non hanno trovato gatti vivi, ma alcuni morti e mutilati. Tra gli animalisti c’erano anche proprietari di felini poi donati alla signora Zhou. Vedendosi circondata, la killer dei gatti ha chiamato la polizia che ha portato lei e sette manifestanti in caserma, fuori dalla quale hanno protestato gli altri animalisti. A causa della mancanza di una legge in Cina sugli abusi e le sevizie agli animali, la donna è stata rilasciata, nonostante le proteste degli animalisti che sono stati segnalati invece per aver fatto irruzione in una casa privata. Hong Kemin, deputato al congresso del popolo di Shanghai, ha riferito alla stampa che già in passato ha spinto per l’approvazione di una legge per la protezione degli animali. “Hong Kong – ha detto la deputata ad un quotidiano di Shanghai – ha una legge del genere approvata già negli anni ’30 condannando fino a tre anni coloro che si coprono di tali reati. Siamo 80 anni indietro. Chi tortura gli animali dovrebbe essere messo in galera”. La bozza di una legge per la protezione degli animali è stata presentata in Cina nel settembre del 2009, ma non è mai stata approvata.

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Balene si spiaggiano, locali le tagliano per mangiarle

Quattro grandi balene arenatasi sulla spiaggia sono morte nella citta’ costiera di Yancheng, nella provincia orientale cinese del Jiangsu, e la loro carne e’ stata in parte tagliata e portata via dalla popolazione locale. Secondo quanto riferisce il China Daily, le balene giacevano a terra con la maggior parte del corpo fuori dall’acqua. Tentativi di salvataggio per rimandarle verso il largo erano stati effettuati nelle ultime 24 ore, ma senza successo. I quattro animali, di lunghezza variabile fino a 18 metri di lunghezza e del peso da 22 a 44 tonnellate, erano state trovate, ancora vive, dalla gente del posto venerdi’ scorso. Da allora, con la collaborazione del dipartimento per la pesca, sono stati predisposti cinque diversi piani di salvataggio, utilizzando anche elicotteri e navi di grandi dimensioni per cercare di riportare le balene verso il mare aperto. ”A causa delle loro dimensioni e dello stato fisico delle balene – ha spiegato Xu Xinrong, ricercatore dell’Universita’ di Nanchino, specializzato nello studio dei cetacei – non c’è stato nulla da fare”. Xu ha infatti spiegato che le balene di piccole dimensioni possono essere piu’ facilmente salvate mentre lo spiaggiamento e’ fatale per le balene di grosse dimensioni. Questo del Jiangsu e’ stato il primo spiaggiamento di massa di balene verificatosi in Cina dal 1985, quando sei balene morirono nella provincia di Fujian. Centinaia di persone si sono radunate sulla spiaggia per assistere allo spettacolo e scattare foto. Alcune persone, forse durante la notte per non essere viste, hanno tagliato una delle balene rubando pezzi di carne, probabilmente per uso alimentare.

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Nuove polemiche per estrazione della bile dagli orsi per scopi farmaceutici

Continua a suscitare polemiche in Cina l’estrazione della bile dagli orsi usata per la produzione di alcuni farmaci nella medicina tradizionale cinese. Secondo quanto riferisce il Global Times, un gruppo di scienziati e ricercatori sostengono di aver trovato, già da anni, una soluzione alternativa che, come richiedono anche le associazioni animaliste, consentirebbe di evitare i maltrattamenti e spesso l’uccisione degli animali. Si tratta di una bile sintetica, che avrebbe le stesse proprietà du quella umana. Zhou Jie, un ricercatore di 85 anni che ha dedicato gli ultimi 30 anni a questa ricerca insieme ad un team di esperti, ex segretario dell’Università di Farmacia dell’Università di Shenyang nella provincia nord orientale del Liaoning, ha detto che il suo desiderio più grande è che finalmente le autorità approvino la messa in commercio della bile sintetica che il suo team di esperti ha sviluppato sin dagli inizi degli anni ’80. Ma non tutti sono d’accordo. “Al momento non ci sono le condizioni per parlare di sostituzione della bile degli orsi con quella sintetica – ha dichiarato Wang Guoqiang, capo dell’Amministrazione di Stato per la medicina tradizionale cinese – si tratta di esperimenti non ancora verificati. Inoltre la bile sintetica non è stata ancora approvata”. Il Ministro della Salute Chen Zhu ha però fatto sapere che se si trovasse una valida alternativa bisognerebbe evitare di uccidere gli animali, che devono essere protetti quanto più possibile per conservare la diversità delle risorse naturali. La pratica dell’estrazione della bile dagli orsi a scopi medici ha origini molto antiche e deriva dalla credenza che questa sostanza abbia effetti benefici per gli occhi e per il fegato. Da alcuni anni tuttavia le associazioni animaliste si oppongono a questa pratica sostenendo che per procedere all’estrazione gli animali vengono sottoposti a delle vere e proprie torture e in molti casi finiscono col decedere.

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Organo consultivo chiede bando farmaci con bile orsi

La Cina dovrebbe bandire la pratica dell’estrazione della bile dagli orsi per scopi farmaceutici. Lo ha detto Jiao Baolan, membro del Comitato Nazionale della Conferenza consultiva del popolo cinese, la massima istituzione cinese con funzioni consultive. “Dovrebbe essere organizzata un’agenda per bandire la pratica nel più breve tempo possibile”, ha detto Jia a margine dell’incontro annuale dell’organismo. Sono molti gli orsi neri ingabbiati in fattorie delle province del Fujian, Zhejiang, Shaanxi, Yunnan e Sichuan, dove vengono trattati con crudeltà per poi estrarre la loro bile. Secondo Jia, il governo dovrebbe mettere gli orsi neri sotto la più alta protezione, approvando una legge sulla protezione degli animali per conservare la biodiversità nel paese. Per Jia, il governo centrale dovrebbe incoraggiare gli agricoltori ad uscire dal commercio e dall’industria dell’estrazione della bile. Necessario, per il membro dell’organo consultivo, anche fermare la registrazione delle medicine derivate dall’estrazione della bile incoraggiando anche le ricerche su componenti alternativi alla bile degli orsi.

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Polemiche per farmaci prodotti da bile di orsi

Una società farmaceutica cinese é finita al centro di numerose polemiche perché accusata di utilizzare la bile degli orsi per produrre medicine. Lo riferisce l’Agenzia Nuova Cina. La Guizhentang Pharmaceutical Co. Ltd, che ha la sua sede principale nella provincia orientale del Fujian, secondo quanto si apprende dalla stampa locale e da numerose discussioni su diversi blog cinesi, starebbe aumentando in maniera cospicua il suo capitale con l’intento di portare avanti due distinti progetti aventi entrambi ad oggetto la produzione di 4000 chilogrammi di polvere di bile all’anno. La notizia ha suscitato i commenti negativi di molti internauti che condannano la pratica dell’estrazione della bile dagli orsi, considerata crudele e altamente dannosa per questi animali. “Mi oppongo totalmente a questa barbarie – scrive un internauta che si firma Zhangyichi2001 – non si possono immaginare le torture a cui vengono sottoposti questi poveri animali”. In base a quanto si legge nel sito internet dell’azienda, la Guizhentang è stata fondata nel 2000 e il suo business principale è sempre stato proprio quello della produzione di farmaci basati sulla bile e vanta anche la più grande base di allevamento di orsi neri nel sud della Cina con oltre 400 esemplari. La pratica dell’estrazione della bile dagli orsi a scopi medici ha origini molto antiche e deriva dalla credenza che questa sostanza abbia effetti benefici per gli occhi e per il fegato. Per oltre 3000 anni gli orsi sono stati cacciati in Asia proprio per poterne ricavare la bile. Solo negli anni 80, a seguito delle proteste delle associazioni ambientaliste, diversi paesi, tra cui la Cina e la Corea, hanno cominciato a sollevare il problema dell’opportunità e della legalità di questa pratica. Non tutti però sono d’accordo e c’é anche chi tuttora difende questa pratica. “Dopo 30 anni di sviluppo le tecnologie sono cambiate – spiega Liu Bofeng, ingegnere presso il centro per la protezione della fauna del Fujian – e ora l’estrazione della bile si può fare senza creare danni agli animali. Inoltre nella medicina tradizionale cinese la bile è fondamentale e non può essere facilmente sostituita”. “Per estrarre la bile – ha invece ribattuto Zhang Xiaohai, dell’Animals Asia Foundation (AAF) – gli orsi sono soggetti a degli interventi chirurgici molto crudi che spesso lasciano tracce permanenti”. La Guizhentang Pharmaceutical Co. Lt ha chiesto lo scorso giugno, ottenendola, l’approvazione del dipartimento per la protezione dell’ambiente del Fujian. Zhang ha aggiunto che l’AAF non si oppone all’inclusione dell’azienda nella lista delle compagnie legali, ma ha aggiunto che legalità non corrisponde necessariamente ad etica.

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