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Vietato l’ingresso nelle spa ai malati di Aids. Polemiche

Polemiche in Cina per la decisione del governo di proibire l’acceso a spa e centri estetici a persone affette da Hiv e da una serie di altre patologie. Secondo quanto riferisce il sito di Radio Free Asia, i gruppi che si occupano di tutela dei malati di Aids e di diritti civili sono subito insorti alla notizia, secondo la quale il Consiglio di Stato ha pubblicato on line delle linee guida in cui si richiede ai centri di bellezza e alle spa di esporre in maniera chiara dei cartelli nei quali si proibisce esplicitamente l’ingresso ai malati di Aids e a coloro che soffrono di malattie della pelle. Unaids, l’organizzazione delle Nazioni unite che si occupa di programmi sull’Aids nel mondo, ha chiesto al governo di Pechino di ritirare la richiesta. ”Tanto per cominciare – ha commentato un avvocato, Chang Kun – alla base di cose come questa c’è molta ignoranza e la gente viene indirizzata verso credenze sbagliate su come di possa diffondere l’Aids. E questo inoltre creerà sempre maggiore discriminazione verso le persone affette da questa malattia”. Gli esperti fanno notare come la trasmissione del virus Hiv avvenga solo attraverso il sangue o per via sessuale per cui non c’è alcun rischio ad ammettere queste persone in un centro estetico o una spa. Attualmente, i cinesi che vivono con l’Hiv, continuano a sottolineare i gruppi che si battono per la tutela dei diritti di queste persone, sono già oggetto di numerose discriminazioni in Cina. Spesso corrono il rischio di perdere persino il posto di lavoro se il loro stato viene a conoscenza del datore di lavoro. Non sono ammessi a diventare dipendenti pubblici. Secondo Unaids, in Cina attualmente ci sono almeno 780.000 persone colpite dal virus dell’Hiv.

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Scoperta fabbrica di preservativi taroccati nel Fujian

Scoperto in Cina un commercio di preservativi taroccati. Il proprietario di un laboratorio clandestino e dieci suoi collaboratori sono stati arrestati dalla polizia nella citta’ di Jinjiang, nella provincia sud orientale del Fujian. Sequestrati oltre due milioni di preservativi con false etichette di note marche tra le quali Jissbon, Durex e Contex. Gli arresti e il sequestro, secondo quanto riferiscono fonti di stampa locale, sono arrivati a conclusione di una lunga indagine iniziata nel mese di febbraio quando la polizia si era insospettita del fatto che su taobao.com, uno dei piu’ noti siti di e-commerce cinese, si trovavano in vendita dei preservativi a prezzi eccessivamente bassi. La polizia ne ha acquistati alcuni e, dopo aver verificato che si trattava di falsi, ha iniziato le indagini ed e’ risalita ai produttori. Ha cosi’ scoperto che due uomini del Fujian avevano iniziato questa attivita’ a dicembre, acquistato le macchine necessarie per la produzione e messo su nel giro di poco tempo una produzione di preservativi falsi in grande stile. In uno spazio di poco piu’ di 20 metri quadrati riuscivano a produrre fino a 20.000 pezzi al giorno. Durante le indagini la polizia ha scoperto altri due laboratori clandestini, uno nella provincia dell’Henan e uno in quello dello Zhejiang.In totale sono stati arrestate 36 persone sospettate di essere partecipi delle attivita’ e sono stati sequestrati quasi 5 milioni di preservativi falsi per un valore di 48 milioni di yuan (quasi 5 milioni di euro). I preservativi falsi venivano poi forniti, per la vendita al dettaglio, a tabaccherie, farmacie e negozi on line.

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Aumentano in Cina casi di Aids tra studenti

Aumenta in Cina il numero degli studenti delle scuole superiori e universitari malati di Aids. Lo riferiscono i giornali cinesi sottolineando come i rapporti omosessuali siano la maggiore causa di diffusione dell’Hiv tra gli studenti. Secondo i dati diffusi dalla commissione nazionale di sanità e pianificazione familiare, nel 2012 l’Hiv è stato diagnosticato a 1.700 studenti, in aumento del 24,5% rispetto all’anno precedente. Secondo i dati, il 64,8% di questi studenti ha contratto il virus attraverso rapporti omosessuali. Sono attualmente 7.000 gli studenti malati di Hiv in Cina, anche se alcuni osservatori internazionali ritengono questi numeri sottostimati. In alcune università sono cominciate azioni informative sulla malattia e sui metodi per evitare il contagio.

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Studio cinese mostra mutazioni nel visrus dell’Hiv

Il virus dell’HIV potrebbe replicarsi e subire delle mutazioni dando luogo a nuovi sottotipi di virus destinati a svilupparsi soprattutto tra gli omosessuali che conducono una vita sessuale promiscua. Lo riferisce la stampa cinese riferendosi ad una scoperta fatta da alcuni ricercatori dell’Universita’ Fudan di Shanghai. Lo studio e’ stato effettuato dagli esperti cinesi analizzando il comportamento di 100 omosessuali sieropositivi e di 1.534 uomini che erano stati i loro partners sessuali negli ultimi tre anni. In Cina ci sono circa 18 milioni di omosessuali. Il sesso non protetto e’ diventato il veicolo principale della diffusione dell’HIV/AIDS nel paese e la percentuale dei gay infetti e’ in aumento. Secondo un sondaggio condotto dal Ministero della Salute in 61 citta’ nel 2008, il tasso di infezione tra i gay e’ stato del 4,9% e in cinque di queste il tasso di infezione ha superato il 10% raggiungendo il picco del 20% in alcune altre. Nel 2012 uno studio ha rilevato che il tasso di infezione del virus HIV tra gli omosessuali nel paese e’ del 6,7%. Secondo le nuove ricerche condotte alla Fudan se due persone con diversi sottotipi del virus HIV hanno tra loro comportamenti sessuali non protetti, i due sottotipoi di virus si possono a loro volta ricombinare dando vita a nuove forme. Di qui la necessita’, secondo i ricercatori, di misure efficaci di intervento quali non solo la promozione di campagne per l’uso del preservativo e per sottolineare l’importanza di ridurre i comportamenti promiscui, ma anche ad esempio la maggiore diffusione di test preventivi per la scoperta precoce della malattia.

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Aumentano casi di Aids in Cina

In preoccupante aumento in Cina i casi di Hiv, in particolare nella fascia di eta’ tra i 15 e i 24 anni e in quella degli over 50. Le autorita’ sanitarie cinesi hanno annunciato che, secondo i dati recenti, da gennaio a ottobre 2012 si sono registrati nel paese 16.131 nuovi casi di Hiv tra persone che hanno superato i 50 anni (che rappresenta, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente un incremento del 20,2%) e 9.514 nuovi casi tra i giovanissimi, in aumento del 12,8%. Sempre nei primi 10 mesi dell’anno, secondo i dati del ministero della sanita’, ci sono stati 17.740 decessi riconducibili all’Aids, anche qui in crescita dell’8,6% rispetto all’anno scorso. In totale in Cina ci sono al momento 492.191 casi di Hiv/Aids. Sun Xinhua, membro della Commissione per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato che l’84,9% dei nuovi casi registrati quest’anno e’ il risultato di episodi di sesso non protetto e che in particolare si e’ verificato un aumento degli ammalati fra gli omosessuali di sesso maschile. Il vice premier Li Keqiang, prossimo ormai a diventare il nuovo premier, ha fatto sapere che nell’agenda governativa la lotta all’Aids ha un ruolo prioritario. In base al piano per la lotta all’Aids per il quinquennio 2011-2015, pubblicato lo scorso febbraio dal Consiglio di Stato, il paese mira a ridurre le morti per Aids del 30% e i nuovi casi del 25% entro il 2015. Dalla fine del 2003 il governo cinese ha iniziato una serie di politiche sociali a favore di coloro che sono affetti da questa malattia, che includono test sul sangue gratis, istruzione scolastica gratuita per gli orfani di genitori morti di Aids, consulti medici gratuiti, e terapie gratuite per le donne affette dalla malattia ma in gravidanza.

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Da domenica le lesbiche possono donare il sangue

Da domenica scorsa, in Cina le lesbiche possono donare il sangue, mettendo fine ad una discriminazione entrata in vigore con una legge del 1998. Ma l’atto di generosita’ non e’ ancora possibile per i gay. Il nuovo regolamento per le donazioni del sangue in vigore dal primo luglio, infatti, pur non menzionando l’omosessualita’, vieta ‘agli uomini sessualmente attivi con altri uomini’ di donare il sangue. Alla base ci sarebbe la paura di diffondere l’Aids verso il quale, secondo i vertici sanitari cinesi, i gay sono piu’ a rischio. E’ stato nel 1981 che si e’ parlato di un caso di Aids in Cina e lo ha fatto il centro americano per il controllo e la prevenzione della malattia, riferendo di cinque uomini, presumibilmente omosessuali, contagiati dall’Aids forse a causa di rapporti sessuali. Il primo caso certificato di Aids in Cina e’ stato nel 1985 con la morte di un argentino. Le associazioni per i diritti degli omosessuali in Cina, plaudono alla decisione delle autorita’ cinesi di permettere alle lesbiche di donare, ma chiedono che gli stessi diritti vengano garantii anche ai gay. Per questo, sono pronti a manifestare.

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Cure negate e discriminazioni contro malati di Aids

Si stringe sempre di più il controllo sui dissidenti cinesi mentre alcuni attivisti denunciano che le autorità spesso negano cure e assistenza ai malati di Aids. Lo riferisce il sito di Radio Free Asia. In base a quanto riferito da Hu Jia, da poco rilasciato dopo aver scontato tre anni di carcere per sovversione, in vista della giornata mondiale dell’AIDS, che si terrà giovedì prossimo, il governo ha intensificato la sorveglianza di alcuni attivisti particolarmente impegnati nella tutela dei malati di Aids. Hu ha detto di essere molto preoccupato in particolare per Tian Xi, che ha già scontato un anno di carcere dopo aver cercato di difendere le istanze dei malati di Aids nelle zone rurali cinesi. “Se Tian dovesse essere arrestato di nuovo – ha detto Hu – sono convinto che non ne uscirebbe vivo”. Tian era stato arrestato nel 2009 mentre manifestava, fuori al ministero della salute, proprio nella giornata mondiale dell’Aids. Secondo molti avvocati e attivisti, le persone ammalate di Aids sono costantemente bistrattate nel paese, a molti di loro vengono negate cure e trattamenti negli ospedali, con la conseguenza che molti nel frattempo muoiono. Le ultime stime fissano in circa 700.000 le persone affette da virus HIV in Cina e 85.000 le persone con la malattia conclamata. La polizia cinese ha negato che l’arresto di Tian Xi sia stato legato al suo attivismo a favore dei malati di Aids. Tian Xi, che ora ha 23 anni, ha contratto la malattia quando aveva solo 9 anni, a seguito di una trasfusione di sangue resasi necessaria per un incidente nel quale era rimasto coinvolto. Il governo locale gli ha dato 30.000 yuan (poco più di tremila euro) a titolo di risarcimento.
Tre aspiranti professori cinesi hanno denunciato, in un ricorso presentato al governo centrale di Pechino, di essere stati discriminati perche” sieropositivi. I tre insegnanti, ha precisato Yu Fangqiang, un attivista per i diritti dei malati, sostengono nel ricorso che una legge contro le discriminazioni approvata nel 2006 dovrebbe prevalere sui regolamenti della burocrazia, secondo i quali i funzionari pubblici non devono avere malattie infettive. I tre hanno fatto domanda per insegnare nei licei in tre diverse province – Anhui, Sichuan e Guizhou – ma il posto di lavoro è stato loro negato nonostante avessero superato brillantemente l’esame necessario per accedere alla professione. “I governi locali – ha dichiarato Yu Fangqiang in un’intervista alla Bbc – tendono spesso a far prevalere i regolamenti locali sulle leggi valide a livello nazionale”.

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