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Boom di acquisti esteri in Italia, corrono Cina e Russia

E’ tornato l’interesse sull’Italia: finora si diceva, ora ci sono i dati. Nel primo trimestre le acquisizioni dall’estero hanno infatti raggiunto un controvalore di 4,3 miliardi contro i 2,7 dello stesso periodo 2013. E gli investitori stanno arrivando dai mercati emergenti, con Cina e Russia che stanno fortemente aumentando le loro quote. Lo dice il rapporto Kpmg sul mercato Mergers and Acquisitions (M&A), che per l’Italia (comprendendo anche le operazioni interne e quelle dalla penisola verso l’estero, tra gennaio e marzo raggiunge i 10,7 miliardi contro i precedenti 3,5. In questo caso pesano la partita Fiat-Chrysler e la conclusione della fusione della ‘galassia Ligresti’ in Unipol (entrambe su un controvalore superiore ai due miliardi e mezzo) e il segnale più interessante rimane quello degli investitori esteri. Il dato del primo trimestre comprende infatti l’ingresso di People’s Bank of China in Eni ed Enel per un investimento di 1,4 e 0,8 miliardi ed è chiaro che qualcosa sta cambiando. Tra il 2008 e l’anno scorso il principale investitore in Italia è stata la Francia con 18,7 miliardi di controvalore di acquisizioni o fusioni nel nostro Paese, seguita dagli Stati Uniti (12 miliardi) e dal Regno Unito (8,2 miliardi). Ma è chiara la crescita della Cina (5,8 miliardi) e della Russia (5,7 miliardi), con il Brasile terzo tra i Paesi emergenti a 1,8 miliardi. Così se nel 2008 gli investitori dai mercati emergenti e dall’Estremo oriente coprivano l’11% delle acquisizioni totali, nel 2013 hanno raggiunto il 39%. Chi invece ha fortemente rallentato dei processi di acquisizione o accorpamento sono le banche italiane: nel 2007 il controvalore delle loro operazioni è stato il 33% del totale, l’anno scorso solo il 4%.

fonte: ANSA

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Made in Italy conquista cinesi: grande scoperta della Ca Foscari

In Cina per l’acquisto di un prodotto italiano la spesa media fra i giovani è di 275 euro ma c’é chi arriva a spenderne oltre 1.500. Più del 60% dei consumatori cinesi annovera nei suoi acquisti più recenti almeno un prodotto Made in Italy (soprattutto alimentari e abbigliamento) che scelgono per il design e la marca. L’immagine dell’Italia in Cina risulta infatti saldamente ancorata al design e al prestigio. E’ questo il profilo del consumatore cinese con una età media intorno ai 26 anni, contenuto nella ricerca “Modelli di business e strategie di mercato per l’ingresso nel mercato della Cina da parte delle imprese italiane”, presentata a Venezia dall’Università Cà Foscari nell’ambito del convegno “Il Mercante e il Dragone: strategie di business e di marketing per le imprese venete in Cina”. Lo studio è stato realizzato dall’ateneo veneziano insieme alle università di Trieste, Firenze e Macerata e prelude alle tre giornate di studio in programma a Venezia (13, 20, 27 settembre) su iniziativa di Cà Foscari (Dipartimenti di Management e di Studi sull’Asia e sull’Africa Settentrionale) con il Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto nell’ambito dei programmi promozionali della Regione Veneto.

fonte: ANSA

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