Archivi tag: 5

Allarme inquinamento, ispettori inviati nel nord

Continua l’allerta inquinamento in tutta la Cina. Secondo quanto riferisce l’agenzia Nuova Cina, il Ministero per la protezione ambientale ha deciso di inviare 12 squadre di esperti e ispettori a Pechino, a Tianjin, nella provincia dell’Hebei e nelle zone circostanti per monitorare la situazione più da vicino e individuare eventuali siti particolarmente inquinanti. In tutte queste zone, infatti, negli ultimi giorni, il livello delle particelle PM 2,5, cioè quelle di diametro inferiore a 2,5 micron (considerate le più dannose per la salute umana perchè penetrano facilmente nei polmoni) è rimasto sempre a livelli molto elevati, per lo più superiori a 250. Nel mirino degli ispettori ci saranno in primo luogo le fabbriche di carbone, di acciaio e di prodotti chimici. Il centro nazionale per la meteorologia ha emesso ieri a Pechino un allarme giallo, il secondo gradino di una scala di quattro. A Shijiazhuang, capitale dell’Hebei, è stato invece lanciato l’allarme arancione, pari al terzo gradino, e sono state adottate misure di emergenza tra le quali la riduzione della circolazione dei veicoli attraverso un sistema di targhe alterne. Anche a Pechino, venerdì scorso, è stato allarme arancione. Per contenere i danni le autorità nella capitale hanno stabilito l’interruzione della produzione in diversi impianti. Inoltre sono stati vietati tutti i barbecue. Sospese, nelle scuole di ogni ordine e grado, tutte le attività all’aperto.

Lascia un commento

Archiviato in Polluzione (che dall'inglese significa l'inquinamento)

Allarme inquinamento a Shanghai, 10 volte peggio dei limiti

Ancora allarme inquinamento a Shanghai. Il centro per il monitoraggio ambientale della capitale economica cinese ha fatto sapere, secondo quanto riferisce la stampa locale, che il livello di PM 2,5, ovvero le particelle di diametro inferiore a 2,5 micrometri ritenute le piu’ pericolose per la salute in quanto penetrano nei polmoni in profondita’, alle 10 di stamattina era schizzato a 245, quando i limiti normalmente fissati dalle autorità europee e di altri paesi arrivano massimo a 30. L’allarme è stato anche lanciato dal consolato generale Usa che ogni ora su twitter informa dello stato dell’aria in città. La metropoli stamattina era avvolta da una fitta coltre di smog, ‘degna’ di far concorrenza alla capitale Pechino, che da anni combatte con micidiali livelli quotidiani di PM 2,5. Il centro per il monitoraggio ambientale di Shanghai ha oggi dichiarato il ‘livello 5’ in una scala crescente che va da 1 a 6. La Commissione per la Pubblica Istruzione ha allertato tutte le scuole invitandole a tenere gli alunni all’interno e ad evitare attività all’aperto. Secondo i metereologi, la situazione potrebbe migliorare nel week end, grazie alle piogge.

Lascia un commento

Archiviato in Polluzione (che dall'inglese significa l'inquinamento)

Cappa di smog su Pechino, non partono aerei

Ci sono voluti oltre 100 voli tra cancellati e ritardati all’aeroporto di Pechino a causa di una fitta coltre di smog che dalla scorsa notte ha avviluppato lo scalo cinese, per convincere il governo locale che la citta’ ha un serio problema di inquinamento e che devono essere riviste le misure. Fino a qualche settimana fa, infatti, il governo di Pechino definiva ”una montatura” di dati sulle polveri sottili Pm 2,5 (quelle sotto i 2,5 micron, piu’ pericolose perche’ piu’ nascoste e raggiungono diversi organi nell’uomo) che gli strumenti dell’ambasciata americana a Pechino diffondevano continuamente sulla rete accompagnati da giudizi, riferiti alla qualita’ dell’aria, come ‘pericoloso’. Anche Wikileaks ha cablogrammi dei quali il governo cinese faceva pressioni su quello americano affinche’ non diffondesse i dati, fino a quando e’ stato lo stesso governo di Pechino a far sparire dalla rete i dati rilevati dagli americani. Ora, dopo che il governo ha annunciato che dal prossimo 23 gennaio saranno diffusi i dati dei Pm 2,5, visto che fino ad ora si diffondevano i soli dati dei Pm 10 (le polveri di diametro di 10 micron) e si definiva ‘buona’ l’aria di Pechino e della Cina, anche l’agenzia Nuova Cina in un lungo editoriale parla della necessita’ di maggiori dati e controlli sulla qualita’ dell’ambiente a Pechino e nelle grandi citta’ cinesi. Inutili nella capitale le targhe alterne e altre misure per la riduzione dell’inquinamento: l’uso smodato del carbone, la poca consapevolezza ambientale, l’elevato uso di tecnologie e industrie inquinanti, hanno reso l’aria cinese irrespirabile, tanto che tra i prodotti che vanno maggiormente a ruba ci sono le mascherine protettive. Questo nonostante la Cina sia fra i primi produttori di strumenti per l’energia solare e le altre energie rinnovabili. Pechino e’ anche arrivata a criticare, definendo ‘deplorevole’ il gesto, il Canada per l’uscita dal protocollo di Kyoto lo scorso dicembre durante il vertice di Durban. Ha addirittura aumentato del 50% l’obiettivo di energia solare da raggiungere entro il 2015. Ma e’ anche quella che continua ad investire nel carbone: nei prossimi cinque anni costruira’ la piu’ grande centrale asiatica, dal momento che la Cina si basa sul carbone per circa il 70% del suo fabbisogno e guida la classifica mondiale dei Paesi che riversano nell’atmosfera la maggiore quantita’ di gas-serra. Pechino quest’anno ha anche superato gli Stati Uniti in produzione di CO2 (anidride carbonica): secondo dati diffusi durante l’ultima conferenza climatica in Sud Africa, i due Paesi insieme arrivano al 44% delle emissioni globali di CO2 (25% per la Cina, 19% per gli Usa). Il ministero dell’ambiente corre ai ripari e dopo aver annunciato che pubblichera’ i dati dei pm2,5, ha anche detto che tutte le province dovranno dotarsi di strutture di monitoraggio migliori, cosi’ da poter diffondere in tempo reale dati sulle polveri sottili, sull’ozono e le emissioni monossido di carbonio.

Lascia un commento

Archiviato in Polluzione (che dall'inglese significa l'inquinamento)