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Settimana della lingua italiana a Shanghai

Fittissimo il programma della settimana della lingua italiana a Shanghai, presentata stamattina dal Console italiano Vincenzo De Luca e dal direttore dell’Istituto di Cultura Carlo Molina. Una offerta culturale notevole, che viene soprattutto incontro alla pressante richiesta dei cinesi, sempre più innamorati dell’Italia e desiderosi di conoscerla in tutti i suoi aspetti. E così si passa da spettacoli teatrali a workshop, da presentazioni di libri a film, a mostre d’arte, al concerto di Francesco Baccini. Il tutto non poteva essere condensato nella settimana dal 14 al 20 ottobre come in tutto il mondo, e così si comincerà il 25 settembre e si finirà il 31 ottobre. “Un programma variegato e completo – ha spiegato il console De Luca – che porta anche innovazioni, come la conferenza sulle Città Invisibili, un progetto che si può perfettamente applicare anche a questa metropoli”. In mezzo, anche il corso di aggiornamento per i docenti di italiano, la presentazione del Dizionario cinese-italiano”, curato da Giorgio Casacchia (esperto culturale dell’Istituto di Shanghai) e Bai Yukun e la presentazione del nuovo dizionario Gabrielli di Italiano, che sarà presentato da Irene Pivetti (ex presidente della Camera e presidente di Only Italia Academy), nipote di Gabrielli. La novità di quest’anno risiede soprattutto in diverse conferenze e presentazioni di libri che hanno a che fare con la storia di italiani a Shanghai, riscoperta proprio grazie al lavoro dell’Istituto di Cultura. Il prof. Casacchia, infatti, insieme a Stefano Piastra, docente di Geografia alla Universita’ Fudan di Shanghai, hanno coordinato il gruppo di lavoro che ha realizzato la mappa della presenza storica degli italiani a Shanghai, grazie alla quale è stata ancora più definita l’importanza della presenza italiana qui. “Della presenza italiana in Cina – spiega Carlo Molina – tutti ricordano Marco Polo e Matteo Ricci. Ma lo studio fatto dal gruppo di lavoro di questo istituto ha mostrato come siamo stati pionieri qui a Shanghai nel campo cinematografico, importanti nel campo musicale, artistico, scientifico. Italiani gestivano anche alberghi, c’è sempre stata una presenza importante e di riferimento. Abbiamo perciò deciso non solo di pubblicare la mappa, ma anche racconti di viaggiatori come Ezzerino Magli, che ha visitato Shanghai nei primi del 1900”. Nel programma, anche contributi da parte dell’Istituto di Cultura Svizzero.

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Rassegna su Sergio Leone a Shanghai

E’ stata inaugurata stamattina nel museo del cinema di Shanghai, una rassegna sui film di Sergio Leone, organizzata con il contributo del Consolato generale italiano e dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai. E’ una delle prime che il neonato museo della capitale economica cinese organizza, e rientra nel festival turistico di Shanghai appena organizzato. A tagliare il nastro, tra gli altri, il console italiano a Shanghai Vincenzo De Luca. “Siamo lieti – ha detto il console – che questo museo abbia dedicato una retrospettiva a un gigante della storia del cinema italiano, Sergio Leone che ha ispirato tanti famosi registi americani, Quentin Tarantino, Stanley Kubrick e i fratelli Coen, senza dimenticare che i lavori di Leone hanno ispirato anche il regista cinese Zhang Wu”. Non solo: il rapporto tra l’Italia e Shanghai dal punto di vista cinematografico è antichissimo e saldo. Il console ha infatti ricordato come i fratelli Lauro siano stati i primi a produrre e girare un film a Shanghai nel 1909. Film del quale purtroppo ci sono solo tracce scritte ma non copie. Il console ha ricordato inoltre come alla cerimonia di preapertura del neonato museo abbia partecipato anche Sofia Loren. Sia il console che il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, Carlo Molina, hanno ribadito la disponibilità delle istituzioni italiane a organizzare proiezioni e retrospettive di registi italiani viventi e non, proposta accolta favorevolmente dal museo. La rassegna su Leone prevede la proiezione fino al 30 settembre di 10 proiezioni in 35 mm di cinque film del maestro degli spaghetti wester, sottotitolati in cinese: Giù la testa, il Colosso di Rodi, Per qualche dollaro in più, Il buono il brutto e il cattivo, C’era una volta il West.

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Folta la presenza italiana alla mostra dek cinema di Shanghai

Anche quest’anno e’ nutrita la partecipazione italiana alla 16ma edizione dello Shanghai International Film Festival, divenuto in questi anni uno degli appuntamenti piu’ importanti sul panorama mondiale. Se e’ uno il film nella selezione ufficiale (non i competizione per il premio finale, il bicchiere d’oro) e’ il film di Bernardo Bertolucci ‘Io e Te’, sono ben nove i film nel Focus Italy: ‘Viaggio sola’ di Maria Sole Tognazzi; ‘Ti ho cercata in tutti i necrologi’ di Giancarlo Giannini; ‘L’intervallo di Leonardo di Costanzo; ‘E’ stato il figlio’ di Daniele Cipri’; ‘Tutti contro tutti’ di Rolando Ravello; ‘Una famiglia perfetta’ di Paolo Genovese; ‘Reality’ di Matteo Garrone; ‘Il rosso e il blu’ di Giuseppe Piccioni e ‘Un giorno speciale’ di Francesca Comencini. Nella sezione panorama, invece, viene proiettato ‘Voci nel buio’ di Rodolfo Bisatti. Come ogni anno, la partecipazione italiana e’ organizzata da Cinecitta’-Istituto Luce e coordinata dall’agenzia Ice, che organizza anche la partecipazione italiana al Film Market, uno degli appuntamenti piu’ importanti in Asia sul commercio cinematografico, con oltre 800 aziende da tutto il mondo che partecipano. Nonostante sia un mercato difficile a causa del controllo preventivo di censura di tutti i film e il fatto che c’e’ una sola azienda azienda autorizzata ad importare film (due quelle che possono distribuire), il mercato cinese e’ in crescita. Nel 2012 i film cinesi prodotti sono stati 893 rispetto ai 526 dello scorso anno, ma di questi solamente 307 sono alla fine sono usciti nelle sale cinematografiche. L’anno scorso la Cina ha importato 34 film esteri. Ma L’Italia, che con la Cina ha un accordo di co-produzione cinematografica, tenta di fare la parte del leone. ”Dopotutto – come ha ricordato l’ambasciatore italiano a Pechino Alberto Bradanini, che ha partecipato alla conferenza stampa stamattina di presentazione dei film italiani – il primo occidentale ad aver girato una pellicola a Shanghai fu un italiano, il napoletano Enrico Amer Lauro, che nel 1905 riprese aspetti della ”Dolce Vita” di Shanghai: aveva davvero anticipato i tempi anche nel titolo”. Tante domande da parte dei giornalisti cinesi per Giancarlo Giannini, Maria Sole Tognazzi, Paolo Genovese, Rolando Ravello, Fabrizio Falco (attore nel film di Cipri’) e Giuseppe Piccioni, che hanno partecipato alla conferenza stampa. Nella delegazione italiana, anche un gruppo dell’Anica guidato dal presidente Riccardo Tozzi, Maria Luisa Troccoli del Ministero dei Beni Culturali e Giorgio Gosetti, direttore della sezione Venice Days del Festival di Venezia.

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Morto Giancarlo Nicotra, gigante della Tv italiana, negli ultimi anni in Cina

Un altro amico che se ne va. Non un anno facile per coloro che stanno qui. Mi mancherà il suo sorriso, le numerose risate e gli aneddoti che mi raccontava. Ciao, Gianca’

Giancarlo Nicotra

Giancarlo Nicotra

E’ morto Gian Carlo Nicotra, storico regista televisivo. Aveva 69 anni e si è spento stamattina nella sua casa di Formello, vicino Roma, dopo una breve malattia.Ha firmato la regia di programmi per Mediaset come Drive in, ma soprattutto per la Rai, da Portobello (1987) a diverse edizioni di Fantastico, I Cervelloni, Per tutta la vita, Domenica in. I funerali di Nicotra si terranno venerdì alle 14 nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo, a Roma.
Ha lasciato tutti attoniti nella comunità italiana di Shanghai la notizia della morte del regista televisivo Gian Carlo Nicotra, che negli ultimi tempi trascorreva molto tempo a Shanghai, dove aveva portato la sua umanità e la sua professione, insieme con sua moglie Adriana. Aveva scelto Shanghai come base, ma aveva preso contatti e stretto relazioni in tutta la Cina. “La notizia ci ha devastati – ha detto il console generale italiano Vincenzo De Luca -. Nonostante fosse qui da poco tempo, Gian Carlo Nicotra era diventato un punto di riferimento per la comunità italiana, offrendo la sua grande professionalità per una serie di eventi”. In Cina Nicotra aveva realizzato la regia per lo spettacolo inaugurale dell’ex padiglione italiano all’Expo di Shanghai, aveva organizzato l’esibizione che Roberto Bolle avrà il prossimo settembre a Shanghai e aveva diversi progetti in corso, anche con la televisione cinese. “Lascia un grande vuoto – ha concluso il console – la sua disponibilità e la sua professionalità lo hanno in breve tempo qui a Shanghai fatto apprezzare da tutti, anche dai cinesi. Perdiamo tutti un grande professionista oltre che un amico. Ci stringiamo ad Adriana e alla sua famiglia”.

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Ciao caro Paolo, sit tibi terra levis

PaoloGasparrini

Avevo deciso di non pubblicare la notizia, per me è un fatto intimo e personale. Dopo alcuni articoli pubblicati in diversi giornali anche a me hano chiesto di farlo e, controvoglia, ho pubblicato la notizia. Paolo era un gigante nonostante non lo dimostrasse. Mio padre, che lo ha incontrato in una delle numerose cene a casa mia alle quali Paolo e la sua famiglia mi onoravano di partecipare, era convinto che facesse il rappresentante di profumi, tanto teneva un basso profilo rispetto alla sua vera occupazione. Non diceva mai: “io sono”, sempre sorridente. Si lo, so, quando muore qualcuno si scrive sempre che è stata una bella e brava persona, che aveva tutte le qaulità di questo mondo. Ma, credetemi, per Paolo Gasparrini si faceva fatica a pensare qualcosa di negativo anche in vita. Solare, sempre con il sorriso, gentile, affettuoso, sempre disponibile a far del bene agli altri (lo ricorderanno quelli che c’erano a Shanremo), un amico. E poi gli piaceva il mio liquore alla liquirizia e a me le sue lasagne, le uniche che mangiassi. Lunedì la messa in sua memoria a Shanghai, domani in Italia.
Si celebreranno domani a Firenze i funerali di Paolo Gasparrini, il presidente di l’Oreal Cina, venuto a mancare per un male incurabile in Italia, dove era stato ricoverato negli ultimi giorni. Gasparrini, 63 anni, originario di Treviso, era arrivato a Shanghai, dove viveva tutt’ora, nel 1996, tra i primi manager stranieri, e aveva curato l’apertura del mercato per il colosso francese, portandolo al successo che ha oggi. Paolo Gasparrini era entrato in L’Oreal nel 1987 e aveva contribuito al successo dell’azienda francese in Brasile, prima di aprire il mercato cinese. ”La sua scomparsa – e’ scritto in un messaggio apparso sul sito del consolato generale italiano a Shanghai – ha creato in tutti noi un profondo dolore e un sentimento di perdita di un grande italiano che a Shanghai e in Cina ha saputo farsi ammirare e amare dai cinesi, dalla comunita’ internazionale e da tutti noi italiani, per la sua professionalita’ fuori dal comune e per le sue eccezionali qualita’ umane di semplicita’, generosita’ e affabilita”’. Gasparrini e’ stato tra l’altro insignito della Legion d’Honneur francese, della Magnolia Award (il piu’ importante riconoscimento della municipalita’ di Shanghai attribuitogli per l’importante sviluppo alla citta’) ed era membro di numerosi think tank italiani, cinesi e internazionali, ed era riconosciuto come uno dei massimi esperti del business in Cina. Lunedi’ nella chiesa di Saint Peter a Shanghai sara’ celebrata una messa in sua memoria. Ogi, anche alcuni giornali cinesi, come lo Shanghai Daily, lo ricordano.

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Il Jazz di Marco Cappelli sbarca a Shanghai

Il jazz italiano e’ stato il protagonista della domenica di Pasqua a Shanghai, capitale cinese del Jazz, grazie al concerto del chitarrista napoletano Marco Cappelli. Da sempre a Shanghai diversi locali ospitano quotidianamente musica jazz e il piu’ famoso albergo della citta’, lo storico Peace Hotel, dal 1930, ospita quotidianamente una orchestra jazz nel suo Jazz Bar. Cappelli, virtuoso che vive negli a New York, ha incantato il folto pubblico cinese e internazionale accorso all’House of Blues and Jazz, con pezzi classici e sue composizioni, oltre che con improvvisazioni. In repertorio durante la serata, organizzata con la collaborazione del Consolato italiano e dell’istituto italiano di Cultura, anche alcuni brani composti da Cappelli sulla serie dei personaggi del romanziere giallo Maurizio De Giovanni, l’autore dei libri del Commisario Ricciardi, ambientati nella Napoli degli anni 30. Il chitarrista napoletano alterna l’attivita’ concertistica, di composizione e discografica, a quella didattica: e’ titolare della cattedra di chitarra classica presso il Conservatorio ”V. Bellini” di Palermo e Associate Professor presso il Music Department della Columbia University di New York, oltre ad essere stato stato assistente di Sharon Isbin presso l’Aspen Summer School (2006), guest professor presso prestigiose scuole come la Julliard School, la New York University, la Cal Poly University di Pomona (Los Angeles), il DIM di Citta’ del Messico e l’Universita’ di Guadalajara. A Shanghai ha concluso la tourne’ asiatica che l’ha portato a suonare a Seul, Tokyo, Osaka e Pechino. Cappelli vanta al suo attivo collaborazioni con Anthony Coleman, Michel Godard, Butch Morris, Mauro Pagani, Jim Pugliese, Enrico Rava, Marc Ribot, Adam Rudolph, Elliott Sharp, Giovanni Sollima, Markus Stockhausen, Cristina Zavalloni. Il concerto di Pasqua, a cui ha partecipato anche l’ambasciatore italiano in Cina Alberto Bradanini e il console italiano a Shanghai Vincenzo de Luca, e’ stato preceduto da una master class sull’improvvisazione al Conservatorio di Shanghai.

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Ospedali mondiali aspettano le infermiere cinesi in cerca di maggiori guadagni

Le infermiere cinesi emigrano sempre di piu’ verso l’Europa e gli Stati Uniti, non trovando lavoro in patria o per guadagnare sicuramente meglio. Pochi mesi fa le autorita’ tedesche del lavoro e il Ministero del Commercio cinese hanno firmato un accordo per l’invio di circa 150 infermiere cinesi per lavorare in case di cura tedesche, al fine di contribuire a colmare una carenza di personale medico nel paese. La carenza di infermiere e’ un problema globale. Paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l’Austria per molto tempo hanno reclutato infermiere da paesi come il Vietnam e le Filippine. Ora si rivolgono alla Cina. ”Credo che l’esperienza di lavoro all’estero – ha detto al Global Times Su Juan, un’ infermiera cinese di 28 anni che sta preparandosi ad andare a lavorare in Germania studiando la lingua e la cultura tedesca – allarghera’ i miei punti di vista e ampliera’ le mie conoscenze. Inoltre dopo aver lavorato negli ospedali cinesi il lavoro all’estero e’ piu’ rilassante ed e’ anche interessante conoscere persone di tutto il mondo”.
Il problema e’ che la Cina stessa e’ carente di infermiere che possano prendersi cura della propria popolazione che invecchia. Nel 2010 il rapporto medico-infermiera era di 1 a 1,16, sotto la media proposta dalla Banca Mondiale che e’ di 1 a 2. Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2010 la Cina contava 2 milioni di infermiere, in crescita del 52% rispetto al 2005, una cifra che secondo gli esperti, e’ ora in calo in quanto la Cina sta vivendo negli ultimi anni una grossa fuga in campo medico. A spingere le infermiere cinesi ad andare all’estero e’ anche la retribuzione. Su Juan ha lavorato anche in Arabia Saudita dove guadagnava 4500 (circa 500 euro) yuan al mese, contro i 2.000 yuan circa delle sue colleghe che avevano deciso di restare a lavorare in Cina. In Germania, mediamente, guadagnera’ circa 2400 euro al mese. Per le infermiere cinesi la destinazione favorita restano comunque gli Stati Uniti.

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