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La prima scuola in lingua italiana aprira’ a Pechino nel prossimo settembre. Lo ha annunciato Carla Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children, che gestira’ la scuola. L’istituto, il primo italiano ad aprire ad est di Teheran, avra’ un asilo nido e tutte le classe elementari. In una conferenza tenuta nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, Rinaldi ha spiegato la filosofia educativa della Fondazione, che si fonda sull’immagine di un bambino e, in generale, di un essere umano portatori di forti potenzialità di sviluppo e soggetti di diritti, che apprendono, crescono nella relazione con gli altri. Si tratta di un progetto educativo globale, che viene portato avanti nelle scuole e nei nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia e al quale si ispirano scuole di tutto il mondo, basato su alcuni tratti distintivi: la partecipazione delle famiglie, il lavoro collegiale di tutto il personale, l’importanza dell’ambiente educativo, la presenza dell’atelier e della figura dell’atelierista, della cucina interna, il coordinamento pedagogico e didattico. La seconda lingua della scuola sara’ l’ inglese e il programma prevede anche un corso di cultura cinese. Molte famiglie italiane ed europee hanno gia’ espresso il loro interesse per la nuova scuola. Rinaldi ha affermato che l’esperimento in Cina è dettato dal forte interesse mostrato negli anni scorsi da educatori cinesi per la filosofia della Reggio Children. Molti dei testi della Fondazione sono stati tradotti in cinese e hanno avuto una buona diffusione, ha aggiunto.

fonte: ANSA

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La fotografia della presenza cinese in Italia: quarta popolazione nel Bel Paese

I cinesi sono la quarta popolazione immigrata per residenti in Italia con oltre 300 mila presenze e rappresentano l’8,1% delle popolazione straniera complessiva. Lo rileva un’indagine della Fondazione Leone Moressa di Venezia. Per quanto riguarda il genere, la popolazione cinese è piuttosto equilibrata, avendo una componente femminile del 48,9%. I cinesi risultano più numerosi nelle province di Milano (24.000), Firenze (14.000), Roma e Prato (13.000), ma l’incidenza maggiore sul totale della popolazione straniera si registra a Prato (39%). Seguono Treviso (8.006), Torino (7.553), Napoli (5.958), Padova (5.835), Reggio Emilia (5.274) e Brescia (5.171). Nelle scuole, come per le altre prime tre nazionalità in Italia, gli alunni cinesi (32 mila) si concentrano soprattutto nelle primarie. I nati con cittadinanza cinese nel 2010 in Italia sono 5.154, di cui il 22,4% è nato in Lombardia, il 15,3% in Emilia Romagna, il 14,9% in Veneto e il 12,0% in Piemonte. Il 31,8% dei cinesi è occupato (28,7% femmine; 36,1 maschi). La sotto occupazione non è molto diffusa rispetto alle altre nazionalità: sono infatti sotto inquadrati il 9,7% dei maschi e l’8,6% delle femmine. I cinesi risultano essere principalmente esercenti delle vendite (22,6%), esercenti e addetti nell’ attività di ristorazione (16,2%) e addetti alle vendite (10,3%). Gli imprenditori stranieri sono 56.000 e costituiscono il 9,5% del totale degli imprenditori stranieri. Le attività maggiormente gestite da cinesi sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio (40,0%), il manifatturiero (30,3%) e le attività di ristorazione (20,4%). A livello territoriale si concentrano in Lombardia (20,9%), Toscana (18,2%) e Veneto (12,0%). La retribuzione media dei cinesi è di 959 euro (1005 per gli uomini, 904 per le donne). I redditi dichiarati nell’anno di imposta 2010 ammontano a 7.330 euro. L’Irpef è di 2.010 euro per un totale di 145 mila contribuenti cinesi. I cinesi risultano essere la popolazione che invia il maggiore importo nel paese di origine sotto forma di rimesse (2,67 miliardi). Roma è la prima provincia da cui queste rimesse provengono (1,4 mld). Osservando le rimesse inviate in Cina negli ultimi 5 anni, la somma supera i 10 mld di euro, con un aumento dal 2008 al 2012 del 74%.

fonte: ANSA

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Inaugurato a Guangzhou il nuovo centro visti italiani, con sindaco Pisapia

Inaugurato a Guangzhou, ex Canton, il nuovo centro visti per l’Italia. Alla presenza del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e del console generale italiano a Guangzhou, Benedetto Latteri, con le autorità cinesi è stato tagliato il nastro della struttura, la cui apertura si inserisce nella nuova politica di riduzione dei tempi di rilascio dei visti voluta dall’Ambasciata d’Italia in Cina. Dopo Pechino e Shanghai, anche Guangzhou è stata dotata di un centro visti all’avanguardia grazie al quale riuscirà a rilasciare visti per l’Italia in massimo 3-4 giorni, un tempo spesso inferiore a quelli necessari per le pratiche in altre rappresentanze straniere in Cina. “Negli ultimi anni – ha detto il console Latteri – le richieste di visti per l’Italia da parte dei cinesi sono aumentate moltissimo. Siamo passati dai 40.000 dell’anno scorso ai 60.000 di quest’anno, registrando aumenti del 20 % circa ogni anno di media. Cambia anche la tipologia: prima emettevamo per la maggior parte visti business, ora invece le richieste di visto turistico stanno aumentando, segno che l’interesse per il nostro paese da parte dei cinesi è aumentato notevolmente”. “L’inaugurazione di questo centro – ha detto il sindaco Pisapia – viene incontro anche alle esigenze e alle richieste che io ed altri colleghi abbiamo ricevuto dalle comunità cinesi presenti nelle nostre città. Soprattutto in chiave dell’Expo del 2015, dell’alto numero di turisti cinesi che ci aspettiamo sui 20 milioni di obiettivo, lo snellimento dei tempi di concessione del visto è il frutto dell’ottimo lavoro di concertazione tra i vari attori del sistema paese a livello locale e centrale. Facilitare l’arrivo dei cinesi in Italia è diventata ora una necessità”.

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Tournée in Cina per Marco Cappelli, icona del jazz

“Una icona del jazz italiano”: così ha scritto la stampa cinese di Marco Cappelli, jazzista di razza, alla sua seconda tournée in Cina per presentare il suo ultimo lavoro discografico, “Le stagioni del commissario Ricciardi”. In un affollatissimo concerto all’House of Blues and Jazz, il tempio del genere a Shanghai (città di antica tradizione jazzistica), avvalendosi della collaborazione di due strumentisti locali, Cappelli ha presentato il suo ultimo lavoro uscito negli Stati Uniti un mese fa per l’etichetta Tzadik. Nove brani, ispirati ai libri gialli della saga del Commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni, nei quali Cappelli sintetizza minimalismo, jazz, musica popolare italiana, classico contemporaneo e colonne sonore in una composizione definita “drammatica ed evocativa”. Il cd, registrato con la partecipazione di due straordinari musicisti come Ken Filiano al contrabbasso e Satoshi Takeishi alle percussioni (che con il musicista napoletano compongono il Marco Cappelli Acoustic Trio con il quale si esibiscono in tutto il mondo con base negli Usa) è stato etichettato dalla critica come “un programma straordinariamente fantasioso di musica piena di melodie orecchiabili, assoli infuocati, texture insolite, virtuosismo, umorismo e altro ancora”. “Come già la tournée dell’anno scorso – spiega Marco Cappelli – anche quest’anno ho trovato un ottimo pubblico qui a Shanghai, davvero competente. Sono estremamente contento che il Cd, che negli Usa mi sta dando molte soddisfazioni ed è stato accolto molto benevolmente dalla critica, sta riscuotendo successo anche qui”. Dopo l’esibizione shanghainese, Cappelli è volato a Pechino dove ha tenuto un altro applauditissimo concerto.

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Di un napoletano il primo film su Shanghai. E non solo

E’ di un napoletano il primo film girato a Shanghai: “La dolce vita nel quartiere delle Legazioni”, girato nel 1907 dal napoletano Enrico Amer Lauro, è il primo assoluto documento su celluloide della capitale economica cinese, anche se ci sono solo tracce cartacee ma nessuna copia è stata trovata. E’ una delle scoperte del team di ricercatori coordinati dal professore Giorgio Casacchia, esperto culturale dell’Istituto Italiano di cultura di Shanghai, che hanno realizzato, sotto l’egida dello stesso istituto, la mappa storica “Gli italiani a Sciangai, 1608-1949”. Di Lauro, rimane solo una lapide in un cimitero di Shanghai (rifatto e spostato dal luogo originario) e qualche traccia in pochi testi, dai quali si è scoperto che la casa di produzione di Lauro si produsse anche in una seconda opera, “Il primo tram a Shanghai”, anch’essa andata perduta. “Purtroppo – spiega il professore Casacchia, docente di filologia cinese all’Università l’Orientale di Napoli ed autore del massimo dizionario cinese-italiano – la ricerca si basa non su tantissime fonti, a causa delle guerre, delle vicende storiche che hanno spesso portato alla distruzione di archivi importanti. Ma i dati che abbiamo raccolto parlano di una presenza di italiani importante. Al di l’ dei nomi come Galeazzo Ciano, sappiamo di un’importante presenza. Il primo straniero a mettere piede a Shanghai fu un italiano, il missionario gesuita Lazzaro Cattaneo nel 1608. Da allora tanti gli italiani che sono arrivati sulle rive dello Huangpu, e tra questi molti campani”. Il primo di questi di cui si ha notizia certa è il gesuita Angelo Zottoli, missionario originario di Acerno, che a Shanghai non solo si distinse per la sua predicazione, ma per essere uno dei piu’ eminenti sinologi. A lui si deve l’instaurazione della biblioteca (che vive tuttora) di Zikawei, l’odierno quartiere di Xujiaquei, un tempo fulcro della cultura a Shanghai, ma anche la pubblicazione della piu’ monumentale opera sullo studio del cinese, il Cursus Litteraturae Sinicae in 5 volumi. Altro gesuita importante a Shanghai è stato Luigi Massa, ucciso mentre gestiva un orfanotrofio, e che è sepolto nella capitale economica cinese insieme a due dei suoi fratelli, anch’essi missionari gesuiti. “Con la fine della guerra dell’oppio e l’inizio delle legazioni – continua Cassacchia – a Shanghai cominciano ad arrivare imprenditori da tutto il mondo nei settori piu’ disparati. E l’arrivo di questi che volevano fare affari a Shanghai, spinse anche molti avvocati e consulenti a giungere nella capitale economica cinese, per aiutarli nelle loro imprese”. Fra questi, l’avvocato napoletano Domenico Musso, autore, tra l’altro, di un importante saggio sulla legislazione cinese e che per un breve periodo, secondo alcune fonti, sarebbe stato a capo della compagnia tranviaria di Shanghai. “L’elenco – conclude Casacchia – potrebbe essere ancora piu’ lungo. La nostra ricerca per ora si è fermata all’anno della proclamazine della Repubblica Popolare Cinese, ma sappiamo che prima e dopo la nostra finestra di ricerca italiani importanti e campani in particolare sono stati numerosi, tessendo forti legami con Shanghai”.

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Al via la piattaforma di promozione di Napoli a Shanghai

Una piattaforma continua di promozione di Napoli in Cina: è quanto è cominciato stamattina a Shanghai con l’apertura degli incontri imprenditoriali nell’ambito della settimana di Napoli a Shanghai “Loro di Napoli”. Una ventina di aziende napoletane, coordinate dall’Unione Industriali, hanno incontrato oltre cento operatori cinesi di diversi settori in meeting b2b organizzati dall’ufficio di Shanghai dell’agenzia Ice. Voluta dal consolato generale italiano a Shanghai, “Loro di Napoli” è la più importante manifestazione di una città e regione italiana in Cina nel 2013, la più grande che Napoli e la Campania abbiano mai avuto nel paese del dragone. “Gli operatori cinesi del turismo, agroalimentare, moda e di altri settori – commenta il console Vincenzo De Luca – hanno risposto più che positivamente al nostro invito, consapevoli delle potenzialità che Napoli e la Campania hanno. Non abbiamo voluto realizzare uno ‘one spot event’, ma dare il via ad una promozione continua. Con non pochi risultati”. Il presidente degli industriali napoletani, Paolo Graziano, durante gli incontri ha invitato i maggiori tour operator cinesi selezionati in loco a visitare Napoli e la Campania, invito subito raccolto anche in chiavo di diverse tipologie turistiche. “Abbiamo – spiega Graziano – trovato grande attenzione su offerte turistiche legate non solo alle nostre zone d’arte e alle bellezze paesistiche, ma anche itinerari dello shopping (con un notevole apprezzamento per la filiera moda e artigianale campana) e all’agroalimentare. Una occasione irripetibile, che da il via a notevoli collaborazioni future”. La piattaforma di promozione riguarderà anche i prodotti dell’industria agro-alimentare campana: a tale proposito il presidente dell’associazione dell’industria alimentare di Shanghai ha raccolto l’invito a recarsi in Campania. Non solo: il festival della pizza del prossimo fine settimana a Shanghai, diventerà il primo esempio di iniziative periodiche per la promozione gastronomica della Campania in questa parte del mondo. Spazio anche per l’aerospaziale napoletano, che è divenuto partner della piattaforma aerospaziale italiana che in Cina ha già cominciato ad operare con notevole riscontro da parte dei cinesi. Grazie invece all’agenzia Ice, ci sarà invece un raccordo permanente con i maggiori gruppi moda e retail dell’area di Shanghai. Negli scambi, spazi anche al cinema, con l’esplorazione di possibili accordi di co-produzione. “Quella messa in atto – conclude De Luca – è una grande operazione di sistema, nella quale tutti gli attori istituzionali e non, sia qui che a Napoli, hanno giocato la loro parte. “Un esempio – fa eco Graziano – di come le sinergie tra pubblico e privato, anche a latitudini diverse, se lavorano con l’unico interesse comune del bene pubblico, funzionano e portano a casa notevoli risultati per la collettività”.

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Cominciata a Shanghai la settimana di Napoli “Loro di Napoli”

È cominciata con la proiezione di ‘Matrimonio all’italiana’ , introdotta dal giallista Maurizio De Giovanni, la settimana di Napoli a Shanghai “Loro di Napoli”. Nata da una idea del Consolato generale d’Italia a Shanghai, realizzata con il contributo di Agenzia Ice, Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, Camera di Commercio Italiana in Cina e Unione industriali di Napoli, è l’evento più importante e grande di una regione o di una città italiana in Cina nel 2013, sicuramente il piu’ grande di Napoli in Cina. Per una settimana, Napoli sarà protagonista nelle capitale economica cinese con cultura, arte, musica, gastronomia e imprenditoria. Il gialista autore dei libri del Commissario Ricciardi e dell’ispettore Lo Iacono, sarà anche il protagonista di un incontro, presso l’associazione degli scrittori di Shanghai, con Qiu Xiaolong, affermato giallista cinese tradotto in tutto il mondo, che ambienta le sue storie a Shanghai. La parte musicale, è affidata al jazzista napoletano Marco Cappelli, che negli ultimi anni si è affermato negli Usa, che oltre a presentare il suo ultimo lavoro all’House of Blues and Jazz, accompagnerà la lettura dei brani dei due scrittori con musiche composte per l’occasione. Un seminario sull’ambiente marino a cura della stazione geologica Dhorn; una mostra-concorso di giovani architetti napoletani; la conferenza “Matteo Ripa e la fondazione del Collegio dei Cinesi a Napoli” ad opera del professore Michele Fatica dell’Orientale di Napoli e la firma dell’accordo tra la stessa università e la China Eastern University, oltre alla proiezione di altri film napoletani, come ‘Fuoco su di me’ di Lamberto Lambertini, completano la parte culturale. Sul fronte commerciale, una ventina di aziende napoletane di diversi settori incontreranno, in meeting b2b organizzati dall’Ice, omologhi cinesi per discutere di opportunità imprenditoriali e commerciali. Un seminario illustrerà a selezionati importanti players cinesi le opportunità di investimento e turistiche in Campania, mentre un workshop dell’Ice illustrerà alle aziende campane le opportunità e la azioni necessarie per fare business in Cina, analizzando questioni legali, fiscali, doganali e bancarie. Appuntamento importante è il Festival della Pizza, dove le migliori quattro pizzerie di Shanghai, per il 90% di napoletani, sforneranno pizze utilizzando prodotti provenienti dalla regione. “Un programma impegnativo – spiega il console generale italiano a Shanghai Vincenzo De Luca – ma completo, che vuole attirare l’attenzione dei cinesi su Napoli come importante città di cultura, arte e tradizioni, ma anche come opportunità di investimenti e commerciali. Le aziende campane, anche se se ne parla poco, sono spesso ai vertici dei rispettivi settori ed è importante fornire una vetrina qualificata in questa parte di mondo verso tutti guardano ma dove non è facile e immediato l’inserimento. Con questa iniziativa – conclude De Luca – siamo sicuri di offrire a Napoli e alla Campania una importante opportunità di visibilità in considerazione anche del sempre crescente interesse di imprenditori ma anche di turisti cinesi verso l’Italia, dimostrato dall’aumento del numero di visti che concediamo, che ci porta ad essere, come Italia, prima destinazione europea”.

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