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Festa della Repubblica: oltre 1500 italiani partecipano all commemorazione a Shanghai

Oltre 1500 persone hanno partecipato ai festeggiamenti per la Festa della Repubblica Italiana celebrata nello Shanghai Italian Center (l’ex padiglione italiano all’expo di Shanghai), nella capitale economica cinese. Nutrita la presenza di autorità cinesi: con Zhou Bo, vicesindaco di Shanghai, c’erano cinque alti funzionari del partito e della municipalità di Shanghai, accolti dal console generale italiano Vincenzo De Luca. Questi ha ricordato, nel suo saluto, come la comunità italiana a Shanghai stia aumentando: le ultime stime parlano di oltre 5000 italiani nella circoscrizione consolare che comprende anche le province dello Zhejiang, Jiangsu e Anhui. Nella città di Suzhou nello Jiangsu, ad esempio, c’é il più grande hub asiatico e forse del mondo, di aziende italiane fuori dal Bel Paese. Nel suo discorso, il console ha ricordato come l’Italia nel 2012 è stato il paese a concedere più visti ai cinesi nell’ambito dei paesi dell’Unione europea, con 285.000 visti concessi, dei quali quasi 90.000 solo a Shanghai. Nella capitale economica cinese, il consolato generale italiano è il primo per numero di visti concessi quest’anno. “A dimostrazione – ha detto il console – del grande interesse che il nostro paese riscuote tra i cinesi sia in ambito turistico ma soprattutto in ambito imprenditoriale”. Un interesse sottolineato anche dai funzionari cinesi che hanno plaudito ai rapporti fra i due paesi, ma anche ai legami pure storici. Grazie anche al lavoro dell’istituto di cultura italiano a Shanghai soprattutto con la realizzazione della mappa storica della presenza italiana a Shanghai, è stato infatti dimostrato quanto gli italiani hanno contribuito alla crescita della capitale economica cinese in diversi campi, come quello musicale, dove un italiano, Mario Paci, organizzò la Shanghai Mucipal Orchestra, dirigendola dal 1919 al 1942. Molto apprezzata l’esibizione del baritono cinese Zhang Feng che ha cantato arie d’opera italiane.

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A metà giugno nuova missione spaziale cinese

La Cina lancerà a metà di giugno una missione spaziale, nella quale tre astronauti raggiungeranno la stazione orbitante Tiangong (Palazzo Celeste). Lo ha annunciato oggi l’agenzia Nuova Cina, secondo la quale la navicella Shenzou 10 e il razzo che la porterà in orbita sono già stati trasportati in una base spaziale nel deserto della Mongolia Interna. Si tratterà della quinta missione nello spazio di astronauti cinesi la prima delle quali è stata condotta nel 2003 da un ufficiale dell’ aviazione, Yang Liwei, diventato in seguito un eroe nazionale. La Cina è il terzo paese, dopo Usa e Russia, ad avere un suo programma spaziale autonomo. Tra le prossime tappe, gli scienziati cinesi prevedono l’atterraggio sulla Luna di un’astronave senza uomini a bordo. Si è anche parlato di una possibile missione umana sulla Luna, che però non verrà organizzata prima del 2020.

fonte: ANSA

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Ragazzino cinese incide proprio nome su tempio di Luxor, polemiche

Polemiche online dopo che una turista cinese ha postato la foto di alcuni graffiti con la scritta “Ding Jinhao è stato qui”, incisi su un muro del complesso templare egiziano di Luxor. Ding Jinhao è un ragazzo di 14 anni in Egitto insieme ai due genitori, facenti parte di un gruppo di turisti cinesi che hanno visitato l’antica capitale egiziana all’inizio di maggio. Una delle turiste, scioccata per lo scempio sul monumento, lo ha fotografato e lo ha postato online, provocando le proteste di molti. I genitori del ragazzo si sono scusati, ma non è bastato: è stato semplice recuperare i dati del ragazzo e il sito della sua scuola media di Nanchino è stato oggetto di attacchi informatici, con la scritta incisa dal ragazzino sul monumento egiziano. Non si conoscono al momento reazioni egiziane al caso, né scuse o azioni cinesi all’incidente. Dieci giorni fa, il vicepresidente cinese Wang Yang ha invitato i turisti cinesi ad essere più educati, in quanto ambasciatori nel mondo. Ma sono molti i casi che vedono turisti cinesi non curanti del rispetto dei monumenti, ma anche delle regole e dei costumi locali, obbligando il vicepremier a parlare di “atteggiamenti incivili che hanno danneggiato l’immagine della Cina e del popolo cinese, causando impatti negativi”.

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Vicepremier bacchetta turisti cinesi scostumati

Turisti cinesi, siate educati, siete gli ambasciatori del nostro Paese all’estero. Quindi evitare schiamazzi, sputi, danneggiamenti al patrimonio culturale o all’ambiente o casi limite, come quello di un bambino che fece pipì in una bottiglia al ristorante. E’ quello che ha chiesto uno dei quattro vicepremier della Cina, Wang Yang, durante una teleconferenza in occasione dell’approvazione della nuova legge sul turismo del Paese del dragone. Il vicepremier non ha usato mezze parole: “Alcuni atteggiamenti incivili sono stati criticati e hanno danneggiato l’immagine della Cina e del popolo cinese, causando impatti negativi”, ha detto l’ex segretario del partito del Guangdong. Wang ha dovuto ammettere che il grado di civiltà di molti turisti cinesi “é ancora basso”, auspicando una maggiore cultura del turismo. Ma Wang ha soprattutto invitato i connazionali a “rispettare coscienziosamente l’ordine pubblico e l’etica sociale, le credenze religiose e i costumi locali”, a “prestare attenzione al linguaggio e comportamento” dei Paesi ospiti e di rispettarne l’ambiente. Cose che spesso i turisti cinesi in giro per il mondo si dimenticano. Ed è stato lo stesso vicepremier a elencare i peggiori atteggiamenti, come il parlare in pubblico ad alta voce, il mancato rispetto delle regole stradali, lo sputare o l’incidere caratteri e nomi sui monumenti. Non senza autocritica: “Migliorare la qualità civile dei cittadini – ha detto Wang – e la costruzione di una buona immagine di turisti cinesi sono gli obblighi dei governi a tutti i livelli e le agenzie e le società, le autorità dovrebbero guidare i turisti”. Anche senza dirlo chiaramente, il vicepremier ha fatto riferimento soprattutto ai gruppi, quelli che partono da Shanghai e Pechino per viaggi organizzati “tutto incluso” (compreso l’aereo) a 500-600 euro e che hanno trovato anche nell’Italia una destinazione preferita, non a caso il numero dei visti per gruppi turistici cinesi verso l’Italia è aumentato del 30%. Gruppi che fra le destinazioni preferite hanno anche l’Italia, che è ai primissimi posti per numero di visti rilasciati complessivamente, con primati in diversi settori. I gruppi organizzati mangiano in loro ristoranti, portano cibo loro, dormono in strutture cinesi e, come i cinesi ricchi, non rinunciano ad alcune comodità, come a portare in albergo il bollitore dell’acqua, che spesso in Europa manca. La stampa cinese, più di quella internazionale, ha spesso mostrato in video e fotografie i comportamenti stigmatizzati dal vicepremier. Come quello di una donna che in un ristorante consentì a suo figlio di 4 anni di fare pipì in una bottiglia davanti a tutti, in piedi sulla sedia. Oppure di due neosposi che si sono fatti fotografare accanto ai loro nomi incisi su un monumento. O quella di pochi giorni fa di una donna con la borsa piena di coralli presi alle Maldive. I media internazionali sono più clementi, preoccupati che i cinesi possano offendersi e non spendere più. Un rapporto della della Organizzaione Mondiale del turismo delle Nazioni Unite (Unwto), ha evidenziato come i cinesi abbiano superato anche i tedeschi e gli americani, spendendo lo scorso anno 102 miliardi di dollari in viaggi all’estero (contro gli 84 miliardi dei tedeschi), il 41% in più rispetto all’anno precedente.

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Deraglia tram a Hong Kong, almeno 50 feriti

Almeno 50 persone sono rimaste ferite nel deragliamento di un tram ad Hong Kong. Lo riferisce la tv dell’ex colonia britannica. L’incidente è avvenuto tra le stazioni di Hang Mei Tsuen e Tong Fong Tsuen a Tin Shui Wai. La maggior parte dei feriti hanno subito piccoli tagli o contusioni e sarebbero poche le persone ricoverate in ospedale. Secondo testimoni il tram andava troppo veloce quando in una curva è deragliato. Il sistema dei tram nell’area è stato sospeso per precauzione.

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In Cina pagina in italiano del museo nazionale ci Pechino

Presentata a Pechino la pagina web in italiano del prestigioso Museo Nazionale Cinese della capitale del paese del dragone. L’evento e’ stato organizzato dall’Ambasciata italiana a Pechino, dai vertici del museo e dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino nella sede di quest’ultimo ed e’ stato presentato dall’ambasciatore italiano Alberto Bradanini, dal vice direttore del museo Cheng Lusheng, e dal direttore dell’Iic Stefania Stafutti. La traduzione della pagina web in lingua italiana, realizzata dal museo in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, rappresentera’ un altro strumento di diffusione della lingua italiana tra la popolazione cinese, e si inquadra nello sforzo di conoscenza reciproca tra le due popolazioni che anima le attivita’ delle istituzioni italiane e cinesi. Il Museo Nazionale Cinese di Pechino, che ha recentemente ospitato le opere mirabili del rinascimento fiorentino a cura del Ministero per i beni culturali, e’ una tappa obbligata per i turisti, principalmente cinesi, che si recano nella capitale a visitare le collezioni di arte dell’edificio museale sito a piazza Tiananmen, in una posizione strategica tra la Citta’ Proibita, l’Assemblea Nazionale del Popolo e il Mausoleo di Mao. E’ la prima volta che un sito istituzionale cinese realizza una versione in italiano, segno della considerazione che i cinesi hanno dell’Italia come potenza culturale e dell’interesse ad instaurare con il nostro Paese un legame duraturo nel settore. ”Plaudo – ha dichiarato l’Ambasciatore Bradanini – a un’iniziativa sostenuta dall’Ambasciata, e resa possibile con il fattivo contributo dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, che facilitera’ la comprensione e la diffusione tra i cittadini italiani della cultura e dell’arte cinese, fungendo altresì da fattore di attrazione turistica dei nostri concittadini. Mi auguro che, analogamente a quanto realizzato dal Museo Nazionale Cinese, i nostri musei e le nostre istituzioni culturali possano in tempi rapidi dotarsi di tutti gli strumenti per presentare adeguatamente i loro tesori ai turisti cinesi, destinati ad aumentare in ragione del crescente richiamo che esercitano l’Italia e le sue innumerevoli attrazioni sulla popolazione cinese”.

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Un reality Tv per rilanciare relazioni Italia-Cina

Un ‘reality’ per rafforzare le relazioni tra Italia e Cina. L’ idea è del giovane imprenditore cinese Steven Luo, che ha trovato un partner nella televisione del Guangxi, una provincia della Cina meridionale che sta correndo a ritmo indiavolato verso la modernità. Nel 2010 Lou ha fondato la Beijing Loren (in onore di Sophia Loren) International Model Agency, e ha organizzato il Loren Chinese Top Model Contest. Si tratta dell’ unica manifestazione di questo tipo che ha come protagoniste modelle cinesi e che si svolge interamente in Italia, grazie al sostegno di sponsor locali tra cui il Casinò di Campione d’ Italia. “Si parla tanto di approfondire le relazioni tra i due Paesi e questa del reality è un’ iniziativa concreta, non ne vedo altre di così concrete”, afferma Steven, che l’ Ambasciatore italiano in Cina Alberto Bradanini ha definito “un vero ambasciatore di entrambi i Paesi”. Nato trent’ anni fa nello Zhejiang, la provincia dalla quale provengono la maggior parte degli immigrati cinesi in Italia, dal 1997 Steven frequenta assiduamente l’ Italia, e in particolare Milano, dove vivono i suoi parenti. Da sempre sospeso tra i due mondi, innamorato sia del suo Paese d’origine che di quello d’adozione, Luo ha fondato la Loren nel 2010. La sua agenzia, sottolinea con orgoglio, è stata “la prima ad organizzare in Italia manifestazioni con modelle cinesi”. Le ragazze vengono selezionate dallo stesso Steven, sulla base delle proposte delle numerose agenzie sparse per tutta la Cina con le quali è costantemente in contatto. Nel 2011 si è manifestato l’interesse della Guangxi Tv per le iniziative della Loren Model: una troupe ha seguito il concorso che si è svolto in Italia e lo ha mostrato al pubblico cinese nel suo programma Fashion China. Nel 2012 è stato fatto il salto con la produzione del reality, chiamato Top Model on the Road. Il reality, spiegano i dirigenti della tv, che ha la sua sede nella capitale provinciale Nanning, è imperniato sulla “scoperta” dell’ Italia da parte delle ragazze cinesi. Dieci puntate, decine di milioni di spettatori, e quest’ anno si replica. Tutte le 31 province della Cina hanno una o più reti televisive che spesso sono in concorrenza tra di loro e con la Grande Consorella federale, la China central television o Cctv. Quella del piccolo Guangxi (secondo i mostruosi standard cinesi, infatti ha ‘solo’ 46 milioni di abitanti) è delle più attive, con un bacino di utenza che raggiunge gli 800 milioni di persone (tra l’ altro ha trasmissioni speciali per i Paesi vicini, come il Vietnam e la Cambogia) e con programmi che facilmente raggiungono i 40-50 milioni di spettatori.

fonte: ANSA

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