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Esplosione, forse bomba, all’aeroporto Pudong di Shanghai, 4 feriti

Una esplosione in una zona del check-in del principale aeroporto internazionale di Shanghai, Pudong, ha provocato il ferimento di almeno quattro (forse cinque tra cui lo stesso attentatore, secondo altre fonti) persone ma non ha causato alcuna interruzione ai voli. L’esplosione è avvenuta intorno alle 2:20 locali (le 7.20 in Italia) e pare sia stata causata da una sorta di esplosivo fatto in casa, anche se tutto è ancora molto confuso. L’esplosione è avvenuta al terminal 2, nei pressi delle aree del check in di Philippine Airlines e Thai Airways. Tra i feriti, quattro  non sarebbero in pericolo di vita. Secondo L’agenzia Nuova Cina, il quinto ferito sarebbe l’attentatore che dopo aver gettato un oggetto, forse una bottiglia con esplosivo, si sarebbe tagliato la gola. Soccorso, versa in condizioni critiche.

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A ogni turista il suo poliziotto: agenti cinesi per le strade di Roma e Milano

Poliziotti italiani accompagnati da poliziotti cinesi. Si sono visti per due settimane, in alcune strade di Milano e di Roma, a seguito dell’accordo di cooperazione internazionale tra il Ministero dell’Interno italiano e la polizia cinese.

Turismo sicuro
Il progetto si chiama “Turismo Sicuro” e il suo scopo è quello di garantire ai turisti del Paese del dragone la massima sicurezza, specie nei luoghi di grande affluenza quali ad esempio a Roma il Vaticano.

L’accordo, che a sua volta segue un memorandum d’intesa siglato lo scorso 24 settembre all’Aja tra il ministero dell’Interno e il corrispondente dicastero della Pubblica sicurezza della Repubblica Popolare Cinese, prevede che i poliziotti cinesi, due a Roma e due a Milano, indossino sempre la loro divisa per essere facilmente riconoscibili dai loro connazionali, pur essendo coordinati dai Comandi dei Carabinieri italiani.

Prima di arrivare in Italia, i poliziotti cinesi sono stati sottoposti a un training speciale a Pechino, condotto da nostri esperti che si sono recati appositamente in Cina. Il loro compito è stato principalmente quello di assistere e dare informazioni in lingua ai sempre più numerosi turisti cinesi in arrivo nel nostro paese.

I dati ufficiali parlano infatti di 4 milioni di turisti cinesi giunti in Italia nel 2015 con tendenza all’aumento per il 2016. Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, ha parlato con entusiasmo dell’iniziativa, annunciando in Cina un’operazione simile con poliziotti italiani. Vero è anche che la collaborazione con forze dell’ordine di Paesi stranieri non è da considerarsi per l’Italia una novità assoluta.

Due anni fa venne attuato un progetto molto simile con la polizia spagnola. Agenti italiani e del Cuerpo National de Policia spagnola hanno prestato servizio congiunto in diverse località turistiche sia italiane e spagnole, specie nel periodo estivo.

E a Roma, per il Giubileo, sono arrivati in aiuto ai nostri agenti, anche poliziotti polacchi e degli Stati Uniti, anche se giustificare la presenza dei poliziotti cinesi con il giubileo pare forzato, in virtù della relazione non proprio stretta dei cinesi con la religione cattolica. Certamente però, la presenza dei poliziotti cinesi ha un impatto maggiore, anche in termini di immagine.

Nonostante questo, dall’iniziativa scaturiscono diversi dubbi, espressi anche da una parte della stampa internazionale. Il Global Times, quotidiano di Pechino, pur lodando in senso generale lo spirito di collaborazione manifestato in questa occasione dal nostro governo nei confronti della Cina, si è chiesto dell’utilità della presenza dei poliziotti cinesi, specie in considerazione del fatto che sono solo due per città rispetto alla grande quantità di cinesi presenti.

E il settimanale tedesco Der Spiegel, in un lungo articolo esprime forte perplessità sul fatto che un Paese come l’Italia senta la necessità, per garantire la sicurezza in particolare dei turisti stranieri, di importare, per così dire, le forze dell’ordine da Paesi terzi che, non avendo alcun inquadramento normativo, non ha alcun potere di effettuare arresti o interventi concreti.

Operazione di marketing
Una perplessità, quella avanzata dai tedeschi, che appare almeno in parte condivisibile. Anche perché la comunità cinese non è la sola ad avere una forte presenza, turistica e non, nel nostro Paese. Basti pensare ai russi, solo per fare un esempio.

Quella voluta dal governo italiano, allora, inevitabilmente, sembra più un’operazione di facciata, una sorta di “show off”, per dare l’immagine dell’Italia come di un Paese aperto al mondo e, soprattutto, al paese del dragone.

Il gigante asiatico è sempre più presente in Italia:intere città italiane, o almeno interi quartieri di esse, sono in mano ai cinesi. I consistenti e costanti aumenti dei flussi turistici dalla Cina dimostrano un continuo aumento dell’interesse per il Bel Paese, le sue bellezze e il suo invidiato stile di vita.

I poliziotti cinesi, che non parlano italiano e dunque non possono interagire con la popolazione locale, stanno svolgendo un ruolo che si avvicina di più a quello di un ufficio informazioni o guida. Cosa alquanto inutile considerando la forte presenza in Italia di persone che parlano il cinese, anche grazie ai numerosi corsi di lingua avviati dalle nostre principali università.

No dell’Ue all’economia di mercato cinese
La presenza dei poliziotti cinesi per le strade di Roma e Milano accorcia se possibile ancora di più le distanze, stringe i cordoni di un’amicizia che innegabilmente all’Italia fa comodo, anche e soprattutto in chiave economica. Asservimento in chiave utilitaristica? Forse. L’Italia però in questo non segue del tutto l’Europa o alcuni dei suoi partner europei.

Non a caso anche la Francia, un paio di anni fa, aveva avviato con la Cina delle trattative per un pattugliamento congiunto delle strade di Parigi, ma il progetto non era poi andato avanti a causa delle forti perplessità del governo francese, specie basate sulle profonde differenze normative e procedurali tra le polizie dei due paesi.

La decisione poi in queste ore dell’Europarlamento per il quale “la Cina non è un’economia di mercato” e “ancora non soddisfa i cinque criteri stabiliti dall’Unione europea per definire le economie di mercato”, pone altre barriere tra il Paese del dragone e il vecchio continente, con l’Italia candidata a fare da pontiere.

 

apparso su Affarinternazionali

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Cinesi boicottano viaggi in Malesia

Numerose agenzie turistiche a Shanghai registrano un crollo delle prenotazioni turistiche (e numerose cancellazioni) per la Malesia a seguito della misteriosa sparizione del volo Malaysia Airlines MH370. Secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily, circa il 20% dei cinesi che avevano prenotato un viaggio in Malesia hanno deciso di cancellarlo. La CYTS, una grande agenzia di viaggi, ha deciso di non utilizzare più la Malaysia Airlines come vettore per i suoi clienti e ha offerto rimborsi a tutti coloro che hanno già prenotato il viaggio e decideranno di cancellarlo o di volare con altre compagnie aeree. Diversi utenti cinesi utilizzano anche la rete per boicottare la compagnia malese invitando il pubblico a non usarla o a non fare viaggi in Malesia. “Il comportamento irresponsabile del governo della Malesia ci ha fatto innervosire”, ha scritto un cinese su un blog. Chen Kun, un popolare attore del cinema cinese, ha auspicato in un post pubblicato su weibo, il twitter cinese, che il popolo cinese boicotti in ogni modo la Malesia

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Giovani viaggiatori cinesi dediti a cultura e cibo

Basato su un sondaggio effettuato su più di 3.000 viaggiatori cinesi e oltre 1.500 strutture alberghiere in tutto il mondo, il Citm (Chinese International Travel Monitor di Hotels.com) ha tracciato un profilo dei viaggiatori cinesi sotto i 35 anni, svelando preferenze e abitudini di quelli che, nei prossimi anni, sono destinati ad essere tra i viaggiatori con il maggiore impatto sull’industria turistica. Per quanto riguarda l’organizzazione dei propri viaggi, gli under 35 provenienti dalla Cina sembrano preferire una prenotazione diretta (57% degli under 35 contro il 45% degli over 35) rispetto all’intermediazione di un agente di viaggio (25% contro il 40%). Il 33% dei giovani viaggiatori cinesi, poi, utilizza i social media per scegliere la destinazione per le proprie vacanze (contro il 27% degli over 35). I cinesi della nuova generazione sembrano inoltre più portati a sperimentare rispetto a quelli della vecchia, con un 58% dei viaggiatori che sceglie hotel indipendenti e di stile “locale” (rispetto al 50% degli over 35) e un 69% che sarebbe disposto a soggiornare in una struttura non pienamente rispondente alle proprie necessità (contro un 61% degli over 35 e soltanto un 51% degli over 55). Visitare la città nella quale si trovano è l’attività preferita dai viaggiatori cinesi più giovani (69%), ma, rispetto ai cinesi della vecchia generazione, gli under 35 amano molto anche andare fuori a cena (69% rispetto al 63%), e dedicarsi alle attività culturali (16% degli under 35 contro il 10% degli over 35) e sportive (8% rispetto al 4%).

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Pannelli digitali per offrire ai graffitari spazi e salvare i monumenti

Graffiti digitali per ridurre il numero di danni alle pareti della pagoda della gru gialla a Wuhan, una delle principali attrazioni turistiche della provincia dell’Hubei. Secondo quanto scrive il Global Times, le autorità hanno deciso di fornire ai visitatori dei pannelli digitali sui quali sfogare il proprio estro pittorico, salvaguardando le opere d’arte. I novelli pittori possono, dopo aver effettuato i loro disegni, salvarli e mandarli via mail. Secondo quanto hanno fatto sapere i responsabili dell’edificio storico, da quando il 19 settembre scorso sono stati messi in opera i nuovi pannelli digitali il numero dei graffiti sui pilastri della pagoda è drasticamente diminuito. L’iniziativa ha avuto un tale successo che si pensa di aggiungere a breve altri due pannelli digitali, ripetendo l’esperimento anche in numerosi altri siti archeologici o storici della Cina. ”E’ un modo intelligente per creare un canale grazie al quale i turisti possono esprimerli anzichè punirli” ha commentato Liu Deqian, vice direttore del centro di ricerca cinese presso l’accademia di scienze sociali.

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Turisti cinesi in Usa criticano shutdown, chiedono risarcimenti

Cinesi in visita negli Stati Uniti arrabbiati a causa dello shutdown, pronti a chiedere risarcimenti. Secondo quanto riferisce il South China Morning Post, durante la prima settimana di ottobre – in cui ricorre la festa nazionale – milioni di cinesi hanno deciso di trascorrere all’estero le loro vacanze. E molti hanno scelto come destinazione gli Usa ma, giunti a destinazione, hanno trovato un’amara sorpresa: a causa della chiusura dello Stato federale, non sono riusciti a visitare la maggior parte dei più noti siti turistici del Paese. Giovedi’ scorso l’ente nazionale cinese per il turismo ha emesso un comunicato nel quale ha invitato i cinesi in viaggio verso gli Stati Uniti a “mettersi al corrente della situazione e a modellare il proprio itinerario di conseguenza”. Anche molti tour operator cinesi hanno cambiato itinerari per molti dei loro clienti a ridosso delle partenze. Eppure, l’informazione e lo sforzo dei tour operator cinesi di contenere il problema non è bastato a smorzare la delusione di molti viaggiatori del paese del dragone. “Il governo americano dovrebbe risarcire i turisti cinesi – ha detto adirata una giovane donna di Shanghai all’agenzia Nuova Cina -, perchè il problema è stato causato da loro ed era una cosa fuori del controllo delle agenzie cinesi che non hanno colpa”. Non è poi mancato chi, con una punta di ironia, ha ipotizzato che la chiusura americana sia stata voluta per impedire ai cinesi, che spesso hanno comportamenti inappropriati, di accedere ai siti americani. “Sono sicuro che tutto riaprirà l’otto ottobre, quando la festa finisce”, ha scritto un blogger cinese.

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Diventa giornaliero il volo Roma-Shanghai della China Eastern

Si intensificano i collegamenti tra Roma e la Cina. Da questa settimana il volo diretto tra Fiumicino e Shangai della compagnia China Eastern Airlines diventa giornaliero. Turisti e uomini d’affari potranno così raggiungere con estrema facilità la città cinese più popolosa e insieme la più interessante dal punto di vista economico. “Grazie a questo accordo, Aeroporti di Roma consolida e rafforza la propria strategia di sviluppo e ampliamento dell’offerta di voli verso nuovi mercati ad alto potenziale commerciale – sottolinea l’ Amministratore Delegato di ADR Lorenzo Lo Presti – Shanghai è infatti una meta molto richiesta, essendo una delle aree economiche che registra il più alto tasso di crescita tra i paesi emergenti. Il volo giornaliero Roma-Shanghai conferma ancora una volta il ruolo di hub primario del sud dell’Europa ricoperto dal Leonardo da Vinci”. China Eastern Airlines, che opera a Fiumicino dall’aprile del 2011, ha trasportato lo scorso anno da e per Roma oltre 120.000 passeggeri: “Un dato che rende evidente il successo di questa tratta – ha detto a sua volta Chen Xiao, direttore della compagnia aerea cinese per l’Italia – Il volo giornaliero Roma-Shanghai rappresenta quindi una testimonianza tangibile del nostro impegno sullo scalo romano”. China Eastern, dotata di una flotta di 420 aeromobili, raggiunge, grazie all’alleanza con i partners Skyteam, 193 destinazioni in 28 Paesi ed ora punta proprio sullo scalo romano per espandere ulteriormente il proprio network.

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