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Super riso ibrido attrazione principale cinese al padiglione dell’Expo di Milano 2015

Sarà un super riso ibrido l’attrazione principale al padiglione cinese al prossimo expo di Milano del 2015. Lo hanno rivelato le autorità cinesi a Pechino. Secondo quanto ha rivelato in conferenza stampa Wang Jinzhen, vice presidente del consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale che gestisce la partecipazione cinese all’Expo di Milano. Wang, che è anche il commissario generale del padiglione cinese all’Expo meneghino, ha detto che questo riso ibrido ha contribuito a sfamare non solo i cinesi, ma anche altre popolazioni asiatiche e africane. Sarà esposto insieme a té e altro cibo tradizionale cinese. Questo super riso è stato sviluppato dallo scienziato cinese Yuan Longping e per ogni ettaro di campo coltivato ne si produce 800 chilogrammi, circa il doppio di qualsiasi varietà ibrida. Il padiglione cinese all’Expo di Milano, come annunciato da Wang, sarà il secondo più grande dopo quello tedesco (italiano a parte), coprendo un’area di 4500 metri quadrati a fronte dei 4900 mq del padiglione tedesco.

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Tre mostre all’ex Padiglione italiano dell’Expo, museo più visto della pinacoteca di Brera

Continua ad essere un punto di riferimento culturale in Cina l’ex Padiglione Italiano dell’Expo di Shanghai, oggi Shanghai Italian Center che, donato ai cinesi, continua a vivere come vetrina del Made in Italy a 360 gradi. Ultimi importanti appuntamenti, l’inaugurazione di tre prestigiose esposizioni: la mostra ‘La verita’ dei materiali. Italia in Cina 2013-2015′, la mostra ‘Contemporary Excellence’ di Altagamma e l’esibizione in anteprima in Cina della Bibbia di Marco Polo. ”Lo Shanghai Italian Center – spiega il console italiano a Shanghai Vincenzo De Luca – e’ una struttura espositiva importante per il Sistema Italia a Shanghai ed una piattaforma per gli scambi economici e culturali tra Italia e Cina. E’ stato il primo progetto di recupero dei padiglioni stranieri dell’Expo 2010 ed e’ l’unico Padiglione ad aver mantenuto l’identita’ nazionale. Da quando e’ stato riaperto il 18 maggio 2012, nel suo primo anno di vita, lo Shanghai Italian Center, seppur ubicato in un’area ancora in larga parte da sviluppare dopo l’Expo del 2010, ha ricevuto quasi 400.000 visitatori, 1.200 visitatori al giorno. Un dato che colloca il padiglione italiano al settimo posto tra gli spazi museali coperti italiani per affluenza di pubblico, prima della Pinacoteca di Brera”. Il padiglione ospita l’unico museo Ferrari al di fuori di Maranello e nei primi 12 mesi sono stati ospitati quasi 50 eventi. L’ultimo, la mostra sui materiali, e’ frutto di uno splendido lavoro curatoriale di Triennale di Milano con il sostegno di Ice ed del Ministero dell’Ambiente. Della durata di due anni, caratterizzera’ il principale elemento di attrazione di lunga durata del Padiglione. ”Il tema dei materiali pietra, legno, materiali sintetici – spiega De Luca – rappresenta perfettamente l’eccellenza italiana nel trasformare la materia prima in oggetti di grande valore estetico e funzionale. E’ un’esperienza sensoriale unica in quanto ripercorre il processo di trasformazione della materia in tutte le sue fasi, dal materiale grezzo, al semilavorato per arrivare al prodotto finito. Si tratta di un’esperienza non soltanto visiva, ma anche tattile, sonora e persino olfattiva. Quando la creativita’ ed il design sono cosi’ innovativi, si tratta di pezzi unici d’arte difficilmente replicabili da altri”. La mostra fotografica di Altagamma, 65 scatti d’autore affidati a 10 giovani fotografi italiani, rappresenta il meglio del lusso Made in Italy. Molto interesse ha suscitato anche la Bibbia di Marco Polo. ”Questo manoscritto – spiega il Console – e’ una Bibbia latina di piccole dimensioni di produzione fiorentina giunta in Cina all’epoca della dinastia mongola degli Yuan (1279-1368) e ritrovato nell’antica provincia di Nanchino, quindi attribuito a Marco Polo. E’ frutto di un importante progetto di restauro e studio promosso dalla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna, dalla Biblioteca Laurenziana e dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Giovanni Treccani. E’ stato presentato per la prima volta in Cina ed e’ certamente il simbolo di un rapporto antico fra Cina e Italia che stiamo cercando di ricostruire”.

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Intossicazione alimentare per oltre 200 bambini di scuola elementare

Oltre 200 bambini di una scuola elementare della provincia sud occidentale del Sichuan sono stati ricoverati per intossicazione alimentare. I 203 scolari al loro ricovero presentavano febbre, vomito e diarrea. All’inizio era scattata la paura per una infezione da una delle influenze che stanno diffondendosi nel paese, ma al loro arrivo in ospedale, i sanitari dell’ospedale di Ziyang hanno scongiurato contagio da influenza, sia aviaria che suina, riscontrando invece una intossicazione alimentare. Probabilmente i piccoli, arrivati negli ospedali della città dalle 7 alle 10.30 del mattino, hanno mangiato qualcosa di avariato che ha provocato loro forti gastroenteriti. Nessuno è in pericolo di vita anche se diversi sono sotto osservazione. Le autorità hanno aperto un’inchiesta.

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Firmato accordo tra Ice e Shanghai Expo Group per utilizzo ex padiglione Expo

L’agenzia per l’internazionalizzazione Ice ha firmato un accordo in Cina per la realizzazione di una piattaforma stabile di sviluppo dell’interscambio commerciale tra l’Italia e il paese del Dragone. L’accordo è stato firmato a Shanghai dal presidente dell’Ice, Riccardo Monti e da Ding Hao, presidente di Shanghai Expo Group e prevede che l’agenzia per la internazionalizzazione delle imprese italiane utilizzi l’ex padiglione italiano dell’Expo di Shanghai, oggi Italian Expo Center dopo la donazione effettuata al governo cinese, per manifestazioni promozionali. La struttura è una delle poche rimaste in piedi dopo l’Expo del 2010 e la prima ad essere riaperta al pubblico, nel maggio scorso. Ospita una prestigiosa mostra Ferrari, vetrine di diverse importanti aziende italiane e un allestimento curato dalla Triennale di Milano. “Con l’accordo – ha spiegato il presidente Riccardo Monti – l’Italia si può presentare in una prestigiosa struttura, già punto di riferimento durante l’Expo che oggi è stata arricchita anche da spazi esterni. La possibilità di organizzare eventi promozionali per le nostre aziende dei diversi settori in questo luogo prestigioso, aumenta la necessaria visibilità che dobbiamo dare in un mercato così importante come la Cina”.

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Bambino di 10 anni con passaporto dell’Expo voleva andare a Londra

Un bambino cinese di 10 anni ha tentato di prendere da solo un aereo diretto a Londra cercando di imbarcarsi utilizzando un passaporto giocattolo, un souvenir dell’Expo di Shanghai 2010. Lo riferisce il Global Times. Il ragazzino si era recato qualche giorno fa all’aeroporto internazionale di Shanghai dicendo di essere diretto a Londra per assistere alle gare olimpiche. Agli addetti al check in dell’area partenze il bambino ha mostrato un passaporto souvenir dell’Expo 2010 con il timbro del padiglione britannico. Durante l’esposizione universale tenutasi due anni fa a Shanghai, infatti, i visitatori potevano acquistare dei passaporti finti appositamente stampati per l’evento e farseli poi timbrare, come ricordo, all’ingresso dei padiglioni dei vari paesi. In aeroporto il bambino ha detto che i genitori gli avevano promesso di portarlo a Londra per le Olimpiadi ma che poi non avevano mantenuto la promessa. Di qui la decisione di partire da solo. Prima di recarsi all’aeroporto Li, questo il nome del bambino, era riuscito a racimolare 2000 yuan da portare con sé (poco più di 200 euro). Dopo aver spiegato al ragazzino la situazione, i funzionari aeroportuali hanno chiamato i suoi nonni (ai quali era stato affidato) che sono andati a riprenderlo.

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Clini inaugura nuovo padiglione italiano a Shanghai

Alla presenza del ministero dell’ Ambiente Corrado Clini è stato inaugurato oggi lo Shanghai Italian Center, che ha l’ obiettivo di diventare il punto di riferimento nella metropoli cinese per la promozione del Made in Italy. La principale sede del Center è l’ ex-padiglione italiano all’ Expo di Shanghai del 2010, rilevato da una società cinese e rivitalizzato dalla partecipazione di consorzi e aziende italiane come Alta Gamma, che riunisce i principali “brand” italiani del lusso, la Ferrari, che ha inaugurato una mostra che rimarrà aperta per tre anni, e l’ Istituto d’ Arte Marangoni, che ha aperto nel nuovo spazio espositivo il suo primo centro d’ addestramento fuori dall’ Europa. Clini ha sottolineato che si tratta di un “fatto straordinario”. “Siamo – ha detto in una conferenza stampa – il primo Paese che riapre il Padiglione dell’ Expo e ne fa un centro per la collaborazione con la Cina”. “Questo in un momento nel quale siamo molto concentrati sulle politiche interne, sulla del riduzione debito. Si tratta di un messaggio in controtendenza rispetto all’ immagine di un paese chiuso in se stesso che cerca di uscire dai guai. Lavoriamo con uno dei paesi più dinamici del mondo, ed è importante che il ministero esteri abbia investito su questo, è un segno segno di politica estera tutt’ altro che secondario”. Clini ha sottolineato che le relazioni tra Italia e Cina nel settore dell’ ambiente, che si sono sviluppate e consolidate nel corso degli ultimi 15 anni con una serie di inziative in comune, possono creare ricchezza e occupazione nel nostro Paese. Il ministro ha sottolineato tre aspetti in particolare: la politica di riqualificazione delle risorse idriche che è uno dei punti centrali del piano quinquennale di sviluppo; la volontà della Cina di migliorare la propria efficienza energetica e la sicurezza alimentare.

fonte: ANSA

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Ferrari inaugura in Cina primo museo lontano da Maranello

Vent’anni di successi che l’hanno fatto diventare uno dei marchi piu’ apprezzati in Cina. E’ la Ferrari che, per festeggiare i venti anni di attivita’ nel paese del dragone (divenuto oramai il secondo mercato per il cavallino rampante), ha inaugurato al primo piano dello Shanghai Italian Center (l’ex padiglione italiano all’expo di Shanghai ora di proprieta’ cinese), il primo museo Ferrari lontano da Maranello. Non solo: i venti anni hanno portato in Cina anche una edizione speciale della 458 Italia, prodotta in soli 20 esemplari esclusivamente dedicati al mercato cinese. Il museo si sviluppa su una superficie di 900 metri quadrati e si articola nelle cinque aree tematiche ”Ferrari in Cina”, ”Green Technology”, ”Prodotto”, ”Design” e ”Corse”. Oltre a modelli attuali e storici i visitatori possono scoprire il mondo Ferrari attraverso suggestive immagini, video e istallazioni, realizzate esclusivamente per questo evento. Per l’inaugurazione, a dimostrazione del grande interesse che Ferrari pone sulla Cina, e’ arrivato da Maranello Piero Ferrari, vice presidente dell’azienda e figlio del fondatore Enzo. Accolto con molto interesse dalla stampa e dagli ospiti cinesi, Ferrari ha raccontato l’evoluzione dell’azienda attraverso i valori che l’hanno sempre caratterizzata. ”Come diceva mio padre – ha detto Piero Ferrari – la macchina migliore e’ quella che faremo. In questo museo raccontiamo parte della nostra storia. Mettiamo in mostra i valori che accompagnano le nostre vetture che, come ci riconoscono i nostri clienti, non sono solo un insieme di alta tecnologia, prestazioni e stile, ma recano valori unici, una tradizione e una storia che possiamo vantare solo noi”. Piero Ferrari ha poi voluto sottolineare l’importanza del made in Italy e il crescente rapporto tra Italia e Cina. ”Come Ferrari – ha detto – abbiamo l’orgoglio di rappresentare il made in italy e mi auguro che questa mostra sia un modo per far conoscere l’eccellenza italiana e rafforzare il legame tra la cina e il nostro paese”. Tradizione e storia sono poi anche valori che determinano anche il successo della Ferrari in Cina, come ha ricordato Edwin Fenech, presidente di Ferrari Greater China. ”Il museo che inauguriamo e’ solo un primo passo. Cerchiamo di essere sempre piu’ vicini alla Cina e ai nostri clienti, ecco perche’ oltre al campionato monomarca che abbiamo cominciato l’anno scorso, abbiamo inaugurato corsi di guida per i nostri clienti”. La storia di Ferrari in Cina e’ cominciata nel 1992 con la prima auto venduta. Nel 2004 e’ stato aperto il network di saloni e nello stesso anno la Rossa ha vinto il primo gran premio che si e’ disputato in Cina. L’anno dopo, due Ferrari Scaglietti girarono per l’intera Cina percorrendo oltre 15.000 chilometri. Nel 2008 erano 500 i clienti Ferrari, nel 2011 erano gia mille e fra poco saranno in totale 2000. Nel 2011, nella Greater China (Cina, Hong Kong e Macao) sono state vendute 777 vetture di cui 500 nella sola Cina cresciuta del 75% rispetto al mercato di riferimento che lo scorso anno ha fatto un piu’ 65%. Oggi in Cina la rete e’ composta da 15 dealer che diventeranno 20 entro la fine del 2012.

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