Olimpiade invernale 2022; Pechino in lizza, proteste

Una commissione del Comitato Olimpico Internazionale ha cominciato oggi le visite alle installazioni e impianti di Pechino, una delle due citta’ che sono in corsa per ospitare l’Olimpiade Invernale del 2022. La capitale cinese si batte contro Almaty, nel vicino Kazakhstan, che gia’ e’ stata visitata dalla Commissione. Pechino sarebbe la prima citta’ ad ospitare sia i Giochi estivi che quelli invernali. Decine di gruppi per i diritti umani – tra i quali una coalizione di diverse organizzazioni di tibetani in esilio – hanno denunciato la situazione dei diritti umani e delle minoranze etniche in Cina. La Regione Autonoma del Tibet e gran parte delle altre aree a popolazione tibetana del Paese sono chiuse agli osservatori stranieri dal 2008, quando una rivolta anticinese causo’ la morte di circa 200 persone. Una situazione analoga si ha nel Xinjiang, la regione abitata dalla minoranza uighura. Gli attivisti fanno notare che negli ultimi anni la situazione in Cina e’ peggiorata, a detta di tutti gli osservatori indipendenti della situazione. Wang Hui, portavoce del comitato organizzatore, ha ribattuto oggi sottolineando che il tenore vita di tutti i cittadini cinesi e’ aumentato negli ultimi anni e ha accusato “alcuni individui” che non fanno altro che “curare i loro interessi” di drammatizzare la situazione ad arte per colpire la Cina. A parte i diritti umani, ci sono altri ostacoli per i Giochi Invernali a Pechino. In primo luogo la distanza tra gli stadi chiusi, che sono in citta’, e le installazioni all’ aperto, che si trovano in zone montane a circa 200 km dalla capitale. Un altro problema e’ la negativa situazione ambientale – con una presenza nell’ aria di particelle inquinanti 2,5 P.M. in media sei volte superiore a quella considerata tollerabile dall’ Organizzazione Mondiale della Sanita’. A favore di Pechino, secondo gli osservatori, gioca il fatto che gran parte delle strutture necessarie sono quelle gia’ usate per i Giochi del 2008, cosa che rappresenterebbe un significativo risparmio finanziario per gli organizzatori. Il Cio scegliera’ tra Pechino e Almaty alla fine di luglio, in una riunione che si terra’ a Kuala Lumpur, in Malaysia.

fonte: ANSA

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