Autorità cinesi vietano gli autobus pubblici a musulmani con veli o barbe

Le autorità di una città della provincia nord occidentale dello Xinjiang, regione con una fortissima presenza di musulmani, hanno vietato l’accesso agli autobus pubblici alle donne che indossano vestiti e veli tradizionali (hijab, niqab e burqa) e agli uomini con una folta barba o che indossano abiti con luna crescente e stella a cinque punte, simbolo dell’indipendenza del Turkestan orientale. Secondo l’ordinanza, coloro che saranno sorpresi a salire sugli autobus così abbigliati, saranno arrestati. Ad Urumqi, capoluogo della provincia, sugli autobus ci sono già le stesse restrizioni che vigono sugli aerei, dove sono vietate le sigarette, gli accendini o i fiammiferi. Lo Xinjiang è da alcuni anni al centro di violenti scontri tra la parte musulmana e i cinesi di etnia Han, la cui massiccia e forzata immigrazione in zona ha fatto diventare una minoranza gli uighuri (turcofoni musulmani), ai quali è vietato parlare nella propria lingua e seguire i dettami religiosi. Solo nella scorsa settimana, si sono registrate più di 100 vittime, in particolare in attacchi nella contea di Kashgar. Nel luglio 2009 un attacco a Urumqi, il capoluogo della regione, provocò 197 morti e oltre 1.700 feriti.

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