Cina sorpassa Usa, è prima economia al mondo

La Cina strappa quest’anno agli Stati Uniti il primato di maggiore economia al mondo. Una doccia fredda per l’Azienda America che arriva nel giorno della ‘grande frenata’ della ripresa: il pil nel primo trimestre e’ salito solo dello 0,1%, il risultato peggiore dal 2012. Nonostante lo stop dell’economia, imputabile prevalentemente all’inverno rigido, la Fed continua con i suoi piani e riduce di ulteriori 10 miliardi di dollari gli aiuti all’economia, portandoli a 45 miliardi di dollari al mese. Il sorpasso della Cina avviene molto prima del previsto 2019, con gli Stati Uniti destinati a perdere quest’anno il trono di potenza mondiale che detengono dal 1872. E mostra quanto l’economia cinese sia ormai importante per il resto del mondo: dalla crisi finanziaria, la Cina ha contribuito da sola per circa un terzo alla crescita globale e, anche a fronte di un rallentamento, il suo contributo resterà rilevante data la taglia ormai raggiunta dalla sua economia. L’ascesa cinese – fotografata dall’International Comparison Program della Banca Mondiale – si accompagna con il boom delle economie emergenti: l’India è la terza economia al mondo e completano la top-12 Russia, Brasile, Indonesia e Messico. Nonostante la ‘volata’ degli emergenti, però, i paesi più ricchi al mondo continuano a rappresentare il 50% del pil mondiale nonostante abbiano solo il 17% della popolazione globale. La doccia fredda del sorpasso piove sugli Stati Uniti nel giorno in cui il Dipartimento del Commercio certifica la ‘grande frenata’ dell’economia: il pil nel primo trimestre è salito di un modesto 0,1%, molto meno dell’1,2% atteso. A pesare il forte calo delle esportazioni, calate del 7,6%. Una flessione preoccupante perchè mostra come il rallentamento della crescita in Cina e altrove sta avendo un impatto reale sull’economia statunitense ed è in grado di creare venti contrari per la ripresa. Tengono i consumi, saliti del 3% grazie alle spese più sostenute dagli americani per i servizi, soprattutto il riscaldamento. Gli analisti si dicono delusi dal risultato, ma osservano come la debole perfomance sia legata all’inverno particolarmente rigido: come hanno mostrato i dati congiunturali che si sono succeduti negli ultimi mesi, dopo lo stop di gennaio-febbraio-marzo, i mesi piu’ freddi da decenni negli Stati Uniti, l’economia ha ricominciato a girare e si prevede un’accelerata nel secondo trimestre e per il resto dell’anno. A sostenere l’ipotesi di una frenata momentanea della ripresa americana e’ anche la Fed che, confermando i tassi ai minimi storici, riduce di altri 10 miliardi di dollari gli aiuti all’economia, che scendono cosi’ a 45 miliardi di dollari al mese. Una politica monetaria altamente accomodante resta appropriata, afferma la Fed, sottolineando che di recente l’economia americana ha accelerato, con i consumi che sono cresciuti piu’ velocemente. La Casa Bianca condivide l’analisi di una frenata temporanea, e ribadisce l’impegno del presidente americano Barack Obama a fare tutto quello in suo potere per sostenere la crescita, incluso l’aumento del salario minimo, e l’occupazione. Il settore privato americano ha creato in aprile 220.000 posti di lavoro e ora l’attenzione e’ per il dato ufficiale che arrivera’ venerdi’: gli analisti stimano la creazione di 215.000 posti di lavoro, in accelerazione rispetto al mese precedente, con un tasso di disoccupazione al 6,6%.

fonte: ANSA

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