Sciopero in fabbrica che produce scarpe per Nike, Adidas e altri: in migliaia manifestano

Almeno diecimila operai di una delle più grandi fabbriche di scarpe al mondo, dove si producono calzature per le maggiori aziende mondiali, sono da due giorni in sciopero per rivendicare condizioni di lavoro migliori. La situazione nella fabbrica di Dongguan, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, di proprietà del gruppo taiwanese Yue Yuen, dove si producono calzature per aziende come come Nike, Crocs, Adidas, Reebok, Timberland, Asics, New Balance e Puma, si fa sempre più difficile. Le stesse aziende temono di non riuscire ad approvvigionarsi in tempo e stanno cercando di prendere contromisure, perché la crisi nella fabbrica al momento è insanabile. Gli operai erano scesi in strada già lo scorso 5 aprile, ma ieri, al termine dei negoziati, la protesta è diventata globale, interessando tutti i colletti blu, in quello che è uno dei più grandi scioperi verificatosi in Cina negli ultimi anni. I lavoratori della Yue Yuen lamentano, tra le cose principali, il mancato pagamento delle assicurazioni e della previdenza sociale. Gli operai della fabbrica, infatti, essendo per lo più provenienti da altre province, non possono utilizzare nel luogo in cui lavorano le assicurazioni spettanti nella provincia di origine, non essendo previsto il trasferimento da una provincia all’altra e quindi, a meno di acquistare una polizza supplementare, non sono coperti. Non hanno disponibilità economiche tali da permettersi di acquistarne di nuove e chiedono l’aiuto dell’azienda, che però nicchia. Questo è il risultato delle politiche cinesi tendenti a scongiurare l’immigrazione nelle grandi città da parte di lavoratori di altre province, negando loro servizi basilari come sanità e scuole per i figli. Oltre a chiedere aiuto all’azienda per il pagamento delle polizze, gli operai chiedono migliori condizioni di lavoro, e soprattutto contratti di lavoro certi. Alcuni lavoratori di lungo corso, titolati a richiedere la residenza nella provincia, hanno raccontato ad esempio di aver avuto difficoltà ad iscrivere i propri figli a scuola a Dongguan. Quando infatti è stato loro richiesto dalla scuola di mostrare il contratto di lavoro per dimostrare la loro presenza fissa nella provincia, presentando il contratto stipulato con la Yue Yuen, è stato loro contestato trattarsi di un contratto non valido e quindi non hanno potuto mandare i propri figli nelle scuole locali. La Yue Yuen, che nel 2004 registrò la visita della stella del basket americano Michal Jordan che visitò il luogo dove venivano realizzate le scarpe con il suo nome, ha circa 60.000 dipendenti. E’ quotata presso la borsa di Hong Kong ed ha un valore di mercato di circa 5,4 miliardi di dollari.

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