Retata contro cruente feste in cui si sgozzavano tigri

Retata nel sud della Cina per fermare una orribile moda tra responsabili locali e ricchi uomini d’affari: feste private nel corso delle quali venivano sgozzate tigri i cui resti – materiale pregiato nella medicina tradizionale cinese – venivano spartiti e venduti tra i presenti. Quindici persone sono state arrestate per aver partecipato a party in cui sono state uccisi almeno 10 felini, riporta il quotidiano cinese Nanfang Daily. Gli agenti hanno fatto irruzione in una villetta di Zhanjiang, nella provincia cinese del Guangdong, la settimana scorsa. Nel tentativo di scappare alla polizia, l’uomo ingaggiato per uccidere i felini è morto lanciandosi dal balcone. Secondo le indagini, dopo il cruente rito – le tigri venivano stordite con scosse elettriche e poi sgozzate – i partecipanti pagavano fino a 2 mila euro al chilo per le ossa. Le parti più pregiate degli animali, i genitali usati nella farmacopea tradizionale, erano invece riservate agli ospiti di riguardo. Già due anni fa erano circolati video nei quali si vedeva gente, nella stessa città, che uccideva le tigri. Altri casi si erano registrati nel 2007 e nel 2010. Dal 1993 in Cina è vietato il commercio di parti di tigri e ora le indagini stanno cercando di appurare l’origine dei felini.

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