Maglia nera per le esecuzioni capitali a Cina, Iran e Iraq

La maglia nera delle esecuzioni capitali nel 2013 spetta alla Cina dove – nonostante le autorità mantengano segreti i dati – secondo Amnesty International ogni anno sono messe a morte migliaia di persone. Il rapporto 2013 dell’organizzazione per i diritti umani pone l’Iraq e l’Iran al secondo e al terzo posto, rispettivamente con 369 e 169 esecuzioni. L’Arabia Saudita è al quarto posto con almeno 79 condanne a morte eseguite. Al quinto ci sono gli Stati Uniti con 39. Nel 2013, sono stati 22 i Paesi nei quali sono state eseguite pene capitali, uno in più rispetto al 2012. Iran, Iraq e Arabia Saudita hanno totalizzato l’80 per cento delle esecuzioni del 2013. Indonesia, Kuwait, Nigeria e Vietnam hanno ripristinato l’uso della pena di morte. “L’aumento delle uccisioni cui abbiamo assistito in Iran e Iraq e’ vergognoso. Tuttavia, quegli stati che ancora si aggrappano alla pena di morte sono sul lato sbagliato della storia e di fatto sono sempre piu’ isolati” – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International. Nonostante i passi indietro del 2013, negli ultimi 20 anni vi e’ stata una decisa diminuzione del numero dei Paesi che hanno usato la pena di morte .

fonte: ANSA

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