In migliaia ai funerali del vescovo “clandestino”

Migliaia di cattolici cinesi hanno reso omaggio oggi, malgrado le limitazioni imposte dal regime, al vescovo cattolico della Chiesa ‘clandestina’ di Shanghai Giuseppe Fan Zhongliang, morto il 16 marzo a 97 anni di eta’. Lo riferiscono fonti della comunità cristiana locale. Al momento della morte Fan Zhonglian si trovava agli arresti domiciliari. Nel corso della sua vita il presule ha trascorso un totale di 30 anni tra prigione, campi di detenzione e arresti domiciliari. Le autorita’ cinesi hanno impedito che il funerale si svolgesse nella cattedrale e l’ omaggio dei fedeli ha avuto luogo in una ordinaria sala funeraria. La Costituzione cinese garantisce in teoria la liberta’ di religione, ma nei fatti i fedeli dei culti riconosciuti sono tenuti a iscriversi alle associazioni promosse dal governo. Fan Zhonglian era stato consacrato vescovo da papa Giovanni Paolo II nel 2000 e aveva rifiutato di aderire all’ Associazione Patriottica dei Cattolici Cinesi, che riconosce il potere comunista di Pechino e non il Papa quale autorita’ suprema. Il vescovo ‘patriottico’ di Shanghai, Aloisio Jin Luxian, e’ morto l’anno scorso. Il suo successore, Ma Daqin, ha poi provato a rinnegare i vincoli imposti dalle autorità alla ‘Chiesa patriottica’ Associazione Patriottica ed e’ ora a sua volta detenuto in una localita’ segreta. Il presule e’ deceduto all’eta’ di 96 anni. Poco dopo la sua morte, secondo il racconto di alcuni testimoni oculari, funzionari governativi gli avrebbero rimosso la berretta in segno del non riconoscimento del suo status episcopale, permettendo pero’ due giorni di lutto alle persone andate a onorare la salma del vescovo gesuita. Fan era nato nel 1919 e battezzato a 14 anni, entrando nei gesuiti nel 1938 e ordinato prete nel 1951. Quattro anni dopo, insieme al vescovo di allora Ignatius Kung (Gong Pin-mei, che divenne poi cardinale) e a diversi preti, fu arrestato e condannato a 20 di carcere nella provincia del Qinghai, durante i quali il suo lavoro era quello di portare e seppellire defunti al cimitero. Nel 1985, dopo essere ritornato a Shanghai, su ordinato vescovo ausiliare della capitale economica cinese e successe nel 2000 al cardinale Kung alla morte di questi. A Shanghai e’ ancora agli arresti domiciliari, ufficialmente “in ritiro”, il vescovo ausiliare Thaddeus Ma Daqin, nell’omelia della sua ordinazione vescovile, si dichiaro’ vicino al Papa e fuori dalla chiesa patriottica gestita dal governo cinese. Ma Daqinsi trova nel seminario di Sheshan, poco fuori Shanghai e da luglio del 2012 non esce in pubblico, le autorita’ hanno sospeso il suo ministero per due anni.

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