Stretta anti prostituzione a Dongguan, capitale prostituzione

Dopo gli arresti ieri di 67 persone e la chiusura di 12 tra hotel e locali notturni a Dongguan, nella provincia meridionale cinese del Guangdong, a seguito di un reportage della emittente nazionale Cctv, per attività collegate alla prostituzione, le autorità della provincia del Guangdong hanno deciso di lanciare una massiccia campagna che durerà tre mesi per smantellare tutta la rete della prostituzione che fa della città la ”capitale del sesso” in Cina. L’annuncio è stato dato dal capo del partito del Guangdong, Hu Chunhua. I raid della polizia, che ha messo in campo oltre 6.000 agenti, hanno permesso di mettere sotto controllo da domenica ad oggi quasi 2000 esercizi tra alberghi e locali di vario tipo. Intanto si è anche appreso che il proprietario di uno degli hotel coinvolti è Liang Yaohui, ex deputato del congresso nazionale del popolo. Il reportage messo in onda dalla Cctv ha evidenziato come a Dongguan la maggior parte degli hotel anche di lusso, dei locali notturni, dei saloni di bellezza e dei Ktv (i locali per il karaoke) offrano ai clienti servizi di natura sessuale, organizzando incontri con prostitute che chiedono somme che variano dai 600 ai 2000 yuan (dai 70 ai 250 euro circa). Secondo alcune stime rese note dalla stampa locale, a Dongguan sarebbero circa 300.000 le persone coinvolte nell’industria del sesso. Otto funzionari di polizia, tra cui il direttore della commissione di pubblica sicurezza e il direttore di una stazione di polizia, sono stati messi sotto indagine e sospesi dal servizio. Diverse le reazioni del popolo cinese di internet. Mentre alcuni plaudono alla decisione della polizia di bloccare lo sfruttamento della prostituzione (vietata in Cina), non manca chi vede in questa mossa un tentativo di sviare l’attenzione da temi considerati più importanti come ad esempio la corruzione. In alcuni commenti su Cina weibo, il twitter cinese, si legge inoltre che è la legge che dovrebbe essere rivista, legalizzando la prostituzione, in quanto la libertà sessuale è un diritto di tutti. Molti anche coloro che ritengono che la campagna della polizia non riuscirà comunque a sradicare definitivamente il fenomeno.

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Archiviato in Diritti incivili, Vita cinese

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