Scoperta nuova influenza aviaria che contagia l’uomo, l’H10N8

Arriva ancora una volta dalla Cina un altro virus dell’influenza aviaria capaci di aggredire l’uomo. Si chiama H10N8 e la sua mappa genetica, pubblicata sulla rivista The Lancet, mostra che è il risultato della combinazione del patrimonio genetico di altri virus aviari, tutti ”vecchie conoscenze” degli esperti che da anni sono sulle tracce dei microrganismi potenzialmente capaci di scatenare pandemie. Il nuovo virus H10N8 è stato isolato in una donna di 73 anni che viveva a Nanchang, ricoverata in ospedale il 30 novembre scorso con febbre e polmonite. Nonostante la terapia antivirale e antibiotica, le condizioni sono peggiorate rapidamente e la donna è morta nove giorni più tardi. Un nuovo caso è stato individuato il 26 gennaio sempre in Cina, nella provincia di Jiangxi. Analizzando il virus gli esperti dei Centri Cinesi per il Controllo delle Malattie di Pechino, coordinati da Yuelong Shu, hanno scoperto che l’H10N8 è nato dalla ricombinazione genetica di altri virus dell’influenza aviaria, proprio come in passato è accaduto per gli altri virus dell’influenza arrivati dagli uccelli e diffusi in Cina: l’H5N1 che circola dal 1987, l’H9N2 in circolazione dalla fine degli anni ’90 e l’H7N9, che ha cominciato a colpire l’uomo nel 2013. L’analisi genetica del virus H10N8 indica che si tratta di un virus completamente nuovo, con caratteristiche tali da permettergli di riprodursi con efficienza nell’uomo”, osserva Yuelong Shu. Ma c’è di più: i sei geni interni del virus H10N8 sono stati ereditati dal virus H9N2, proprio come era accaduto in passato per i virus H7N9 e H5N1. ”Questo nucleo di geni può essere considerato il ‘motore’ che permette al virus di replicarsi all’interno dell’organismo e si ritrova spesso nei virus che colpiscono l’uomo”, spiega la virologa Ilaria Capua, che nel 2006 ha lanciato la proposta di condividere tutti i dati sui virus dell’influenza disponibili a livello internazionale. ”Il nuovo virus arriva di nuovo dalla Cina e di nuovo dai mercati di animali vivi”, osserva ancora l’esperta. La sorveglianza deve quindi restare alta, soprattutto considerando che il pericolo in agguato è quello che uno dei virus in circolazione possa modificarsi ulteriormente, fino ad acquisire la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. ”E’un momento in cui tanti virus emergenti richiedono una particolare attenzione – rileva Capua – in quanto potrebbero avere ripercussioni significative sulla salute pubblica”.
fonte: ANSA

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