Uccisi altri 14 “terroristi” nello Xinjiang

Per Pechino, le 14 persone uccise ieri nello Xinjiang, sono terroristi. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. Non è la prima volta che il governo cinese definisce così gli uighuri, la minoranza musulmana che vive nella regione nord occidentale cinese teatro di scontri tra questa minoranza e le autorità cinesi. L’incidente è avvenuto ieri sera intorno alle 23 quando agenti di polizia cinesi erano alla ricerca di “sospetti criminali” nella contea di Shufu, nella prefettura di Kashgar, quando alcuni “terroristi” avrebbero fatto esplodere alcuni ordigni e li hanno attaccati con coltelli. Nello scontro a fuoco, 14 “terroristi” sono stati uccisi, così come due agenti, mentre due persone sono state arrestate. La regione dello Xinjiang e’ dal 2009 sotto stretto controllo della polizia e dell’esercito cinese, da quando cioe’ quasi 200 persone persero la vita in scontri tra uighuri e immigrati cinesi nella capitale, Urumqi. In scontri avvenuto lo scorso agosto, hanno perso la vita 22 persone, mentre undici le vittime di un altro attacco lo scorso novembre.

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