Alta tensione nel Pacifico, caccia cinesi contro jet Usa

Prova di forza nei cieli delle isole Senkaku. Dopo aver annunciato lo stato di massima allerta dell’aviazione militare cinese nel Mar della Cina orientale, Pechino ha fatto alzare in volo d’urgenza i propri jet per seguire e controllare aerei americani e giapponesi penetrati oggi nella “zona aerea di difesa e identificazione”, dichiarata unilateralmente sabato scorso. Il Pentagono non si è fatto intimidire e ha replicato: “Continueremo ad operare normalmente”. “Diversi aerei da combattimento sono stati inviati d’urgenza per verificare l’identità” degli aerei entrati nella zona, ha annunciato l’agenzia Nuova Cina citando il portavoce dell’aviazione Shen Jinke. La pattuglia cinese, che comprendeva almeno due caccia, ha identificato due aerei da ricognizione americani e dieci velivoli giapponesi, tra cui un F-15, ha precisato Shen, dopo che martedì scorso altri aerei – compresi due bombardieri Usa B52 – erano entrati nello spazio aereo. Stamattina il portavoce del ministero della Difesa di Pechino, Yang Yujun, aveva messo in guardia Washington e Tokyo: “L’aviazione militare cinese è in stato di allerta e prenderà misure per fronteggiare le varie minacce aeree e difendere con fermezza la sicurezza dello spazio aereo nazionale”. Il portavoce aveva però aggiunto che è “sbagliato” pensare che Pechino abbatterà gli aerei che non rispettano le regole che ha stabilito unilateralmente con la creazione della zona. E cioè: tutti gli aerei che vi si avventurano nella zona devono comunicare il loro piano di volo e la loro nazionalità, e restare in contatto radio con le autorità cinesi. La “zona di identificazione” comprende una vasta area del Mar della Cina orientale, sovrapponendosi a quelle del Giappone e della Corea del Sud, estendendosi fino a sfiorarne le coste. Nella ‘zona’ sono comprese le isole Senkaku (Diaoyu, per i cinesi) che sono controllate da Tokyo ma rivendicate da Pechino. La tensione con Usa e Giappone continua dunque a montare pericolosamente. Il quotidiano Global Times, controllato come tutti gli organi di stampa dal governo, ha evocato oggi apertamente la possibilità di un limitato scontro militare con Tokyo. Pur lodando la “calma” dimostrata dal governo di fronte alle “provocazioni”, il giornale avverte il Giappone che, se i suoi aerei continueranno a sorvolare la zona, “ci saranno probabilmente frizioni e confronti ed (è possibile) anche una collisione aerea”. Sarebbe il ‘casus belli’ che tutti temono e che avrebbe conseguenze devastanti. La Cina, aggiunge infatti il giornale, deve prepararsi per “un potenziale conflitto”. Il portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang, ha poi accusato la responsabile della politica estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton, di non aver valutato la situazione “obiettivamente e razionalmente”. Ieri, Ashton aveva affermato che la creazione della zona “aumenta i rischi di escalation nella regione”, invitando “tutte le parti in causa di esercitare prudenza e moderazione”. Le speranze di un raffreddamento della situazione sono affidate alla missione del vicepresidente americano Joe Biden, che la prossima settimana visiterà Giappone, Cina e Corea del Sud. Secondo fonti americane a Pechino, Biden incontrerà tra gli altri il presidente Xi Jinping, col quale esaminerà la possibilità di ridurre la tensione e riaprire spazi alla diplomazia.

fonte: Beniamino Natale per ANSA

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