Si inaugura domani il nuovo terminal dell’aeroporto di Shenzhen, disegnato da Fuksas

S’inaugura domani a Shenzhen, nel sud della Cina, di fronte a Hong Kong, il Terminal 3 dell’aeroporto Bao’an, opera imponente progettata dagli architetti italiani Massimiliano e Doriana Fuksas. Esteso su una superficie di 450mila metri quadrati, il triplo dell’attuale, il nuovo terminal, che rimanda all’immagine d’una manta, é una struttura in grado di portare la capacità dello scalo a 45 milioni di passeggeri all’anno: al quarto posto per dimensione nel Paese dopo Pechino, Shanghai e Guangzhou.
© Archivio Fuksas__DSC0021_2
Presentato come uno dei piu’ grandi al mondo, e realizzato in soli tre anni, il terminal firmato Fuksas allinea 200 banchi per il check-in, 200 negozi di ogni tipo, 62 gate d’imbarco ed è disegnato per ospitare fino al 2020 un numero di passeggeri annuo superiore del 55% rispetto al 2012. Il costo dell’operazione dovrebbe essere intorno agli 8,5 miliardi di yuan, poco più di un miliardo di euro. “Non avevamo mai progettato aeroporti, – dice Doriana Fuksas – e a Shenzhen ci hanno chiesto di disegnare tutto, dai banchi dei check-in alle maniglie. Tutto tranne le poltrone. Poi sull’intera costruzione le autorità cinesi hanno voluto che imponessimo un copyright”. “Creare un aeroporto e farlo vivere alle persone che lo attraversano come un luogo dove si sta bene anche se l’aereo è in ritardo, questa è stata la sfida più grande – commenta a sua volta Massimiliano Fuksas – oggi i progetti devono essere macrostrutture che portano qualità nella vita delle persone”. L’inaugurazione é fissata per domani mattina, con una cerimonia blindata dalle autorità cinesi prevista per le 7.30. Venticinque minuti dopo, il primo volo, Shenzhen Airlines ZH9853, partirà per il capoluogo della Mongolia Interna, Hohhot. Stasera intorno alle 22, invece, aeroporto chiuso per permettere a non si sa quante persone, si parla di migliaia, di trasferire tutte le operazioni nel nuovo terminal che sostituirà completamente le tre attuali aree passeggeri.
© Archivio Fuksas_Untitled_Panorama2_2
Costruita sopra una laguna, l’opera ha richiesto anche di riportare milioni di metri cubi di terra. La prima installazione realizzata è stato il tunnel per i collegamenti ferroviari che attraversa l’intero complesso, una struttura di un chilometro e mezzo circa che appare come modellata dal vento, ad evocare l’immagine di una scultura dalle forme organiche. L’elemento simbolo del progetto è il motivo a nido d’ape della doppia “pelle”, esterna e interna, che avvolge la struttura. Attraverso il doppio strato, la “pelle” permette alla luce naturale di filtrare e di creare dei giochi di luce negli spazi interni. L’involucro esterno è composto da pannelli in metallo e vetro di diversa dimensione e parzialmente apribili. L’ampia campata è contraddistinta da bianche colonne portanti di forma conica che s’innalzano sino a toccare la copertura, ricordando una cattedrale. Gli interni, disegnati da Doriana e Massimiliano Fuksas, seguono linee essenziali e sono rifiniti in inox a specchio che riflette e moltiplica il motivo a nido d’ape. Oggetti-scultura, grandi alberi bianchi stilizzati, sono stati progettati infine per far passare l’aria condizionata.

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