Arriva Samjiyon, l’iPad di Pyongyang, ma è senza internet

La Corea del Nord ha lanciato sul proprio mercato interno un nuovo tablet ma Apple e Samsung possono dormire sonni tranquilli: ‘Samjiyon’, ‘l’iPad di Pyongyang’, nonostante le buone prestazioni che vanta (ha un processore da 1.2 GHz, più veloce di quelli montati in alcuni tablet americani e sudcoreani, oltre ad una memoria Ram di 1 Gb e una interna da 16Gb), non può collegarsi ad internet. In Nord Corea infatti è vietato usare il web per i cittadini. Sono ammessi, sia pure con alcune limitazioni, i cellulari con i relativi servizi di sms ed mms. Già definito da alcuni come ‘un iPad in stile nord coreano’ Samjiyon sta però incontrando i favori anche di quegli stranieri che riescono a mettere piede in uno dei Paesi più chiusi al mondo. Il tablet, oltre a popolari giochi tra i quali anche Angry Birds (anche se la casa finlandese che produce il gioco ha negato di aver dato licenza, quindi forse si tratta di una copia), include 500 tra dizionari e e-books. Tra questi, anche i classici mondiali come ‘Via col vento’ e ‘I Miserabili’, oltre alle gesta dei leader nordcoreani. Con un monitor da sette pollici e 18 cm di lunghezza, Samjiyon monta la versione più recente di Android. E’ fornito di un browser che permette all’utente di collegarsi unicamente a una rete interna nazionale nord coreana, conosciuta come ‘Kwangmyong’ e che consente l’accesso all’agenzia di stampa ufficiale nord coreana, ad un paio di giornali di Stato e alla televisione centrale coreana. O almeno questo dovrebbe avvenire. Il nuovo tablet costa l’equivalente di 180 euro, una cifra contenuta per il mercato estero ma che, come hanno osservato alcuni esperti, è ancora troppo alta per la popolazione locale se comparata ai modesti stipendi del nordcoreano medio. Inoltre, secondo alcune fonti, i tablet nord coreani non hanno finora riscosso molto successo per problemi connessi alle riparazioni. Samjiyon è il terzo tablet prodotto da Pyongyang sulla spinta del leader Kim Jong-un che ha voluto un proprio modello di tablet realizzato dal Centro di Computer Coreano, ente di ricerca statale. Per tutti, il problema maggiore era riuscire a ripararlo. Erano stati usati principalmente come lettori di e-book, o come dizionari di cinese per gli studenti che vanno a studiare nel Paese del dragone. Secondo alcuni, i problemi deriverebbero dal fatto che i tablet sono in realtà costruiti in Cina: quando si rompono è quasi un’impresa sostituire o riparare i pezzi.

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